Crostata con confettura di ciliegie e zenzero

La crostata è un tipico dolce italiano la cui base di pasta frolla accoglie marmellate, creme o frutta fresca. Le sue origini potrebbero essere veneziane, laddove dopo l’anno mille si è iniziata l’importazione dall’Oriente dello zucchero.

Quando mi trovo a corto di tempo e voglio preparare una torta che piace a tutti, questa è la mia prima scelta, complice anche la possibilità di decidere ogni volta quale gusto dare cambiando anche la presentazione che classicamente dovrebbe essere un intreccio di striscette di pasta.

Questa di oggi ha una gustosa confettura di ciliegie e zenzero che preparo quando ho a disposizione frutti dolci e maturi. In attesa della prossima produzione ho finito l’ultimo vasetto rimasto in dispensa sacrificandolo per una buona causa.

La frolla classica sarebbe la stessa dei biscottini che vi ho proposto di recente. Questa di oggi è rivisitata, utilizzo meno burro ed aggiungo un pizzico di lievito, ecco come prepararla:

300 g di farina 0
80 g di burro morbido
120 gr di zucchero
1 presa di sale
2 uova 
scorza di 1 limone grattugiata
1 cucchiaino raso di lievito per torte
4/5 cucchiai di confettura di ciliegie e zenzero

In una ciotola versare la farina, lo zucchero, il lievito ed un pizzico di sale, mescolare bene gli ingredienti prima di aggiungere le uova, il burro e la scorza di limone. Lavorare abbastanza velocemente il tutto, formare una palla da avvolgere nella pellicola e riporla in frigo il tempo necessario per portare il forno alla temperatura di 180°.

Riprendere la pasta, infarinare leggermente una spianatoia, e stenderla quanto basta per ricoprire una teglia di 20 cm. di diametro precedentemente imburrata ed infarinata. Rifilare l’eccedenza di pasta, bucherellare il fondo con i rebbi di una forchetta e distribuire uniformemente la confettura. Sempre con la forchetta premere leggermente verso l’interno tutto il contorno di pasta della crostata per rifinirla.

Lavorare velocemente la pasta ritagliata ed avanzata per ottenere, con una formina, dei fiorellini ed un ugual numero di piccole palline; decorare la crostata come vedete nella foto.

Infornare e cuocere per 20 minuti, a fine cottura estrarla dal forno e lasciarla raffreddare completamente prima di metterla su un piatto da portata.

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Le mie Pears in Mulled Wine per il Club del 27

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Ritorna il Club del 27 e si parla di Preserves, ovvero le conserve, tante splendide ricette tratte dal libro “Preserving” di Emma Macdonald.

La scelta non è stata semplice, non tanto per l’esecuzione, quanto per la qualità delle diverse preparazioni, una più deliziosa dell’altra. In particolare, questa che propongo è da riprendere sicuramente durante le festività natalizie, complice l’aroma del vin brulè che si diffonderà nell’aria.

Le pears in smulled vine sono perfette servite come dessert, accompagnate ad a un formaggio ben stagionato oppure a del tacchino affettato freddo.

Preparazione: 25 minuti

1 kg di pere sode, sbucciate, pulite dai semi e divise in 4/6 parti
325 ml di vino rosso, io ho usato il Merlot
500 gr di zucchero semolato
1 limone, succo e zeste
spezie per vin brulè (stecche di cannella, chiodi di garofano, noce moscata, bacche di ginepro)
1 anice stellato

Versare in una casseruola il vino e lo zucchero, aggiungere le spezie, l’anice stellato, il succo e la scorza di limone. Aggiungere 230 ml di acqua e portare ad ebollizione, mescolare fino a sciogliere lo zucchero e far sobbollire dolcemente per 5 minuti.

Aggiungere le pere e continuare la cottura a fuoco lento per circa 10 minuti finché le pere non diventano tenere.

