Il mio Open sandwich per il Club del 27

open sandwich

Gli Open sandwiches sono i protagonisti questo mese del Club del 27.

Si basano sul concetto dello Smørrebrød, il tipico buffet dei paesi nordici dove si servono gli Smörgåsbord (se siete curiosi leggete qui cosa ha scritto Ilaria in proposito), preparati e serviti sia caldi che freddi nelle occasioni particolari.

Queste tartine preparate con fette di pane di segale, il rye bread, spalmate di burro, vengono farcite in mille modi diversi spaziando dal salato al dolce.

La proposta della sottoscritta, ottima in tutte le occasioni, si può definire un everyday.

Pomodori, uova e fiocchi di latte

4 fette di pane di segale
burro salato
2 pomodori grandi
2 uova bollite
4 cucchiai di fiocchi di latte
2 cucchiai di crescione, io ho utilizzato l’insalata songino
sale

Immagine

Sul piano di lavoro disporre le fette di pane, possibilmente tutte della stessa dimensione, e spalmarle di burro uniformemente.

Tagliate a fette i pomodori e in quattro fette ogni uovo. Disporre sul pane, tra due fette di uova, una fetta di pomodoro.

Guarnire con i fiocchi di latte ed il crescione, oppure ciuffi di songino come ho fatto io.

Salare e servire.

Annunci

Brodetto di pesce

Brodetto di pesce

Quando preparo questo piatto mi torna  in mente un bellissimo ricordo di qualche anno fa legato ad un rientro dalle vacanze estive. All’epoca i miei bambini erano piccoli ed il viaggio, particolarmente lungo, necessitava di qualche sosta in più. Fu questo il motivo che ci portò a fare tappa a San Benedetto del Tronto e sfruttare l’occasione di provare un grazioso ristorante sulla spiaggia; l’edificio ricordava una nave, con tanto di oblò al posto delle finestre.

Decidemmo di assaggiare un piatto cucinato con una ricetta locale, il brodetto di pesce appunto. Una vera bontà, per me è sempre un piacere provare nuovi piatti e sapori, anche se a volte oso troppo. Ma non in questa occasione, infatti, nel tempo, ho cercato di preparare questo piatto ritrovando oltre che i profumi ed il gusto anche i miei felici ricordi.

Questa versione di brodetto l’ho accompagnata a fette di pane che ho preparato miscelando metà farina di tipo 1 a farina di grano duro con l’aggiunta di semi di sesamo e zucca.

Brodetto cottura

1 gallinella – 600 gr
1 nasello – 300 gr
5 piccoli calamari  – 250 gr
13 mazzancolle – 190 gr
2 grossi pomodori costoluti verdi
2 cipolle dorate
1 carota grossa
2 gambi di sedano
1 spicchio di aglio
3 cm di zenzero fresco
10 grani di pepe
una punta di peperoncino secco
10 gr burro
3 cucchiai di olio Evo
1 bicchiere di vino bianco
2 cucchiai di aceto bianco
sale qb
fette di pane qb

Pulire, sfilettare e tagliare a piccoli tranci i pesci tenendo da parte testa e carcasse, pulire i calamari e tagliarli a striscioline, togliere il carapace alle mazzancolle.

Per prima cosa bisogna preparare il brodo di pesce. In un tegame dal bordo alto sciogliere il burro e tostare gli scarti dei pesci ed i carapaci, sfumare con il vino bianco, aggiungere una cipolla, il sedano e la carota tagliati grossolanamente e versare sul tutto un paio di litri d’acqua fredda. Portare a bollore, schiumare bene ed aggiungere lo zenzero a pezzi ed i grani di pepe. Far sobbollire per mezz’ora, regolando eventualmente di sale.

A cottura ultimata, filtrare molto bene il brodo con un telino pulito.

In una casseruola scaldare l’olio e far imbiondire la cipolla e l’aglio tritati finemente, aggiungere i calamari ed i pomodori tagliati a pezzi, un pizzico di peperoncino e sfumare con l’aceto. Aggiungere due o tre mestoli di brodo cuocendo a fuoco dolce per quindici minuti mescolando ogni tanto delicatamente, se si asciuga versare altro brodo.

Da ultimi aggiungere i filetti di pesce e le mazzancolle, cuocere altri cinque minuti questa volta senza mescolare la preparazione.

A cottura ultimata trasferire i pesci nelle fondine, versarvi il brodo di cottura e accompagnare il brodetto con fette di pane leggermente tostate.

