Colomba di Pasqua

La leggenda narra che il sovrano dei Longobardi, re Alboino, riuscì ad occupare Pavia la vigilia di Pasqua del 572. Entrato in città il suo cavallo stramazzò a terra per la fatica ed un vecchio fornaio lo rifocillò ma predisse al re di liberare la città pena la morte dell’animale stesso. Alboino rinunciò al suo proposito ed il giorno di Pasqua il vecchio fornaio si ripresentò al suo cospetto con un dolce a forma di colomba come simbolo di pace.

Siamo arrivati a Pasqua, è passato un anno ma siamo ancora in un tempo sospeso, in attesa di riprendere una quotidianità a volte noiosa ma che, e lo stiamo scoprendo sulla nostra pelle, così noiosa non è. Nonostante i ritmi e le consuetudini siano stravolte, come il cavallo di re Alboino, dobbiamo rialzarci e continuare a vedere oltre, fare tesoro del tempo presente.

Per questo nuovo giorno di festa ho preparato la colomba e ve la dono con i miei più sinceri auguri.

Per una colomba da un chilo

Primo impasto

140 gr di lievito madre
85 gr
di zucchero semolato
3 tuorli d’uovo
120 ml di acqua
90 gr di burro
340 gr di farina 0

Secondo impasto

Al primo impasto aggiungere
80 gr di zucchero semolato
7 gr di miele
2 o 3 tuorli d’uovo
35 ml di acqua
80 gr di burro
165 gr di farina 0
5 gr di sale
170 gr di canditi oppure 90 gr di canditi e 80 gr di gocce di cioccolato fondente
3 gocce di estratto di vaniglia oppure i semi di una bacca

Ghiaccia

100 gr di zucchero a velo
30 gr di farina di mandorle
Albumi q.b.

Finitura

Zucchero in granella
Mandorle
Zucchero a velo

Prima di iniziare, fare almeno un paio di rinfreschi alla pasta madre che deve essere molto arzilla.

Porre in una ciotola il lievito e scioglierlo con l’acqua tiepida, massimo a 28°. Aggiungere lo zucchero e la metà dei tuorli, amalgamare qualche minuto e aggiungere la farina in due volte.

Lavorare l’impasto fino a quando non diventa asciutto, unire i restanti tuorli e continuare a lavorare sino ad avere un impasto morbido, elastico e poco appiccicoso. Unire il burro a temperatura ambiente e impastare sino a completo assorbimento.

Mettere la pasta a lievitare 12/15 ore, il volume deve triplicare.

Secondo impasto

In una ciotola al primo impasto aggiungere lo zucchero, il miele, l’acqua e un tuorlo. Impastare qualche minuto, aggiungere la farina in due volte e quando risulta morbido e poco appiccicoso incorporare i tuorli restanti. Attenzione, inserirli uno alla volta, se l’impasto è veramente molto morbido ne basterà solo uno.

Lavorare la pasta sino a quando non inizia a diventare elastica, a questo punto aggiungere il sale, la vaniglia, il burro sciolto e tiepido, da ultimo i canditi.

Dividere l’impasto in due panetti e lasciare riposare per un’ora.

Nello stampo apposito intrecciare i due panetti sino a riempirlo e rimettere a lievitare 4 o 5 ore, deve raddoppiare.

Nel frattempo preparare la ghiaccia:

In una ciotola mischiare lo zucchero con la farina di mandorle ed aggiungere albume quanto basta per ottenere una pasta molto morbida, ben amalgamata che si possa spalmare.

Riprendere la colomba lievitata e ricoprirne la superfice con la pasta preparata, cospargerla di mandorle, zucchero in granella e zucchero a velo.

Portare il forno a 190°, modalità statica, e cuocere la colomba per 35/40 minuti. Dopo i primi 15 minuti di cottura coprirla con un foglio di alluminio per evitare che bruci la glassa.

Chiacchiere al forno

Con questa settimana si conclude anche a Milano il carnevale, si festeggia il sabato dopo le Ceneri, mentre nel resto d’Italia con il rito Romano, si è già in Quaresima.