Preparare dei vasetti di vetro sterilizzati e compattarvi le pere, filtrare le spezie, tenendo da parte l’anice stellato, e versarvi sopra il liquido caldo sino a ricoprirle completamente. Lasciare uno spazio di 1 cm e mezzo tra la parte superiore del liquido ed il coperchio. Battere leggermente il contenitore per rimuovere eventuali bolle d’aria, inserire l’anice stellato e chiudere il vasetto.

Consumare entro un mese in luogo fresco, meglio se in frigo.

Nota bene: scegliete un vino da tavola, rosso fruttato e corposo (Cabernet Sauvignon, Merlot, Shiraz).

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Torta di grano saraceno

torta grano saraceno

Oggi parliamo di… grano saraceno!

Il suo nome è fuorviante, non appartiene alla famiglia delle graminacee e per questo non contiene glutine. Si tratta infatti di una pianta erbacea, dai fiori molto belli e semi di forma triangolare utilizzati per produrre la farina.

In merito alla sua diffusione, forse di origine asiatica, è arrivato in Europa probabilmente con i Turchi. In Italia pare compaia per la prima volta, nel lontano XVI secolo, proprio in Valtellina, patria dei pizzoccheri.

Ha molte proprietà che dovrebbero indurci a farne un consumo costante. Ricco di potassio e magnesio, è un buon antiossidante grazie al suo contenuto di flavonoidi. Ottimo alleato per regolare il colesterolo e la pressione arteriosa; ha un basso indice glicemico e, per le future mamme, stimola la produzione del latte.

Infine, cosa non trascurabile, ha un buon sapore e regala piatti salati e dolci come paste, galettes e torte.

Questo giro ho preparato una torta mischiando la farina di grano saraceno con la farina bianca, quindi non adatta ai celiaci.

preparazione torta grano saraceno

200 g di farina di grano saraceno
200 g di farina 0
180 g di burro morbido
180 g di zucchero semolato
4 uova
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale
200 di confettura speziata di ribes rosso
zucchero a velo

Per prima cosa mischiare burro e zucchero, inserire i tuorli uno alla volta e continuare a mescolare molto bene.

Aggiungere le farine setacciate ed il lievito.

Montare gli albumi a neve, incorporarli pian piano al composto che dovrà risultare abbastanza morbido ma non liquido.

Imburrare ed infarinare una tortiera da 24 cm, versare l’impasto, livellarlo e cuocere per circa 30 minuti a 180°.

A cottura ultimata lasciare raffreddare per poi sformare la torta, tagliarla e farcirla di confettura di ribes rosso. Ricomporre il dolce e completare spargendo abbondante zucchero a velo.

Pillola socratica  😉

Ricette estive

immagine4E’ tempo di vacanze, di ritmi più rallentati, di dolce far niente.

Rimane però un’attività inderogabile, è quella di mangiare, di alimentarci, di nutrirci, chiamatela come volete ma questo è. Per non lasciarvi da soli nell’impresa del “cosa preparo”, vi suggerisco qualche mia ricetta dal sapore estivo e vacanziero, già pubblicata, basta cliccare sul titolo per recuperarla.

Ma non fermatevi qui, curiosate liberamente tra le mie pagine e, nel frattempo, vi auguro BUONE VACANZE!!!

Qualche sfizio:

Antipasti Tomasoni     Cicchetti alternativi con i formaggi Tomasoni

immagine-2     Cartoni a tavola ovvero le Tapas, i Pinchos ed i Montaditos

1     Il mio Dakos (frisella cretese) per il Club del 27

immagine-1       Tozzetti salati ai pinoli

Mangiamo all’aria aperta:

2       Parmigiana di melanzane

Immagine      Terrina di miglio e verdure in gelatina

immagine-1        Torta girasole di verdure

111        Panzanella prêt-à-porter

Pesce mon amour:

Immagine        Calamari ripieni

immagine-1       Polpo alla Luciana

OK       Spaghettoni al sugo di scampi, pomodorini caramellati e pistacchio di Bronte

E’ tempo di un dolcetto:

Immagine2       Bensone alla confettura di lamponi

1       Dolcetti di mandorle

Cosmopolitan firma      Pancakes con confettura di mirtilli Cosmopolitan

…e per finire:

Immagine      Bevanda Zenzero & Limone

liquirizia      Liquore alla liquirizia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Crostata di Anna Conte con marmellata e mele per il Club del 27

Crostata

Facciamo un breve ripasso, cos’è innanzi tutto il club del 27? Leggete qui per capire di cosa si tratta e, perchè no, partecipare anche voi.

