Purceddhruzzi o Purcidduzzi pugliesi

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In Puglia sono i Purceddhruzzi o Purcidduzzi, in Campania li chiamano Struffoli mentre in Calabria è la Pignolata. Il procedimento varia di poco, si utilizza l’olio al posto del burro e non vi sono le uova, in compenso sono accomunati dalla bontà. Uno tira l’altro, anche perchè sono appicicosetti e per colpa del miele siamo obbligati a prenderne più di uno alla volta 😉

Solitamente si preparano per le festività natalizie ma anche a Carnevale, preparati in anticipo si possono conservare a temperatura ambiente per più giorni.

500 g di farina 0
100 ml di olio extravergine di oliva
1/2 bustina di lievito per dolci
100 ml di vino bianco oppure di alcol buongusto
3 mandarini
un pizzico di sale
olio per friggere
miele
zucchero semolato
mandorle
cioccolato fondente

Sulla spianatoia versare la farina setacciata con il lievito, unire l’olio, il vino bianco, il sale ed infine il succo dei mandarini. Amalgamare il tutto molto bene, si dovrà ottenere un impasto liscio e setoso, lasciare riposare per un’ora.

Dividere la pasta in più parti e formare dei rotolini di circa un centimetro di diametro, tagliare con un coltello in piccoli pezzi da un centimetro.

Mettere sul fuoco un pentolino con l’olio e portarlo a temperatura; per questa operazione io faccio la prova stuzzicadenti, lo immergo e se frigge vuol dire che è pronto. Tuffare pochi purceddhruzzi alla volta, girarli delicatamente e porli sulla carta assorbente appena diventano dorati.

In una padella versare abbondante miele, quando inizia a schiumare versare un cucchiaio di zucchero e un pochino di acqua. Mescolare per bene finché non sarà tutto sciolto, liquido e senza schiuma. A questo punto versare dentro i purceddhruzzi e mescolare molto delicatamente in modo da far attaccare bene il miele.

Disporli su un vassoio dando loro una forma a cupola e decorare come più vi piace, codette colorate, zuccherini, canditi. Oppure fate come me che ho tritato mandorle e cioccolato fondente in parti uguali.

Gn degli struffoli e della pignolata per il Calendario del cibo italiano

Biscotti Subiachini per un’amica del Club del 27

I Subiachini sono biscotti tipici della città di Subiaco, splendido borgo laziale che mi ha vista studentessa tanti anni fa e del quale conservo particolari ricordi.

Li ho preparati per donarli virtualmente a te Maria Grazia, per le feste natalizie che si stanno avvicinando, un piccolo dono unito ai miei più sinceri auguri, ancora più sentiti in questo periodo sospeso che ci ha richiuso tra quattro mura.

Nel biglietto che ti ho dedicato ho voluto riportare una frase di Madre Teresa che ritengo quanto mai appropriata in questo periodo di mascherine che annullano visivamente le nostre emozioni: “Non sapremo mai quanto bene può fare un semplice sorriso”. Il mio augurio più grande è tornare a rivedere i nostri sorrisi al più presto, che anche se celati non devono mai spegnersi.

A te ed al Club del 27 Buone feste!!!

I Subiachini sono preparati sin dagli inizi del ‘900, inizialmente riservati ad una classe sociale medio-alta che si faceva costruire, da appositi artigiani specializzati, gli stampini in legno ancora oggi utilizzati per la loro preparazione. Hanno la caratteristica forma a colomba o rombo e dolcificati con il miele poichè un tempo lo zucchero non era ancora diffuso. Solo nel dopoguerra tale prodotto iniziò ad essere utilizzato seppure limitatamente alle occasioni importanti, soprattutto a Natale, diventando decorazioni per l’albero o doni per i bambini in occasione della processione al Sacro Speco, dedicata a San Benedetto.

Per la pasta:

2 albumi
1 cucchiaio di miele

500 gr di mandorle tritate
250 gr di zucchero a velo

Per la glassa (ghiaccia):

1 albume
75 gr di zucchero a velo

succo di limone

Montare gli albumi a neve, unire lo zucchero, le mandorle, il miele e lavorare sino ad ottenere un impasto omogeneo.