La differenza ve la spiego con le parole del direttore della Biblioteca Ambrosiana “Se prendiamo il calendario, partendo a ritroso dal giovedì santo, contando i quaranta giorni, si arriva alla prima domenica di Quaresima e dunque dalla sesta domenica prima di Pasqua… Ma secondo un’antichissima tradizione, di domenica non si doveva digiunare, e nel Medioevo subentrò l’idea di computare i quaranta giorni effettivi di digiuno dal sabato santo. Contando di nuovo a ritroso i giorni, saltando le domeniche, si giunge proprio al mercoledì precedente la prima domenica di Quaresima. Il computo fu accolto dalla Chiesa romana e si diffuse in tutto l’Occidente, tranne che a Milano”.

Non mancano però le leggende popolari. All’epoca di Sant’ Ambrogio il carnevale milanese pare fosse rinomato come quello veneziano, per questo motivo e per attendere il loro vescovo, in ritardo per un pellegrinaggio, i milanesi pare abbiano allungato di fatto i festeggiamenti; una variante racconta invece che approfittarono della sua assenza per prolungarli. E ancora si narra come la fine della Quaresima coincidesse con la fine di una pestilenza che aveva impedito le feste e costretto la popolazione alla fame, Ambrogio chiese allora al Papa una dispensa per prolungare i festeggiamenti.

Insomma tante parole, tante chiacchere che a Carnevale diventano dei dolci friabili e croccanti. Questa è la mia versione 🙂

300 gr farina 0
30 gr zucchero semolato
1 uovo
30 gr burro
1/2 bustina lievito per dolci
1/4 bicchiere di grappa
1/4 bicchiere di vino bianco
1 pizzico di sale
buccia grattugiata di 1/2 limone
zucchero a velo

In una ciotola setacciare la farina con il lievito, aggiungere lo zucchero, l’uovo, il burro sciolto ed il sale. Aggiungere la buccia di limone,  il vino e la grappa.

Impastare bene per qualche minuto, formare una palla di pasta e avvolgerla nella pellicola. Tenerla in frigo per 30 minuti.

Utilizzando la sfogliatrice (nonna papera) ricavare delle sfoglie di 3 mm di spessore e con la rotella dentata creare tanti rettangoli con un taglio al centro. Adagiare le chiacchiere su una teglia ricoperta di carta forno.

Scaldare il forno a 170°, infornare le chiacchiere per 15 minuti circa, devono colorire leggermente.

Una volta raffreddate cospargerle di zucchero a velo.

p.s. se vi piacciono fritte, potete scegliere anche questo metodo di cottura.

Purceddhruzzi o Purcidduzzi pugliesi

Immagine.jpg

In Puglia sono i Purceddhruzzi o Purcidduzzi, in Campania li chiamano Struffoli mentre in Calabria è la Pignolata. Il procedimento varia di poco, si utilizza l’olio al posto del burro e non vi sono le uova, in compenso sono accomunati dalla bontà. Uno tira l’altro, anche perchè sono appicicosetti e per colpa del miele siamo obbligati a prenderne più di uno alla volta 😉

Solitamente si preparano per le festività natalizie ma anche a Carnevale, preparati in anticipo si possono conservare a temperatura ambiente per più giorni.

500 g di farina 0
100 ml di olio extravergine di oliva
1/2 bustina di lievito per dolci
100 ml di vino bianco oppure di alcol buongusto
3 mandarini
un pizzico di sale
olio per friggere
miele
zucchero semolato
mandorle
cioccolato fondente

Sulla spianatoia versare la farina setacciata con il lievito, unire l’olio, il vino bianco, il sale ed infine il succo dei mandarini. Amalgamare il tutto molto bene, si dovrà ottenere un impasto liscio e setoso, lasciare riposare per un’ora.

Dividere la pasta in più parti e formare dei rotolini di circa un centimetro di diametro, tagliare con un coltello in piccoli pezzi da un centimetro.

Mettere sul fuoco un pentolino con l’olio e portarlo a temperatura; per questa operazione io faccio la prova stuzzicadenti, lo immergo e se frigge vuol dire che è pronto. Tuffare pochi purceddhruzzi alla volta, girarli delicatamente e porli sulla carta assorbente appena diventano dorati.

In una padella versare abbondante miele, quando inizia a schiumare versare un cucchiaio di zucchero e un pochino di acqua. Mescolare per bene finché non sarà tutto sciolto, liquido e senza schiuma. A questo punto versare dentro i purceddhruzzi e mescolare molto delicatamente in modo da far attaccare bene il miele.