Il Club da quest’anno sarà concentrato su alcune ricette estratte ogni volta da un libro diverso. Questo mese è il turno di “Marmalade, a Bittersweet cookbook” di Sarah Randell e delle sue marmellate di agrumi. Tra le innumerevoli tentazioni ho scelto la marmalade di arance dolci e frutto della passione per poi abbinarla ad una crostata fragrante.

Non ho mai preparato confetture o marmellate che contenessero più frutti insieme, così come non avevo mai pensato ti mettere sul fondo di una classica crostata delle mandorle, devo ammettere che l’idea è ottima e va sicuramente replicata.

Bando agli indugi e vediamo come preparare queste due dolci tentazioni.

Sweet orange and passion fruit marmalade
Marmellata d’arance e frutto della passione
Marmellata arance e frutto della passione
Per tre vasetti piccoli
2 arance dolci
1 mela renetta
1 limone
2 frutti della passione

400 gr di zucchero

Tagliare e spremere il limone, sminuzzare le bucce e mettere tutto (semi e polpa compresi) in una ciotola. Coprire con acqua e tenere da parte.

In una padella mettere le arance, coprire con acqua e portare ad ebollizione. Cuocere a fuoco lento per 50 minuti o fino a quando non saranno morbidi, pungerli con una forchetta.

Nel frattempo, sbucciare, tagliare a piccoli pezzi le mele e porle in una piccola casseruola con 3 cucchiai d’acqua. Cuocerle a fuoco lento, parzialmente coperto, per 10 minuti, o fino a che non diventano morbide, mescolarle di tanto in tanto ed aggiungere un po’ d’acqua se necessario.

Tagliare in due i frutti della passione, setacciare la polpa in una ciotola, schiacciare i semi con la parte posteriore del cucchiaio nel setaccio per ottenere quanto più succo possibile. Ricordarsi di raschiare il succo dal fondo del setaccio, quindi scartare i semi: si dovrebbero avere circa 70 ml di succo.

Togliere le arance dalla pentola e tenere da parte il liquido di cottura. Quando le arance sono tiepide da poter essere maneggiate, dividerle in quattro e tagliarle dadolarle, scartando eventuali semi. Trasferire le fette e il succo d’arancia in una pentola.

Filtrare il succo di limone ed aggiungerlo. Aggiungere circa 350 ml di liquido di cottura delle arance, lo zucchero e la mela cotta. Mescolare bene.

Marmellata

Cuocere la marmellata a fuoco basso, mescolando spesso, per sciogliere lo zucchero. Aggiungere il succo del frutto della passione e portare la marmellata ad ebollizione, quindi far bollire la marmellata per 30/40 minuti, o fino a quando non ha raggiunto la giusta densità scivolando morbidamente sul cucchiaio. Ricordate che una volta raffreddata sarà molto più densa.

Travasarla in vasetti sterilizzati, chiuderli e capovolgerli sino a completo raffreddamento.

