Pomodorini confit

Confit è un termine che deriva dal verbo francese confire, preservare. Vengono così definite le preparazioni, siano esse di frutta o verdura, che prevedono una lunga cottura a bassa temperatura con lo zucchero che le caramellizza o l’aceto.

I pomodorini così preparati, ed arricchiti dal profumo delle erbe aromatiche, si prestano ad essere consumati in mille modi. Come semplice contorno, in arricchimento a paste, torte salate, bruschette; un pò di fantasia ed il gioco è fatto.

500 gr di pomodorini (quelli che preferite: ciliegia, datterino, piccadilly, pachino)
1 cucchiaio raso di zucchero
olio extravergine d’oliva
1 cucchiaino di sale

Erbe aromatiche essiccate a piacere (origano, menta, timo, maggiorana
)

Lavare e tagliare a metà i pomodorini.

Su una teglia ricoperta di carta forno e leggermente unta d’olio disporli uno accanto all’altro e cospargerli con lo zucchero, il sale e le erbe aromatiche. Infine irrorare il tutto con poco olio.

Accendere il forno a 90° e cuocere per circa 2 ore. Devono caramellizzare ma non bruciare, fate attenzione.

Se usate la friggitrice ad aria impostate a 85 ° e cuocete per 1 ora e 15 minuti.

Cardi e patate gratinati

Non so se definire questo piatto un contorno oppure un secondo o meglio ancora un piatto unico. Di sicuro attendo una anno intero per poterlo preparare, quando finalmente arrivano i cardi.

Parenti stretti dei carciofi, ricchi d’acqua, fibre e sali minerali, hanno un buon potere saziante unito ad un bassissimo apporto calorico. Le proprietà sono innumerevoli, vi invito a fare un giro in rete per scoprirle tutte.

Come per i carciofi le mani si anneriscono nel pulirli e, cosa importate, bisogna pazientemente togliere loro i filamenti che li renderebbero difficili da mangiare. Ma la resa ripaga di questi piccoli inconvenienti.

Io li preparo in teglia con formaggio e patate, un piatto sostanzioso, ricco di benefici e bontà.

1 cespo di cardi (circa 500 g al netto degli scarti)
1 limone

3 patate medie
sale
50 g di burro
Parmigiano reggiano
Pangrattato
1 bicchiere d’acqua

Pulire i cardi, togliere tutti i filamenti e tagliarli a pezzi di circa 3 cm. Lasciarli in acqua acidulata col limone per evitare che anneriscano.

Portare una pentola d’acqua ad ebollizione e cuocere i cardi, dopo averli scolati dalla precedente acqua, per 30 minuti.

A metà cottura aggiungere le patate sbucciate e tagliate a fette di 1/2 cm.

Scolare il tutto.

Accendere il forno ventilato a 180°.

Imburrare una teglia, cospargerla di pangrattato e fare un primo strato di patate, spolverare di parmigiano e pangrattato in proporzione 2 a 1, aggiungere qualche fiocchetto di burro.

Ripetere l’intera operazione con i cardi, ancora con le patate e completare con i cardi con un’ultima abbondante spolverata di parmigiano, pangrattato e fiocchetti di burro.

Irrorare la preparazione con un bicchiere di acqua, infornare per 30 minuti, l’acqua si deve assorbire e tutto essere ben gratinato.

Lasciare intiepidire leggermente prima di servire.

Ratatouille

La ratatouille, un contorno di verdure tipico della Provenza, deve il suo nome al gesto di mescolare: dal francese touiller accomunato all’occitano ratatolha.

Un piatto fresco, colorato e veloce nella sua preparazione, che utilizza ortaggi tipicamente estivi con l’unico accorgimento di prepararli rispettando i diversi tempi di cottura.

Nota davvero fondamentale è utilizzare verdure freschissime accompagnate da un buon olio extravergine d’oliva e dalle erbe aromatiche che arricchiranno il vostro piatto donandogli il tipico profumo mediterraneo.

1 melanzana
1 peperone giallo
2 zucchine medie
2 patate medie
2 pomodori grossi maturi
erbe aromatiche fresche
tritate (timo, basilico, prezzemolo…)
3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
1 spicchio d’aglio
sale

Lavare ed asciugare le verdure, sbucciare le patate e tagliare tutti gli ortaggi in pezzi della stessa dimensione.

In una padella antiaderente scaldare l’olio, profumarlo con lo spicchio di aglio ed aggiungere le patate e mezzo bicchiere d’acqua, sale ed erbe aromatiche. Cuocere per 5 minuti mescolando ogni tanto.

