Carrot cake

Quale sia l’esatta provenienza di questa torta mi rimane oscura, pare che gli inglesi l’abbiano importata dal continente europeo e farcita di crema al formaggio; dicono che per gli svizzeri sia la torta di compleanno dei bambini; in ultimo sembra che gli americani l’abbiano fatta propria e brunita con lo zucchero di canna e l’aggiunta di noci.

La versione che preferisco e vi propongo è quella d’oltreoceano, il dolce è morbido, con una buona umidità e dall’irresistibile profumo di cannella. La carrot cake è perfetta se servita a colazione, ottima anche a merenda, o più semplicemente per quando avete voglia di una coccola.

Per una tortiera dal diametro di 18 cm:

2 uova
125 gr di zucchero di canna
70 ml di olio extra vergine d’oliva
150 gr di carote
150 gr di farina tipo 1
8 gr di lievito
cannella
50 gr di noci
zucchero a velo

In una ciotola sbattere i tuorli con lo zucchero di canna e l’olio. A parte montare a neve ferma gli albumi e unirli al composto con delicatezza dal basso verso l’alto. Grattugiare finemente le carote, tritare le noci e inserire i due ingredienti nel composto, aggiungere cannella a piacere e la farina setacciata insieme al lievito. Mescolare bene e delicatamente il tutto.

Portare il forno alla temperatura di 160°, modalità ventilato, imburrare ed infarinare una teglia dove versare il dolce.

Infornare e cuocere per 30 minuti circa; fate la prova stecchino, se risulta asciutto la vostra carrot cake è cotta.

A torta fredda spolverare la superficie di zucchero a velo.

Ricette in quarantena

I giorni di esilio casalingo non sono finiti, dobbiamo continuare a resistere e non lasciarci andare mai. Solo così ne usciremo vincenti e mi auguro molto più consapevoli.

Sui social impazzano ricette e preparazioni di tutti i tipi ed il lievito di birra è diventato più ricercato dell’oro al tempo del Klondike. A questo proposito colgo l’occasione per dirvi che la birra magari bevetevela, il lievito non si può riprodurre a meno di non averne un pezzettino per fare la pasta da riporto. Se volete provate con la pasta madre.

Ho pensato di lasciarvi i link di una selezione di ricette che ho pubblicato nel tempo e che possono esservi d’aiuto nella preparazione quotidiana dei pasti. Tenuto conto che mai come adesso la Cucina socratica è la prima fonte d’ispirazione.

Ed ora cliccate sulle foto per leggere le ricette oppure i link sottostanti e, se non vi bastano queste proposte, continuate a curiosare sul blog per chiave di ricerca o selezionando una categoria. Ricordate anche che potete mandarmi le foto dei piatti che proverete a fare, le ritroverete qui.

Torneremo ad abbracciarci 😀

Facciamo il pane e non solo: Oggi faccio il panePanini al latte‘Mpille salentineCantucci salati (senza lievito) – Tarallini pugliesi (senza lievito) – Calzoni di pasta matta (senza lievito)

Oggi pasta: Sugo ai carciofi Pasta e fagioliOrecchiette con cime di rapaSpaghetti alle vongole

Voglia di risotto: Riso integraleRisotto pere e taleggioRisotto rossoRisotto alla milanese

Carne, pesce e formaggio homemade: Padellata di salsiccia e..Fagottini di tacchinoPolpettine speziateInsalata di polpoOrate al fornoInvoltini di sogliolaLabneh

Le verdure: Torta girasole di verdureFagiolini a mazzetti…Crostata di cavolfioreVerdure al fornoInsalata pantescaPanzanella prêt-à-porter

Finiamo in dolcezza: Dolcetti di mandorleTorta all’acquaBensonePouding ChômeurBiscotti al latte condensatoBanana bread

Cranberry Oat Scones per il Club del 27

Il trillo della sveglia la mattina è brutto, brutto… ma se a darci la giusta carica per affrontare la giornata è una golosa colazione, il buonumore è assicurato. Il primo pasto della giornata è sicuramente il più importante, per questo motivo insieme al Club del 27 vi suggeriamo tante ricette, divertitevi a provarle.

