Scandi smoked salmon potatoes per il Club del 27

Auguro a tutti giorni lieti e per il nuovo anno solo cose belle!!!

L’anno nuovo

“Indovinami, Indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?”.
“Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un Carnevale e un Ferragosto
e il giorno dopo del lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno!”. Gianni Rodari

Ed ora una ricetta delle feste per un gustosissimo New Year Eve party! Insieme al del Club del 27 vi proponiamo tante idee per un buffet di Capodanno strepitoso. Io ho scelto questa delizia salata.

6 patate di media grandezza o 20 patate novelle
1 limone
300 g di salmone affumicato a fette
150 ml di panna acida (crème fraîche)
1 cucchiaio colmo di mostarda di Digione
1 cucchiaio raso di zucchero semolato
4 cucchiai di olio d’oliva
2 cucchiai aceto di vino bianco
aneto

Spazzolare molto bene le patate e lessarle con la buccia, scolarle e farle raffreddare.

Nel frattempo preparare la salsa amalgamando la senape con lo zucchero, l’olio, l’aceto e una generosa quantità di aneto tritato finemente.

Tagliare le fette di salmone a metà per il lungo.

Tagliare le patate e avvolgerle con il salmone. Disporre il tutto su un piatto, salare leggermente e irrorare di limone.

Versare la panna acida in una ciotolina, la salsa di senape in un’altra e guarnire il tutto con rametti di aneto.

Questo delizioso antipasto si gusta immergendo i bocconcini di patate e salmone nella panna acida e sopra un cucchiaino di salsa alla senape.

n.b. la panna acida o crème fraîche è possibile prepararla a casa versando in una ciotola tre parti di panna liquida insieme ad una parte di yogurt bianco non zuccherato. Mescolare con una frusta delicatamente, aggiungere poche gocce di limone, amalgamare ancore e lasciare riposare per qualche ora. Se la volete densa montate leggermente la panna prima di iniziare la preparazione.


By Jane Hornby

about 16 salad or new potatoes – longer ones work best (I used Pink Fir Apple)
2 x 150g packs smoked salmon slices (or about 16 slices)
150ml pot soured cream
For the sweet mustard sauce
1 tbsp Dijon mustard
1 tbsp caster sugar
6 tbsp olive oil (I used half extra virgin, half mild)
2 tbsp white wine vinegar
20g bunch dill, leaves well chopped

Boil the potatoes in their skins for 15 mins until tender, then drain and cool. Meanwhile, whisk all the sauce ingredients together, except the dill. Cut each piece of salmon in half to make two long strips.

Halve the potatoes slightly on a diagonal, then wrap a piece of smoked salmon around each piece and place onto a platter. If you want to add salt, go easy, as the salmon is highly seasoned. Scatter with pepper, a squeeze of lemon and a few dill fronds. Give the sauce a quick whisk, add the chopped dill, season to taste, then pour into a dipping bowl. Scoop the soured cream into another. To eat, dip the potatoes into the cream, then spoon over a little sauce.

Ricette estive

E’ tempo di vacanze, di ritmi più rallentati, di dolce far niente.

Rimane però un’attività inderogabile, è quella di mangiare, di alimentarci, di nutrirci, chiamatela come volete ma questo è. Per non lasciarvi da soli nell’impresa del “cosa preparo”, vi suggerisco qualche mia ricetta dal sapore estivo e vacanziero, già pubblicata, basta cliccare sul titolo per recuperarla.

Ma non fermatevi qui, curiosate liberamente tra le mie pagine e, nel frattempo, vi auguro BUONE VACANZE!!!

Qualche sfizio:

      Cicchetti alternativi con i formaggi Tomasoni

immagine-2     Cartoni a tavola ovvero le Tapas, i Pinchos ed i Montaditos

1     Il mio Dakos (frisella cretese) per il Club del 27

immagine-1       Tozzetti salati ai pinoli

Mangiamo all’aria aperta:

2       Parmigiana di melanzane

Immagine      Terrina di miglio e verdure in gelatina

immagine-1        Torta girasole di verdure

111        Panzanella prêt-à-porter

Pesce mon amour:

Immagine        Calamari ripieni

immagine-1       Polpo alla Luciana

OK       Spaghettoni al sugo di scampi, pomodorini caramellati e pistacchio di Bronte

E’ tempo di un dolcetto:

Immagine2       Bensone alla confettura di lamponi

1       Dolcetti di mandorle

Cosmopolitan firma      Pancakes con confettura di mirtilli Cosmopolitan

…e per finire:

Immagine      Bevanda Zenzero & Limone

liquirizia      Liquore alla liquirizia

Calamari ripieni

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Estate, caldo, mare… Sono tutti elementi che in cucina mi portano inevitabilmente a preparare più di frequente dei piatti di pesce.

