La mia Tarte au Chocolat per il Club del 27

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Bentornati nel Club del 27, la sfidanonsfida che questo mese ha visto aggiungersi altri partecipanti, ci potete trovare tutti nel blog dell’MTC oppure sulla nostra nuovissima pagina di Facebook. Potrete così scoprire le ricette che abbiamo preparato seguendo il tema del mese, questa volta parliamo di: timballi, torte e pies da tutto il mondo.

Io ho scelto di proporvi una torta che, avendo cura e un pò d’attenzione, regala un risultato delizioso: la Tarte au Chocolat.

Questo dolce è formato da un guscio di pasta frolla alle mandorle ripieno di ganache al cioccolato fondente, semplice e d’effetto al tempo stesso. Se poi tenete conto che tra poco sarà Pasqua, potrete utilizzare il cioccolato delle uova per un riciclo di tutto rispetto.

Si presenta esteticamente senza tanti fronzoli, volendo si può decorare con frutta fresca, oppure fare come me che ho pensato di farla diventare una  Gat-tarte au Chocolat.

Prima di lasciarvi alla ricetta vi suggerisco una nota alcolica: accompagnate questa torta con un Barolo chinato, un vino aromatizzato dalla piacevole persistenza aromatica. Nato come elisir le sue origini appartengono all’epoca del Barolo di fine Ottocento dove nel loro retrobottega due speziali, il dottor Giuseppe Cappellano di Serralunga e il dottor Zabaldano di Monforte, applicarono (ognuno con la propria formula) le proprietà della China Calissaia al Barolo.

tartePasta sablée

120 g di burro
90 g di zucchero a velo
15 g di farina di mandorle
260 g di farina 0
2 g di sale fino
1 uovo

Ganache al cioccolato fondente

350 g di cioccolato fondente
50 g di burro
250 g di panna fresca

Gelatina

7 fragole
7 g di agar-agar
2 cucchiaini di zucchero a velo

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Per la pasta sablée miscelare tutti gli ingredienti aggiungendo la farina poco per volta.

Formare una palla, sarà molto morbida, e stenderla tra due fogli di carta forno fino a raggiungere uno spessore di 3 mm possibilmente dandole una forma circolare idonea a ricoprire una teglia da 24 cm più il bordo.

Mettere la pasta così stesa in congelatore, intanto accendere il forno a 160°.

Riprendere la pasta, stenderla nella teglia imburrata ed infarinata, punzecchiarla con i rebbi di una forchetta al fine di non farla gonfiare in cottura, infornare per 20 minuti circa, controllare che sia dorata.

Preparare la ganache, sciogliere nel microonde oppure a bagnomaria il cioccolato, scaldare la panna. Quando il cioccolato sarà fuso e ben liscio unire la panna calda e mescolare bene. Controllare la temperatura, quando scende a 35° aggiungere il burro (la temperatura è importante poiché serve ad evitare che il burro si separi ed affiori sul cioccolato creando una patina bianca).

A cottura del guscio di sablée, farla raffreddare prima di versarvi la ganache, attendere il raffreddamento anche di quest’ultima e mettere in frigo.

La Tarte au Chocolat io l’ho guarnita poco prima di servirla preparando una gelatina alla fragola.

Porre sul fuoco una piccola casseruola dove versare una purea di fragole precedentemente frullate, unire lo zucchero e a bollore iniziato aggiungere l’agar-agar, mescolare bene per 3 minuti. Versare il composto in uno stampino rettangolare ricoperto di carta forno creando una base di 3 mm. Fare intiepidire e successivamente rassodare in frigo.

Stampare la gelatina utilizzando delle formine a piacere e decorare la tarte prima di servire.

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Cavolfiore speziato

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Oggi vi propongo un contorno facile e molto gustoso che ha per soggetto un ortaggio non facilissimo da gestire. Ammorba la cucina in cottura e non sempre si sa proporre al suo meglio. Sto parlando del cavolfiore, questa simpatica infiorescenza dalla diverse varietà stagionali come il verde romanesco oppure il violetto siciliano.

In particolare per questa ricetta ho utilizzato il classico cavolfiore bianco, alla colorazione ci ho pensato io, grazie ad una saporita marinatura speziata il gioco è fatto 😉

Per amor di verità questa non è una proposta di mia invenzione bensì mi è stata suggerita da un’amica ed è una ricetta del famoso cuoco britannico Jamie Olivier alla quale ho apportato qualche modifica cercando di non snaturare l’idea iniziale.

In cottura si è sprigionato un aroma delizioso ed il mio cavolfiore speziato, neanche a dirlo, è sparito in un lampo. Provare per credere.

1 cavolfiore
2 foglie di alloro
½ bicchiere di acqua
Olio extravergine d’oliva

3 spicchi d’aglio
2 rametti di timo
1 limone buccia e succo
4 cucchiai di vino bianco
3 cucchiai di marsala
3 cucchiai di salsa di soia
1 cucchiaio raso di semi di carvi
1 cucchiaino di semi di coriandolo
1 cucchiaio di semi di sesamo
Peperoncino

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Portare il forno alla temperatura di 180°.

Preparare la marinatura: tritare l’aglio con il timo e metterli in una ciotolina insieme al vino bianco, la salsa di soia, le spezie, i semi, la scorza ed il succo di limone.
Pulire il cavolfiore ed eliminare le foglie esterne.

Porre in una casseruola unta di olio il cavolfiore, spennellarlo con la marinatura in tutte le sue parti e versare sopra la restante, aggiungere l’acqua e le foglie d’alloro.