Io vi propongo gli Scones, arrivano dalla Scozia e probabilmente devono il loro nome a una cittadina scozzese, sono anche citate sull’Oxford English Dictionary che risale al 1513. Inizialmente si trattava di preparare una focaccia non lievitata cotta sulla piastra e tagliata in piccoli triangoli. Con l’invenzione del lievito istantaneo si è passati a preparare le piccole e morbide focaccine da tè che noi conosciamo.

Gli scones non sono né dolci né salati. Motivo che li rende versatili, adatti ad essere farciti con qualsiasi cosa, compresi salumi e formaggi, o aromatizzati direttamente nell’impasto.

Ad esempio per farli salati basta mettere semi di finocchio, di sesamo, timo, maggiorana o altro. Perchè siano dolci si usa uvetta, frutta secca, gocce di cioccolato o mirtilli.

Io li ho preparati con mirtilli rossi e zenzero candito:

170 g di farina 0
15 g di zucchero semolato
1/2 bustina di lievito in polvere
2 g di sale
50 g di burro freddo
45 g di fiocchi d’avena + 2 cucchiai per la finitura
60 g di mirtilli rossi essiccati
30 g di zenzero candito
1 uovo piccolo
60 ml di yogurt intero bianco + 2 cucchiai per la finitura

In una ciotola mescolare insieme la farina, lo zucchero, il lievito e il sale. Aggiungere il burro a pezzetti e ridurre il composto in briciole. Aggiungere l’avena, i mirtilli e lo zenzero, mescolare bene il tutto.

In un’altra ciotola sbattere insieme l’uovo e lo yogurt, versare il tutto nel mezzo dell’impasto, iniziare a mescolare delicatamente per incorporare il liquido. Lavorare poi velocemente per formare un panetto che risulterà leggermente appiccicoso.

Su una superficie infarinata, versare l’impasto, formare un rettangolo di 20 cm per 10 cm e ricavare da questo 8 rettangoli che andranno trasferiti su una teglia ricoperta di carta forno. Spennellare la superficie con lo yogurt e cospargere con i fiocchi d’ avena.

Cuocere a 190°, modalità statica, per 12/14 minuti.

MTC Story – un dolce arrivederci con i Croissant

Un detto recita: “si chiude una porta e si apre un portone”, mai come questa volta mi auguro che si avveri. La porta che si sta chiudendo è quella dell’MTC, un contenitore di emozioni, di gioie e di novità, tutte rigorosamente interconnesse sul filo della rete informatica, che mi ha dato la spinta iniziale per aprire questo blog, scrivere e pubblicare ricette.

Per tutto questo, e per l’ultima volta, torno a cucinare con l’MTC e ricordare dieci anni di sfide che si sono intrecciate con il mio quotidiano, a volte bello, altre un pò meno, ma che proprio per questo sono state una valvola di sfogo incredibile.

Nel percorrere anni di battaglie a suon di pentole, ho scelto di rifare quella che per me è stata forse la più ostica ma che ritengo di aver vinto con onore.

La prima volta che ho preparato i croissant ci sono volute ore di lavoro e sveglie che suonavano in piena notte (evitabile con un pò di organizzazione) per ottenere un burroso profumo che per colazione ha pervaso tutta la casa. Oggi, guardando l’alba di un nuovo giorno, addento un profumato croissant e abbraccio idealmente uno ad uno i miei compagni di gioco.

In attesa di nuove avventure e oltre provate a fare come me questi croissant; con gli ingredienti iniziali quali l’attenzione, il tempo e la pazienza avrete un risultato assicurato.