Aggiungere in sequenza di un paio di minuti i peperoni, mescolare, le zucchine, mescolare, e da ultimo i pomodori e mescolare.

Cuocere per 10/15 minuti con il coperchio a fuoco medio, sempre… mescolando di tanto in tanto. Se si asciugano troppo aggiungere poca acqua calda.

Le verdure dovranno risultare ben cotte ma sode, non sfatte.

Peperoni sottaceto

Le verdure sottaceto sono un ottimo compendio ad un antipasto, ma ben si accompagnano anche ad una portata principale. Differiscono dalle giardiniere per la mancanza di zucchero nella loro preparazione, per esempio come quella di zucchine che vi ho proposto qualche mese fa e che trovate qui.

Ora è tempo di peperoni, ricchi di vitamine A e C, buona fonte di potassio e dalle proprietà diuretiche. L’importante è sceglierli sodi e carnosi, devono essere freschi e privi di ammaccature. Pur parenti dei peperoncini hanno valore zero nella scala di Scoville, la scala che misura la piccantezza.

Una volta preparati, per meglio apprezzarli, dovrete attendere almeno 30 giorni prima di consumarli. Se poi volete fare scorta, ancora chiusi si conservano per mesi.

500 gr di peperoni (peso al netto degli scarti)
400 ml di aceto di mele
1 foglia di alloro
1 spicchio di aglio
1 chiodo di garofano

sale

Lavare, asciugare e tagliare i peperoni a metà, togliere la calotta, i semi ed i filamenti. Ridurli a strisce e poi a quadrotti di circa 2/3 cm per lato.

In una casseruola portare a bollore l’aceto con gli aromi ed un pò di sale.

Mantenendo il liquido sempre in leggera ebollizione tuffare metà dei peperoni e cuocerli per un paio di minuti. Scolarli molto bene e fare la stessa cosa con i restanti peperoni.

Disporli su un canovaccio pulito e lasciarli asciugare, tamponarli con carta assorbente. Tenere da parte il liquido di cottura.

Utilizzando un vasetto in vetro capiente e sterilizzato, inserire i peperoni cercando di riempire bene tutti gli spazi, ricoprirli di liquido bollente, volendo aromi compresi.

Chiudere bene e capovolgere il vasetto sino a raffreddamento.

Non occorre sterilizzare, conservate in un luogo fresco e buio per un mese prima di consumarli.

Ricette in quarantena

I giorni di esilio casalingo non sono finiti, dobbiamo continuare a resistere e non lasciarci andare mai. Solo così ne usciremo vincenti e mi auguro molto più consapevoli.

Sui social impazzano ricette e preparazioni di tutti i tipi ed il lievito di birra è diventato più ricercato dell’oro al tempo del Klondike. A questo proposito colgo l’occasione per dirvi che la birra magari bevetevela, il lievito non si può riprodurre a meno di non averne un pezzettino per fare la pasta da riporto. Se volete provate con la pasta madre.

Ho pensato di lasciarvi i link di una selezione di ricette che ho pubblicato nel tempo e che possono esservi d’aiuto nella preparazione quotidiana dei pasti. Tenuto conto che mai come adesso la Cucina socratica è la prima fonte d’ispirazione.

Ed ora cliccate sulle foto per leggere le ricette oppure i link sottostanti e, se non vi bastano queste proposte, continuate a curiosare sul blog per chiave di ricerca o selezionando una categoria. Ricordate anche che potete mandarmi le foto dei piatti che proverete a fare, le ritroverete qui.

Torneremo ad abbracciarci 😀

Facciamo il pane e non solo: Oggi faccio il panePanini al latte‘Mpille salentineCantucci salati (senza lievito) – Tarallini pugliesi (senza lievito) – Calzoni di pasta matta (senza lievito)

Oggi pasta: Sugo ai carciofi Pasta e fagioliOrecchiette con cime di rapaSpaghetti alle vongole

Voglia di risotto: Riso integraleRisotto pere e taleggioRisotto rossoRisotto alla milanese

Carne, pesce e formaggio homemade: Padellata di salsiccia e..Fagottini di tacchinoPolpettine speziateInsalata di polpoOrate al fornoInvoltini di sogliolaLabneh

Le verdure: Torta girasole di verdureFagiolini a mazzetti…Crostata di cavolfioreVerdure al fornoInsalata pantescaPanzanella prêt-à-porter

Finiamo in dolcezza: Dolcetti di mandorleTorta all’acquaBensonePouding ChômeurBiscotti al latte condensatoBanana bread

Zucchine in modalità giardiniera

Torno a parlare di zucchine, anzi no le cucino in modo da poterle conservare. Quando è stagione hanno un sapore delizioso e bisogna approfittarne, anche se si possono comprare tutto l’anno, quelle coltivate in aperta campagna non sono paragonabili a quelle cresciute in serra.

