Biscotti di Prato

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Le vacanze sono oramai un lontano ricordo e sono ricominciate le giornate frenetiche?

Impariamo a ritagliarci un momento per noi a fine serata; fermiamoci ed abbattiamoci sul divano, oppure in poltrona se preferite, con un buon bicchiere di vin santo ed un paio di biscotti di Prato che potrete preparare facilmente in casa.

Non per nulla oggi è la Gn dei biscotti di Prato del Calendario del Cibo Italiano.

Può darsi che i biscotti li dobbiate preparare tra una corsa e l’altra, ma che soddisfazione gustarli poi in totale relax 😉

Non mi addentro nel meandro della differenza tra i  biscotti di Prato ed i cantucci, pare che i natali siano incerti e che i due biscotti abbiano la stessa matrice. Vi sono poi le differenze legate all’utilizzo delle mandorle con o senza la pelle, qui sono andata a sentimento personale ed ho utilizzato quelle spellate.

Il vino da meditazione scelto non poteva che essere il vin santo, vi suggerisco di cercare il vin santo di Nosiola prodotto in Trentino nella zona tra Sarche e Toblino. Questa uva utilizzata per la sua produzione viene vendemmiata molto tardi per poi essere messa su graticci, chiamati arele, e posti nei granai. Qui gli acini si asciugano con l’aria e si coprono di una muffa nobile, la botrytis cinerea, che favorirà l’appassimento. La pigiatura viene effettuata durante la settimana santa.

Non mi resta che augurarvi una buona serata!

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Per 700 g di biscotti:

250 g di farina 0
2 uova + 1 tuorlo
150 g di zucchero semolato
25 g di burro
150 g di mandorle
scorza di 1/2 limone
un pizzico di sale
3 g di lievito in polvere

1 cucchiaio di miele di acacia

Tritare grossolanamente le mandorle.

Setacciare la farina con il lievito, aggiungere lo zucchero e le mandorle. Sbattere le uova con il sale e la scorza grattugiata del limone, versare il tutto insieme agli altri ingredienti, aggiungere il miele ed il burro sciolto.

L’impasto risultante sarà un po’ appiccicoso e va lasciato riposare per una mezz’ora.

Accendere il forno a 180°.

Dividere il composto in tre parti e formare dei cilindri di circa 4 cm di diametro, porli su una teglia ricoperta di carta forno, distanziati tra loro; spennellarne la superficie con il tuorlo sbattuto ed infornare per circa 30 minuti o sino a quando non saranno dorati in superficie.
A cottura ultimata lasciare che si raffreddino e tagliarli a fette oblique di circa 1,5 cm.

Regolate il forno a 140° e rimettere i biscotti in teglia per infornarli e farli asciugare, occorreranno circa 7 minuti per lato.

 

 

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Biscotti con farina di canapa

Ebbene si, sono curiosa dalla nascita, vorrei poter apprendere il più possibile, visitare luoghi sempre diversi, conoscere più persone e le loro storie.  Vorrei e ci provo nei limiti della quotidianità, ed anche in cucina non faccio eccezione, ma qui i limiti sono dati dal tempo che non c’è mai. Allora che fare? Rinunciare non se ne parla, cerco di organizzarmi al meglio e quando trovo qualche ricetta nuova, magari con ingredienti che non ho mai utilizzato e per di più veloce, non me la lascio scappare.

Così è stato per questi biscotti vegan, termine di moda che francamente non amo molto ma tant’è. Nella mia ricetta utilizzo la farina di tipo 1 ma potete usare la stessa quantità di farina di riso in sostituzione, se si vuole evitare il glutine.

Ed infine la protagonista, la farina di canapa, la mia ultima scoperta. Sto parlando della canapa sativa diversa dalla indica poichè contiene una percentuale infinitesimale di sostanza psicotropa, il Thc.

Sinora avevo giusto un cardigan ed una sciarpa fatti con la canapa e di utilizzarla in cucina ancora non mi era capitato. Ora la si trova facilmente nella grande distribuzione ed è maggiormente coltivata anche in Italia. Ha diverse proprietà, è ricca di Omega 3 ad esempio, addizionata alle più usuali farine aggiunge un gusto rustico e piacevole al risultato finale che, in questi caso, altri non sono che dei deliziosi biscotti.

P.s. : provateli anche aggiungendo qualche cubetto di zenzero candito, uno sprint in più assicurato.