Tirare una sfoglia alta 1 cm, ricavare i biscotti a forma di rombo, disporli in una teglia cosparsa di zucchero a velo e fare riposare per tutta la notte.

Cuocere a 170 ° C per 10 minuti, è importate controllare la cottura per non scurirli troppo.

Nel frattempo preparare la glassa, montare leggermente l’albume ed aggiungere lo zucchero poco per volta insieme a qualche goccia di limone. Si deve ottenere una glassa densa.

Sfornare i biscotti e glassarli, se serve ripetere l’operazione.

Lasciarli riposare finchè la glassa non si è assorbita del tutto.

Pane albero di Natale

Manca una settimana a Natale, voglio suggerirvi una simpatica idea che oltre ad essere un bel centrotavola per le prossime feste si può anche mangiare. Anziché portare in tavola il cestino del pane, preparo tanti piccoli panini che, uniti tra loro prima della cottura, danno vita ad un alberello.

Una volta che sarà anche allegramente addobbato, farà bella mostra di se sulla tavola delle feste.

Per 30 panini

500 g di farina 0
300 ml di acqua circa
150 g di pasta madre già rinfrescata
due cucchiaini di sale marino integrale

foglie di prezzemolo
chicchi di melagrana

Sciogliere velocemente la pasta madre in metà acqua a temperatura ambiente e cominciare ad aggiungere la farina, sempre impastando con le mani. Dopo averne aggiunta circa la metà, incorporare il sale disciolto in poca acqua. Continuare aggiungendo la restante farina e l’acqua necessaria, poichè farine diverse hanno un diverso assorbimento. Lavorare l’impasto per 10 minuti, fino ad ottenere un composto liscio, elastico ed omogeneo.

Per chi ha la planetaria, mettere prima la farina, aggiungere metà acqua necessaria con il lievito madre disciolto, iniziare ad impastare, aggiungere la restante acqua col sale disciolto. Impastare per 7/10 minuti, fino all’incordatura.

Sbattere la pasta ottenuta 3-4 volte sulla spianatoia e porre a lievitare in una ciotola coperta da un canovaccio umido per 4-5 ore a temperatura ambiente, finché il volume dell’impasto non sarà raddoppiato.

Trascorso questo tempo, rovesciare l’impasto su un tagliere infarinato e formare 30 palline tutte della stessa dimensione.

Trasferirle su una teglia rivestita con carta da forno e formare l’albero (vedi foto).

Coprire il pane con un canovaccio, per evitare che si formi la crosta in superficie, e fare riposare per 2-3 ore.

Accendere il forno alla massima temperatura, abbassare a 190° C e cuocere l’albero di pane per 25 minuti.

Una volta sfornato e raffreddato decorarlo con foglie di prezzemolo e chicchi di melagrana.

BUON NATALE A TUTTI!!!

Falsopesce

Il falsopesce è il piatto delle feste della mia infanzia, preparato a Natale dalla mamma. E’ semplice, ha pochi ingredienti ed è divertente da decorare, soprattutto se vi fate aiutare dai bambini.

Il mio bel “falso” pesciolino è cicciotto, opera della mia bambina. Anche quest’anno lo prepareremo e farà bella mostra tra gli antipasti del pranzo natalizio.

700 g di patate a pasta gialla
350 g di tonno sott’olio sgocciolato
2 cucchiaini di pasta d’acciughe
100 g di maionese
capperi
cetriolini
olive verdi denocciolate
sale

In una pentola capiente, lessare le patate in abbondante acqua. Passarle allo schiacciapatate ancora calde, ottenere una purea.

Sgocciolare il tonno dall’olio, inserirlo nel frullatore insieme alla pasta d’acciughe, un cucchiaino di capperi e la maionese; frullare il tutto, aggiungere il composto ottenuto alle patate.

Amalgamare bene, nel caso fosse molto compatto aggiungere altra maionese e regolare di sale.