Se navigate tra le mie ricette compaiono spesso e volentieri, ad esempio nella Torta “sanremese” di zucchina trombetta, come contenitore nelle Zucchine tonde ripiene di Jasmine rice, in accompagnamento ai Filetti speziati di merluzzo oppure… curiosate, curiosate 😉

Questa volta ho pensato di prepararle in giardiniera, quella classica è composta da diverse verdure a seconda del gusto, ma il procedimento da seguire è uguale.

Per ottenere due o tre vasetti non molto grandi ecco cosa fare:

4 zucchine medie
1 bicchiere di aceto di vino bianco
4 bicchieri di acqua
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaio di sale grosso
qualche foglia di alloro (facoltativo)
olio extra vergine d’oliva

Lavare le zucchine e tagliarle a rondelle di 1 cm circa.

In una pentola mescolare l’aceto e l’acqua con lo zucchero, il sale e qualche foglia di alloro, portare ad ebollizione.

Sbollentare le rondelle di zucchine per 3 minuti circa, meno se piacciono più croccanti che morbide.

A cottura ultimata scolare bene e sistemare la verdura nei vasetti di vetro, inserire anche una foglia di alloro se piace, versare sopra il liquido di cottura ancora caldo a ricoprire il tutto, sigillare con un filo d’olio e chiudere con il tappo. Si deve creare il sottovuoto.

Conservare i vasetti in luogo fresco, aspettare almeno 3 giorni prima di assaggiarle.

Insalata pantesca e Zibibbo

C’è un’isola vulcanica in Italia dove la forza degli elementi la rendono una cosa unica, un luogo a se stante, svincolato a tal punto dal nostro territorio che fa quasi specie sentire parlare in italiano; Pantelleria è questo e molto altro ancora.

Situata a metà strada tra l’Africa e l’Europa, Perla Nera del Mediterraneo, è un immenso patrimonio di biodiversità ed un concentrato di sole, vento, silenzio, sorgenti termali a cielo aperto, storia e buon cibo. Se non l’avete mai visitata sappiate che la sua aspra natura la rende si affascinante ma non facile da comprendere; c’è chi s’innamora di lei (come la sottoscritta) e chi fugge via dopo un solo giorno di permanenza.

Vi ho incuriosito? Non vado oltre, lascio a voi il piacere di scoprirla, anzi no! Vi racconto di un suo piatto tipico che non può fare a meno dei capperi di cui quest’isola ne è letteralmente cosparsa, nonchè del suo vitigno per eccellenza: lo Zibibbo.

L’insalata pantesca è da gustare nelle giornate calde ed assolate, un concentrato di sapori deliziosamente decisi; le dosi sono per due persone.

500 g di patate  
200 g di pomodorini  
12 olive verdi 
1 cucchiaio di capperi di Pantelleria
granella di pistacchio 
basilico 
origano 
olio extravergine d’oliva
aceto
sale

Lavare le patate, lessarle con la buccia fino a quando non saranno morbide, farle raffreddare, pelarle e tagliarle a tocchetti.

Tagliare la cipolla, lasciarla in ammollo dieci minuti con l’aceto e scolarla bene. Lavare e tagliare in quattro i pomodorini, sciacquare i capperi per togliere il sale in eccesso.

In una ciotola unire tutti gli ingredienti preparati, aggiungere le olive e la granella di pistacchi. A parte emulsionare l’olio con il sale e l’origano e condire l’insalata, decorare con il basilico.

Pillola socratica 😉

Abbinamenti di-vini

Un bicchiere di Zibibbo fresco e profumato è un buon compagno di viaggio. Vitigno a bacca bianca, detto anche Moscato di Alessandria, regala deliziose note sapide e fruttate; a torto incasellato solo come passito, in realtà i tanti piccoli produttori dell’isola riescono a conferire ai loro vini peculiarità differenti ed interessanti.

La vite, originaria dell’Egitto, fu introdotta nell’isola dai Fenici. I piccoli alberelli, tenuti volutamente bassi, data l’asperità del territorio e mai irrigati artificialmente, regalano pochi grappoli dagli acini ovoidali con la buccia spessa. Il termine zibibbo deriva da zibib che in arabo significa uva passa o uvetta.