Se avanza il brodo di pesce potete conservarlo in congelatore per futuri utilizzi.

Buns e Hamburger al sale Black Lava con i prodotti delle aziende: Agricola Cirenaica e Agricola Valticino

Hamburger di cavallo e rucola al sale Black Lava

Quest’oggi prima di darvi la ricetta vi racconto della bella giornata passata in compagnia degli amici del Calendario del Cibo Italiano. Ci siamo trovati nel Parco del Ticino che riserva continuamente splendide sorprese, finiti i rigori dell’inverno, con il primo sole abbiamo visitato due aziende agricole, vanto della nostra produzione alimentare lombarda. Le aziende Agricola Cirenaica e Agricola Valticino, site a pochi chilometri di distanza l’una dall’altra, sono due realtà molto interessanti.

L’azienda Agricola Cirenaica è  volta alla  produzione cerealicola, per alimentazione umana e animale, nonchè produzione di carne ed insaccati di maiale. L’allevamento è riconosciuto dal Consorzio del prosciutto di Parma e vanta il Marchio Parco Ticino Produzione Controllata che impone controlli e rispetto di un disciplinare di produzione rigido. Sandro e Giampiero Passerini da vent’anni ogni giorno s’impegnano al meglio per ottenere prodotti buoni e di qualità.

L’azienda Agricola Valticino in quanto a qualità non è da meno. Qui Alessandro e Katia Testa allevano bovini di razza piemontese, hanno aperto uno spaccio dove poter acquistare le carni. Ma se preferite potete gustarle in loco, nel loro nuovissimo agriturismo dove propongono piatti abbinati ad eccellenze del territorio.

La nota comune, di notevole valore, è data dal fatto che sono entrambe aziende a ciclo chiuso: i capi vengono fatti nascere, crescere ed allevati direttamente in azienda ed  alimentati con foraggi aziendali. La qualità si vede e si sente!

Utilizzando le farine dell’Agricola Cirenaica e gli hamburger dell’Agricola Valticino ho potuto preparare e gustare a casa una bella cenetta.

Ingredienti per 4 buns:

125 g di farina tipo 1 Azienda Agricola Cirenaica
125 g di farina 0
100 ml di latte
30 ml di acqua
25 g di burro
1 cucchiaino di miele d’acacia
5 g di sale
4 g di lievito di birra
1 uovo

semi di sesamo

Buns

Intiepidire il latte, sciogliervi il lievito, il miele e lasciar riposare per una decina di minuti. Setacciare le farine, formare una fontana, versare il latte e l’acqua poco per volta e fare assorbire mescolando con un cucchiaio di legno. Aggiungere il burro a temperatura ambiente e il sale, impastare fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo.

Coprire con la pellicola e far lievitare fino al raddoppio (1-2 ore). Riprendere l’impasto, sgonfiarlo leggermente cercando di formare un rettangolo da ripiegare in tre parti; si sovrappone la parte di destra al centro e sopra la sinistra. Si ruota l’impasto di 90° e si ripete l’operazione.

Far riposare con la parte della piega rivolta verso il basso e coperto da un panno per mezz’ora. Formare i buns (ne vengono 4 di circa 80-90 g l’uno), prendere l’impasto con le dita delle due mani e tirarne i bordi verso il basso spingendo con i pollici alla base.  Le increspature risulteranno alla base della panino mentre la superficie rimarrà liscia. Porli su una teglia coperta da carta da forno e con il palmo della mano schiacciarli leggermente.

Far riposare coperti da pellicola per una mezz’ora, intanto accendere il forno a 180°C e sbattere un uovo con poco latte.

Togliere la pellicola e spennellare la superficie dei buns con il composto di uova e latte. Spolverizzare con i semi di sesamo, infornare e  cuocere fino a doratura per 20 minuti circa. Sfornare e lasciar raffreddare su una gratella.

Ingredienti per 4 hamburger:

500 g di carne trita di bovino razza piemontese Azienda Agricola Valticino
Sale nero Black Lava *
1 cipolla
olio extra vergine d’oliva
1 mazzetto di rucola
sale

1 uovo
ketchup

Tagliare a rondelle sottili una cipolla, in una padella antiaderente unta con poco olio cuocerla a fuoco dolce sino a colorirla.

In una terrina sbattere un uovo e cuocerlo in una padella antiaderente con un goccio d’olio, in cottura stracciarlo.