Disporli su un vassoio dando loro una forma a cupola e decorare come più vi piace, codette colorate, zuccherini, canditi. Oppure fate come me che ho tritato mandorle e cioccolato fondente in parti uguali.

Gn degli struffoli e della pignolata per il Calendario del cibo italiano

Pane albero di Natale

Manca una settimana a Natale, voglio suggerirvi una simpatica idea che oltre ad essere un bel centrotavola per le prossime feste si può anche mangiare. Anziché portare in tavola il cestino del pane, preparo tanti piccoli panini che, uniti tra loro prima della cottura, danno vita ad un alberello.

Una volta che sarà anche allegramente addobbato, farà bella mostra di se sulla tavola delle feste.

Per 30 panini

500 g di farina 0
300 ml di acqua circa
150 g di pasta madre già rinfrescata
due cucchiaini di sale marino integrale

foglie di prezzemolo
chicchi di melagrana

Sciogliere velocemente la pasta madre in metà acqua a temperatura ambiente e cominciare ad aggiungere la farina, sempre impastando con le mani. Dopo averne aggiunta circa la metà, incorporare il sale disciolto in poca acqua. Continuare aggiungendo la restante farina e l’acqua necessaria, poichè farine diverse hanno un diverso assorbimento. Lavorare l’impasto per 10 minuti, fino ad ottenere un composto liscio, elastico ed omogeneo.

Per chi ha la planetaria, mettere prima la farina, aggiungere metà acqua necessaria con il lievito madre disciolto, iniziare ad impastare, aggiungere la restante acqua col sale disciolto. Impastare per 7/10 minuti, fino all’incordatura.

Sbattere la pasta ottenuta 3-4 volte sulla spianatoia e porre a lievitare in una ciotola coperta da un canovaccio umido per 4-5 ore a temperatura ambiente, finché il volume dell’impasto non sarà raddoppiato.

Trascorso questo tempo, rovesciare l’impasto su un tagliere infarinato e formare 30 palline tutte della stessa dimensione.

Trasferirle su una teglia rivestita con carta da forno e formare l’albero (vedi foto).

Coprire il pane con un canovaccio, per evitare che si formi la crosta in superficie, e fare riposare per 2-3 ore.

Accendere il forno alla massima temperatura, abbassare a 190° C e cuocere l’albero di pane per 25 minuti.

Una volta sfornato e raffreddato decorarlo con foglie di prezzemolo e chicchi di melagrana.

BUON NATALE A TUTTI!!!

Lasagne salmone e robiola

Il salmone fresco non è solo buono e leggero, ma digeribile e ricco di nutrienti, è ottimo per chi non vuole rinunciare al piacere di mangiare in modo equilibrato e gustoso.
Grazie alla sua varietà di tagli, si presta a diventare l’ingrediente principale di molte ricette, tutte semplici e rapide.

Come questa lasagna, una gustosa alternativa alla più classica e conosciuta, dove il salmone ha un ruolo importante unitamente alla robiola, un formaggio a pasta molle prodotto tipicamente in Italia settentrionale dalle Langhe al bresciano.

Da questo connubio è scaturito un piatto unico che fa festa solo a vederlo.

Dosi per 4 persone

250 g di pasta fresca di lasagne
450 g di carpaccio di salmone
300 g di robiola
maggiorana
100 g di salmone affumicato
1 dl di latte
30 g di parmigiano reggiano
30 g di pangrattato
sale
pepe rosa

Tritare il salmone affumicato, in una ciotola unirlo alla robiola, aggiustare di sale, qualche grano di pepe rosa schiacciato e la maggiorana; stemperare il tutto con il latte fino ad ottenere una crema molto morbida.

Sul fondo di una pirofila imburrata fare un primo strato di lasagne, distribuire sopra la crema di robiola ed il carpaccio di salmone. Procedere a strati fino ad esaurire gli ingredienti.

Terminare con uno strato di crema di robiola.

Mescolare il formaggio con il pangrattato, un pò di maggiorana e altro pepe rosa schiacciato. Distribuire il composto sulle lasagne.

Accendere il forno in modalità ventilata a 200°, coprire la teglia con un foglio di alluminio, infornare e cuocere per 20 minuti. Eliminare il foglio di alluminio e completare la cottura per altri 10 minuti.

Sfornare e servire.

p.s. se decidete di utilizzare la pasta secca, lessatela prima in abbondante acqua salata.