Dosi per 8 croissant normali o 16 mini

400 g di farina 00 W350
220 ml di latte
40 g di burro ammorbidito a temperatura ambiente
30 g di zucchero semolato
4 g di lievito di birra istantaneo
9 g di sale
4 g di aceto di vino bianco
200 g di burro per la sfogliatura

In una ciotola sciogliere lo zucchero ed il sale con il latte e l’aceto.

A parte setacciare la farina con il lievito di birra istantaneo.

Unire il burro, gli ingredienti liquidi a quelli secchi fino ad ottenere un impasto grezzo. È importante che l’impasto non venga lavorato eccessivamente, in modo da evitare di sviluppare la maglia glutinica. Se ciò dovesse accadere vi ritrovereste con un impasto troppo forte che si strappa durante la fase della sfogliatura.

Formare un quadrato, avvolgerlo in pellicola alimentare e farlo riposare in frigo per 6 ore, se l’impasto lievita dopo un paio d’ore è importante sgonfiarlo.

Poco prima di tirare fuori l’impasto preparare il panetto di burro schiacciandolo tra due fogli di carta da forno e rimetterlo in frigo fino all’utilizzo.

Stendere l’impasto a circa 6 mm di spessore, fare in modo che sia largo poco più del panetto di burro e alto due volte l’altezza dello stesso.

Riprendere il burro dal frigo, metterlo su una metà della pasta e richiudervi l’altro lembo sopra, procedere con la piega a tre.

Avvolgere l’impasto in pellicola alimentare e fare riposare in frigorifero circa 30 minuti.

Stendere il rettangolo, avendo cura che la piega sia alla vostra destra, tirandolo ad una lunghezza corrispondente a tre volte il lato corto e fare una piega a tre.

Avvolgere in pellicola alimentare e fare riposare in frigorifero circa 30 minuti. Ripetere la piega a tre e il riposo in frigo.

Fuori dal frigo dividere l’impasto in due e stendere le due porzioni ad una dimensione di 26 x 34 cm e uno spessore di circa 3-4 mm ciascuna (io ho diviso l’impasto in quattro e di conseguenza anche le misure dei triangoli).

Sbattere l’impasto sul piano di lavoro infarinato, due volte per favorire la sfogliatura, quindi tagliare dei triangoli dalla base di 11 cm circa o 6 cm con un coltello grande e affilato.

Lasciare riposare i triangoli per 20 minuti in frigo prima della formatura.

Fuori dal frigo stirare leggermente la punta dei triangoli, praticare una piccola incisione in mezzo alla loro base e arrotolare con delicatezza i lembi senza premere né stringere troppo l’impasto.

Se fate i croissant la sera per il mattino lasciateli lievitare sulla teglia per un’ora, coperti con pellicola alimentare, dopodiché metteteli in frigo per tutta la notte. La mattina tirare i croissant fuori dal frigorifero almeno due o tre ore prima della cottura, spennellarli con dell’uovo sbattuto (passato attraverso un colino a maglia fitta) muovendo il pennello dal centro del croissant verso l’esterno per evitare che l’uovo faccia attaccare gli strati della sfoglia, coprire con pellicola alimentare.

I croissant sono pronti quando tremano un po’ come un budino quando la teglia viene leggermente scossa.

Se si cuociono subito, disporli su una teglia da forno coperta con carta oleata, spennellati con l’uovo sbattuto, dopo averli coperti con pellicola alimentare e lasciati lievitare a temperatura ambiente per circa 2-3 ore.

Prima di cuocere i croissant spennellarli nuovamente con l’uovo sbattuto.

Preriscaldare il forno a 200° C , infornare e cuocere per circa 10 minuti, abbassare la temperatura a 180°C e cuocete per altri 10 minuti, devono essere ben dorati.

Se invece tendono a scurire troppo coprirli con un foglio d’alluminio.

Farli raffreddare su una gratella.