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270 g di farina tipo 1
30 g di farina di canapa
120 g di zucchero di canna
50 ml di latte di soia
80 ml di olio extravergine delicato
2,5 g di lievito per dolci
zenzero candito (facoltativo)

In due ciotole distinte miscelare in una le farine con il lievito, nell’altra amalgamare lo zucchero con il latte di soia e l’olio. Unire i due composti, incorporare lo zenzero, e lavorare il tutto sino ad ottenere un impasto liscio da avvolgere nella pellicola, lasciare riposare il frigo per almeno 30 minuti.

Accendere il forno a 170° e preparare una teglia ricoperta di carta forno.

Prelevare una noce di pasta alla volta, darle la forma che più piace, io per semplicità ho fatto una pallina, l’ho schiacciata e nel mezzo ho creato un incavo con la parte terminale arrotondata di un cucchiaio di legno.

Disporre i biscotti sulla teglia e cuocerli per 15 minuti sino a loro doratura.

Pillola socratica 😉

Bis-cotti

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Finalmente è arrivato Dicembre! Caspita è già Dicembre!

Comunque la pensiate, resta il fatto che siamo entrati nel vortice di uno dei mesi più attesi. Oramai i miei figli sono grandi, ma le tante piccole tradizioni che segnano questo tempo dell’anno non sono state accantonate. Una di queste riguarda la colazione per Babbo Natale, quando i miei pargoli scoprirono che “forse” non esisteva mi venne spontaneo dissentire fermamente. Perché non poter fantasticare e dover sempre rendere tutto logico? Se ci piace pensare che sia lui ad esaudire i nostri desideri perché non crederci, che si abbia un anno o cento poco importa.

Per questo la sera della vigilia di Natale, prima di andare a dormire, in cucina prepariamo la colazione per Babbo Natale che sicuramente sarà affamato dopo aver passato tutta la notte in giro a portare doni. Niente di elaborato, deve essere qualcosa di semplice poichè andrà poi a riposare, latte e biscotti quindi e un piattino con il sale per le renne (non dimentichiamole!).

Eccovi allora una ricetta facile facile per preparare in casa i biscotti per la prima colazione, la loro caratteristica consiste nella versatilità della preparazione.

Li volete semplici? Preparateli così come descritto nella ricetta. Vi piacciono cioccolatosi? Utilizzate cacao amaro in polvere o a pezzetti. Avete bisogno di una carica in più la mattina? Vanno bene le nocciole o le mandorle tritate. Siete indecisi? Dividete l’impasto in più parti e ad ognuna aggiungete un diverso ingrediente.

Una cosa è sicura, oltre ad essere buoni, riescono sempre 😉

500 gr. di farina 0
120 gr. di burro morbido
130 gr. di zucchero di canna
1 cucchiaio di miele
1 bustina di lievito per dolci
1 uovo
50 ml. di latte vaccino o di mandorla

Aggiunte facoltative: calcolare circa 100 gr. di prodotto tra cioccolato, frutta disidratata, frutta secca, ecc…

Setacciare la farina con il lievito, aggiungere lo zucchero e tutti gli ingredienti insieme. Lavorare l’impasto che deve risultare, come dire, morbidamente consistente e non troppo appiccicoso. La quantità di ingredienti facoltativi può determinare una diversa corposità dell’impasto stesso.

Pre-ricaldare il forno a 170° e rivestire una teglia con l’apposita carta.

Prelevare un po’ d’impasto alla volta per formare delle piccole palline da schiacciare leggermente, volendo si possono decorare praticando una leggera pressione con i rebbi di una forchetta come quelli che ho fatto con il cioccolato.

Appoggiare i biscotti sulla teglia, distanziateli un poco tra loro per evitare che crescendo in cottura si attacchino l’un l’altro, infornare per 12 minuti circa. Una volta cotti, se fate più teglie metteteli tutti insieme anche sovrapposti in una sola. Spegnere il forno ed attendere che la temperatura diminuisca a 100°. A forno spento rimettere i biscotti dentro e lasciarveli sino a completo raffreddamento.

In genere li preparo la sera e li lascio dentro il forno spento tutta la notte, il mattino dopo ho dei biscotti fragranti per una gustosa colazione. Si conservano per giorni in una scatola di latta.

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Chocolate Chip and Cookies

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Finalmente è arrivato il momento dei biscotti al cioccolato. Profumano la casa quando li preparo e mettono di buonumore; praticamente buoni, utili e terapeutici!

