Ricette estive

immagine4E’ tempo di vacanze, di ritmi più rallentati, di dolce far niente.

Rimane però un’attività inderogabile, è quella di mangiare, di alimentarci, di nutrirci, chiamatela come volete ma questo è. Per non lasciarvi da soli nell’impresa del “cosa preparo”, vi suggerisco qualche mia ricetta dal sapore estivo e vacanziero, già pubblicata, basta cliccare sul titolo per recuperarla.

Ma non fermatevi qui, curiosate liberamente tra le mie pagine e, nel frattempo, vi auguro BUONE VACANZE!!!

Qualche sfizio:

Antipasti Tomasoni     Cicchetti alternativi con i formaggi Tomasoni

immagine-2     Cartoni a tavola ovvero le Tapas, i Pinchos ed i Montaditos

1     Il mio Dakos (frisella cretese) per il Club del 27

immagine-1       Tozzetti salati ai pinoli

Mangiamo all’aria aperta:

2       Parmigiana di melanzane

Immagine      Terrina di miglio e verdure in gelatina

immagine-1        Torta girasole di verdure

111        Panzanella prêt-à-porter

Pesce mon amour:

Immagine        Calamari ripieni

immagine-1       Polpo alla Luciana

OK       Spaghettoni al sugo di scampi, pomodorini caramellati e pistacchio di Bronte

E’ tempo di un dolcetto:

Immagine2       Bensone alla confettura di lamponi

1       Dolcetti di mandorle

Cosmopolitan firma      Pancakes con confettura di mirtilli Cosmopolitan

…e per finire:

Immagine      Bevanda Zenzero & Limone

liquirizia      Liquore alla liquirizia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Bicchierini golosi con ricotta bio Tomasoni

Bicchierini dolci Tomasoni

Eccomi di nuovo a parlarvi del Caseificio Tomasoni  la cui storia nasce nel 1955 nella campagna trevigiana, vicino al fiume Piave in un luogo ricco di storia, di risorgive e di bellezze naturalistiche.

Questa volta, grazie ai suoi squisiti formaggi, mi sono cimentata in una preparazione dolce scegliendo di utilizzare la ricotta bio, dal sapore delicato e deciso al tempo stesso, che dona carattere e gusto al tutto.

Anche questa ricetta partecipa ad un contest che abbina i formaggi Tomasoni ai delicati fiori eduli che non sono solo esteticamente molto belli e profumati, ma anche ricchi di proteine, vitamine e oli essenziali.

100 g di ricotta bio Tomasoni
70 g di yogurt greco
10/12 biscotti ai cereali
1 cucchiaio raso da dessert di zucchero
3/4 cucchiai di limoncino
1 cucchiaio di granella di nocciole
ribes fresco
fiori eduli

preparazione bicchierini dolci Tomasoni

In una terrina lavorare a crema la ricotta con lo zucchero e lo yogurt, aggiungere la granella di nocciole. A parte schiacciare grossolanamente i biscotti, intriderli con il limoncino e suddividerli i 4 o 5 bicchierini da liquore, creando uno stato di 2 cm.

Utilizzando una sac à poche riempire di crema i bicchierini quasi fino all’orlo. Completare con chicchi di ribes fresco e fiori eduli.

Tenere in frigo un paio di ore prima di servire.

Cicchetti alternativi con i formaggi Tomasoni

salato Tomasoni

“Solo latte del Veneto, una scelta etica quella del Caseificio Tomasoni di Breda di Piave (TV), sinonimo di trasparenza e tracciabilità di filiera”

Poche righe che definiscono la vera anima del Caseificio Tomasoni, che dal 1955 si impegna per valorizzare e salvaguardare le piccole realtà ed i piccoli produttori della zona. Ogni giorno vengono conferiti 400 quintali di latte proveniente solo da stalle selezionate nel raggio di 30-40 km dalla propria sede, per produrre stracchino e formaggi freschi di alta qualità. Grazie a queste delizie nasce l’idea di partecipare ad un contest che abbina i formaggi Tomasoni ai delicati fiori eduli che non sono solo esteticamente molto belli e profumati, ma anche ricchi di proteine, vitamine e oli essenziali.