Pane albero di Natale

Manca una settimana a Natale, voglio suggerirvi una simpatica idea che oltre ad essere un bel centrotavola per le prossime feste si può anche mangiare. Anziché portare in tavola il cestino del pane, preparo tanti piccoli panini che, uniti tra loro prima della cottura, danno vita ad un alberello.

Una volta che sarà anche allegramente addobbato, farà bella mostra di se sulla tavola delle feste.

Per 30 panini

500 g di farina 0
300 ml di acqua circa
150 g di pasta madre già rinfrescata
due cucchiaini di sale marino integrale

foglie di prezzemolo
chicchi di melagrana

Sciogliere velocemente la pasta madre in metà acqua a temperatura ambiente e cominciare ad aggiungere la farina, sempre impastando con le mani. Dopo averne aggiunta circa la metà, incorporare il sale disciolto in poca acqua. Continuare aggiungendo la restante farina e l’acqua necessaria, poichè farine diverse hanno un diverso assorbimento. Lavorare l’impasto per 10 minuti, fino ad ottenere un composto liscio, elastico ed omogeneo.

Per chi ha la planetaria, mettere prima la farina, aggiungere metà acqua necessaria con il lievito madre disciolto, iniziare ad impastare, aggiungere la restante acqua col sale disciolto. Impastare per 7/10 minuti, fino all’incordatura.

Sbattere la pasta ottenuta 3-4 volte sulla spianatoia e porre a lievitare in una ciotola coperta da un canovaccio umido per 4-5 ore a temperatura ambiente, finché il volume dell’impasto non sarà raddoppiato.

Trascorso questo tempo, rovesciare l’impasto su un tagliere infarinato e formare 30 palline tutte della stessa dimensione.

Trasferirle su una teglia rivestita con carta da forno e formare l’albero (vedi foto).

Coprire il pane con un canovaccio, per evitare che si formi la crosta in superficie, e fare riposare per 2-3 ore.

Accendere il forno alla massima temperatura, abbassare a 190° C e cuocere l’albero di pane per 25 minuti.

Una volta sfornato e raffreddato decorarlo con foglie di prezzemolo e chicchi di melagrana.

BUON NATALE A TUTTI!!!

Lemon e blueberry polenta cake per il Club del 27

Autunno, tempo di polenta!

Questa volta la utilizzo per preparare un dolce dalla morbida e profumata consistenza, con quella deliziosa granulosità caratteristica della farina di mais. Un consiglio, nei dolci utilizzate sempre il mais fioretto dalla grana più fine, ideale per questo tipo di preparazioni.

Prima di passare alla mia versione del dolce, come sempre in fondo al post trovate la ricetta originale in inglese, vi ricordo che questo mese con il Club del 27 potrete sbizzarrirvi e scegliere torte e biscotti tutti rigorosamente polentoni 😉

100 g di zucchero semolato bianco
2 uova
100 g di farina di mandorle
100 g di polenta
100 g di farina 0
1/2 bustina di lievito per dolci
100 ml di yogurt naturale
100 g di mirtilli freschi
30 ml di olio extra vergine d’oliva
1 limone non trattato

Per prima cosa portare a temperatura il forno a 180 ° C.
In una terrina versare le farine, lo zucchero ed il lievito, aggiungere le uova, lo yogurt e l’olio. Grattugiare il limone, spremerlo ed aggiungere succo e buccia al composto.

Amalgamare il tutto molto bene, infine versare i mirtilli e mescolare con delicatezza.

Oliare e infarinare uno stampo da plumcake, versare il composto ed infornare.
Cuocere per 40 minuti, a metà cottura coprire il dolce con un foglio di alluminio per evitare che si colori eccessivamente. Verificare che la cottura sia completata inserendo uno stuzzicadenti, una volta estratto deve risultare asciutto.