Se utilizzate l’apposito stampo foderatelo con la pellicola, tenetelo in frigo un’ora prima di sformarlo. In alternativa divertitevi a modellarlo a mano libera.

Decorare a piacimento, vanno bene anche i sottaceti misti, le falde di peperoni… insomma… viva la fantasia!

Norvegian Julekake

E’ scattato il conto alla rovescia per Natale, festa religiosa ma anche di tradizioni per eccellenza. Questa ricetta in particolare arriva dalla Norvegia, si tratta di un pane dolce che viene consumato  a colazione nei giorni di Natale e di Santo Stefano, la sua preparazione risale a tanto tanto tempo fa, c’è chi sostiene (credo con un filo di esagerazione) che sia tramandata dall’età del bronzo.

Questa ricetta in particolare, tradotta dalla raccolta Bake from Scratch, diviene da semplice pane dolce lievitato, una splendida ghirlanda, perfetta come centro tavola e tutta da mangiare. 

Non spaventatevi nel leggerne  ingredienti e preparazione, sembra complicata ed invece è semplicissima, vi farà fare un figurone pazzesco!!!

Inoltre se non volete preparare voi le scorzette candite, facili anche queste, potete acquistarle già pronte. Mentre l’impasto io lo preparo a mano ma nulla vieta l’uso di un robot da cucina. 

Per la brioche: 
180 ml di latte fresco intero 
100 g di zucchero 
60 g di burro morbido 
1 cucchiaino di sale 
120 ml di acqua tiepida 
6 g di lievito di birra disidratato 
2 uova grandi 
680 g di farina 00 
1 cucchiaino di cardamomo in polvere

Per il ripieno ai mirtilli rossi: 
170 g di mirtilli rossi disidratati 
70 g di zucchero semolato 
15 g di burro a cubetti 
½ cucchiaino di cardamomo in polvere 
½ cucchiaino di cannella in polvere

Per la scorza di limone candita (da preparare almeno il giorno prima): 
1 limone non trattato 
80 ml di acqua 
50 g di zucchero semolato

Per la glassa alla vaniglia: 
120 g di zucchero a velo setacciato 
60 ml di panna fresca 
1 cucchiaino di estratto di vaniglia 
½ cucchiaino di sale

Preparare le scorzette di limone candite:  pelare il limone avendo cura di togliere la parte bianca, tagliare la scorza a fettine di circa 2 cm di lunghezza. Far bollire in acqua per 15 minuti, scolare e sciacquare sotto l’acqua del rubinetto. Nella stessa casseruola, versare 150 g di zucchero con 180 ml di acqua. Portare a bollore, aggiungere le scorze e fare sobbollire dai 20 ai 30 minuti, fino a quando si saranno ammorbidite. Scolarle bene e stenderle su un foglio di carta da cucina, spolverarle con lo zucchero rimasto. Lasciarle a temperatura ambiente, da 1 a 2 giorni.

Preparare la brioche: scaldare a fiamma media il latte con lo zucchero, il burro e il sale fino al bollore, spegnere il fuoco e far intiepidire. Mescolare l’acqua tiepida con il lievito, aggiungere la miscela di latte e le uova, uno alla volta, sempre continuando a mescolare. Unire la farina con il cardamomo ed impastate dai 5 ai 7 minuti, fino all’incordatura. Ungere leggermente una terrina, mettervi l’impasto, sigillate con pellicola trasparente e lasciare lievitare fino al raddoppio (ci vorranno circa un paio d’ore).

Nel frattempo, preparare il ripieno ai mirtilli rossi. Versarli in una casseruola, aggiungere dell’acqua (deve coprirli per un dito) e portarli a bollore. Abbassare il fuoco e lasciare sobbollire per 20 minuti. Scolarli e tenere da parte 30 ml di liquido. Mescolare insieme ai mirtilli lo zucchero, le spezie ed il burro, ammorbidite il tutto con il liquido tenuto da parte.

Sgonfiare l’impasto lievitato della brioche sul piano di lavoro leggermente infarinato e stenderlo con il mattarello in un rettangolo di 30 x 60 cm circa. Spalmarlo con il ripieno di mirtilli rossi, lasciando circa 1 cm di bordo per lato e completare il ripieno con le scorze di limone candite.

