Curried red lentil soup

Zuppa di lenticchie rosse al curry, un comfort food per chi ama i sapori speziati ma non eccessivamente intensi. Questo mese il Club del 27 ha in serbo un elenco di ricette di zuppe; ve ne sono per tutti i gusti: vegetariane, vegane, più ricche, più detox, più semplici e più complesse.

Questa mia è tratta dal libro: ALL-TIME BEST SOUPS – COOK’S ILLUSTRATED il cui ingrediente principale sono le piccole lenticchie rosse, fondamentali per la buona riuscita della zuppa. Infatti non mantengono la loro forma una volta cotte, ma si scompongono in una purea cremosa e densa. Decisamente perfette per zuppe veloci da preparare, hanno infatti un breve tempo di cottura e non richiedono ammollo.

Dose per 4 porzioni

1 tazza di lenticchie rosse sciacquate
3 tazze di brodo vegetale
2 cucchiai di burro
1 cipolla media tritata finemente
3 spicchi d’aglio tritati
1 cucchiaio di zenzero fresco grattugiato
1 cucchiaio di curry in polvere
1 pomodoro grande privato dei semi e tagliato a piccoli pezzi
Sale
Coriandolo fresco tritato
½ tazza di yogurt bianco

Cuocere nel brodo vegetale le lenticchie per una decina di minuti (si può fare anche nel microonde in metà tempo circa).

Nel frattempo, sciogliere il burro e stufare piano la cipolla. Unire l’aglio, lo zenzero, il curry in polvere e tostarli per circa 30 secondi.

Aggiungere le lenticchie, il pomodoro ed ancora brodo, cuocere a fuoco lento per altri 15 minuti. Aggiustare di sale.

Versare la zuppa nelle ciotole, decorare con un cucchiaio di yogurt e del coriandolo fresco.

1 cup red lentils, picked over and rinsed
4 cups vegetable broth
2 tablespoons unsalted butter
1 onion, chopped fine
3 garlic cloves, minced
1 tablespoon grated fresh ginger
1 tablespoon curry powder
1 large tomato, cored, seeded, and cut into ¼-inch pieces
Salt and pepper
2 tablespoons minced fresh cilantro
½ cup plain yogurt

  1. Microwave lentils and 2 cups broth in bowl until lentils are nearly tender and most liquid is
    absorbed, about 8 minutes.
  2. Meanwhile, melt butter in Dutch oven over medium heat. Add onion and cook until
    softened, about 5 minutes. Stir in garlic, ginger, and curry powder and cook until fragrant,
    about 30 seconds.
  3. Stir in microwaved lentil mixture, tomato, and remaining 2 cups broth and simmer until
    lentils are very tender and flavors meld, about 15 minutes. Season with salt and pepper to
    taste. Sprinkle individual portions with cilantro and dollop with yogurt before serving.

Crema di sedano rapa e nocciole

Il sedano rapa, conosciuto anche come sedano di Verona, è un ortaggio dal delicato sapore di nocciola.

Ricco di acqua e con pochissime calorie, contiene potassio, vitamine e molte fibre, utili anche ad alleviare il senso di fame.

Si può consumare crudo poichè molto rinfrescante e digeribile, tagliato sottile e condito con olio, sale e succo di limone. Ottimo cotto al forno e gratinato, provate a farne purè utilizzandolo al posto delle patate, è squisito.

Dimenticavo, perchè non trasformarlo in una crema calda e vellutata? Detto, fatto!

Dosi per 4 persone
2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
1 patata grande
1 cipolla bianca
1 sedano rapa
1/2 spicchio di aglio
1 mela gialla
1 litro di brodo vegetale
1 manciata di nocciole tostate
salvia

Pulire e tritare la cipolla, sbucciare l’aglio, pelare il sedano rapa, la patata e la mela e tagliarli a cubetti della stessa dimensione.

Preparare il brodo vegetale (io utilizzo il mio dado vegetale) e tenerlo in caldo.