Torta Anzac (Magic no-bake Anzac cake)

Oggi parto da molto lontano, per preparare questo dolce si deve prima di tutto fare un giro dall’altra parte del globo; più precisamente in Australia e Nuova Zelanda a prendere dei biscotti.

La torta infatti ha come base gli Anzac biscuits, il loro nome è un acronimo: Australian and New Zealand Army Corps e si riferisce alle truppe Australiane e Neozelandesi che parteciparono alla Prima Guerra Mondiale. Si dice che le mogli dei soldati, che facevano parte di queste truppe, li mandassero regolarmente ai propri mariti di stanza a Gallipoli.

Caratteristica principale di questi biscotti è la loro lunga durata, dovendo raggiungere stanziamenti molto lontani, e avere ingredienti semplici e di facile reperibilità come i fiocchi d’avena, farina, cocco, zucchero, burro e sciroppo dorato; inoltre non contenevano uova, in periodo di guerra erano preziose. Il 25 Aprile si celebra l’Anzac Day, commemorazione che si tiene ogni anno in Australia e Nuova Zelanda in memoria di tutti i soldati delle forze armate caduti in tutte le guerre.

La torta preparata è senza cottura, il Golden syrup vi ho già spiegato come prepararlo, invece se non trovate i biscotti originali potete utilizzarne 2/3 di quelli d’avena integrale ed 1/3 di biscotti al cocco.

600 ml panna da montare 
500 g formaggio spalmabile ammorbidito
60 ml di zucchero semolato 
2 cucchiaini di estratto di vaniglia
80 ml di Golden syrup 
15 g di gelatina in polvere
300 g di biscotti Anzac 
60 g di zucchero di canna scuro
20 g di burro tritato
50 g di mandorle a lamelle tostate

Ungere una tortiera a cerniera rotonda da 20 cm. Foderare i bordi con carta forno lasciandola sporgere in altezza per 5 cm.
Montare molto bene 500 g di panna, in un’altra ciotola sbattere la crema di formaggio, lo zucchero semolato, la vaniglia e 40 ml di Golden syrup sino a rendere il tutto vellutato.
Versare 37 ml di acqua calda in una piccola ciotola, aggiungere la gelatina e mescolare fino ad amalgamare. Incorporarla ben sciolta nella miscela di formaggio, mescolare bene e aggiungere la panna montata.
Stendere 1/3 dei biscotti sulla base della tortiera, coprire con 1/3 della crema di formaggio e panna. Ripetete i livelli con i biscotti rimanenti e la miscela di formaggio, terminate con lo strato di crema.

Coprire e lasciare il dolce a raffreddare per 6 ore o per tutta la notte.

In una casseruola versare lo zucchero di canna, il burro lo sciroppo e la panna rimanenti. Cuocere a fuoco dolce, mescolando, per 3 minuti o fino a quando lo zucchero non è completamente sciolto. A questo punto aumentate un po’ la fiamma e portare ad ebollizione. Lasciare bollire, mescolando di tanto in tanto, fino a quando il composto si addensa. Ci vorranno circa 5 minuti.
Versare la salsa in una ciotola farla raffreddare per 15 minuti, successivamente in frigorifero per almeno 20 minuti.

Trasferire la torta su un piatto da portata. Decorare la superficie con la salsa preparata e le mandorle. Servire con la salsa rimanente.

Tortine pasquali di ricotta, spinaci e uova di quaglia

Per le prossime festività pasquali propongo tante piccole torte verdi da servire come antipasto. La ricetta è semplice e collaudata, l’idea in più è l’uovo di quaglia dalle dimensioni perfette per queste monoporzioni.

Se riuscite preparate anche la pasta sfoglia classica, altrimenti prendetela già pronta. Le dosi si riferiscono a 12 cestini:

2 confezioni di pasta sfoglia rettangolare
800 g di spinaci ed erbette
250 g di ricotta di capra
50 g di parmigiano reggiano
12 uova di quaglia
1 rosso d’uovo
sale
olio

Lavare, sbollentare e far raffreddare le verdure, strizzarle molto bene ed infine tritarle. Farle insaporire in una padella unta con un cucchiaio di olio, il parmigiano reggiano ed una presa di sale.

Cuocere le uova di quaglia, raffreddarle e sgusciarle.

In una ciotola amalgamare insieme le verdure intiepidite con la ricotta.