Arrotolare il tutto, partendo dal lato lungo, e sigillare bene i bordi.

Trasferire il rotolo su una teglia rivestita di carta da forno e, con un coltello affilato, tagliatelo a metà per il lungo, lasciando attaccata solo una estremità. Tenendo la parte con il taglio rivolta verso l’alto, intrecciate le due parti e poi chiudete a ghirlanda, sigillando il punto di raccordo. Lasciate riposare per circa 30 minuti, coperto con un telo. Accendete il forno a 180° C in modalità statica. Infornare la ghirlanda e cuocere per 40 minuti circa.

Sfornare, raffreddare e glassare con la glassa alla vaniglia, preparata mescolando tutti gli ingredienti e utilizzandola immediatamente.

No-bake chocolate pepita feuilletine bars per il Club del 27

Pochi giorni ci separano dal mese di dicembre ed è già iniziato il rutilante periodo natalizio con la corsa ai regali, quali leccornie preparare, con chi trascorrere le feste. Benchè i miei ragazzi siano decisamente cresciuti, a casa nostra tutto questo lavorio viene ancora scandito dal calendario dell’Avvento. Si tratta praticamente di un cimelio, frutto di ore di lavoro dei miei bambini, che puntualmente ogni anno riprende il suo posto d’onore e ci traguarda al giorno di Natale.

Ed è proprio in relazione allo scorrere dei giorni, quando appena alzati la mattina si apre una nuova casellina del calendario, e si va alla ricerca del piccolo dono quotidiano, che  propongo questo dolcino da preparare in casa.

E’ una coccola che vi regalo, ed insieme alle amiche del Club del 27  suggeriamo una serie di leccornie una più bella e golosa dell’altra. Perfette proprio per il calendario dell’Avvento; una bella sorpresa che piacerà sicuramente.

Di seguito trovate la ricetta come l’ho interpretata io, a seguire quella originale in inglese dalla quale mi sono ispirata.

1 cucchiaio raso di burro salato morbido 
300 g di cioccolato fondente 
170 g di crema alle nocciole 
90 g  di fogliette di pasta sfoglia 
120 g di semi di zucca tostati 
80 g di panna 
polvere d’oro di bucce d’arancia

Ricoprire una teglia da 20×15 cm con carta forno e spalmarne la superficie con il burro salato. 
In un polsonetto, a bagnomaria, sciogliere 210 g di cioccolato fondente tritato. Una volta sciolto, togliere dal fuoco ed incorporare la crema di nocciole, a seguire le sfogliette tritate e 90 g di semi di zucca.

Versare il composto ottenuto nella teglia, batterla leggermente per eliminare eventuali bolle d’aria e fare raffreddare in frigorifero per una notte.

In una casseruola portare a bollore la panna, spegnere il fuoco ed aggiungere i restanti 90 g di cioccolato fondente tritato e ricoprirlo con la panna. Attendere un paio di minuti e delicatamente mescolare.

Riprendere la teglia, grattarne la superficie con una forchetta per far aderire meglio la ganasce da versare sopra, e distribuire uniformemente. 

Aggiungere i restanti semi di zucca e cospargere di polvere d’oro di bucce d’arancia.

Riporre in frigo per qualche ora.

Con un coltello leggermente intiepidito tagliare il dolce a quadrotti. 

Non resta che impacchettare i dolcini e Buon Avvento a tutti! 

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Recipe by Zoë François – Makes about 48 servings

16 ounces (455 grams) dark chocolate, fi nelychopped and divided 
1 cup (340 grams) chocolate-hazelnutspread 
2 cups (180 grams) feuilletine flakes 
2 cups (240 grams) toasted pepita seeds,divided 
½ cup (120 grams) heavy whipping cream 
Sea salt, for sprinkling 
Gold leaf, for decorating

Feuilletine are sweet crêpes that have beencooked, cooled, and crisped, then brokeninto caramelized shards (think fancy, delicateWheaties). The toasted pepitas and feuilletine givethese festive bites of chocolate a candy bar-likecrunch.