Questa è la mia proposta salata, antipasti freschi ed estivi che stizzano l’occhio ai più famosi cicchetti veneti, come base ho usato anguria e melone. Se il secondo abbinamento è chiaramente un classico, diversa cosa è il primo abbinamento; datemi fiducia e provatelo, rimarrete piacevolmente sorpresi da un connubio insolito e delizioso.

Non dimenticate poi di gustarli con un buon calice di prosecco.

100 g di crema del Piave Tomasoni
50 g di crescenza Tomasoni
1 fetta di anguria
2 fette di melone
2 fette di prosciutto crudo
erba cipollina
semi di papavero
fiori eduli

Pulire l’anguria ed il melone, togliere loro tutti i semi e, con le formine da biscotti, coppare rispettivamente delle mezze lune e dei fiori.

Lavorare la crema del Piave insieme  a qualche filo di erba cipollina tritata. Fare delle chenelle aiutandosi con due cucchiaini e posizionarne una sopra ogni mezzaluna di anguria, spolverare con semi di papavero.

Sui fiori di melone arrotolare mezza fetta di prosciutto crudo e porre al centro un bottone di crescenza.

Guarnire i cicchetti con i fiori eduli.

Torta di mais e mandorle alle fragole

Torta di mais mandorle e fragole

Con l’arrivo della stagione calda alcuni ingredienti vengono accantonati a favore di altri più freschi ed estivi. Il mais è tra questi, benchè rimanga protagonista delle polente calde e fumanti se fate un giro in montagna.

Il sacchetto di farina di mais lasciato a metà nella mia dispensa ha però trovato una sua dolce strada accompagnato da un altro mezzo sacchetto posto accanto e contenente farina di mandorle. Rosse fragole occhieggianti in frigorifero hanno completato il tutto per creare una bella torta dorata, ottima anche per chi è intollerante al glutine.

Personalmente mi piace molto sentire i granuli di mais scrocchiare sotto i denti, se per voi non è così, usate la farina di fioretto che risulta essere più fine.

Altro suggerimento, al posto delle fragole potete utilizzare i frutti di bosco.

cruda

150 g di farina di mais precotta
150 g di farina di mandorle
2 uova
120 g di zucchero
90 g di burro a pomata
1 limone non trattato
9 fragole
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 pizzico di sale

Portare in temperatura il forno, modalità ventilata a 170°.

Tagliare a tocchetti le fragole, imburrare e spolverare di farina di mais una tortiera a cerchio apribile di 12 cm.

In una ciotola versare lo zucchero ed il burro a pomata, sbattere energicamente per un paio di minuti per gonfiare il composto. Aggiungere le uova una alla volta e continuare ad amalgamare bene. Miscelare le farine con il lievito, aggiungerle poco alla volta. Grattugiare la scorza del limone, spremerne il succo, aggiungerli all’impasto e finire d’incorporare bene il tutto.

Nella tortiera versare 3/4 del composto, spargere metà delle fragole, versare a cucchiaiate il restante impasto e completare con le ultime fragole.

Infornare per circa un’ora, fare la prova stecchino che deve risultare asciutto.

Se la torta si colora troppo, a metà cottura coprirla con un foglio d’alluminio, non abbiate timore ad aprire il forno la torta non si affloscia.

 

Il mio Open sandwich per il Club del 27

open sandwich

Gli Open sandwiches sono i protagonisti questo mese del Club del 27.

Si basano sul concetto dello Smørrebrød, il tipico buffet dei paesi nordici dove si servono gli Smörgåsbord (se siete curiosi leggete qui cosa ha scritto Ilaria in proposito), preparati e serviti sia caldi che freddi nelle occasioni particolari.