Per sterilizzare i vasetti leggete qui

Anna Conte’s marmalade and apple crostata
Crostata alle mele e marmellata di Anna del Conte

Crostata1.jpg
250 g di farina 0
100 g di zucchero a velo
buccia grattugiata di ½ limone
150 g di burro a temperatura ambiente
1 uovo grande + 1 tuorlo
Per il ripieno
100 g di mandorle tostate
1 mela Granny Smith
8 cucchiai colmi di marmellata
buccia grattugiata di ½ limone

preparazione.jpg

Versare la farina in una ciotola, setacciare lo zucchero a velo e aggiungere la buccia di limone, mescolare.
Tagliare il burro a pezzi e aggiungerlo alla farina poi con la punta delle dita strofinarlo nella farina e nello zucchero. Sbattere l’uovo e il tuorlo e aggiungerlo all’impasto. Mescolare inizialmente con un cucchiaio, poi impastare velocemente con le mani.
Formare una palla, avvolgerla nella pellicola trasparente e mettere in frigorifero per almeno 30 minuti Se fatta il giorno prima la pasta sarà più friabile una volta cotta ma portarla a temperatura ambiente prima di stenderla.
Stendere 2/3 dell’impasto mettendolo tra due fogli di carta forno e rivestire una teglia con scalanature di 23 cm di diametro alta 3/4 cm rifilando i bordi.

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Bucherellare con i rebbi di una forchetta la base e cospargere le mandorle tritate grossolanamente, distribuendole in modo uniforme.
Pelare, eliminare il torsolo e grattugiare la mela, aggiungere la marmellata e la buccia di limone e spalmare nel guscio di pasta.
Con la pasta rimasta ricavare un rettangolo lungo circa 25 cm, ritagliare 6 strisce larghe circa 2 cm e disporre sulla superficie della torta, poi ritagliare altre 6 strisce e disporle sulla torta nella direzione opposta, creando una grata.
Mettere la crostata in frigorifero per 20 minuti.
Preriscaldare il ventilato a 180° ed infornare la crostata per 35/40 minuti, fino a quando non sarà dorata.
Lasciarla intiepidire, sfornarla e servire.

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Pancakes con confettura di mirtilli Cosmopolitan

Cosmopolitan firma

Ritorna la sfida Mtchallenge e propone la cucina alcolica grazie alla vincitrice, Giulia, che ci ha catapultato nell’universo del cocktail che ammetto di conoscere poco.

Riuscire a prepararne uno, destrutturandolo ai fini di una ricetta non è cosa da poco e l’errore che porta al fuori gara è dietro l’angolo. Ma bando agli indugi, provare è d’obbligo, benchè non sappia ad onor del vero dove posizionare la mia “creazione”.  In genere i pancakes li preparo per colazione, ma servirli con una confettura al Cosmopolitan nelle prime ore del giorno forse non è molto indicato.

Ho deciso di realizzare dei piccoli pancakes dorati ed abbinarli ad una confettura di mirtilli al Cosmopolitan, un cocktail codificato IBA, adatto a tutte le ore, come segnalato nella splendida infografica di Dani.

Cocktail

Cosmopolitan

4 cl di vodka al cedro
1,5 cl di Cointreau
3 cl di succo di mirtillo
1,5 cl di succo di lime

Mettere abbondante ghiaccio nello shaker, versare i liquori e i succhi e shakerare.

Per 6 piccoli pancakes

125 g farina 0
5 g lievito per dolci
1 pizzico di sale
1 uovo
20 g di zucchero
200 ml latte scremato
burro

In una ciotola setacciare la farina con il lievito, aggiungere zucchero e sale. In un’altra ciotola sbattere l’uovo con il latte ed incorporarli agli ingredienti secchi, mescolare molto bene e lasciare riposare mezz’ora.

Scaldare una padella antiaderente e pennellarla con poco burro, versare un po’ di pastella alla volta dandole una forma circolare, lasciare cuocere un paio di minuti e girare il pancake con un colpo deciso.

Confettura di mirtilli al Cosmopolitan

250 g di mirtilli neri
170 g di zucchero semolato
4 cl di vodka al cedro
3 cl di Cointreau
1 lime

In una pentola dal fondo spesso versare i mirtilli ben lavati insieme allo zucchero ed al lime.
Portate ad ebollizione, aggiungere uno a volta la vodka ed il Cointreau e continuate la cottura, mescolando ogni tanto, per circa mezz’ora. Per ottenere un risultato vellutato, dopo 10 minuti di cottura frullare il tutto. La confettura è pronta quando vela il cucchiaio.