 Butter a 9-inch square cake pan. Line pan with parchment paper, letting excess extendover sides of pan. In the top of a double boiler, place 12 ounces (340 grams) chocolate. Cook over simmering water, stirring frequently, until melted. Add chocolate-hazelnut spread, stirring until wellcombined. Remove from heat; add feuilletine and 1½ cups (180 grams) pepitas, stirring to combine. Spread mixture in prepared pan. Cover with a piece of plastic wrap, pressing wrap directly onto surface to flatten. Refrigerate until set, about 1 hour or overnight. In a small sauce pan, heat cream just to asimmer. Turn of heat, and add remaining 4 ounces (115 grams) chocolate. Swirl pan so chocolate is submerged. Let stand for 3 minutes; gently whisk until chocolate is smooth. Let coolto nearly room temperature but still pourable. Run a fork over surface of set feuilletine mixture so ganache will stick to surface. Pour ganache over surface, and spread evenly. Bang pan a few times to smooth out surface. Sprinkle with sea salt and remaining ½ cup (60 grams) pepitas. Refrigerate until set, about 30 minutes. Run a hot knife around edges of pan. Using excess parchment as handles, removefrom pan, and cut into bars using a hot knife. Decorate with gold leaf as desired.

Budini di Parmigiano Reggiano su crema di peperoni

Budino di parmigiano

Facciamo festa, non solo perché lo dice il calendario. Facciamo festa perché ci va di essere felici, lasciando per una volta da parte pensieri e fatiche. Facciamo festa con chi ci pare, con chi ci è simpatico, con chi ci vuole bene.

Una ricetta festaiola per me è questa: budini di Parmigiano Reggiano, il mio formaggio preferito in assoluto. Ho provato ad avere il frigorifero vuoto, o quasi, ma sempre, davvero sempre, con almeno un chilo di Parmigiano Reggiano stagionato 30 mesi. Ebbene si questo è il mio vero vizio; ed ora che ho confessato vi spiego come meglio utilizzarlo benchè vada bene anche mangiarlo a morsi così com’è 😉

2

Per 8 budini

4 uova
200 g di Parmigiano Reggiano grattugiato 30 mesi
20 g di farina
250 ml di panna
100 ml di latte
sale q.b.

1 peperone rosso
1 cipolla dorata
olio extravergine d’oliva
1/2 cucchiaino di dado vegetale
acqua q.b.

ImmagineMettere la panna in un pentolino, sciogliere la farina con un cucchiaio di acqua ed aggiungerla alla panna, mescolare molto bene. Aggiungere poco sale e portare ad ebollizione.

Sbattere con una frusta le uova insieme al Parmigiano Reggiano, quando la panna bolle toglierla dal fuoco e aggiungerne un po’ al composto di uova e formaggio. Mescolare rapidamente per portare le uova in temperatura. Aggiungere la restante panna, amalgamare accuratamente.

Riempire delle formine di alluminio, usa e getta, unte preventivamente con un po’ di burro.

Cuocere in forno a bagnomaria per circa 25 minuti a 180° (fino a quando i budini si saranno addensati).

Nel frattempo, pulire il peperone e la cipolla, tagliarli a tocchetti e farli appassire dolcemente con un filo di olio e poca acqua tiepida, dove avrete stemperato il dado vegetale. A cottura ultimata frullare il tutto.

Raffreddati i budini sformarli con attenzione adagiandoli individualmente nei piatti sopra la crema di peperoni.

 

L’Avvento dei Trifle per l’MTC Gordon’s Christmas Trifle

Trifle

Lo so, lo so non è ancora arrivato Natale e già ho aperto un panettone, leggete e sono sicura che saprete comprendermi oltre che apprezzare il gesto.

Si perchè vi spiego cosa fare quando vi avanzerà (?!?!) del panettone per consumarlo al meglio 😉

La ricetta, suggerita da Susy per il Club del 27, è di quel diavolo scozzese di Gordon Ramsay che, dopo una carriera come calciatore, a causa di un incidente al ginocchio si è reinventato per diventare uno chef stellato.