Queste tartine preparate con fette di pane di segale, il rye bread, spalmate di burro, vengono farcite in mille modi diversi spaziando dal salato al dolce.

La proposta della sottoscritta, ottima in tutte le occasioni, si può definire un everyday.

Pomodori, uova e fiocchi di latte

4 fette di pane di segale
burro salato
2 pomodori grandi
2 uova bollite
4 cucchiai di fiocchi di latte
2 cucchiai di crescione, io ho utilizzato l’insalata songino
sale

Immagine

Sul piano di lavoro disporre le fette di pane, possibilmente tutte della stessa dimensione, e spalmarle di burro uniformemente.

Tagliate a fette i pomodori e in quattro fette ogni uovo. Disporre sul pane, tra due fette di uova, una fetta di pomodoro.

Guarnire con i fiocchi di latte ed il crescione, oppure ciuffi di songino come ho fatto io.

Salare e servire.

Gateau o gattò di patate

Gattò di patate

Che lo si definisca sformato o torta salata, questo piatto non può mancare sulla nostra tavola, è un tortino a base di patate lesse mescolate a uova, prosciutto cotto e mozzarella.

Si tratta di una ricetta tipica napoletana le cui radici affondano alla fine del Settecento, nel Regno delle Due Sicilie. La moglie di Ferdinando I di Borbone, Maria Carolina d’Asburgo, nobildonna dal palato molto raffinato, aveva sempre con sé una squadra di cuochi francesi pronti a servirle ogni prelibatezza d’Oltralpe. I napoletani, una volta appresa la ricetta, pensarono di sostituire il formaggio groviera con il fior di latte ed aggiungere il salame e il prosciutto cotto.

Furono invece le monache del Monastero di Santa Chiara di Napoli che italianizzarono il  termine “gateau” coniando la parola “gattò”.

Comunque lo si voglia chiamare, il gateau/gattò di patate è sicuramente un piatto tra i più apprezzati. Versatile e perfetto, servito tiepido come piatto unico, oppure a temperatura ambiente, magari già porzionato, durante un antipasto o un’allegra scampagnata.

cof1 kg di patate
2 uova
200 g di prosciutto cotto
200 g di mozzarella
parmigiano reggiano grattugiato
pangrattato
sale

Lavare bene le patate, immergerle in una pentola capiente piena d’acqua, cuocerle. Spellarle e schiacciarle in una ciotola, quando sono ancora calde. Farle intiepidire.

Nel frattempo tagliare la mozzarella e lasciarla per una mezz’ora a sgocciolare, tagliare a cubetti il prosciutto. Rivestire una tortiera a stampo apribile con la carta da forno, oliarla leggermente e spolverarla di pangrattato. Accendere il forno a 180°, modalità ventilato.

Quando le patate sono diventate tiepide amalgamarle con le uova. Prelevare un terzo del composto e foderare lo stampo, base e pareti  creando una sorta di guscio.

Nel restante composto aggiungere prosciutto e mozzarella, aggiustare di sale. Versare il composto nel guscio di patate appena creato, livellare e cospargere la superficie di  pangrattato misto a parmigiano reggiano. Creare un motivo circolare con i rebbi di una forchetta.

Cuocere per 30/40 minuti circa. Lasciare intiepidire prima di sformare la torta.crudo cotto

Calamari ripieni

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Estate, caldo, mare… Sono tutti elementi che in cucina mi portano inevitabilmente a preparare più di frequente dei piatti di pesce.

In questa occasione ho trovato in pescheria dei magnifici calamari, molluschi che si prestano a diverse preparazioni. Classicamente si mangiano in frittura e sono ottimi come condimento per una gustosa pasta. Cucinati in modo più elaborato, ripieni, rendono molto e danno vita ad un piatto completo e gustoso.