Scaldare l’olio in una pentola dai bordi alti, versare la cipolla e l’aglio, cuocere per 2 minuti, aggiungere il sedano rapa e la patata, mescolare bene e cuocere ancora 2 minuti. Da ultimo aggiungere la mela e versare il brodo bollente.

Cuocere con il coperchio a fuoco dolce per 30 minuti, girare di tanto in tanto.

Controllare che il sedano e la patata siano molto morbidi e passare le verdure al mixer tenendo da parte del brodo di cottura, aggiungerlo solo se necessario. La crema deve risultare abbastanza densa e comunque della consistenza che si preferisce.

Versare la crema nelle fondine e cospargere la superficie di nocciole leggermente tritate e salvia.

Pillola socratica 😉

La Trippa a modo mio

3

La trippa fa parte della cultura culinaria italiana, ogni regione ha la sua ricetta tradizionale, dovuta alla diversità degli usi e alle abitudini, come la Busecca lombarda, la Sopa de Tripe padovana, o la zuppa di trippe napoletana, e ancora la trippa alla bolognese col Parmigiano, la Lucchese con formaggio e cannella terminando con il famoso street-food fiorentino, il panino a base di Lampredotto.

Ma è la tradizione romana a farla da padrone, ed è anche ricca di proverbi in merito, tra questi spiccano “Giovedì gnocchi e sabato trippa” seguito dal più celebre “Nun c’è trippa pe’ gatti”! Il proverbio ha un’origine ben precisa: nel 1907, il sindaco di Roma, Nathan, per risanare il bilancio cittadino in crisi nera, depennò dalla lista la trippa che il comune acquistava per i mici del centro storico (utilissimi per eliminare i topi della città). Nathan ritenne quella spesa uno spreco e per risparmiare annunciò pubblicamente che a Roma non ci sarebbe più stata trippa per gatti.

Per me è un piatto unico, lo servo abbastanza brodoso, spolverato generosamente di formaggio e completato con fette di pane casareccio.

Pillola socratica 😉

1

Per due porzioni abbondanti:

2 carote piccole
1 gambo di sedano verde
1 cipolla media
500 gr di trippa
300 gr di fagioli lamon lessati
acqua calda
2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
1/2 bicchiere di vino bianco secco
Parmigiano Reggiano
Fette di pane
Sale

Sciacquare molto bene la trippa e tagliarla a listarelle, portare a bollore una pentola d’acqua e sbollentarla per pochi minuti, scolare.
Preparare un trito con la cipolla, il sedano, le carote e soffriggere il tutto in una casseruola a bordi alti con l’olio.
A fiamma vivace versare la trippa, tostarla e sfumare col vino.
Aggiungere acqua calda sin quasi a coprirla del tutto, il concentrato di pomodoro e cuocere a fuoco moderato con il coperchio semi aperto.
Passata un’ora aggiungere i fagioli e regolare di sale.
Continuare la cottura ancora una decina di minuti.
Servire ben caldo.

Crema viola

Contiene proteine, fibra alimentare, diverse  vitamine e sali minerali, è ricca d’acqua e di zuccheri. Vanta proprietà riminalizzanti e rinfrescanti, è anche un blando antinfiammatorio, apporta benefici al cuore e alla microcircolazione ed il succo aiuta a combattere l’ipertensione e l’anemia.

Tutto questo è la barbabietola rossa, un ortaggio a forma di tubero, ottimo da consumare sia crudo che cotto. In commercio si trova già precotta, basta tagliarla e condirla con un po’ di olio e di sale, oppure utilizzarla per preparare colorate ricette come il mio Risotto rosso di barbabietola e Gorgonzola.

Per la GN delle vellutate e della besciamella questa volta la propongo in versione vellutata, la ricetta è ultra veloce ed il risultato è una crema deliziosa perfetta per questa fresca stagione.

