Falsopesce

Il falsopesce è il piatto delle feste della mia infanzia, preparato a Natale dalla mamma. E’ semplice, ha pochi ingredienti ed è divertente da decorare, soprattutto se vi fate aiutare dai bambini.

Il mio bel “falso” pesciolino è cicciotto, opera della mia bambina. Anche quest’anno lo prepareremo e farà bella mostra tra gli antipasti del pranzo natalizio.

700 g di patate a pasta gialla
350 g di tonno sott’olio sgocciolato
2 cucchiaini di pasta d’acciughe
100 g di maionese
capperi
cetriolini
olive verdi denocciolate
sale

In una pentola capiente, lessare le patate in abbondante acqua. Passarle allo schiacciapatate ancora calde, ottenere una purea.

Sgocciolare il tonno dall’olio, inserirlo nel frullatore insieme alla pasta d’acciughe, un cucchiaino di capperi e la maionese; frullare il tutto, aggiungere il composto ottenuto alle patate.

Amalgamare bene, nel caso fosse molto compatto aggiungere altra maionese e regolare di sale.

Se utilizzate l’apposito stampo foderatelo con la pellicola, tenetelo in frigo un’ora prima di sformarlo. In alternativa divertitevi a modellarlo a mano libera.

Decorare a piacimento, vanno bene anche i sottaceti misti, le falde di peperoni… insomma… viva la fantasia!

Zucchine in modalità giardiniera

Torno a parlare di zucchine, anzi no le cucino in modo da poterle conservare. Quando è stagione hanno un sapore delizioso e bisogna approfittarne, anche se si possono comprare tutto l’anno, quelle coltivate in aperta campagna non sono paragonabili a quelle cresciute in serra.

Se navigate tra le mie ricette compaiono spesso e volentieri, ad esempio nella Torta “sanremese” di zucchina trombetta, come contenitore nelle Zucchine tonde ripiene di Jasmine rice, in accompagnamento ai Filetti speziati di merluzzo oppure… curiosate, curiosate 😉

Questa volta ho pensato di prepararle in giardiniera, quella classica è composta da diverse verdure a seconda del gusto, ma il procedimento da seguire è uguale.

Per ottenere due o tre vasetti non molto grandi ecco cosa fare:

4 zucchine medie
1 bicchiere di aceto di vino bianco
4 bicchieri di acqua
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaio di sale grosso
qualche foglia di alloro (facoltativo)
olio extra vergine d’oliva

Lavare le zucchine e tagliarle a rondelle di 1 cm circa.

In una pentola mescolare l’aceto e l’acqua con lo zucchero, il sale e qualche foglia di alloro, portare ad ebollizione.

Sbollentare le rondelle di zucchine per 3 minuti circa, meno se piacciono più croccanti che morbide.

A cottura ultimata scolare bene e sistemare la verdura nei vasetti di vetro, inserire anche una foglia di alloro se piace, versare sopra il liquido di cottura ancora caldo a ricoprire il tutto, sigillare con un filo d’olio e chiudere con il tappo. Si deve creare il sottovuoto.

Conservare i vasetti in luogo fresco, aspettare almeno 3 giorni prima di assaggiarle.

Cous cous vegetariano

Il cuscus o cous cous è un alimento tipico del Nord Africa, della Sicilia occidentale (famoso il Cous Cous Fest di San Vito lo Capo nel trapanese) e della Sardegna sudoccidentale (Calasetta, Isola di Sant’Antioco e Carloforte) dove prende il nome di Cascà. È costituito da granelli di semola di frumento cotti a vapore, versatile e adatto in tutte le stagioni è facile da preparare, basta seguire alcune regole.

In commercio si trova precotto, per completare la sua preparazione va versato in una pirofila, dopo averlo condito con un cucchiaio di olio extravergine d’oliva, e ricoperto a filo di brodo vegetale bollente, le proporzioni sono 1 a 1. Coperchiate e lasciate gonfiare i granelli per qualche minuto. L’importante è NON usare semplice acqua, se dovete fare una preparazione dolce potete aromatizzare l’acqua bollente con anice stellato, un pezzetto di zenzero fresco spellato o qualche chiodo di garofano.

Non mescolate mai ma lasciate assorbire il liquido, una volta gonfio sgranatelo bene con la forchetta. Nel caso di un piatto salato, regolate di sale il liquido che utilizzate oppure il condimento che mescolerete al cous cous.

Servitelo sempre caldo o tiepido, il freddo facilita la formazione di grumi. Infine, se volete il cous cous ancora più gustoso, preparatelo in anticipo, così che la semola abbia il tempo di impregnarsi bene di tutti i sapori rilasciati dal condimento.