Lemon and blueberry polenta cake

100g unsalted butter, plus extra for greasing
100g white caster sugar
2 medium free-range eggs, beaten
100g ground almonds
90g polenta
1 lemon, zested and juiced
1 tsp baking powder
100ml natural yogurt
100g fresh blueberries
Preheat the oven to 180°C/fan 160°C/gas mark 4. Grease a 2lb loaf tin and line with baking paper.
Using an electric hand mixer, cream the butter and sugar together in a bowl until soft and pale. Beat in the eggs, one at a time, adding 1 tbsp ground almonds with each egg.
Stir through the polenta, lemon juice and zest, baking powder and remaining ground almonds, then stir in the yogurt and half the blueberries.
Pour into the loaf tin and scatter the remaining blueberries over the top, lightly pressing into the mixture. Bake for 45 minutes, or until a skewer inserted into the centre comes out clean.

Pane ai semi di lino e curcuma

Era il 16 ottobre del 1981 quando la FAO (l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) ha promosso la Giornata Mondiale dell’Alimentazione. Dal 2006, è stato deciso per lo stesso giorno, di celebrare anche la giornata mondiale del pane al fine di incoraggiare le persone al consumo e promuovere la cultura del pane fresco. 

Sono oramai diversi anni che faccio il pane; i primi tentativi mi hanno subito incoraggiata e sentire il suo profumo spargersi per tutta la casa, quando è nel forno a cuocere, mi dona un senso di famiglia che mi rallegra.

Alla base per una buona riuscita ci sono le farine di qualità e la pasta madre ben rinfrescata e attiva. Poi ci si può sbizzarrire aggiungendo ingredienti, modi e tempi di preparazione, o semplicemente dando forme diverse alle pagnotte.

Questo è il pane di oggi, preparato con semi di lino e curcuma a dare un tocco di profumo, sapore e colore in più.

Ingredienti per 2 pagnotte 800/900 grammi

500 g di farina 0
300 ml di acqua circa
150 g di pasta madre già rinfrescata
2 cucchiaini di sale marino integrale
1 cucchiaio raso di curcuma in polvere
1 cucchiaio colmo di semi di lino

Nella planetaria versare la farina, il sale, la curcuma, i semi di lino e miscelare per un minuto.

Sciogliere la pasta madre in metà acqua a temperatura ambiente e aggiungerla alla miscela secca iniziando ad impastare. Versare poco alla volta la restante acqua facendo attenzione a che l’impasto non risulti colloso. Continuare ad impastare sino a quando non inizia ad incordare. L’impasto ottenuto deve risultare liscio, elastico ed omogeneo.  Sbatterlo 3-4 volte sulla spianatoia, incidere una croce sulla sommità, metterlo in una ciotola coperta da un panno e lasciare riposare in frigorifero per un notte.

Riprendere la ciotola e porla in un luogo asciutto, lasciare lievitare l’impasto per almeno 6 ore, finché il volume non sarà raddoppiato. Trascorso questo tempo lavorare la pasta per formare due pagnotte da trasferire in una teglia rivestita con carta da forno. Ai lati di ogni pagnotta arrotolare un canovaccio e tenerle separate tra loro (come nella foto) ciò servirà a farle crescere di volume in altezza senza allargarsi troppo. Far lievitare ancora 2 ore.

Accendere il forno alla massima temperatura, una volta infornato abbassare a 200° e cuocere per 30 minuti circa.

Pane di zucca

Ottobre, è tempo di zucca! Povera di calorie ma ricca di nutrienti, di questo ortaggio non si butta via niente semi compresi, buoni e salutari soprattutto per i maschietti. Qui da me la trovate utilizzata per preparare un Risotto con funghi porcini, zucca e Quartirolo Lombardo, come gustoso ripieno dei Tortelli di zucca, nella preparazione di due dolci il Pumpkin Bread ed il Crumble castagne e zucca, inoltre i semi nella Granella di semi vari.

Mancava giusto il pane… detto fatto, e una volta preparato potete gustarlo al meglio servito in accompagnamento a formaggi e confetture.