Dosi per 4 persone

1 cipolla rossa tritata
1 carota tagliata a cubetti
350 g di barbabietole rosse tagliate a dadini
1 mela acidula (tipo grammy smith) tagliata a cubetti
1 l di acqua
2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva

sale

yogurt bianco per guarnire


In un pentolino scaldare l’olio e fare appassire la cipolla, aggiungere la carota, mettere il coperchio, cuocere a fuoco lento per 10 minuti mescolando periodicamente. Aggiungere le barbabietole, la mela e proseguire la cottura per altri 15 minuti. Versare l’acqua e portare ad ebollizione a coperchio socchiuso fino a cottura delle barbabietole. Frullare il tutto per ottenere una crema liscia, salare a piacere e versare nelle coppette.

Guarnire con lo yogurt e servire subito.

p.s. se utilizzate la barbabietola precotta il tempo di cottura si dimezza, giusto per permettere alla mela di cuocersi.

Pillola socratica 😉

Le mie tapas per il Club del 27

Il Club del 27 questo mese è variegato e colorato, sono passati tre anni da quando una mitica sfida dell’MTC ci ha visto protagonisti in una gara avvincente e molto divertente. Curiosate nei miei Cartoni a tavola ovvero le Tapas, i Pinchos ed i Montaditos per scoprire cosa sono queste golosità spagnole, per poi gustare anche le proposte che ho scelto dalle ricette delle mie compagne di gioco. Ed ora vamos a tapear!

Tapas: Passato freddo di carote di La cascata dei sapori

200 g di carote  
200 ml di brodo di dado vegetale 
70 ml latte 
1 pizzico di noce moscata 
2 cucchiai di yogurt intero 
basilico 
olio extravergine d’oliva 
sale

Pelare le carote, lavarle e tagliarle a rondelle.

Versare il brodo in un tegame, aggiungere le carote, portare ad ebollizione e cuocere per 15 minuti. Spegnere e lasciare raffreddare.

In un frullatore, versare il composto nel frullatore e renderlo una crema densa. Aggiungete il latte, lo yogurt, la noce moscata e un pizzico di sale.

Frullare ancora e renderlo omogeneo.

Versare la crema nei bicchierini, decorate a piacere con basilico, pezzetti di carota ed un filo di olio extra vergine d’oliva.

Montadito: pane di semola con mousse di piselli e ricotta di Acquolina

200 g di piselli lessati
75 g di taleggio
75 g di ricotta
olio extravergine d’oliva
sale
fette sottili di pane di semola o cialde di semola

Frullare insieme tutti gli ingredienti e conservare in frigorifero.

Tagliare il pane alla semola e tostarlo leggermente, in alternativa utilizzate delle cialdine di semola.
Far cadere, con una sac a poche, oppure spalmare la crema sul pane.

Tapas: insalata di frutti estivi di Cindystarblog

anguria
melone
ciliegie
pesche
avocado
aceto di mele
olio extravergine d’oliva
succo di limone
sale

Con un piccolo scavino ricavare tante palline dai frutti, condire subito l’avocado conditelo con il limone e poco olio e sale, per non farlo annerire. Se non avete lo scavino tagliate la frutta a cubetti.

Condire il tutto con poco aceto di mele e riporre in frigorifero per almeno un’ora.

Buon Compleanno Club del 27 con la mia Lentil-chard soup

Tanti auguri a te! Tanti auguri a noi!

Tanti auguri al mitico Club del 27, si festeggiano due anni di ricette che hanno fatto fare a tutti noi (e voi) il giro del mondo. Splendida occasione pensare di riproporle recuperando quelle che ci siamo persi pur accompagnandoci sin qui. Queste sono le mie “vecchie” proposte, di seguito una ricetta comfort food che invece mi mancava. Le giornate si stanno allungando e riscaldando ma qualche serata ancora fresca c’è, occasione ideale per preparare una zuppa profumata e gustosa, ideale anche tiepida.

La ricetta originale tratta dal libro Wonder Pot della Better Homes and Garden la trovate in fondo, questa è la mia versione:

4 tazze di bietole
350 g di dote (carote, cipolle, sedano)
1 litro di brodo vegetale
230 g di lenticchie lessate
4 fette di funghi porcini essiccati
100 g di prosciutto cotto a dadini
2 spicchi di aglio
olio Evo
pane tostato

Preparare il brodo vegetale.