In rete troverete molte varianti, vi propongo la versione salata di base, voi sbizzarritevi a piacimento, le dosi sono per due persone.

120 g di cous cous cotto in brodo vegetale e sgranato
8 fette di melanzana grigliata 
8 pomodorini freschi tagliati in 4  
1 carota lessata tagliata a rondelle 
1 gambo di sedano tagliato a tocchetti 

1 patata lessata tagliata a tocchetti
1 zucchina lessata tagliata a rondelle

1/2 avocado tagliato a tocchetti (facoltativo)

2 cucchiai di olio extravergine d’oliva

sale

Preparare il cous cous come ho spiegato in premessa.

In una ciotola capiente versare tutte le verdure, tenere da parte la melanzana, e condirle con l’olio emulsionato al sale. Condire allo stesso modo le fette di melanzana, faranno da base come potete vedere nella foto. Pomodorini e sedano li lascio crudi per dare freschezza al piatto.

Aggiungere alle verdure il cous cous, mescolare bene impiattare e servire.

Insalata pantesca e Zibibbo

C’è un’isola vulcanica in Italia dove la forza degli elementi la rendono una cosa unica, un luogo a se stante, svincolato a tal punto dal nostro territorio che fa quasi specie sentire parlare in italiano; Pantelleria è questo e molto altro ancora.

Situata a metà strada tra l’Africa e l’Europa, Perla Nera del Mediterraneo, è un immenso patrimonio di biodiversità ed un concentrato di sole, vento, silenzio, sorgenti termali a cielo aperto, storia e buon cibo. Se non l’avete mai visitata sappiate che la sua aspra natura la rende si affascinante ma non facile da comprendere; c’è chi s’innamora di lei (come la sottoscritta) e chi fugge via dopo un solo giorno di permanenza.

Vi ho incuriosito? Non vado oltre, lascio a voi il piacere di scoprirla, anzi no! Vi racconto di un suo piatto tipico che non può fare a meno dei capperi di cui quest’isola ne è letteralmente cosparsa, nonchè del suo vitigno per eccellenza: lo Zibibbo.

L’insalata pantesca è da gustare nelle giornate calde ed assolate, un concentrato di sapori deliziosamente decisi; le dosi sono per due persone.

500 g di patate  
200 g di pomodorini  
12 olive verdi 
1 cucchiaio di capperi di Pantelleria
granella di pistacchio 
basilico 
origano 
olio extravergine d’oliva
aceto
sale

Lavare le patate, lessarle con la buccia fino a quando non saranno morbide, farle raffreddare, pelarle e tagliarle a tocchetti.

Tagliare la cipolla, lasciarla in ammollo dieci minuti con l’aceto e scolarla bene. Lavare e tagliare in quattro i pomodorini, sciacquare i capperi per togliere il sale in eccesso.

In una ciotola unire tutti gli ingredienti preparati, aggiungere le olive e la granella di pistacchi. A parte emulsionare l’olio con il sale e l’origano e condire l’insalata, decorare con il basilico.

Pillola socratica 😉

Abbinamenti di-vini

Un bicchiere di Zibibbo fresco e profumato è un buon compagno di viaggio. Vitigno a bacca bianca, detto anche Moscato di Alessandria, regala deliziose note sapide e fruttate; a torto incasellato solo come passito, in realtà i tanti piccoli produttori dell’isola riescono a conferire ai loro vini peculiarità differenti ed interessanti.

La vite, originaria dell’Egitto, fu introdotta nell’isola dai Fenici. I piccoli alberelli, tenuti volutamente bassi, data l’asperità del territorio e mai irrigati artificialmente, regalano pochi grappoli dagli acini ovoidali con la buccia spessa. Il termine zibibbo deriva da zibib che in arabo significa uva passa o uvetta.

Le caratteristiche uniche dell’allevamento hanno decretato, nel 2014, Patrimonio dell’Umanità la vite zibibbo ad alberello.

Piada tradizionale al lievito madre con Gorgonzola e fichi per Vamos a la piada again

Rieccomi con un’altra proposta ed un’altra tipologia di piada che l’azienda di Riccione Fresco Piada prepara con l’ausilio di farine di grani romagnoli, sale integrale marino di Cervia e olio extravergine d’oliva delle colline riminesi.

Dopo aver testato La Piada del Chiosco con Rosa Camuna e piccoli frutti , ho voluto provare un nuovo ripieno, questa volta racchiuso ne LA RITROVATA AL LIEVITO MADRE NATURALE, il cui lievito madre appunto, deriva da un ceppo che ha alle spalle oltre cinquant’anni di cure ininterrotte, un tesoro della cucina artigiana di Fresco Piada.