Con questo piatto partecipo alla sfida:

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Confettura di ciliegie e zenzero… ma non buttate noccioli e peduncoli

Per la GN delle ciliegie del Calendario del Cibo Italiano ho pensato bene di preparare una confettura.

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Quest’anno non siamo partiti benissimo con la stagione e molte meraviglie che la terra ci dona hanno avuto qualche problema, le ciliegie ad esempio sono in ritardo sulla tabella di marcia ed alcune varietà risultano essere meno saporite a causa delle troppe piogge. Questo è quanto  e dal momento che volevo farne incetta, poichè si collocano tra i frutti che più prediligo, ho pensato di declinarle in una confettura che utilizzerò per preparare crostate, torte farcite o più semplicemente spalmerò sul pane a colazione.

Ma non è finita qui, come sicuramente già saprete, non buttate i noccioli delle ciliegie, dopo averli ben bene lavati e fatti seccare, utilizzateli per farne cuscinetti antidolore. Si tratta di un vecchio rimedio naturale, infatti i noccioli di ciliegia essendo cavi all’interno hanno una sorta di camera d’aria naturale che permette loro di accumulare il caldo (scaldati in forno oppure nel microonde per dolori cervicali o contratture) oppure il freddo (tenuti in congelatore per piccoli lividi o distorsioni) e di rilasciarli molto lentamente.

Se poi le ciliegie sono biologiche non buttate nemmeno i peduncoli o piccioli che dir si voglia. Fate seccare bene anche loro ed utilizzateli per prepararvi un decotto per un effetto drenante e depurativo: sminuzzate 1 cucchiaio raso di peduncoli e metteteli in un pentolino con 1 tazza d’acqua fredda, portate a bollore per qualche minuto, spegnete e coprite, lasciate in infusione per 10 minuti.

Adesso capite perchè adoro le ciliegie 😀

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1 kg di ciliegie
750 g zucchero semolato
1 limone
3 o 4 cm di radice di zenzero

Lavare asciugare molto bene e snocciolare con pazienza tutte le ciliegie.

Metterle in una casseruola con i bordi alti ed il fondo spesso, aggiungere il succo di limone ed i suoi noccioli che avrete chiuso in una garza sterile con filo da cucina (sono un’ottima pectina naturale).

Accendere il fuoco, portare a bollore ed aggiungere lo zucchero e la radice di zenzero finemente grattugiata, mescolare bene riportando il tutto in temperatura; continuare a mescolare ogni tanto e fare sobbollire piano piano. Se volete ottenere un risultato vellutato, prima di aggiungere lo zucchero frullate le ciliegie, personalmente preferisco sentire i pezzetti di frutta.

La confettura è pronta quando vela il cucchiaio, dovrebbe occorrere circa un’ora.

Togliere la garza con i semi di limone e versare la confettura ancora calda nei vasetti, chiudere con i coperchi e lasciarli raffreddare completamente tenendoli capovolti.

Raccomando di utilizzare vasetti ben puliti ed asciutti. Per la loro sterilizzazione il metodo classico e porli in una pentola con acqua fredda e farli bollire per mezz’ora. Il metodo che utilizzo io è quello di metterli ancora umidi nel microonde e scaldarli alla massima potenza per cinque minuti.

Pillola socratica 😉

Confettura di cachi

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Per qualche tempo mi ero ripromessa di non fare più confetture che generalmente utilizzo nella preparazione di crostate. Ultimamente è più la produzione del loro consumo e la scorta in dispensa inizia ad essere cospicua.