Mettere in ammollo i funghi in una tazza di acqua calda per mezz’ora, sciacquarli e tagliarli a tocchetti.

Pulire, lavare le bietole e tagliarle grossolanamente.

Preparare il mix di verdure tritate (si definisce dote il classico trito da soffritto).

Tagliare a dadini il prosciutto cotto.

In un tegame alto versare il mix di verdure, le bietole, le lenticchie, i funghi , uno spicchio di aglio ed il prosciutto cotto a dadini. Ricoprire di brodo, portare ad ebollizione, ridurre la fiamma e cuocere per circa 30 minuti o sino a quando tutte le verdure saranno arrivate a cottura.

Accendere il forno a 200° e tostare delle fette di pane che andranno strofinate con lo spicchio di aglio rimasto.

Servire la zuppa calda accompagnata con le fette di pane.

Un grazie sentito ad Alessandra, Ilaria e Mai; portatrici sane di idee, lavoro e passione.

4 cups coarsely chopped Swiss char

 1 32-oz. box reduced-sodium chicken broth

1 14-oz. pkg. frozen mirepoix (carrots, celery, and onion) or one 16-oz. pkg. frozen stew vegetables

1 9-oz. pkg. refrigerated steamed lentils

1¾ cups water

1½ cups diced cooked ham

1 tsp. dried Italian seasoning, crushed

Baguette garlic toasts* (optional)

Finely shredded Parmesan cheese (optional)

1. In a 4-qt. pot combine first seven ingredients (through Italian seasoning). Bring to boiling; reduce heat. Simmer 15 minutes or until vegetables are tender, stirring occasionally.
2. If desired, serve with baguette garlic toasts and Parmesan cheese.
PER SERVING: 155 cal., 3 g fat (1 g sat. fat), 20 mg chol., 950 mg sodium, 19 g carb., 5 g fiber, 4 g sugars, 13 g pro.
*TIP: For garlic toasts, toast slices of baguette-style French bread in a 375°F oven until golden. While warm, rub with a halved garlic clove.

Minestra di pane sotto

La minestra di pane sotto è un piatto povero della tradizione ciociara, tipico del mondo contadino. Si racconta che venisse preparato per rifocillare i viandanti che si recavano in pellegrinaggio verso le mete sacre, nonché frutto di tradizioni legate al recupero degli alimenti, quali il pane raffermo, e all’utilizzo delle verdure di stagione.

La versione in origine pare prevedesse le cotenne, ma non è cosa certa, certo era il fare uso di ortaggi e legumi differenti a seconda della disponibilità nei diversi mesi dell’anno.

Non mi resta che augurarvi buon appetito e ringraziare le nostre meravigliose tradizioni culinarie, che rappresentano una ricchezza da preservare, custodire gelosamente e tramandare. 

Dosi per due/tre persone

10/15 fette di pane raffermo tagliate sottili 
300 g di cime di rapa 
1 carota
1 pomodoro maturo
1 costola di sedano
1 cipolla piccola
peperoncino
1 spicchio di aglio
150 g di fagioli borlotti lessati
un litro e mezzo di acqua
olio extra vergine d’oliva
sale
pecorino grattugiato (facoltativo)

Pulire le verdure, lavarle e tagliarle. In una casseruola, con poco olio, far appassire la cipolla tritata, a seguire il sedano, la carota e lo spicchio d’aglio.

Unire il pomodoro a pezzetti e la cima di rapa, versare sopra l’acqua calda, aggiustare di sale e cuocere per 45 minuti a recipiente coperto.  Aggiungere i fagioli, un pizzico di peperoncino e completare la cottura per altri 15 minuti.

Nelle fondine disporre uno strato di fette di pane, coprire con la minestra brodosa, dare un giro di olio e volendo cospargere di pecorino.

Prima di servire far riposare il tutto almeno 5/6 minuti, tenendo i piatti al caldo, il pane assorbirà gran parte del liquido e la minestra dovrà risultare quasi asciutta.