1 piada  
50 g di Gorgonzola  
3 fette di prosciutto crudo 
2 fichi 
4 noci 
miele (facoltativo)

Tagliare a tocchetti il Gongonzola, lavare ed affettare i fichi, dividere a metà le noci.

Scaldare la piada in una padella antiaderente, girarla un paio di volte e ricoprirne una metà di formaggio, lasciarlo fondere.

Far scivolare la piada su un piatto, aggiungere il prosciutto crudo, i fichi e le noci. Provate anche la versione con l’aggiunta di qualche goccia di miele.

Piegare in due e gustare!

Le mie tapas per il Club del 27

Il Club del 27 questo mese è variegato e colorato, sono passati tre anni da quando una mitica sfida dell’MTC ci ha visto protagonisti in una gara avvincente e molto divertente. Curiosate nei miei Cartoni a tavola ovvero le Tapas, i Pinchos ed i Montaditos per scoprire cosa sono queste golosità spagnole, per poi gustare anche le proposte che ho scelto dalle ricette delle mie compagne di gioco. Ed ora vamos a tapear!

Tapas: Passato freddo di carote di La cascata dei sapori

200 g di carote  
200 ml di brodo di dado vegetale 
70 ml latte 
1 pizzico di noce moscata 
2 cucchiai di yogurt intero 
basilico 
olio extravergine d’oliva 
sale

Pelare le carote, lavarle e tagliarle a rondelle.

Versare il brodo in un tegame, aggiungere le carote, portare ad ebollizione e cuocere per 15 minuti. Spegnere e lasciare raffreddare.

In un frullatore, versare il composto nel frullatore e renderlo una crema densa. Aggiungete il latte, lo yogurt, la noce moscata e un pizzico di sale.

Frullare ancora e renderlo omogeneo.

Versare la crema nei bicchierini, decorate a piacere con basilico, pezzetti di carota ed un filo di olio extra vergine d’oliva.

Montadito: pane di semola con mousse di piselli e ricotta di Acquolina

200 g di piselli lessati
75 g di taleggio
75 g di ricotta
olio extravergine d’oliva
sale
fette sottili di pane di semola o cialde di semola

Frullare insieme tutti gli ingredienti e conservare in frigorifero.

Tagliare il pane alla semola e tostarlo leggermente, in alternativa utilizzate delle cialdine di semola.
Far cadere, con una sac a poche, oppure spalmare la crema sul pane.

Tapas: insalata di frutti estivi di Cindystarblog

anguria
melone
ciliegie
pesche
avocado
aceto di mele
olio extravergine d’oliva
succo di limone
sale

Con un piccolo scavino ricavare tante palline dai frutti, condire subito l’avocado conditelo con il limone e poco olio e sale, per non farlo annerire. Se non avete lo scavino tagliate la frutta a cubetti.

Condire il tutto con poco aceto di mele e riporre in frigorifero per almeno un’ora.

Coni di gelato al Parmigiano Reggiano

Il gelato, grande protagonista estivo, è oramai stato sdoganato anche da questa stagione, non è raro infatti trovare una gelateria aperta tutto l’anno. Vanta origini di lunga data ed in rete vi sono numerose informazioni in merito, diversi sono anche i musei tematici. Il più noto e non solo in Italia, nonchè il primo ad essere stato aperto di questo genere, si trova ad Anzola Emilia nel bolognese, e ripercorre la storia, la cultura e la tecnologia che gravita intorno al gelato artigianale.

Oltre all’utilizzo di creme, frutta e zucchero, questa volta vi propongo un’insolita versione salata al Parmigiano Reggiano che anzichè concludere un buon pranzo lo può inaugurare.

350 g di panna fresca non montata
200 g di Parmigiano Reggiano stagionato minimo 18 mesi  
1 rotolo di pasta sfoglia
1 rosso d’uovo 
granella di pistacchio

Versare in una casseruola la panna e portarla quasi ad ebollizione.

Grattugiare il Parmigiano Reggiano e versarlo tutto in una volta nella panna.

Mescolare molto bene, a fiamma bassa, fino a quando il formaggio non sarà completamente sciolto.

Filtrare con un colino a maglie fitte e versare in un contenitore, mettere in frigo per almeno sei ore. 

Stendere e tagliare la pasta sfoglia in strisce da 1 cm ed avvolgerle delicatamente intorno ai coni di alluminio, se non avete quelli appositi si possono fare con un foglio di alluminio ripiegato due volte ed avvolto appunto a cono.