Stendere le sfoglie, con una tazza ed un bicchiere tagliare 12 cerchi grandi e 12 piccoli. Con i grandi foderare dei cestini monoporzione di alluminio precedentemente imburrati ed infarinati.

Prelevare due cucchiai di composto di verdure e formaggio per riempire ogni cestino, porre al centro di ciascuno un uovo di quaglia.

Chiudere con i cerchi piccoli, sigillare bene i bordi e fare un buchetto al centro, servirà da sfiato, decorare con un piccolo cordoncino di pasta avanzata.

Spennellare con il tuorlo la superficie dei cestini.

Accendere il forno ventilato a 170° ed infornare per mezz’ora circa, come sempre regolatevi con il vostro forno.


Auguro a tutti di trascorrere liete giornate in felice compagnia e tanto affetto.

Scandi smoked salmon potatoes per il Club del 27

Auguro a tutti giorni lieti e per il nuovo anno solo cose belle!!!

L’anno nuovo

“Indovinami, Indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?”.
“Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un Carnevale e un Ferragosto
e il giorno dopo del lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno!”. Gianni Rodari

Ed ora una ricetta delle feste per un gustosissimo New Year Eve party! Insieme al del Club del 27 vi proponiamo tante idee per un buffet di Capodanno strepitoso. Io ho scelto questa delizia salata.

6 patate di media grandezza o 20 patate novelle
1 limone
300 g di salmone affumicato a fette
150 ml di panna acida (crème fraîche)
1 cucchiaio colmo di mostarda di Digione
1 cucchiaio raso di zucchero semolato
4 cucchiai di olio d’oliva
2 cucchiai aceto di vino bianco
aneto

Spazzolare molto bene le patate e lessarle con la buccia, scolarle e farle raffreddare.

Nel frattempo preparare la salsa amalgamando la senape con lo zucchero, l’olio, l’aceto e una generosa quantità di aneto tritato finemente.

Tagliare le fette di salmone a metà per il lungo.

Tagliare le patate e avvolgerle con il salmone. Disporre il tutto su un piatto, salare leggermente e irrorare di limone.

Versare la panna acida in una ciotolina, la salsa di senape in un’altra e guarnire il tutto con rametti di aneto.

Questo delizioso antipasto si gusta immergendo i bocconcini di patate e salmone nella panna acida e sopra un cucchiaino di salsa alla senape.

n.b. la panna acida o crème fraîche è possibile prepararla a casa versando in una ciotola tre parti di panna liquida insieme ad una parte di yogurt bianco non zuccherato. Mescolare con una frusta delicatamente, aggiungere poche gocce di limone, amalgamare ancore e lasciare riposare per qualche ora. Se la volete densa montate leggermente la panna prima di iniziare la preparazione.


By Jane Hornby

about 16 salad or new potatoes – longer ones work best (I used Pink Fir Apple)
2 x 150g packs smoked salmon slices (or about 16 slices)
150ml pot soured cream
For the sweet mustard sauce
1 tbsp Dijon mustard
1 tbsp caster sugar
6 tbsp olive oil (I used half extra virgin, half mild)
2 tbsp white wine vinegar
20g bunch dill, leaves well chopped

Boil the potatoes in their skins for 15 mins until tender, then drain and cool. Meanwhile, whisk all the sauce ingredients together, except the dill. Cut each piece of salmon in half to make two long strips.

Halve the potatoes slightly on a diagonal, then wrap a piece of smoked salmon around each piece and place onto a platter. If you want to add salt, go easy, as the salmon is highly seasoned. Scatter with pepper, a squeeze of lemon and a few dill fronds. Give the sauce a quick whisk, add the chopped dill, season to taste, then pour into a dipping bowl. Scoop the soured cream into another. To eat, dip the potatoes into the cream, then spoon over a little sauce.

Norvegian Julekake

E’ scattato il conto alla rovescia per Natale, festa religiosa ma anche di tradizioni per eccellenza. Questa ricetta in particolare arriva dalla Norvegia, si tratta di un pane dolce che viene consumato  a colazione nei giorni di Natale e di Santo Stefano, la sua preparazione risale a tanto tanto tempo fa, c’è chi sostiene (credo con un filo di esagerazione) che sia tramandata dall’età del bronzo.

Questa ricetta in particolare, tradotta dalla raccolta Bake from Scratch, diviene da semplice pane dolce lievitato, una splendida ghirlanda, perfetta come centro tavola e tutta da mangiare. 