I Loligo vulgaris, questo è il nome scientifico, sono poveri di grassi saturi, hanno una buona dose di zinco, fosforo e rame. Purtroppo hanno il limite di essere troppo ricchi di colesterolo. Necessitano infine di una pulizia un po’ laboriosa, io fortunatamente ho il marito che gentilmente si presta a questo compito e spesso li prepara anche, motivo che mi porta solo a “dover” assaggiare per documentare il tutto.

Per due persone servono due calamari grandi o quattro di medie dimensioni.

2 calamari grandi
1/2 cipolla bianca
olio extra vergine
vino bianco
3 filetti di acciughe
brodo di pesce
1 uovo
2 fette di pancarrè
capperi (facoltativo)
1 spicchio di aglio
12 pomodorini
latte
prezzemolo
fette di pane tostato

Pulire i calamari e tenere da parte le sacche, tagliare i tentacoli e le ali a pezzetti molto piccoli.

In una padella versare 2 cucchiai di olio e la cipolla tritata. Una volta appassita aggiungere i tentacoli, le ali ed i filetti di acciughe, sfumare con il vino bianco, portare a cottura con un po’ di brodo di pesce, deve risultare abbastanza asciutto. Spegnere dopo 10/15 quindici minuti e lasciare intiepidire.

Nel frattempo, in una ciotola spezzettare il pancarrè, ammollarlo con poco latte, aggiungere un uovo, il prezzemolo ed i capperi. Unirvi la preparazione cotta ed amalgamare bene il tutto.

Prendere le sacche ed aiutandosi con un cucchiaio riempirle con il ripieno spingendolo bene in fondo. Lasciare le sacche con un centimetro abbondante di bordo, chiudere con uno stuzzicamenti.

Attenzione: in cottura i calamari si gonfiano e si restringono, se riempiti troppo si possono rompere e comunque il ripieno uscirebbe in buona parte.

In una padella versare un paio di cucchiai di olio, profumare con uno spicchio di aglio e versare i pomodori tagliati in quattro, si deve ottenere un sugo leggero. Adagiare i calamari e cuocerli, rigirandoli più volte, per 5/6 minuti.

Attenzione: il ripieno è già cotto saranno quindi sufficienti pochi minuti di cottura, in alternativa ricordate di proseguire per non meno di 20 minuti se non volete ritrovarvi con dei calamari gommosi.

Servire con il loro sugo, un trito di prezzemolo fresco ed accompagnare con fette di pane tostato.

 

Quadrotti di cioccolato e cereali soffiati

ciocco.jpg

A casa mia il cioccolato non manca mai, apprezziamo soprattutto quello più amaro che amaro non si può, ma non disdegniamo nemmeno una buona tavoletta al latte. Non mancano gli appassionati di quello bianco o dei mix con le nocciole e la frutta disidratata. Come non citare  il suo utilizzo nelle torte, la classicissima è la caprese, ma anche una normale sette vasetti con le gocce di cioccolato fa subito contenti tutti.

Quest’oggi ho pensato di utilizzare il cioccolato per preparare una golosa merendina che ho confezionato nella carta stagnola creando tanti lucenti e simpatici pacchettini.

Le dosi per questa ricetta sono assolutamente personalizzabili, nel senso che sia la quantità di cioccolato che quella dei cereali la decidete voi a seconda se volete ottenere un composto più “cioccolatoso” oppure più “cerealoso”, con buona pace dell’Accademia della Crusca.

30/40% di cioccolato al latte
70/60% di cioccolato fondente
riso soffiato
fiocchi di avena
quinoa soffiata
orzo soffiato caramellato

Prelevare una pari quantità di riso, avena quinoa e orzo e mischiare insieme il tutto.

Spezzettare il cioccolato, in un polsonetto (è una pentola per le cotture a bagnomaria, se non lo avete usate due pentolini uno più piccolo dell’altro) farlo sciogliere a bagnomaria.