Spennellarne la superficie con il rosso d’uovo sbattuto.

Cuocerli in forno ventilato a 170° per 10 minuti al massimo.

Una volta raffreddati e sfilati delicatamente dai supporti in alluminio, riempire i coni di sfoglia ottenuti di gelato al Parmigiano Reggiano, rifinirli con granella di pistacchio.

Pillola socratica 😉

Insalata di polpo

Il polpo in versione estiva non può che declinarsi in insalata, sia essa tiepida o fredda; mollusco dalle carni gustose, viene preparato principalmente bollito per essere condito in molteplici modi, ma anche arrostito oppure in tegame come il polpo alla Luciana, ricordate?

Per la sua presentazione in insalata ci sono diverse scuole di pensiero, generalmente al Sud Italia al polpo non si usa togliere la pelle e nemmeno le ventose, pratica più diffusa nel Nord Italia. Molto comunque dipende dalle sue dimensioni, tendenzialmente è meglio farlo se l’animale supera il chilo di peso, per esemplari più piccoli io elimino la pelle ma le ventose tendo a lasciarle.
La ricetta che propongo è di volta in volta arricchita dai più svariati ingredienti quali ad esempio olive, verdure fresche a tocchetti oppure piccole falde di peperone arrostito, questa è praticamente la mia versione base.

Abbinamenti di-Vini:

Accompagnate questo piatto con un fresco calice di Salice salentino rosato, una DOC che ha il suo territorio di produzione tra Brindisi e Lecce. Si tratta di un vino la cui nascita risale agli anni ’40, ottenuto dai vitigni di Negroamaro (almeno il 75%) e Malvasia nera di Lecce. Ha caratteristiche organolettiche quali un colore rosa cerasuolo, profumo delicato e fruttato, mentre al palato risulta secco, morbido ed armonico. Servito ben freddo accompagna egregiamente piatti estivi e di pesce, lo trovo perfetto anche per un aperitivo.

1 polpo pulito di circa 500 g  
1 piccola cipolla di Tropea 
1 gambo di sedano 
3 patate medie 
1 limone non trattato 
prezzemolo tritato 
olio extravergine d’oliva 
sale

In una pentola d’acqua in ebollizione cuocere il polpo per 20/25 minuti (se la carne risulta ancora molto consistente proseguite la cottura). Scolarlo, farlo intiepidire e tagliarlo a pezzi.

Lessare le patate, sbucciarle, farle raffreddare e tagliarle a tocchetti.

Pulire il sedano, togliere i filamenti e tagliarlo a piccoli pezzi.

Sbucciare la cipolla ed affettarla sottilmente.

Spremere il limone e grattugiare metà della buccia.

In una capiente ciotola versare tutti gli ingredienti, condire con abbondante olio, succo di limone ed un po’ di buccia. Rifinire con il prezzemolo ed aggiustare di sale.

Fagiolini a mazzetti nei pomodori

La ricetta di oggi, per la GN del Calendario del cibo italiano, ha come protagonista il pomodoro. Non posso per questo passare dritta alla ricetta, prima vi scrivo un paio di cose che riguardano questo principe della stagione estiva. Parto dalle basi, è una solanacea coltivata per la prima volta dagli Aztechi intorno al 500 A.C. e non solo come cibo, ha diverse proprietà, le sue foglie poi sono un potente quanto pericoloso allucinogeno. Lo chiamavano xitomatl, da cui l’inglese tomato.

In Europa è sbarcato nel 1540, con il conquistador Hernán Cortés, la coltivazione del pomodoro si è quindi sviluppata in Francia grazie al Re Sole, che a Versailles stupiva gli amici mostrando questa strana pianta con i fiorellini gialli e le palline giallo-aranciate (i frutti che hanno ispirato il nome ‘pomo d’oro’). Verso la fine del 1500 arrivò anche in Italia e al sud trovò un clima favorevole, producendo frutti più grandi e di colore arancione-rosso che invogliavano ad essere assaggiati. Per questo motivo si iniziò a mangiare pomodori quasi un secolo prima di tutti gli altri europei.

Nel mondo si contano circa settantacinquemila varietà dai diversi colori. Quest’anno ne sto coltivando, in vaso, una qualità che produce frutti dolci giallo dorati. Per questa ricetta invece avrete bisogno dei classici e grossi pomodori ramati, la preparazione è semplice nonchè carina nella presentazione. Se poi siete ancora curiosi, in fondo all’articolo troverete una pillola di salute.