Infornare per circa 40 minuti, ogni tanto irrorare con il fondo di cottura il cavolfiore per tenerlo morbido e fare in modo che s’insaporisca bene.

A fine cottura socchiudere il forno e lasciarlo all’interno ad intiepidire.

Pillola socratica 😉

Terrina di miglio e verdure in gelatina

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Questo mese la sfida dell’MTC, il gioco più intrigante del web che vanta innumerevoli tentativi di imitazione è capitanato da  Giuliana che ha proposto le Terrine.

Parliamo di un piatto estremamente versatile, può essere un antipasto, piatto principale o dessert, caldo, tiepido o freddo. Ottima scelta per le diverse occasioni, si deve preparare in anticipo, è perfetta anche per buffet e pic-nic. Si può spaziare con gli ingredienti, usare combinazioni di carni diverse, di pesci e di verdure, persino di frutta.

Io ho scelto di fare una terrina di verdure, si differenzia da quelle di carne per il fatto che non vengono composte con ingredienti crudi, bensì con verdure che hanno subito una breve cottura preliminare. Le verdure offrono la possibilità di ottenere diverse combinazioni di sapori, forme e colori.

La differenza principale tra una terrina, l’aspic ed il patè non sono tanto gli ingredienti: in una terrina può finire di tutto, è importante  però mantenere una consistenza ben precisa, a metà fra la spatola per spalmare e il coltello per tagliare: gli ingredienti sono di solito tagliati a pezzi oppure a striscioline, a dadini e poi disposti a strati nel recipiente e generalmente cotti in forno. Nelle terrine a crudo, sia con ingredienti tutti a crudo o con ingredienti precotti e poi assemblati successivamente, vale sempre la stessa regola.

Bando agli indugi e vediamo come fare la mia terrina utilizzando uno stampo da plumcake da 24 cm:

150 g di miglio decorticato
200 g di fagiolini
2 carote
10 falde di pomodori secchi
50 g di parmigiano reggiano grattugiato
1 dado e mezzo di gelatina
2 cucchiai di aceto di mele
sale

Cuocere il miglio in abbondante acqua, a parte lessare i fagiolini e le carote. In una tazza di acqua calda fare rinvenire i pomodori secchi.

Preparare nel frattempo la gelatina come da indicazioni sull’astuccio della compressa, profumatela con l’aceto di mele.

Foderare lo stampo con la pellicola alimentare, vi faciliterà quando dovrete sformare la terrina, versare un terzo della gelatina sul fondo, fare uno strato di circa 2 cm e mettere in frigorifero a rassodare.

A cottura ultimata del miglio, scolarlo molto bene e amalgamarlo con il parmigiano.

Quando la gelatina è soda, riempire lo stampo delicatamente con uno strato di metà miglio, proseguire con i pomodori secchi tagliati a striscioline, poi uno di fagiolini, uno di carote tagliate a striscioline e terminare con il restante miglio. Versare su tutta la preparazione la restante gelatina ponendo attenzione a che venga ben assorbita da tutte le parti, anche ai lati.

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Rimettere in frigorifero a rassodare per qualche ora, nel frattempo io ho preparato delle creme di formaggio in accompagnamento:

Formaggio tipo quark
foglioline di menta
steli di erba cipollina
cren

Amalgamare metà formaggio in una ciotola con la menta tritata; in un’altra ciotola mischiare il restante formaggio con una generosa punta di cren e cospargere di erba cipollina.

Volendo potete fare il formaggio in casa il giorno prima: prendete uno yogurt bianco, io uso quello parzialmente scremato, mischiarlo con un bel pizzico di sale e raccoglierlo in un piccolo canovaccio pulito oppure un fazzoletto bianco. Fermarlo all’interno di un vaso di vetro facendo in modo che non tocchi il fondo e lasciare sgocciolare per una notte in frigo. Il giorno dopo avrete sul fondo del vasetto il siero e nel canovaccio un delizioso formaggino spalmabile.

Sformare la terrina con attenzione, togliendo la pellicola alimentare e servire con le due creme di formaggio.

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Con questo piatto partecipo alla sfida:

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Tozzetti salati ai pinoli

Avete voglia di qualcosa di salato e sfizioso?

Provate a fare questi tozzetti, perfetti ad esempio per un aperitivo improvvisato, si possono fare in anticipo conservandoli per qualche giorno in un contenitore ermetico.

Questi che vedete in foto li ho preparati con i pinoli tostati, nulla vieta però di utilizzare noci, pistacchi o altro. L’importante è mantenere le proporzioni.

Immagine 1.jpg300 g farina 0
100 g burro a temperatura ambiente
2 uova + 1 tuorlo
150 g pinoli
20 g. capperi
100 ml latte
sale q.b.

Lavorare la farina con il burro, a parte sbattere le uova ed aggiungerle all’impasto.

Tostare i pinoli in un padellino antiaderente, in alternativa tritare grossolanamente le noci oppure i pistacchi ed aggiungerli insieme ai capperi, salare.

Versare il latte poco alla volta per ammorbidire il composto, potrebbe non servire tutto, sino ad ottenere una consistenza malleabile ma non appiccicosa.

Nel frattempo accendere il forno a 170°, modalità ventilato.

Formare dei rotolini da 5 centimetri di diametro, io ne formo un paio, porli su una teglia rivestita di carta-forno, spennellarli con il rosso d’uovo ed infornarli per 25/30 minuti.

Sfornarli, tagliarli e fette di 2 centimetri, fare attenzione a non scottarsi,  e rimetterli in forno per altri 8/10 minuti, girandoli a metà cottura.