Non spaventatevi nel leggerne  ingredienti e preparazione, sembra complicata ed invece è semplicissima, vi farà fare un figurone pazzesco!!!

Inoltre se non volete preparare voi le scorzette candite, facili anche queste, potete acquistarle già pronte. Mentre l’impasto io lo preparo a mano ma nulla vieta l’uso di un robot da cucina. 

Per la brioche: 
180 ml di latte fresco intero 
100 g di zucchero 
60 g di burro morbido 
1 cucchiaino di sale 
120 ml di acqua tiepida 
6 g di lievito di birra disidratato 
2 uova grandi 
680 g di farina 00 
1 cucchiaino di cardamomo in polvere

Per il ripieno ai mirtilli rossi: 
170 g di mirtilli rossi disidratati 
70 g di zucchero semolato 
15 g di burro a cubetti 
½ cucchiaino di cardamomo in polvere 
½ cucchiaino di cannella in polvere

Per la scorza di limone candita (da preparare almeno il giorno prima): 
1 limone non trattato 
80 ml di acqua 
50 g di zucchero semolato

Per la glassa alla vaniglia: 
120 g di zucchero a velo setacciato 
60 ml di panna fresca 
1 cucchiaino di estratto di vaniglia 
½ cucchiaino di sale

Preparare le scorzette di limone candite:  pelare il limone avendo cura di togliere la parte bianca, tagliare la scorza a fettine di circa 2 cm di lunghezza. Far bollire in acqua per 15 minuti, scolare e sciacquare sotto l’acqua del rubinetto. Nella stessa casseruola, versare 150 g di zucchero con 180 ml di acqua. Portare a bollore, aggiungere le scorze e fare sobbollire dai 20 ai 30 minuti, fino a quando si saranno ammorbidite. Scolarle bene e stenderle su un foglio di carta da cucina, spolverarle con lo zucchero rimasto. Lasciarle a temperatura ambiente, da 1 a 2 giorni.

Preparare la brioche: scaldare a fiamma media il latte con lo zucchero, il burro e il sale fino al bollore, spegnere il fuoco e far intiepidire. Mescolare l’acqua tiepida con il lievito, aggiungere la miscela di latte e le uova, uno alla volta, sempre continuando a mescolare. Unire la farina con il cardamomo ed impastate dai 5 ai 7 minuti, fino all’incordatura. Ungere leggermente una terrina, mettervi l’impasto, sigillate con pellicola trasparente e lasciare lievitare fino al raddoppio (ci vorranno circa un paio d’ore).

Nel frattempo, preparare il ripieno ai mirtilli rossi. Versarli in una casseruola, aggiungere dell’acqua (deve coprirli per un dito) e portarli a bollore. Abbassare il fuoco e lasciare sobbollire per 20 minuti. Scolarli e tenere da parte 30 ml di liquido. Mescolare insieme ai mirtilli lo zucchero, le spezie ed il burro, ammorbidite il tutto con il liquido tenuto da parte.

Sgonfiare l’impasto lievitato della brioche sul piano di lavoro leggermente infarinato e stenderlo con il mattarello in un rettangolo di 30 x 60 cm circa. Spalmarlo con il ripieno di mirtilli rossi, lasciando circa 1 cm di bordo per lato e completare il ripieno con le scorze di limone candite.

Arrotolare il tutto, partendo dal lato lungo, e sigillare bene i bordi.

Trasferire il rotolo su una teglia rivestita di carta da forno e, con un coltello affilato, tagliatelo a metà per il lungo, lasciando attaccata solo una estremità. Tenendo la parte con il taglio rivolta verso l’alto, intrecciate le due parti e poi chiudete a ghirlanda, sigillando il punto di raccordo. Lasciate riposare per circa 30 minuti, coperto con un telo. Accendete il forno a 180° C in modalità statica. Infornare la ghirlanda e cuocere per 40 minuti circa.

Sfornare, raffreddare e glassare con la glassa alla vaniglia, preparata mescolando tutti gli ingredienti e utilizzandola immediatamente.