Sulla piastra ben calda mettere una manciata di sale nero delle Hawaii Black lava* e sopra adagiarvi gli hamburger, cuocere rigirandoli più volte.

Composizione del piatto:

Tagliare in due i buns, velarli di ketchup, sulla base dei panini porre un hamburger e sopra la cipolla, chiedere con l’altra metà.  Appoggiarli su un letto di rucola fresca e mimosa di uovo.

* Il sale nero delle Hawaii Black Lava, tipico dell’isola di Molokai nell’arcipelago hawaiano, è un sale marino. L’origine vulcanica dell’isola è visibile nel suo colore, inoltre prima della completa essiccazione del sale vengono aggiunti due elementi tipici di quella terra, lava purificata e carbone vegetale, che gli conferiscono il particolare colore nero, un gusto amarognolo, e pare anche proprietà disintossicanti. Il sapore di questo sale è leggermente sulfureo e affumicato, ideale per le carni alla griglia.

Padellata di salsiccia, cipolle e funghi con pane croccante

Padellata di salsiccia

 

Mi piace cucinare, è un dato di fatto, ma farlo tutti i giorni e magari con poco tempo a disposizione, non è così semplice.

Va bene che la fantasia non mi manca e pratico la Cucina Socratica, ma all’occorrenza pescare dalle riviste di cucina è cosa buona. Questa ricetta in particolare mi ha intrigato anche se non sono un’appassionata di insaccati in generale, per intendersi il classico panino con la salamella non è tra le mie preferenze.

Mi è piaciuta nell’insieme soprattutto per l’accostamento con il pane che diventa ingrediente e non essere semplice accompagnamento. Tra l’altro quello che non mi manca è proprio il pane fatto in casa.

E’ un piatto abbastanza veloce da cucinare e dal risultato gustoso.

Io l’ho presento direttamente in padella, la stessa (bella unta) che ho utilizzato per prepararlo, non per nulla è una padellata che possiamo servire in modo informale senza tanti fronzoli.

Un piatto conviviale da pranzo in famiglia, le dosi sono per 4 persone:

600 gr di salsiccia
3 fette di pane casereccio
2 cipolle rosse
20 gr di porcini secchi
1 cucchiaio di aceto
1 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva
timo

sale

Affettare le cipolle e rosolarle lentamente in padella con l’olio.

Salare e sfumare con l’aceto per qualche minuto.

Aggiungere la salsiccia spellata e tagliata a tocchetti, i funghi che andranno precedentemente ammorbiditi nell’acqua calda per una mezz’ora e scolati.

A fiamma media finire la cottura.

Nel frattempo tostare le fette di pane, tagliarle a cubetti e unirli alla padellata, profumare con il timo, mescolare per qualche istante e servire.

Schiacciata di pane ripiena di verdure

4

Rieccoci con le mani in pasta, utilizzo il plurale visto che per questa ricetta ho assunto il ruolo di sous-chef del marito che ogni tanto si affaccia da queste parti.

Non è una pizza, non è una focaccia, non è un pane ripieno, è tutto questo messo insieme. Porzionata ed avvolta nella stagnola, si può conservare in congelatore, è perfetta quando si ha fame ma non c’è nulla di pronto.

Questa che abbiamo preparato ha in aggiunta la mozzarella che serve da legante, in alternativa potete utilizzare un uovo oppure lasciare “libere” le verdure.

22

Per una teglia di 28 cm:

200 gr di farina 0
300 gr di farina integrale
10 gr di lievito di birra fresco
acqua
olio extra vergine d’oliva

sale

Ripieno:

2 cipolle
2 peperoni
12 pomodorini
12 olive verdi
1 cucchiaio di capperi dissalati
50 gr di mozzarella oppure 1 uovo
timo
olio extra vergine d’oliva

sale

33

Sciogliere il lievito di birra in acqua tiepida, mettere le farine a fontana sulla spianatoia, versare il lievito, il sale ed acqua quanto basta per ottenere un panetto morbido ma non appiccicoso. Lasciare lievitare in un luogo asciutto per almeno tre ore.

Nel frattempo, in una padella, versare due cucchiai di olio e far appassire le cipolle tagliate sottilmente. Aggiungere i peperoni a tocchetti ed i pomodorini tagliati in quattro.

Se la preparazione dovesse asciugare troppo, aggiungere pochissima acqua tiepida, deve rimanere abbastanza asciutta.

Quasi a fine cottura unire le olive tagliate a rondelle, i capperi ed il timo.

Far intiepidire.