Il Trifle è un dolce al cucchiaio della tradizione inglese, precisamente del periodo vittoriano, veniva originariamente servito al piatto, stratificando un ingrediente sopra l’altro, con conseguente guazzabuglio visivo. Nel tempo è stato ingentilito e reso più sofisticato servito anche in coppe individuali, utilizzando dei bicchieri trasparenti o contenitori di vetro per dar modo agli strati del dolce di essere ben visibile. Vi sono diverse versioni di Trifle, con la frutta, quelli alcolici, con la marmellata o la gelatina, ma tutti accomunati da una base di pan di spagna, crema e panna.

Gordon Ramsey lo ha reso decisamente festaiolo utilizzando un bicchiere da Martini ed il nostro panettone milanese per creare una delizia decisamente calorica, ma alla dieta ci penseremo un’altra volta.

Ingredienti per 4 bicchieri:

250 g mascarpone
6 cucchiai di zucchero a velo
1/2 bicchiere di liquore cremoso tipo Baileys
2 cucchiaini di cannella
scorza d’arancia q.b.
2 fette di panettone classico (con canditi e uvetta)
una spruzzata di Brandy
100 ml panna liquida da montare
cioccolato fondente q.b.
zucchero a velo per decorare

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In una ciotola mettete il mascarpone, con lo zucchero a velo, il liquore cremoso tipo Baileys, la scorza d’arancia grattugiata e la cannella.
Amalgamate bene il tutto. Montate la panna ed unitela al mascarpone. Tagliate il panettone a cubetti, metteteli in una ciotola ed irrorateli con del Brandy, mescolate e passate alla composizione del bicchiere.
Mettete una porzione di crema sul fondo del bicchiere, aggiungete uno strato di panettone, ancora un altro strato di crema e poi ancora il panettone.
Con un cucchiaio immerso in una bacinella con acqua caldissima, fate delle quenelle di crema al mascarpone e mettetele sopra al panettone.
Grattate abbondante cioccolato fondente e spolverate con zucchero a velo.

Ma non finisce qui, lustratevi gli occhi con questa carrellata di trifle, le ricette le trovate tutte nel Calendario dell’Avvento

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Lussekatter svedesi

Lussekatter

I Lussekatter, i gattini di Santa Lucia, sono piccole e deliziose brioschine dolci allo zafferano, simbolo di luce, che si preparano il 13 dicembre in Svezia.

Santa Lucia è festeggiata soprattutto in Nord Europa e la tradizione svedese è sicuramente la più nota. Il sito ufficiale del turismo svedese spiega come sia stata introdotta dall’aristocrazia nel ‘700, e prevedeva che la figlia maggiore vestisse i panni di Lucia, accompagnata dai fratellini minori, quali paggetti, servendo la colazione a letto ai genitori la mattina del 13 dicembre.

A Stoccolma ogni anno, dal 1927, si tiene un concorso per eleggere la “Lucia più bella”, e durante la settimana che porta al 13 dicembre, in diversi luoghi della città si può assistere alla processione di “Sankta Lucia” che, con in testa una corona di candele accese, viene seguita da damigelle e paggetti vestiti in abito bianco ed una fascia rossa intorno alla vita.

Intonando canzoni natalizie portano la luce, per combattere l’oscurità delle corte giornate invernali, e dolci allo zafferano.

I Lussekkatter si preparano dando loro le forme più svariate, la più nota è quella a “S” derivante da vecchi motivi dell’Eta del Bronzo, usati per i gioielli, che ricordano le code dei gatti.

Per 25 pezzi circa, dipende dalla grandezza che vorrete ottenere.

250 g farina 0
1 cucchiaio di burro morbido
1/4 di tazza di latte
6 g lievito di birra
1 bustina di zafferano
1/2 tazza di zucchero
1 generoso pizzico di sale
2 uova
uva passa

Intiepidire il latte e dividerlo in due ciotole. Nella prima stemperare il lievito di birra, nell’altra lo zafferano e lo zucchero.