Appena il cioccolato comincia a liquefarsi, versare i cereali tenendone un paio di cucchiai da parte, amalgamare velocemente e trasferire il tutto su un foglio di carta forno dandogli una forma quadrata ed uno spessore di un paio di centimetri. Spolverare sopra i restanti cereali misti, compattare con una spatola affinchè si attacchino bene. Lasciare asciugare e raffreddare in frigo per almeno mezz’ora.

Tagliare a riquadri della dimensione preferita, io ho fatto dei quadrotti di circa cinque centimetri per lato, ed avvolgerli singolarmente nella carta stagnola.

Conservare in frigo.

Serviti con il caffè sono una deliziosa coccola.

 

 

Mezze maniche con fagioli piattoni e pomodori a grappolo

Mezze maniche con fagioli piattoni e pomodori a grappolo

I fagioli piattoni sono una varietà di piselli detti anche mangiatutto perché si consumano con tutto il baccello, in inglese sono denominati snow peas in quanto vengono seminati con l’ultima neve dell’anno per essere sulle nostre tavole in primavera.

Sono molto teneri e non hanno bisogno di lunghe cotture, leggermente sbollentati sono ottimi per realizzare deliziose insalate e primi piatti dal gusto leggero e raffinato. Per questo ho pensato di utilizzarli per preparare un sugo veloce e condire delle mezze maniche.

Il risultato è un bel piatto di pasta tricolore, patriottico e gustoso al tempo stesso.

100 g di mezze maniche di semola di grano duro
4 pomodori a grappolo
70 g di Fagioli Piattoni
1/2 cucchiaio di dado vegetale 
2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
sale

Lavare i fagioli piattoni, i pomodori e tagliare il tutto a tocchetti.

In una padella versare l’olio, aggiungere i fagioli piattoni, il dado vegetale e mezzo bicchiere d’acqua. Cuocere a fuoco moderato tenendo parzialmente coperto; dopo una decina di minuti aggiungere i pomodori, regolare di sale e completare la cottura.

Portare a bollore l’acqua per la pasta, versare le mezze maniche ed un minuto prima della cottura ottimale scolarle e spadellarle con il sugo.

 

Biscotti al latte condensato

Biscotti al latte condensato

Oggi prepariamo i biscotti con il latte condensato e pochi altri ingredienti. Li ho aromatizzati con l’essenza di vaniglia, in alternativa si può aggiungere succo e scorza di limone, o altro, a piacimento.

Il latte condensato lo trovate in commercio già pronto, volendo si può preparare in casa facendo bollire in un pentolino 150 ml di latte intero con 150 gr di zucchero a velo e 15 gr di burro. Dopo circa quindici minuti avrete ottenuto la giusta consistenza, versatelo ancora caldo in un vasetto sterilizzato (come per le confetture).

Il latte condensato è ottimo per farcire una torta alla crema di latte, si può spalmare su una fetta di pane per merenda, oppure preparare questi semplici biscotti.

Biscotti al latte condensato crudi

250 gr di farina
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
150 gr di burro
150 gr di latte condensato

In una ciotola versare la farina, creare un incavo al centro ed aggiungere tutti gli ingredienti; il burro deve essere leggermente morbido, non a pomata.

Impastare sino ad ottenere un panetto omogeneo, sarà un po’ appiccicoso, avvolgerlo nella pellicola. Riporlo in frigo per mezz’ora, oppure dieci minuti in congelatore, come ho fatto io.

Trascorso il tempo necessario, per avere l’impasto più consistente, su un ripiano infarinato stenderlo all’altezza di quasi un cm e ritagliarlo. Oppure utilizzare gli appositi stampi per dargli la forma preferita.

Portare il forno, modalità statica, alla temperatura di 170°.

Adagiare i biscotti su una teglia coperta con carta forno e cuocerli per 10 minuti circa, controllando che non prendano troppo colore.