350 g di fagiolini 
6 pomodori ramati 
Parmigiano reggiano grattugiato 
Olio extravergine d’oliva 
Sale 

Spuntare, lavare e lessare i fagiolini in acqua salata per 15 minuti. Scolarli e tenerli da parte.

Praticare una piccola croce sulla sommità dei pomodori, tuffarli pochi secondi in acqua bollente e pelarli. Aiutandosi con un leva-torsoli, oppure un coltellino affilato, aprirli al centro per creare una cavità.

Condire i fagiolini con poco olio, sale e dividerli a mazzetti da inserire delicatamente nella cavità dei pomodori.

Adagiarli in una pirofila, cospargerli di formaggio e poco olio e passarli al grill a gratinare.

Servire tiepidi.

PILLOLA DI SALUTE: Il pomodoro presenta notevoli proprietà medicinali, sono un’eccellente fonte di luteina, vitamina C e licopene, antiossidanti che proteggono contro la formazione di radicali liberi e quindi contro malattie degenerative come il cancro. Il pomodoro è specificamente utile nella prevenzione del cancro del colon per il suo alto contenuto di beta carotene; recenti studi hanno dimostrato che l’associazione di soia e pomodoro è utile nella prevenzione del cancro alla prostata.
Le fibre, il potassio, la vitamina C e la colina contenuti nei pomodori, sono riconosciuti alleati della salute cardiovascolare.
Il licopene, presente e attivato durante la cottura del pomodoro, così come la luteina e il beta carotene, proteggono contro lo sviluppo delle cataratte e da degenerazione maculare.
L’alto contenuto di acido folico infine, protegge contro difetti di nascita, e contro la depressione. L’acido folico infatti previene la formazione di un eccesso di omocisteina nel corpo umano che interferisce con la produzione di serotonina, dopamina e noradrenalina, ormoni responsabili del senso di benessere e regolatori di umore, sonno e appetito. (fonte dott. Michael Meyers)

Pillola socratica 😉

Il mio Rainbow orzo salad per il Club del 27

Siamo arrivati a Maggio, le temperature quest’anno faticano ad alzarsi, ma non facciamoci trovare impreparati, è certo che arriverà il momento della fatidica prova costume. Per questo vi aiuto, insieme al Club del 27, a recuperare la linea (per chi l’avesse smarrita), o più semplicemente a trovare tante nuove idee con una meravigliosa carrellata di ricette light, dolci e salate, buone e veloci da preparare e gustare in allegra compagnia.

Io ho scelto un’insalata di orzo coloratissima, mette allegria solo a vederla e si può preparare in anticipo, questo anche per dar modo ai sapori di amalgamarsi tra loro.

Questa è la mia interpretazione (per 2 persone), in fondo trovate la ricetta originale in inglese.

2 peperoni, uno rosso e uno giallo
1 grossa cipolla rossa tagliata sottilmente
1 cucchiaio di olio d’oliva + 2 cucchiaini
8 pomodorini tagliati a metà
50 g di orzo
40 g di feta tagliata a dadini
basilico

Sciacquare e lessare l’orzo in acqua salata, il mio impiega 35/40 minuti.

Impostare il forno sulla funzione grill a 200° e grigliare i peperoni interi, quando sono tiepidi spellarli e tagliarli a striscioline.

Passare alla funzione cottura ventilata e cuocere la cipolla affettata sottilmente e posta in teglia con un cucchiaino di olio, per 10 minuti. Aggiungere i pomodorini tagliati ed irrorati con un cucchiaino di olio, cuocere per altri 7 minuti.

Lasciare raffreddare il tutto.

A cottura ultimata dell’orzo, metterlo sotto l’acqua fredda e scolarlo completamente.

Comporre l’insalata mischiando le verdure con l’orzo, la feta e qualche foglia di basilico spezzato a mano. Irrorare con un cucchiaio di olio ed aggiustare eventualmente di sale.

Si conserva in frigo un paio di giorni, se non finisce prima.

Pillola socratica  😉

Ingredients

2 peppers, different colours if you like, deseeded and sliced
1 red onion, cut into thin wedges
1 tbsp olive oil
6 cherry tomatoes, halved
25g orzo pasta
25g feta cheese, crumbled
2 tbsp roughly chopped basil

Method

1. Heat oven to 200C/180C fan/gas 6. Put the peppers and onion in a roasting tin and drizzle with half the oil. Roast for 20 mins, adding the tomatoes for the final 5 mins. Leave to cool.

2. Cook the orzo following pack instructions, then run under cold water to cool before draining thoroughly. Toss with the vegetables, the remaining oil, the feta and basil. Will keep in the fridge for a few days.