No-bake chocolate pepita feuilletine bars per il Club del 27

Pochi giorni ci separano dal mese di dicembre ed è già iniziato il rutilante periodo natalizio con la corsa ai regali, quali leccornie preparare, con chi trascorrere le feste. Benchè i miei ragazzi siano decisamente cresciuti, a casa nostra tutto questo lavorio viene ancora scandito dal calendario dell’Avvento. Si tratta praticamente di un cimelio, frutto di ore di lavoro dei miei bambini, che puntualmente ogni anno riprende il suo posto d’onore e ci traguarda al giorno di Natale.

Ed è proprio in relazione allo scorrere dei giorni, quando appena alzati la mattina si apre una nuova casellina del calendario, e si va alla ricerca del piccolo dono quotidiano, che  propongo questo dolcino da preparare in casa.

E’ una coccola che vi regalo, ed insieme alle amiche del Club del 27  suggeriamo una serie di leccornie una più bella e golosa dell’altra. Perfette proprio per il calendario dell’Avvento; una bella sorpresa che piacerà sicuramente.

Di seguito trovate la ricetta come l’ho interpretata io, a seguire quella originale in inglese dalla quale mi sono ispirata.

1 cucchiaio raso di burro salato morbido 
300 g di cioccolato fondente 
170 g di crema alle nocciole 
90 g  di fogliette di pasta sfoglia 
120 g di semi di zucca tostati 
80 g di panna 
polvere d’oro di bucce d’arancia

Ricoprire una teglia da 20×15 cm con carta forno e spalmarne la superficie con il burro salato. 
In un polsonetto, a bagnomaria, sciogliere 210 g di cioccolato fondente tritato. Una volta sciolto, togliere dal fuoco ed incorporare la crema di nocciole, a seguire le sfogliette tritate e 90 g di semi di zucca.

Versare il composto ottenuto nella teglia, batterla leggermente per eliminare eventuali bolle d’aria e fare raffreddare in frigorifero per una notte.

In una casseruola portare a bollore la panna, spegnere il fuoco ed aggiungere i restanti 90 g di cioccolato fondente tritato e ricoprirlo con la panna. Attendere un paio di minuti e delicatamente mescolare.

Riprendere la teglia, grattarne la superficie con una forchetta per far aderire meglio la ganasce da versare sopra, e distribuire uniformemente. 

Aggiungere i restanti semi di zucca e cospargere di polvere d’oro di bucce d’arancia.

Riporre in frigo per qualche ora.

Con un coltello leggermente intiepidito tagliare il dolce a quadrotti. 

Non resta che impacchettare i dolcini e Buon Avvento a tutti! 

<><><><><><><><><><><><><><><><><><><><><>

Recipe by Zoë François – Makes about 48 servings

16 ounces (455 grams) dark chocolate, fi nelychopped and divided 
1 cup (340 grams) chocolate-hazelnutspread 
2 cups (180 grams) feuilletine flakes 
2 cups (240 grams) toasted pepita seeds,divided 
½ cup (120 grams) heavy whipping cream 
Sea salt, for sprinkling 
Gold leaf, for decorating

Feuilletine are sweet crêpes that have beencooked, cooled, and crisped, then brokeninto caramelized shards (think fancy, delicateWheaties). The toasted pepitas and feuilletine givethese festive bites of chocolate a candy bar-likecrunch.

 Butter a 9-inch square cake pan. Line pan with parchment paper, letting excess extendover sides of pan. In the top of a double boiler, place 12 ounces (340 grams) chocolate. Cook over simmering water, stirring frequently, until melted. Add chocolate-hazelnut spread, stirring until wellcombined. Remove from heat; add feuilletine and 1½ cups (180 grams) pepitas, stirring to combine. Spread mixture in prepared pan. Cover with a piece of plastic wrap, pressing wrap directly onto surface to flatten. Refrigerate until set, about 1 hour or overnight. In a small sauce pan, heat cream just to asimmer. Turn of heat, and add remaining 4 ounces (115 grams) chocolate. Swirl pan so chocolate is submerged. Let stand for 3 minutes; gently whisk until chocolate is smooth. Let coolto nearly room temperature but still pourable. Run a fork over surface of set feuilletine mixture so ganache will stick to surface. Pour ganache over surface, and spread evenly. Bang pan a few times to smooth out surface. Sprinkle with sea salt and remaining ½ cup (60 grams) pepitas. Refrigerate until set, about 30 minutes. Run a hot knife around edges of pan. Using excess parchment as handles, removefrom pan, and cut into bars using a hot knife. Decorate with gold leaf as desired.