Pillola socratica  😉

Pasta e fagioli

Pasta e fagioli.jpg

La pasta e fagioli, tipica ricetta italiana, presenta diverse varianti così come diverse sono le regioni di appartenenza.

Pellegrino Artusi definiva i fagiuoli la carne del popolo, sono arrivati in Europa dopo la scoperta delle Americhe, insieme ad altre nuove colture come i pomodori, per diventare subito protagonisti in svariate preparazioni. La storia racconta che Caterina de’ Medici, sposa di Enrico II di Francia nel 1547, aggiunse al carico dei suoi gioielli anche alcuni sacchi di fagioli (ed un nuovo oggetto da tavola, la forchetta).

Per la realizzazione di questa ricetta utilizzo i fagioli borlotti secchi, lasciati in ammollo per almeno 24 (cambiando spesso l’acqua) insieme ad un pezzetto di alga kombu che ha la funzione di renderli più morbidi e digeribili. Se siete curiosi di saperne di più in fondo al post vi parlerò brevemente di questa alga. Al termine dell’ammollo sostituisco in cottura l’alga con un nuovo pezzettino.

Dosi per 3 persone

250 g di fagioli borlotti lessati
90 g di pasta corta (ditalini, tubetti)
1 l  abbondante di brodo vegetale
4 cucchiai di polpa di pomodoro
1 rametto di rosmarino
1 spicchio di aglio
olio extravergine d’oliva
60 g di speck

Cuocere i fagioli nel brodo vegetale, scolarli e tenere da parte il brodo in caldo.

In una casseruola versare due cucchiai di olio e profumarlo con aglio e rosmarino tritato finemente; aggiungere lo speck a dadini, rosolare brevemente, infine la polpa di pomodoro e cuocere per 10 minuti.

Versare 3/4 mestoli di brodo, quando sobbolle inserire  la pasta ed i fagioli (una parte frullati per dare la cremosità).

Aggiungere brodo caldo per completare la cottura della pasta ed ottenere la consistenza desiderata, io la servo brodosa pur mantenendo la cremosità al tempo stesso.

Versare nelle fondine e guarnire con un ciuffo di rosmarino, volendo anche con una bella grattugiata di formaggio saporito.

§

L’ Alga Kombu è originaria del Giappone ma viene coltivata anche in Bretagna (dopo i tragici accadimenti di Fukushima è preferibile comprare quest’ultima). Si tratta di un alimento ricco di antiossidanti e sali minerali, potassio, magnesio, fosforo e calcio, e vitamine, A, B1, B2 e C.  Ricco di acido glutammatico, attivatore per eccellenza del quinto gusto l’umami, è utile nell’insaporire i piatti in maniera naturale. Tra le alghe è quella con maggior contenuto di iodio, motivo di attenzione per chi ha problemi di tiroide. Prima di ogni utilizzo la si deve far ammorbidire, distendere e sciacquare bene.

Pillola socratica  😉

Brodetto di pesce

Brodetto di pesce

Quando preparo questo piatto mi torna  in mente un bellissimo ricordo di qualche anno fa legato ad un rientro dalle vacanze estive. All’epoca i miei bambini erano piccoli ed il viaggio, particolarmente lungo, necessitava di qualche sosta in più. Fu questo il motivo che ci portò a fare tappa a San Benedetto del Tronto e sfruttare l’occasione di provare un grazioso ristorante sulla spiaggia; l’edificio ricordava una nave, con tanto di oblò al posto delle finestre.

Decidemmo di assaggiare un piatto cucinato con una ricetta locale, il brodetto di pesce appunto. Una vera bontà, per me è sempre un piacere provare nuovi piatti e sapori, anche se a volte oso troppo. Ma non in questa occasione, infatti, nel tempo, ho cercato di preparare questo piatto ritrovando oltre che i profumi ed il gusto anche i miei felici ricordi.

Questa versione di brodetto l’ho accompagnata a fette di pane che ho preparato miscelando metà farina di tipo 1 a farina di grano duro con l’aggiunta di semi di sesamo e zucca.