Riprendere la pasta lievitata, utilizzarne 3/4  e stenderla in una teglia unta d’olio, versare il ripieno e pareggiarlo, cospargere il tutto con la mozzarella tagliata.

Oppure: rompere un uovo, batterlo con una forchetta e versarlo sul composto di verdure.

Con la pasta rimasta, aiutandosi con un mattarello ed un po’ di farina, creare un disco da appoggiare sul ripieno e sigillarne bene i bordi.

Bucherellare la superficie della pasta, ungerla con un po’ di olio ed infornare a 200°, modalità ventilata, per 20/30 minuti.

55.jpg

 

Tarallini pugliesi

Tarallini pugliesi

Son come le ciliegie, uno tira l’altro e non si smette più. I tarallini pugliesi sono una droga legalizzata e da quando ho provato a farli in casa non li compro più, anzi mi diverto ad aromatizzarli ogni volta in modo diverso. Sono perfetti come spezzafame e sfiziosi serviti con l’aperitivo.

Poichè la loro preparazione è lunga vale la pena farne un pò di più per poi conservarli in una scatola di latta per qualche giorno, sempre che non spariscano prima.

I tarallini bolliti sono tipici della Puglia, ma si preparano in modi diversi in tante altre regioni come potrete scoprire oggi nella Gn dei taralli e dei tarallucci del Calendario del Cibo Italiano.

Tutti pronti adesso per prepararne un bel cestino, vi spiego come:

500 g farina 0
125 ml vino bianco secco
125 ml olio extravergine d’oliva
10 g sale
concentrato di pomodoro
origano
quello che più vi piace, peperoncino, semi di finocchio, ecc.

Preparazione

Intiepidire leggermente il vino e sciogliervi il sale.

Fare una fontana con la farina e nel mezzo versare il vino e l’olio, impastare bene per almeno cinque minuti.

Dividere in più parti la pasta, io ho preparato tre panetti. Nel primo ho messo l’origano, nel secondo il concentrato di pomodoro, nel terzo nulla perchè mi piacciono anche al naturale.

Coprirli con una ciotola e far riposare mezz’ora.

Riprendere gli impasti e, con santa pazienza, fare man mano dei bastoncini dal diametro di circa 1,5 cm, tagliarli in tanti pezzi da 8 cm ed arrotolarli su se stessi come un tortellino.

Preparazione1

Portare a bollore una capiente pentola d’acqua e tuffare i tarallini un pò alla volta. Scolarli quando vengono a galla, lasciarli ad asciugare su un canovaccio.

L’ideale sarebbe aspettare che si asciughino bene, anche una notte intera.

Accendere il forno elettrico a 200°, modalità ventilata, e cuocerli per 18/20 minuti. Al termine spegnere il forno, lasciare i tarallini all’interno con lo sportello semi-aperto ed attendere che si raffreddino piano piano, ciò li renderà ancora più friabili.

Canederli ai funghi porcini, parmigiano e zafferano

Canederli

Oggi per la Gn dei Canederli del Calendario del Cibo Italiano mi è tornata in mente una ricetta che avevo proposto per una sfida Mtc. Dico subito che, pur non avendola vinta, avevo portando a casa una vittoria molto ambita: il riscatto da una figuraccia.

Qualche anno fa avevo avuto la bella pensata di prepararli alla ragazza di mio figlio, la sua mamma è meranese e prepara canedarli perfetti. In quell’occasione al posto della solita e collaudata ricetta, cercai quella “originale” dei canederli altoatesini che, e sa il cielo dov’ero andata a pescarla, una volta calati nel brodo si erano praticamente sciolti, e qui mi taccio che è meglio.

Grazie alla sfida di cui sopra, complice una perfetta ricetta di canederli ampezzani, ho potuto rifarmi e rifarli più volte con animo leggero. VITTORIA!!!

Agli ingredienti di base ho aggiunto zafferano e porcini, il loro gusto e aroma si fondono insieme alla perfezione.

Qualche giorno prima, ho fatto il pane e tenuto da parte alcune fette per renderle rafferme, qui trovate la ricetta.

pane.jpg

300 g pane raffermo, a dadini – 1cm max
200 ml latte intero
2 uova
70 g parmigiano a dadini – 1cm max
150 g  funghi porcini
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
1 cucchiaino raso di sale fino
1 cucchiaio colmo farina debole
1 scalogno
1 bustina di zafferano
1 cucchiaio di Olio Extra Vergine d’Oliva
Brodo di carne oppure Brodo Vegetale

Canederli crudi

Ho sbattuto leggermente il  latte con le uova e versato il composto sul pane tagliato, ho mescolato e lasciato riposare per mezz’ora.