500 g di farina 0
300 g di polpa di zucca
10 g di sale
1 bicchiere d’acqua + più quella necessaria all’impasto
1/4 di panetto di lievito di birra fresco (6 g)
1 cucchiaino di malto d’orzo o di miele

spago da cucina

Pulire e tagliare a tocchetti la zucca, cuocerla nel forno a 180° per 10 minuti, farla intiepidire e frullarla.

In una ciotola versare la farina, la zucca oramai raffreddata ed il sale, fare un buco al centro e versare il lievito sciolto in precedenza insieme al malto o miele in un bicchiere d’acqua a temperatura ambiente.

Iniziare ad impastare aggiungendo poca acqua alla volta, non c’è una misura precisa poichè la zucca è umida ed ogni impasto può risultare differente.

Ottenuto un panetto compatto e non appiccicoso metterlo a lievitare sino al raddoppio, coperto da un panno. Ci vorranno almeno 3 ore.

Trascorso il tempo necessario, riprendere l’impasto e dividerlo in più parti, anche di misure differenti. Lavorare ogni panetto formando una palla e con lo spago da cucina fare 4 intrecci per ottenere 8 spicchi.

Lasciarli riposare ancora per un’ora coperti con un canovaccio.

Accedere il forno alla massima temperatura, cuocere le zucche di pane abbassando la temperatura subito a 200 ° per i primi 10 minuti, poi a 180° per altri 15 minuti.

Pizza al piatto tipo napoletana per il Club del 27

Riprendiamo i ritmi del dopo vacanze cioè la buona abitudine di pubblicare con il Club del 27.

Questo mese vi porto nel magico mondo delle pizze. Storia, etimologia, conferimenti di ogni tipo, in rete trovate di tutto e di più; è il nostro alimento più conosciuto all’estero e dal 2017 l’Unesco ha dichiarato l’arte del pizzaiolo napoletano patrimonio immateriale dell’umanità.

Lo sapevate che esiste l’effetto pizza? In sociologia si parla di effetto pizza quando un fenomeno locale ha successo prima all’estero che nel paese d’origine, dove torna da protagonista in un secondo momento.
Il primo a parlarne fu nel 1970 l’antropologo Agehananda Bharati, egli prese ad esempio la prima pizzeria di New York che aprì i battenti nel 1905, da un’idea dell’emigrante Gennaro Lombardi ben 15 anni dopo l’invenzione della prima Margherita, il successo fu immediato e la pizza divenne famosa prima negli Usa e successivamente in Italia.

Ma come tagliare una pizza in parti uguali? Per questo ci sono venuti in aiuto due brillanti matematici statunitensi Rick Mabry e Paul Deiermann, che hanno sviluppato addirittura un teorema: se tagliamo una pizza 3, 7, 11, 15 volte, e così via, senza passare dal centro e prendendo le fette in modo alternato, a riempirsi di più lo stomaco sarà chi si aggiudica la fetta contenente il centro. Se invece la si taglia 5, 9, 13, 17 volte, vale il contrario: chi prende il centro, mangia di meno. Provate e sappiatemi dire 😉

Ma torniamo alla pizza che vi propongo, ho utilizzato il lievito madre o pasta madre che dir si voglia, e preparato un impasto che richiede una lievitazione lunga. In fondo alla ricetta trovate anche la versione lievito di birra, potrete così scegliere il metodo che preferite.

E il condimento? Il bello della pizza è proprio questa sua versatilità, poter scegliere e preparare le versioni più disparate, ananas compreso!

Pizza con lievito madre con prefermento (4 teglie tonde o 1 rettangolare):

450 g di farina 00
320 ml di acqua
30 g di lievito madre
15 g di sale
10 cucchiai di pomodori pelati
250 g di mozzarella fiordilatte sgocciolata

origano

olio extra vergine d’oliva
1 melanzana grigliata
3 cucchiai di Parmigiano Reggiano

Sciogliere il lievito madre con 130 ml di acqua, aggiungere 130 g di farina, incorporare velocemente e lasciar riposare per 2 ore.

