Pangiallo laziale

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Dal 17 al 23 Dicembre nell’antica Roma si festeggiavano i Saturnalia” ossia la festa dedicata al dio Saturno, il dio dell’età dell’oro”, l’età in cui tutti gli uomini vivevano in pace e senza bisogno di lavorare. 
Iniziavano con dei riti religiosi davanti al tempio di Saturno ed agli schiavi era concessa completa libertà, tanto che potevano bere ed essere addirittura serviti dai loro padroni. Inoltre si scambiavano doni e dolci dorati poiché, essendo questo il periodo del solstizio d’inverno, erano un buon augurio per il ritorno del sole.
Il dolce in onore del “Sol invictus“, il sole mai vinto, tramandato sino ai giorni nostri è il Pangiallo, che veniva tinto con il color del sole (farina, acqua e zafferano) e impastato senza lievito e zucchero perchè all’epoca non si conoscevano. Non si usava mettere nemmeno il cioccolato oppure i pistacchi  per lo stesso motivo.
L’antica ricetta non ci è pervenuta, ma un manoscritto del XVIII sec., conservato nell’archivio di Viterbo, spiega proprio l’utilizzo dello zafferano per dare al dolce il colore giallo intenso.  

Questa festa era così cara ai romani che continuarono a celebrarla anche dopo l’avvento del cristianesimo e del cattolicesimo. Si dice infatti che la Chiesa, per ovviare al problema, decise di spostare la data di nascita di Gesù al 25 Dicembre, festa del Sol invictus.

Quest’oggi per la Gn dei pani dolci del Calendario del Cibo Italiano vi spiego come prepararlo e, anche se non siete di Roma o vivete in Lazio, potrete gustarlo e donarlo come gli antichi romani, e chissà che questo Natale non risplenda di più.

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150 g mandorle
150 g nocciole tostate
250 g noci sgusciate
75 g pistacchi o pinoli (io pinoli)
8 fichi secchi
3 cucchiai uva sultanina
1 cucchiaio cacao amaro
2 cucchiai zucchero
250 g miele
159 g farina

per la copertura gialla:
2 cucchiai farina
1 bustina di zafferano
1 cucchiaio olio
1 cucchiaio acqua

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Accendere il forno a 150° e ricoprire una teglia con carta forno.
In una ciotola mescolare farina, zucchero e cacao ed unire il miele leggermente riscaldato per renderlo fluido.

Aggiungere tutta la frutta secca, i fichi tagliati in più parti, l’uvetta ammollata in acqua calda e le mandorle non spellate.

Con l’aiuto di due cucchiai mescolare e finire d’impastare con le mani in modo da amalgamare bene il tutto e renderlo il più omogeneo possibile.

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Aiutandosi con un cucchiaio bagnato togliere l’impasto dalle mani, inumidirle per prendere un pò d’impasto alla volta e formare una palla cercando di comprimere il più possibile.

Metterle nella teglia, io ne ho fatte 4 piccole, e schiacciarle dando loro un’idea di cupola.

Preparare la copertura mescolando in una ciotolina la farina con lo zafferano, l’olio e l’ acqua al fine di ottenere una pastella abbastanza densa ma spalmabile sulla superficie delle cupole facendole così diventare gialle.

Infornare a metà altezza per almeno un’ora, regolatevi con il vostro forno.

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