Friselle o frise

Oggi ricorre la giornata mondiale del pane, anche quest’anno ho accettato l’invito di Zorra e messo le mani in pasta per preparare le frise, buone e terapeutiche. Pare infatti che uno studio condotto nel 2013 da ricercatori giapponesi, abbia dimostrato che il cortisolo, l’ormone dello stress nel sangue, diminuisce quando si tocca qualcosa di morbido e caldo, l’impasto del pane ne è un buon esempio.

Le friselle sono generalmente preparate con il grano duro o l’orzo, fatte lievitare, cotte in forno, successivamente tagliate a metà e biscottate.

Questo pane ha una leggenda, si narra infatti che fu portato da Enea quando sbarcò in Puglia a Porto Badisco, vicino Otranto. Le friseḍḍe, freseḍḍe nei vari dialetti, sono ciambelle la cui forma ne facilitava il trasporto, venivano raccolte tutte insieme con una cordicella fatta passare attraverso il buco centrale che si crea, come per formare una collana, e portate in barca dai pescatori che prima di consumarle le ammorbidivano nell’acqua di mare.

Possono essere condite nei più svariati modi, qui la fantasia la fa da padrone. Un suggerimento, anzi due: pomodorini maturi, olive, rucola selvatica, sale e olio extravergine d’oliva; oppure tuffate ancora secche, a pezzetti, nel sughetto caldo di una buona zuppa di pesce.

Dosi per 10 – 12 frise:

350 g di grano duro
200 ml di acqua
Olio extravergine d’oliva
90 g di pasta madre oppure 7 g di lievito di birra
sale

Sciogliere la pasta madre, oppure il lievito di birra, in mezzo bicchiere di acqua tiepida.

Unirlo alla farina, aggiungere due cucchiai di olio, un cucchiaino di sale e l’acqua poco alla volta, la quantità dell’acqua varia a seconda della farina.

Impastare per 10 minuti, si deve ottenere un panetto liscio e omogeneo, incordato.

Trasferire l’impasto sulla spianatoia leggermente infarinata, formare una palla e riporre in una ciotola unta con poco olio, coprirla con la pellicola per alimenti e lasciare riposare per circa 3 ore.

Riprendere l’impasto e dividerlo un pagnottelle grosse come un pugno, formare dei rotolini da avvolgere a spirale (vedi foto). Riporre a lievitare ancora per un’ora almeno, fino al raddoppio.

Portare il forno alla temperatura di 200° e infornare per 10/12 minuti.

Terminata la prima cottura, non spegnere il forno, estrarre le pagnotte che vanno tagliate a metà trasversalmente appena si intiepidiscono. Disporre le frise nuovamente sulla teglia e tostarle in forno per altri 7 minuti, per eliminare completamente l’umidità residua della pasta.

Si conservano per parecchio tempo in un sacchetto per alimenti.

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