Brodetto cottura

1 gallinella – 600 gr
1 nasello – 300 gr
5 piccoli calamari  – 250 gr
13 mazzancolle – 190 gr
2 grossi pomodori costoluti verdi
2 cipolle dorate
1 carota grossa
2 gambi di sedano
1 spicchio di aglio
3 cm di zenzero fresco
10 grani di pepe
una punta di peperoncino secco
10 gr burro
3 cucchiai di olio Evo
1 bicchiere di vino bianco
2 cucchiai di aceto bianco
sale qb
fette di pane qb

Pulire, sfilettare e tagliare a piccoli tranci i pesci tenendo da parte testa e carcasse, pulire i calamari e tagliarli a striscioline, togliere il carapace alle mazzancolle.

Per prima cosa bisogna preparare il brodo di pesce. In un tegame dal bordo alto sciogliere il burro e tostare gli scarti dei pesci ed i carapaci, sfumare con il vino bianco, aggiungere una cipolla, il sedano e la carota tagliati grossolanamente e versare sul tutto un paio di litri d’acqua fredda. Portare a bollore, schiumare bene ed aggiungere lo zenzero a pezzi ed i grani di pepe. Far sobbollire per mezz’ora, regolando eventualmente di sale.

A cottura ultimata, filtrare molto bene il brodo con un telino pulito.

In una casseruola scaldare l’olio e far imbiondire la cipolla e l’aglio tritati finemente, aggiungere i calamari ed i pomodori tagliati a pezzi, un pizzico di peperoncino e sfumare con l’aceto. Aggiungere due o tre mestoli di brodo cuocendo a fuoco dolce per quindici minuti mescolando ogni tanto delicatamente, se si asciuga versare altro brodo.

Da ultimi aggiungere i filetti di pesce e le mazzancolle, cuocere altri cinque minuti questa volta senza mescolare la preparazione.

A cottura ultimata trasferire i pesci nelle fondine, versarvi il brodo di cottura e accompagnare il brodetto con fette di pane leggermente tostate.

Se avanza il brodo di pesce potete conservarlo in congelatore per futuri utilizzi.

Brodo di carne

brodo

Nei giorni di festa a casa non può mancare il brodo per i tortellini, oppure per un consommé serale dopo una giornata di libagioni. Benchè non sia una preparazione particolarmente difficoltosa, necessita comunque di attenzione ed un giusto tempo di preparazione per ottenere un buon risultato.

Una volta pronto lo si può congelare per utilizzi futuri, insaporire fondi di cottura o preparare risotti importanti.

Per ottenere un brodo ricco di sapore e nutrienti si cuoce la carne partendo dall’acqua fredda, la carne rimarrà un po’ fibrosa, comunque ottima per ripieni o polpettoni.

Volendo invece ottenere un buon lesso e un brodo più leggero, partite dagli stessi ingredienti, ma le carni inseritele quando l’acqua sarà a bollore.

Vi ricordo anche che per avere sotto mano un veloce e saporito brodo vegetale, qui vi spiego come fare.

Bollito 1

Per circa 2 lt di brodo

500 g di carne di manzo e biancostato
1/2 gallina nostrana o cappone
2 carote
1 costa di sedano
1 cipolla dorata
1 patata media
grani di pepe nero
2 foglie d’alloro
3,5 lt d’acqua
sale

In una pentola capiente porre le carni, tutte le verdure mondate, le foglie d’alloro, qualche grano di pepe, aggiungere l’acqua e portare a bollore. Abbassare la fiamma e schiumare la preparazione.

Lasciare sobbollire, coperchiando parzialmente, e cuocere per 3 ore. A metà cottura salare, non fatelo prima per non rischiare di insaporire troppo il brodo che si restringerà parecchio.

Filtrare il tutto, lasciare raffreddare e riporre in frigorifero. Il giorno successivo si sarà formata una leggera patina di grasso che, affiorando in superficie, potrete togliere agevolmente.

Il brodo è pronto.

Pillola socratica 😉