Le caratteristiche uniche dell’allevamento hanno decretato, nel 2014, Patrimonio dell’Umanità la vite zibibbo ad alberello.

Fagiolini a mazzetti nei pomodori

La ricetta di oggi, per la GN del Calendario del cibo italiano, ha come protagonista il pomodoro. Non posso per questo passare dritta alla ricetta, prima vi scrivo un paio di cose che riguardano questo principe della stagione estiva. Parto dalle basi, è una solanacea coltivata per la prima volta dagli Aztechi intorno al 500 A.C. e non solo come cibo, ha diverse proprietà, le sue foglie poi sono un potente quanto pericoloso allucinogeno. Lo chiamavano xitomatl, da cui l’inglese tomato.

In Europa è sbarcato nel 1540, con il conquistador Hernán Cortés, la coltivazione del pomodoro si è quindi sviluppata in Francia grazie al Re Sole, che a Versailles stupiva gli amici mostrando questa strana pianta con i fiorellini gialli e le palline giallo-aranciate (i frutti che hanno ispirato il nome ‘pomo d’oro’). Verso la fine del 1500 arrivò anche in Italia e al sud trovò un clima favorevole, producendo frutti più grandi e di colore arancione-rosso che invogliavano ad essere assaggiati. Per questo motivo si iniziò a mangiare pomodori quasi un secolo prima di tutti gli altri europei.

Nel mondo si contano circa settantacinquemila varietà dai diversi colori. Quest’anno ne sto coltivando, in vaso, una qualità che produce frutti dolci giallo dorati. Per questa ricetta invece avrete bisogno dei classici e grossi pomodori ramati, la preparazione è semplice nonchè carina nella presentazione. Se poi siete ancora curiosi, in fondo all’articolo troverete una pillola di salute.

350 g di fagiolini 
6 pomodori ramati 
Parmigiano reggiano grattugiato 
Olio extravergine d’oliva 
Sale 

Spuntare, lavare e lessare i fagiolini in acqua salata per 15 minuti. Scolarli e tenerli da parte.

Praticare una piccola croce sulla sommità dei pomodori, tuffarli pochi secondi in acqua bollente e pelarli. Aiutandosi con un leva-torsoli, oppure un coltellino affilato, aprirli al centro per creare una cavità.

Condire i fagiolini con poco olio, sale e dividerli a mazzetti da inserire delicatamente nella cavità dei pomodori.

Adagiarli in una pirofila, cospargerli di formaggio e poco olio e passarli al grill a gratinare.

Servire tiepidi.

PILLOLA DI SALUTE: Il pomodoro presenta notevoli proprietà medicinali, sono un’eccellente fonte di luteina, vitamina C e licopene, antiossidanti che proteggono contro la formazione di radicali liberi e quindi contro malattie degenerative come il cancro. Il pomodoro è specificamente utile nella prevenzione del cancro del colon per il suo alto contenuto di beta carotene; recenti studi hanno dimostrato che l’associazione di soia e pomodoro è utile nella prevenzione del cancro alla prostata.
Le fibre, il potassio, la vitamina C e la colina contenuti nei pomodori, sono riconosciuti alleati della salute cardiovascolare.
Il licopene, presente e attivato durante la cottura del pomodoro, così come la luteina e il beta carotene, proteggono contro lo sviluppo delle cataratte e da degenerazione maculare.
L’alto contenuto di acido folico infine, protegge contro difetti di nascita, e contro la depressione. L’acido folico infatti previene la formazione di un eccesso di omocisteina nel corpo umano che interferisce con la produzione di serotonina, dopamina e noradrenalina, ormoni responsabili del senso di benessere e regolatori di umore, sonno e appetito. (fonte dott. Michael Meyers)

Pillola socratica 😉

Caramelized fennel & heritage carrots with fresh oranges & lemony herb dressing per il Club del 27

Tranquilli, è più lungo il titolo della preparazione ed il risultato è strepitoso.

Questo mese per il Club del 27 parliamo di Sheet Pan Recipes ovvero ricette di piatti basati su ingredienti cotti tutti insieme dentro una classica teglia da forno rettangolare con i bordi alti. Si mescolano gli ingredienti e via in cottura.

Ho scelto questo contorno profumato e sfizioso perchè mi piacciono i sapori agrodolci, inoltre non avevo mai utilizzato le carote viola. Come certo saprete sono le antenate delle nostre carote, furono poi gli olandesi, in onore della loro dinastia degli Orange, per mezzo di una serie di incroci, a cambiarne il colore in arancio.