Di seguito ho sminuzzato i funghi, tagliato lo scalogno e in pochissimo olio ho stufato il tutto aggiungendo un po’ di sale e poca acqua giusto per non far attaccare la preparazione che deve rimanere asciutta. Lascio intiepidire.

Nella ciotola dove riposa il pane aggiungo tutti gli ingredienti avendo cura di sciogliere lo zafferano in poca acqua.

Formo delle palline di circa 5 cm. di diametro, saranno un po’ appiccicose ma non troppo, le lascio riposare sul tagliere 15 minuti e le cuocio nel brodo caldo per 7/8 minuti.

 

Avvento Mtc la ghirlanda di Natale: Norvegian Julekake e…

Norvegian Julekake

Che Natale sarebbe senza una bella ghirlanda profumata e luccicante?

Se poi si può anche mangiare, dopo averle fatto fare una splendida figura come centrotavola della festa, è un ottimo motivo in più per prepararla.

Oggi il Calendario dell’Avvento ci porta nella magia del Natale presentando una splendida serie di ghirlande commestibili che ci faranno fare un giro del mondo nelle diverse tradizioni.

La ghirlanda nella foto l’ho preparata io, è un pane natalizio tradizionale norvegese che si usa mangiare nei giorni successivi le festività a colazione.

Questa splendida, buonissima e molto scenografica ricetta la trovate insieme ad altre meravigliose ghirlande commestibili cliccando Ghirlande di Natale.

Pangiallo laziale

8

Dal 17 al 23 Dicembre nell’antica Roma si festeggiavano i Saturnalia” ossia la festa dedicata al dio Saturno, il dio dell’età dell’oro”, l’età in cui tutti gli uomini vivevano in pace e senza bisogno di lavorare. 
Iniziavano con dei riti religiosi davanti al tempio di Saturno ed agli schiavi era concessa completa libertà, tanto che potevano bere ed essere addirittura serviti dai loro padroni. Inoltre si scambiavano doni e dolci dorati poiché, essendo questo il periodo del solstizio d’inverno, erano un buon augurio per il ritorno del sole.
Il dolce in onore del “Sol invictus“, il sole mai vinto, tramandato sino ai giorni nostri è il Pangiallo, che veniva tinto con il color del sole (farina, acqua e zafferano) e impastato senza lievito e zucchero perchè all’epoca non si conoscevano. Non si usava mettere nemmeno il cioccolato oppure i pistacchi  per lo stesso motivo.
L’antica ricetta non ci è pervenuta, ma un manoscritto del XVIII sec., conservato nell’archivio di Viterbo, spiega proprio l’utilizzo dello zafferano per dare al dolce il colore giallo intenso.  

Questa festa era così cara ai romani che continuarono a celebrarla anche dopo l’avvento del cristianesimo e del cattolicesimo. Si dice infatti che la Chiesa, per ovviare al problema, decise di spostare la data di nascita di Gesù al 25 Dicembre, festa del Sol invictus.

Quest’oggi per la Gn dei pani dolci del Calendario del Cibo Italiano vi spiego come prepararlo e, anche se non siete di Roma o vivete in Lazio, potrete gustarlo e donarlo come gli antichi romani, e chissà che questo Natale non risplenda di più.

11

150 g mandorle
150 g nocciole tostate
250 g noci sgusciate
75 g pistacchi o pinoli (io pinoli)
8 fichi secchi
3 cucchiai uva sultanina
1 cucchiaio cacao amaro
2 cucchiai zucchero
250 g miele
159 g farina

per la copertura gialla:
2 cucchiai farina
1 bustina di zafferano
1 cucchiaio olio
1 cucchiaio acqua

22

Accendere il forno a 150° e ricoprire una teglia con carta forno.
In una ciotola mescolare farina, zucchero e cacao ed unire il miele leggermente riscaldato per renderlo fluido.

Aggiungere tutta la frutta secca, i fichi tagliati in più parti, l’uvetta ammollata in acqua calda e le mandorle non spellate.

Con l’aiuto di due cucchiai mescolare e finire d’impastare con le mani in modo da amalgamare bene il tutto e renderlo il più omogeneo possibile.