Setacciare il resto della farina e, in una ciotola fare la fontana, aggiungere il lievito madre, il resto dell’acqua e il sale sulla farina, verso il bordo della ciotola (in modo tale che il sale non tocchi il lievito da solo ma insieme alla farina). Iniziare a incorporare man mano, intridendo con le dita e poi una volta terminato ribaltare sul piano da lavoro e impastare per una decina di minuti, sbattendo e piegando più volte.

Fare una palla, trasferirla in ciotola, coprire con pellicola e mettere subito in frigo. Lasciar maturare 8/10 ore, io ho preparato l’impasto la sera prima e lasciato in frigo 16 ore.

Togliere dal frigo e lasciar a temperatura ambiente per 2/3 ore e comunque fino a quando l’impasto risulti gonfio. Prendere un quarto dell’impasto e porlo sul piano da lavoro, stendere con le mani, senza schiacciare, ma allargando l’impasto dal centro verso il bordo, infilare le mani sotto il disco di pasta fino a poggiarlo su metà avambracci e traferire in una teglia rotonda oliata. Procedere allo stesso modo con il restante impasto.

Lasciar lievitare altre 2 ore, nel frattempo accendere il forno alla massima temperatura insieme alla teglia che servirà per la cottura, senza mai aprire lo sportello.

In una tazza condire il pomodoro con olio e origano e un pizzico di sale, stenderlo sulla pizza, aggiungere la mozzarella e da ultimo le melanzane cosparse di Parmigiano Reggiano.

Prelevare la teglia dal forno, trasferirci il disco di pizza, senza oliare. Infornare per 5 minuti al ripiano più basso, poi altri 4/5 minuti nel ripiano più alto.

Procedimento con lievito di birra (4 teglie tonde o 1 rettangolare):

450 g di farina 00
250 ml di acqua
1 g di lievito di birra
12 g di sale

Misurare l’acqua, versarla in una ciotola, prelevarne una piccola quantità in due tazzine differenti: in una sciogliere il sale, nell’altra il lievito di birra.

Versare il contenuto con il lievito di birra nella ciotola con l’acqua e iniziare ad aggiungere gradualmente e lentamente la farina setacciata più volte a parte, incorporandola man mano all’acqua, poi finita la farina aggiungere il sale sciolto in acqua, continuare ad amalgamare  fino a raggiungere il “punto di pasta”. All’incirca ci vorranno una decina di minuti.

Ribaltare sul piano da lavoro e lavorare 20 minuti, passaggio estremamente necessario per ottenere un impasto non appiccicoso, morbido ed elastico e una pizza soffice e asciutta.

Piegare e schiacciare ripetutamente, poi all’avvicinarsi dei 20 minuti l’impasto diventerà morbido e sempre più cedevole e infine avrà un aspetto setoso. Riporlo in una ciotola di vetro o porcellana, coprire con pellicola e lasciar lievitare per 2 ore.

Dividere l’impasto i 4 panetti e riporli su un telo non infarinato, lasciar quindi lievitare per 4/6 ore a una temperatura di 25°C.

Riscaldare il forno alla massima temperatura insieme alla teglia che servirà per la cottura, senza mai aprire lo sportello.

Stendere un panetto alla volta su un ripiano, spolverato con farina di semola, senza usare il mattarello ma allargandolo con le mani, dal centro verso il bordo, e se riuscite, come fanno i pizzaioli veri, facendolo debordare roteandolo, in modo che avvenga un’estensione più delicata.

Prelevare lo stampo dal forno, trasferirci il disco di pizza, senza oliare. Infornare per 5 minuti al ripiano più basso, poi altri 4/5 minuti nel ripiano più alto.

Chocolate Chip and Cookies

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E’ il momento dei biscotti al cioccolato. Profumano la casa quando si preparano e mettono di buonumore; praticamente buoni, utili e terapeutici!