Sulla spianatoia fare una fontana con la farina, aggiungere i liquidi, 1 uovo ed il burro.

Lavorare l’impasto fino a che non diventa liscio e non appiccicoso, nel caso aggiungere poca farina.

Coprire con un canovaccio e riporre in un luogo caldo a lievitare per almeno un paio di ore.

Riprendere l’impasto sulla spianatoia, sgonfiarlo e fare tanti piccoli salsicciotti ai quai dare la forma di “S” e metterli distanziati tra loro su una placca rivestita di carta forno.

Sbattere l’uovo restante, spennellare la superficie dei lussekatter ed inserire l’uvetta, precedentemente ammollata, nelle spirali.

Lasciar lievitare ancora mezz’ora.

Infornare a 180° per 10 minuti.

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Pangiallo laziale

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Dal 17 al 23 Dicembre nell’antica Roma si festeggiavano i Saturnalia” ossia la festa dedicata al dio Saturno, il dio dell’età dell’oro”, l’età in cui tutti gli uomini vivevano in pace e senza bisogno di lavorare. 
Iniziavano con dei riti religiosi davanti al tempio di Saturno ed agli schiavi era concessa completa libertà, tanto che potevano bere ed essere addirittura serviti dai loro padroni. Inoltre si scambiavano doni e dolci dorati poiché, essendo questo il periodo del solstizio d’inverno, erano un buon augurio per il ritorno del sole.
Il dolce in onore del “Sol invictus“, il sole mai vinto, tramandato sino ai giorni nostri è il Pangiallo, che veniva tinto con il color del sole (farina, acqua e zafferano) e impastato senza lievito e zucchero perchè all’epoca non si conoscevano. Non si usava mettere nemmeno il cioccolato oppure i pistacchi  per lo stesso motivo.
L’antica ricetta non ci è pervenuta, ma un manoscritto del XVIII sec., conservato nell’archivio di Viterbo, spiega proprio l’utilizzo dello zafferano per dare al dolce il colore giallo intenso.  

Questa festa era così cara ai romani che continuarono a celebrarla anche dopo l’avvento del cristianesimo e del cattolicesimo. Si dice infatti che la Chiesa, per ovviare al problema, decise di spostare la data di nascita di Gesù al 25 Dicembre, festa del Sol invictus.

Quest’oggi per la Gn dei pani dolci del Calendario del Cibo Italiano vi spiego come prepararlo e, anche se non siete di Roma o vivete in Lazio, potrete gustarlo e donarlo come gli antichi romani, e chissà che questo Natale non risplenda di più.

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150 g mandorle
150 g nocciole tostate
250 g noci sgusciate
75 g pistacchi o pinoli (io pinoli)
8 fichi secchi
3 cucchiai uva sultanina
1 cucchiaio cacao amaro
2 cucchiai zucchero
250 g miele
159 g farina

per la copertura gialla:
2 cucchiai farina
1 bustina di zafferano
1 cucchiaio olio
1 cucchiaio acqua

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Accendere il forno a 150° e ricoprire una teglia con carta forno.
In una ciotola mescolare farina, zucchero e cacao ed unire il miele leggermente riscaldato per renderlo fluido.

Aggiungere tutta la frutta secca, i fichi tagliati in più parti, l’uvetta ammollata in acqua calda e le mandorle non spellate.

Con l’aiuto di due cucchiai mescolare e finire d’impastare con le mani in modo da amalgamare bene il tutto e renderlo il più omogeneo possibile.

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Aiutandosi con un cucchiaio bagnato togliere l’impasto dalle mani, inumidirle per prendere un pò d’impasto alla volta e formare una palla cercando di comprimere il più possibile.

Metterle nella teglia, io ne ho fatte 4 piccole, e schiacciarle dando loro un’idea di cupola.

Preparare la copertura mescolando in una ciotolina la farina con lo zafferano, l’olio e l’ acqua al fine di ottenere una pastella abbastanza densa ma spalmabile sulla superficie delle cupole facendole così diventare gialle.

Infornare a metà altezza per almeno un’ora, regolatevi con il vostro forno.

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