Questa è la ricetta come l’ho interpretata io, a partire dall’emulsione alleggerita sino alla temperatura del forno leggermente più bassa per non carbonizzare le verdure. In fondo trovate la versione originale in inglese.

2 finocchi
3 grosse carote viola
4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
succo di 1 limone
2 cucchiaini da caffè rasi di zucchero semolato
2 arance
sale

per il condimento

4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
scorza e succo di 1 limone
una generosa manciata di erbe miste tritate (prezzemolo, coriandolo, aneto, erba cipollina, ecc.)

Preriscaldare il forno a 180 °.

Pulire e tagliare i finocchi a metà e ciascuna metà in tre o quattro fette e disporli su una teglia. Raschiare, lavare e tagliare le carote in quarti lungo la loro lunghezza, interporli nella teglia ai finocchi. Irrorare con olio e succo di limone, spolverizzare il tutto con lo zucchero.

Cuocere per 20 minuti circa, sino a quando le verdure sono morbide e leggermente colorate ai bordi.

Nel frattempo sbucciare le arance e tagliarle a fette sottili, fare un trito di erbe aromatiche. Emulsionare l’olio con il succo di limone, la sua buccia grattugiata ed il sale.

A cottura ultimata togliere la teglia dal forno, trasferire su un piatto da portata e rifinire con le fette d’arancia, irrorare con la salsa al limone e completare con il trito di erbe.

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Warm, caramelized fennel and colourful Heritage carrots make magnificent bedfellows to thin slices of fresh juicy oranges. Don’t skimp on the herbs.

2 bulbs Florence
600 g/21 oz. Heritage carrots
4–5 tbsp olive oil
juice of 1 lemon
2 tsp caster/granulated sugar
4 juicy oranges
sea salt and freshly ground black pepper
for the dressing
100 ml/⅓ cup plus 1 tbsp olive oil
zest and juice of 1 lemon
1 tsp caster/granulated sugar
a large handful of chopped mixed herbs (parsley, coriander/cilantro, dill, chives, etc.)

Preheat the oven to 190˚C (375˚F) Gas 5. Trim the fennel bulbs, and then cut them in half, from root to tip. Cut each half into three or four wedges. Arrange over a sheet pan. Cut the carrots in half or into quarters along their length, depending on the size of the carrots.

Arrange them over the pan with the fennel wedges. Drizzle over the oil and lemon juice and scatter over the sugar. Roast for about 25–30 minutes, until the vegetables are soft and slightly charred at the edges.

In the meantime, top, tail and peel the oranges and cut into thin slices.

Mix the oil, lemon juice and sugar together for the dressing, and squeeze in any juice from the end pieces of orange peel. Season with a little salt and black pepper.

Remove the pan from the oven and transfer everything to a platter.

Drizzle over the lemon dressing, scatter with the herbs, and serve.

Ricette estive

E’ tempo di vacanze, di ritmi più rallentati, di dolce far niente.

Rimane però un’attività inderogabile, è quella di mangiare, di alimentarci, di nutrirci, chiamatela come volete ma questo è. Per non lasciarvi da soli nell’impresa del “cosa preparo”, vi suggerisco qualche mia ricetta dal sapore estivo e vacanziero, già pubblicata, basta cliccare sul titolo per recuperarla.

Ma non fermatevi qui, curiosate liberamente tra le mie pagine e, nel frattempo, vi auguro BUONE VACANZE!!!

Qualche sfizio:

      Cicchetti alternativi con i formaggi Tomasoni

immagine-2     Cartoni a tavola ovvero le Tapas, i Pinchos ed i Montaditos

1     Il mio Dakos (frisella cretese) per il Club del 27

immagine-1       Tozzetti salati ai pinoli

Mangiamo all’aria aperta:

2       Parmigiana di melanzane

Immagine      Terrina di miglio e verdure in gelatina

immagine-1        Torta girasole di verdure

111        Panzanella prêt-à-porter

Pesce mon amour:

Immagine        Calamari ripieni

immagine-1       Polpo alla Luciana

OK       Spaghettoni al sugo di scampi, pomodorini caramellati e pistacchio di Bronte

E’ tempo di un dolcetto:

Immagine2       Bensone alla confettura di lamponi

1       Dolcetti di mandorle

Cosmopolitan firma      Pancakes con confettura di mirtilli Cosmopolitan

…e per finire:

Immagine      Bevanda Zenzero & Limone

liquirizia      Liquore alla liquirizia