Bevanda Zenzero & Limone

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Va bene, dite pure che adesso lo Zenzero lo troviamo anche nel latte la mattina… chissà… magari è buono. Fatto sta che mi piace parecchio ed utilizzandolo da così tanto tempo non vi nascondo di sentirmi un tantino zenzero-influencer, vamolà che l’ho detto 😀

Dello Zenzero si sa che era già conosciuto da Galeno e spesso viene confuso con il peperoncino, con il quale non condivide nemmeno una lontana parentela botanica. E’ un ottimo decotto per prevenire e curare tosse, mal di gola e raffreddore ed è utile per combattere la nausea.

Ma non finisce qui, usato nella preparazione di molte pietanze conferisce loro una nota fresca e leggermente pungente. In questa stagione poi perché non provate a fare questa bevanda dissetante e con una bella carica di energia.

Prepararla è semplicissimo:

mettere sul fuoco una pentola con mezzo litro d’acqua, appena prende bollore aggiungere un bel pezzetto di zenzero grattugiato, circa 7 cm. di radice fresca, e lasciare sobbollire per 15 minuti almeno. Spegnere, fare intiepidire e filtrare.

Spremere un grosso limone, ottimi in alternativa due lime, filtrare il succo.

In una bottiglia di vetro da litro versare il decotto, il succo di limone ed aggiungere mezzo litro di acqua naturale. Io non dolcifico con zucchero o miele ma nulla vieta di farlo.

Tenere in frigo e bere quando si vuole.

Pillola socratica 😉

 

 

 

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Panzanella prêt-à-porter

Gn della panzanella del Calendario del Cibo Italiano.

Con questa umilissima ricetta mi addentro in un ginepraio culinario dal quale spero di uscirne con tutte le piume al loro posto.

Una cara bloggamica toscana su questo fronte è molto integralista, cito: “esiste una sola versione della panzanella e prevede 2 ingredienti fondamentali. Il resto sono aromi naturali e non divagazioni sul tema. La panzanella è PANE E POMODORO, tutto qui”.

Torno un po’ indietro nel tempo e trovo Agnolo Allori detto il Bronzino, pittore che operò alla corte de’ Medici nel ‘500, che così canta le lodi di questo piatto:

“Ma chi vuol trapassar sopra le stelle,
Di melodia, v’aggiunga olio e aceto
E’ntinga il pane e mangi a tira pelle.” …
…  “Un insalata di cipolla trita
Colla porcellanetta e citriuoli
Vince ogni altro piacer di questa vita.
Questo trapassa l’amor de’ fagiuoli,
E d’amici, e di donne, che con essi
T’ammazzeresti per due boccon soli.
Considerate un po’ s’aggiungessi
Basilico e ruchetta, oh per averne
Non è contratto che non si facessi”…
[In lode delle cipolle]

Qui non vi è traccia dei pomodori, che ancora non venivano usati in cucina, si cita l’erba porcellana, oggi non più utilizzata, la cipolla e il cetriolo, quest’ultimo gradito ai fiorentini ma non ai senesi. Per non dire che in Garfagnana poi c’è la “Panzanella del prete” decisamente più elaborata.

Sempre sulle sue origini, si fa risalire la ricetta all’abitudine contadina di bagnare il pane secco e di mischiarlo con le verdure dell’orto. E ancora, pare che la nascita della panzanella sia avvenuta a bordo dei pescherecci dove i marinai portavano del pane indurito, qualche pomodoro e bagnavano il tutto con acqua di mare.

Anche il nome ha origini incerte, per alcuni non è che l’unione delle parole pane e zanella (che significa piatto fondo o zuppiera), per altri dal nome “panzana” che in origine voleva dire pappa.

Tirando le somme ho capito una cosa, il pane toscano e l’acqua sono obbligatori con l’aggiunta di pochi altri ingredienti, altrimenti è altra cosa.

In tutto questo io una variante l’ho fatta, mettendola dentro un contenitore edibile e facente parte integrate della ricetta stessa: i pomodori.

E’ così diventata una Panzanella prêt-à-porter spero con buona pace di tutti 😉

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200 g di pane toscano raffermo
4 pomodori ramati non troppo maturi
basilico fresco in abbondanza
1 cipollotto fresco
olio extravergine d’oliva
sale
aceto di vino bianco

Mettere il pane in ammollo nell’acqua per poco meno di 10 minuti e strizzarlo molto bene.
Lavare i pomodori, tagliare la calotta a tre di questi, svuotarli e tritare la polpa ottenuta insieme alle calotte ed al quarto pomodoro.

Lavare e tagliare il cipollotto, lavare e spezzettare a mano il basilico.

In una terrina sbriciolare il pane, aggiungere il trito di pomodori, il cipollotto ed il basilico.

Condire con abbondante olio, sale e aceto, mescolare molto bene e mettere in frigo per un paio d’ore.

Riprendere i pomodori svuotati e riempirli con la panzanella, colare sopra anche il condimento, tenerli a temperatura ambiente una mezz’ora prima di servirli.

Ci avete colto in flagrante con l’ultima impresa MTC: CREPE IS THE NEW BLACK 

Colpevole di MTC!

Direttamente dal gastrocarcere più famoso del web, chiamatela come più vi piace… crêpe, galette, crespella, blini, cialda, pancake, gaufre, waffle, esce oggi il nuovo libro targato MTC  dove potrete apprendere la teoria, le tecniche,  gli ingredienti, le attrezzature e molto altro per prepararle alla perfezione.

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Faremo inoltre un Giro del Mondo in 45 Crepes, vi spiegheremo come preparare oltre 100 ricette e poi….  e poi… correte in libreria perchè non finisce qui.

Per ingolosirvi ulteriormente vi dico subito che io propongo i Beghrir, letteralmente frittella con tanti buchi, una sorta di crepe berbera morbida e perfetta a colazione.

Naturalmente, anche Crepe is the New Black sostiene i nostri amici di Piazza del Mestieri, di Torino e di Catania: se volete contribuire con una donazione liberale (deducibile dalle tasse), qui trovate tutti i riferimenti, in attesa di qualche prossimo progetto sul territorio, assieme ai ragazzi e ai loro insegnanti.