Ruth Wakefield nel 1938, nel pieno della Grande Depressione, inventò la ricetta del chocolate chip cookie, il biscotto più amato e famoso d’America. La leggenda vuole però che lo abbia inventato per caso. Pare che, rimasta a corto di nocciole per preparare i biscotti al burro, avesse spezzato una barretta di cioccolato, mescolato i pezzi all’impasto e creato involontariamente un’icona che resiste ancora oggi. Durante la Seconda Guerra Mondiale, inoltre, i biscotti cucinati secondo la sua ricetta venivano spediti ai soldati americani al fronte e ciò li rese famosi in tutta la nazione.

La mia ricetta non sarà precisamente quella di Ruth ma il risultano è ugualmente goloso, li preparo utilizzando due eccellenze alimentari: il cioccolato fondente almeno al 77% con una parte di Criollo e l’estratto di Vaniglia Bourbon del Madagascar.

Prima di passare alla ricetta voglio ringraziare due care amiche. La prima perché mi ha regalato l’estratto di Vaniglia, portandomelo direttamente dal Madagascar, la seconda invece mi rende sempre partecipe del successo che riscuotono ogni volta che li prepara ringraziandomi immancabilmente.

Ingredienti per ottenere circa 40 biscotti grandi o 60 medi

185 gr. di burro
185 gr. di zucchero semolato
1 cucchiaino da caffè di estratto di Vaniglia
370 gr. di farina 00
200 gr. di cioccolato fondente
1 uovo + 1 tuorlo
7 gr. di lievito in polvere oppure 5 gr. di lievito in polvere e 2 gr. di bicarbonato per dolci
1 pizzico di sale

In una ciotola unire il burro a pomata, lasciare il burro a temperatura ambiente e lavorarlo quando diventa morbido come una pomata appunto, allo zucchero insieme al pizzico di sale e all’estratto di vaniglia. Si deve ottenere una crema liscia ed omogenea. Aggiungere un uovo intero e un tuorlo e continuare a lavorare il composto, da ultimo unire la farina precedentemente setacciata col lievito e successivamente il cioccolato fondente a pezzi, in questo modo non si farà fatica a distribuirlo bene nell’impasto. Amalgamare bene tutti gli ingredienti.

Dividere l’impasto in due parti (io preferisco biscotti più piccoli e divido in tre), modellare con le mani ogni pezzo a forma di un lungo cilindro, nel modo più regolare possibile.

Coprire con carta di alluminio avvolgendo ben stretto e chiudendo ai lati tipo caramella, porre a riposare in frigorifero per mezz’ora oppure in congelatore per 15 minuti.

Scaldare il forno a 180° in modalità statica.

Eliminare la carta di alluminio e con un coltello affilato tagliare il cilindro in fette spesse circa 2 cm. Se il composto tende leggermente a sbriciolarsi, man mano che si tagliano le fette, basta aggiustarle un po’ ricompattandole.

Disporre i biscotti così ottenuti sopra una placca da forno foderata con l’apposita carta ed infornare per 12/15 minuti o comunque fino a moderata colorazione.

Si conservano in una scatola di latta per giorni, sempre che non li mangiate tutti prima 😉

La vaniglia viene utilizzata per aromatizzare dolci, zucchero, latte e altre preparazioni di pasticceria, ma anche nei piatti salati, soprattutto nelle cucine orientali e africane. La si trova in natura sottoforma di baccelli ed è piuttosto costosa. Per aromatizzare un dolce senza dover mettere in infusione il baccello di vaniglia lo si può aprire in due parti per il lungo ed estrarne la polpa interna che va unita direttamente agli altri ingredienti. La più diffusa è la vaniglia Bourbon, che viene dal Madagascar (oggi primo produttore al mondo), vi è poi la vaniglia Messico, la Tahiti, la Papua Nuova Guinea e la India.

L’estratto ottenuto dai baccelli va dosato a proprio gusto nelle preparazioni mentre l’olio essenziale non è commestibile e viene utilizzato per profumare gli ambienti e per i massaggi, pare abbia proprietà calmanti. La molecola aromatica principale presente nella vaniglia naturale è la vanillina: i semi della vaniglia ne contengono dall’1,5 al 4%. È un composto che si ottiene anche sinteticamente e a basso costo con l’avvertenza di saperla dosare correttamente, per insaporire un dolce ne basta davvero poca per non rischiare di far diventare stucchevole il dolce e soprattutto di renderlo amaro.

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