5

Aiutandosi con un cucchiaio bagnato togliere l’impasto dalle mani, inumidirle per prendere un pò d’impasto alla volta e formare una palla cercando di comprimere il più possibile.

Metterle nella teglia, io ne ho fatte 4 piccole, e schiacciarle dando loro un’idea di cupola.

Preparare la copertura mescolando in una ciotolina la farina con lo zafferano, l’olio e l’ acqua al fine di ottenere una pastella abbastanza densa ma spalmabile sulla superficie delle cupole facendole così diventare gialle.

Infornare a metà altezza per almeno un’ora, regolatevi con il vostro forno.

7

 

Il pane dolce del Sabato… ciao Michael

bellafirma

Cara Eleonora, può esistere un legame d’amicizia e d’affetto con una persona che non si è mai incontrata e con la quale al massimo hai scambiato un decina di frasi nel corso degli anni? La risposta è si!

La community della quale faccio parte ne è un esempio, non ci conosciamo di persona tutti quanti e viviamo in diversi paesi nel mondo. Tuttavia, grazie alla comune passione culinaria ci troviamo virtualmente per chiacchierare, ridere della nostra quotidianità, anche discutere animatamente. Questa volta però è diverso, ci stringiamo forte tutti insieme per salutare uno dei protagonisti eccellenti di questo gruppo eterogeneo e quanto mai variegato, Michael.

Il ricordo che mi accompagna pensando a lui è dolce poichè parla di miele, ingrediente principale di una sfida, un alimento che proprio Michael mi ha fatto riscoprire e conoscere approfonditamente. Per non parlare poi di tutti gli interventi e le esaustive delucidazioni che ci dava in merito all’alimentazione ed alla salute.

Ma questo non sarebbe mai accaduto se, proprio tu Eleonora, non ci avessi portato virtualmente da New Delhi a Tel Aviv dove ci hai presentato il Dr. Michael Ilan Meyers, 1 metro e 96 centimetri di follia, per usare le tue parole. Professore oncologo, esperto in nutrizione clinica e splendida persona, aggiungo io.

Ho impastato questo tuo pane dolce con le lacrime agli occhi, pensando al tuo dolore, ma ho anche brindato a Michael poichè è quello che lui ci ha chiesto di fare.

L’augurio che faccio a te, ma anche a me stessa, è di continuare ad intrecciare per tanto tempo ancora legami d’amicizia ricordandoci sempre che al nostro passaggio ci lasciamo dietro una scia di luce che rischiara chi ci sta accanto.

Ti abbraccio affettuosamente, Rossella.

1

Ricetta di Eleonora Colagrosso

250 g farina 0
1 uovo (circa 30 g con il guscio)
50 g zucchero
10 g lievito di birra
60 ml acqua tiepida
65 ml olio extra vergine d’oliva
5 g sale
50 g uva passa
un tuorlo d’uovo
un cucchiaio di acqua
semi di sesamo e papavero

00

Prima di tutto e importantissimo, setacciare la farina.
Sciogliere il lievito nell’acqua tiepida insieme a un cucchiaino di zucchero e far riposare una decina di minuti fino a far formare una schiuma. Mischiare la farina, il sale e lo zucchero e versarci il lievito e cominciare ad impastare, versare poi l’olio e per ultimo l’uovo. Lavorare fino a che l’impasto si stacchi perfettamente dalla ciotola, lasciandola pulita.
Lasciar lievitare per almeno due ore, dopodichè, sgonfiare l’impasto e tagliarlo in tre  parti.
Stendere su un piano infarinato ognuna delle parti lunghe circa 35 centimetri e larghe 15. Spargere l’uva passa sulle tre parti.
Arrotolarle poi sulla lunghezza, in modo da ottenere tre lunghi “salsicciotti”, unirli da un capo e cominciare ad intrecciare.
Adagiare la treccia su una placca da forno unta di olio. Lasciare lievitare ancora due ore.
Sbattere il tuorlo d’uovo con un cucchiaio di acqua e spennellarlo sulla superficie; spolverare di semi di sesamo o papavero.

Infornare in forno già caldo e STATICO a 200°C per circa 15-20 minuti.

5

 E raccontarono: noi arrivammo nel paese dove tu ci mandasti, 
ed è davvero un paese dove scorre il latte e il miele,  
ed ecco i suoi frutti.” 
Numeri 13:27
ויספרו־לו ויאמרו באנו אל־הארץ אשר”
 “שלחתנו וגם זבת חלב ודבש הוא וזה־פריה׃
במדבר 13:27