Con questa premessa me ne sono stata buona buona sino a pochi giorni fa, quando mi sono ritrovata tra le mani una colorata cassetta di cachi; frutto (è il caso di dirlo) di un albero rigoglioso che ci ha fatto ombra questa estate in un giardino a ridosso del lago di Caldonazzo in Trentino. Questo inaspettato quando ricco dono ha ceduto il passo ad una serie di elucubrazioni: dato l’elevato numero dei frutti, già ben maturi, e l’impossibilità oggettiva di consumarli tutti freschi, non potevo che declinarli in altro modo. Dopo aver proposto la versione rivisitata del banana bread, ho ceduto e sono passata alla preparazione della confettura.

Con i cachi non mi ero ancora cimentata, la preparazione è semplice ed il risultato ottimo.

A questo punto perché non regalare questa delizia per Natale?

1,200 gr. di cachi
700 gr. zucchero semolato
1 mela
1 limone
vasetti di vetro puliti e sterilizzati

Innanzi tutto lavare e sciacquare bene i vasetti. Per la loro sterilizzazione il metodo classico e porli in una pentola con acqua fredda e farli bollire per mezz’ora. Il metodo che utilizzo io è quello di metterli ancora umidi nel microonde e scaldarli alla massima potenza per tre minuti.

Sciacquare delicatamente i cachi e spellarli, sbucciare la mela e tagliarla a pezzi, frullare tutto insieme. In una casseruola dai bordi alti e con il fondo spesso porre il composto unendo il succo di limone. Accendere il fuoco, portare a bollore ed aggiungere lo zucchero, mescolare bene riportando il tutto in temperatura; continuare a mescolare ogni tanto e fare sobbollire piano piano.

La confettura è pronta quando vela il cucchiaio, dovrebbero occorrere circa 35/40 minuti di cottura.

Versarla nei vasetti ancora calda, chiudere con i coperchi e lasciarli raffreddare completamente tenendoli capovolti.

Raccomando di utilizzare vasetti ben puliti ed asciutti. Per la loro sterilizzazione il metodo classico e porli in una pentola con acqua fredda e farli bollire per mezz’ora. Il metodo che utilizzo io è quello di metterli ancora umidi nel microonde e scaldarli alla massima potenza per cinque minuti.

Composta di pere Williams al vino rosso

 

immagineVi propongo questa composta ottima in abbinamento a formaggi stagionati, ma anche spalmata su una fetta di pane fresco. Una preparazione semplice e versatile.

Ho utilizzato delle pere Williams rosse, vengono raccolte in tarda estate sino a fine ottobre, derivano dalla mutazione della varietà Williams e sono state introdotte in Italia a partire dal secondo dopoguerra. Presentano una buccia liscia di colore giallastro che, nei punti esposti al sole, assume una colorazione rossastra. La polpa è bianca morbida e succosa, ha un profumo caratteristico e moscato, e il sapore è dolce-acidulo. Sono ottime, insieme a quelle bianche per succhi e sciroppi.

Il vino che ho utilizzato è un uvaggio, un buon rosso corposo dei colli piacentini.

1 kg pere Williams rosse

400 gr zucchero semolato

125 ml vino rosso

Pulire bene e tagliare a pezzi piccoli le pere con la loro buccia. Cuocerle nel microonde alla massima potenza sino a quando non sono cotte e mordide. Passarle al mixer, ridurle a purea e farle raffreddare quasi totalmente.

Mescolare bene lo zucchero con il vino rosso, aggiungere la purea di pere e porre il tutto sul fuoco facendogli prendere bollore. Cuocere a fiamma dolce, deve sobbollire, girando di tanto in tanto. Il tempo necessario perché raggiunga una buona consistenza è di circa un’ora. Versare la composta ancora calda in vasetti sterilizzati, chiedere con il loro coperchio e capovolgerli sino a completo raffreddamento.

Raccomando di utilizzare vasetti ben puliti ed asciutti. Per la loro sterilizzazione il metodo classico e porli in una pentola con acqua fredda e farli bollire per mezz’ora. Il metodo che utilizzo io è quello di metterli ancora umidi nel microonde e scaldarli alla massima potenza per cinque minuti.

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