La storia racconta che Ruth Wakefield nel 1938, nel pieno della Grande Depressione, inventò i Chocolate Chip and Cookies per caso. Rimasta a corto di nocciole per preparare i biscotti al burro, pare avesse spezzato una barretta di cioccolato e mescolato i pezzi all’impasto dando vita ad un’icona che resiste ancora oggi. Durante la Seconda Guerra Mondiale, questi biscotti venivano spediti ai soldati americani al fronte, ciò li rese famosi in tutta la nazione.

Nella mia ricetta utilizzo due eccellenze alimentari: il cioccolato fondente almeno al 77% con una parte di Criollo e l’estratto di Vaniglia Bourbon del Madagascar (in fondo all’articolo trovate un breve approfondimento).

Ingredienti per ottenere circa 40 biscotti grandi o 60 medi

185 gr. di burro
185 gr. di zucchero semolato
1 cucchiaino da caffè di estratto di Vaniglia
370 gr. di farina 00
200 gr. di cioccolato fondente
1 uovo + 1 tuorlo
7 gr. di lievito in polvere oppure 5 gr. di lievito in polvere e 2 gr. di bicarbonato per dolci
1 pizzico di sale

In una ciotola unire il burro a pomata (lasciare il burro a temperatura ambiente e lavorarlo quando diventa morbido come una pomata) allo zucchero insieme al pizzico di sale e all’estratto di vaniglia. Si deve ottenere una crema liscia ed omogenea. Aggiungere un uovo intero e un tuorlo e continuare a lavorare il composto, da ultimo unire la farina precedentemente setacciata coi lieviti e successivamente il cioccolato fondente a pezzi, in questo modo non si farà fatica a distribuirlo bene nell’impasto. Amalgamare bene tutti gli ingredienti.

Dividere l’impasto in due, modellare con le mani ogni pezzo a forma di un lungo cilindro, nel modo più regolare possibile.

Coprire con carta di alluminio avvolgendo ben stretto e chiudendo ai lati tipo caramella, porre a riposare in frigorifero per mezz’ora oppure in congelatore per 15 minuti.

Scaldare il forno a 180° in modalità statica.

Eliminare la carta di alluminio e con un coltello affilato tagliare il cilindro in fette spesse circa 2 cm. Se il composto tende leggermente a sbriciolarsi, man mano che si tagliano le fette, basta aggiustarle un po’ ricompattandole.

Disporre i biscotti ottenuti sulla placca da forno foderata con l’apposita carta e cuocere per 12/13 minuti, fino a moderata colorazione.

Si conservano in una scatola di latta per giorni.

La vaniglia viene utilizzata per aromatizzare dolci, zucchero, latte e altre preparazioni di pasticceria, ma anche nei piatti salati, soprattutto nelle cucine orientali e africane. In natura si trova sottoforma di baccelli, è piuttosto costosa. Per aromatizzare un dolce senza dover mettere in infusione il baccello di vaniglia lo si può aprire in due parti per il lungo ed estrarne la polpa interna che va unita direttamente agli altri ingredienti.

La più diffusa è la vaniglia Bourbon, che viene dal Madagascar (oggi primo produttore al mondo), vi è poi la vaniglia Messico, la Tahiti, la Papua Nuova Guinea e la India. L’estratto ottenuto dai baccelli viene dosato nelle preparazioni, mentre l’olio essenziale non è commestibile e si utilizza per profumare gli ambienti e per i massaggi, ha proprietà calmanti. La molecola aromatica principale presente nella vaniglia naturale è la vanillina: i semi della vaniglia ne contengono dall’1,5 al 4%. È un composto che si ottiene anche sinteticamente e a basso costo con l’avvertenza di saperla dosare correttamente, per insaporire un dolce ne basta davvero poca per non rischiare di rendere il dolce stucchevole ed amaro.

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