In questa occasione ho trovato in pescheria dei magnifici calamari, molluschi che si prestano a diverse preparazioni. Classicamente si mangiano in frittura e sono ottimi come condimento per una gustosa pasta. Cucinati in modo più elaborato, ripieni, rendono molto e danno vita ad un piatto completo e gustoso.

I Loligo vulgaris, questo è il nome scientifico, sono poveri di grassi saturi, hanno una buona dose di zinco, fosforo e rame. Purtroppo hanno il limite di essere troppo ricchi di colesterolo. Necessitano infine di una pulizia un po’ laboriosa, io fortunatamente ho il marito che gentilmente si presta a questo compito e spesso li prepara anche, motivo che mi porta solo a “dover” assaggiare per documentare il tutto.

Per due persone servono due calamari grandi o quattro di medie dimensioni.

2 calamari grandi
1/2 cipolla bianca
olio extra vergine
vino bianco
3 filetti di acciughe
brodo di pesce
1 uovo
2 fette di pancarrè
capperi (facoltativo)
1 spicchio di aglio
12 pomodorini
latte
prezzemolo
fette di pane tostato

Pulire i calamari e tenere da parte le sacche, tagliare i tentacoli e le ali a pezzetti molto piccoli.

In una padella versare 2 cucchiai di olio e la cipolla tritata. Una volta appassita aggiungere i tentacoli, le ali ed i filetti di acciughe, sfumare con il vino bianco, portare a cottura con un po’ di brodo di pesce, deve risultare abbastanza asciutto. Spegnere dopo 10/15 quindici minuti e lasciare intiepidire.

Nel frattempo, in una ciotola spezzettare il pancarrè, ammollarlo con poco latte, aggiungere un uovo, il prezzemolo ed i capperi. Unirvi la preparazione cotta ed amalgamare bene il tutto.

Prendere le sacche ed aiutandosi con un cucchiaio riempirle con il ripieno spingendolo bene in fondo. Lasciare le sacche con un centimetro abbondante di bordo, chiudere con uno stuzzicamenti.

Attenzione: in cottura i calamari si gonfiano e si restringono, se riempiti troppo si possono rompere e comunque il ripieno uscirebbe in buona parte.

In una padella versare un paio di cucchiai di olio, profumare con uno spicchio di aglio e versare i pomodori tagliati in quattro, si deve ottenere un sugo leggero. Adagiare i calamari e cuocerli, rigirandoli più volte, per 5/6 minuti.

Attenzione: il ripieno è già cotto saranno quindi sufficienti pochi minuti di cottura, in alternativa ricordate di proseguire per non meno di 20 minuti se non volete ritrovarvi con dei calamari gommosi.

Servire con il loro sugo, un trito di prezzemolo fresco ed accompagnare con fette di pane tostato.

 

Brodetto di pesce

Brodetto di pesce

Quando preparo questo piatto mi torna  in mente un bellissimo ricordo di qualche anno fa legato ad un rientro dalle vacanze estive. All’epoca i miei bambini erano piccoli ed il viaggio, particolarmente lungo, necessitava di qualche sosta in più. Fu questo il motivo che ci portò a fare tappa a San Benedetto del Tronto e sfruttare l’occasione di provare un grazioso ristorante sulla spiaggia; l’edificio ricordava una nave, con tanto di oblò al posto delle finestre.

Decidemmo di assaggiare un piatto cucinato con una ricetta locale, il brodetto di pesce appunto. Una vera bontà, per me è sempre un piacere provare nuovi piatti e sapori, anche se a volte oso troppo. Ma non in questa occasione, infatti, nel tempo, ho cercato di preparare questo piatto ritrovando oltre che i profumi ed il gusto anche i miei felici ricordi.

Questa versione di brodetto l’ho accompagnata a fette di pane che ho preparato miscelando metà farina di tipo 1 a farina di grano duro con l’aggiunta di semi di sesamo e zucca.

Brodetto cottura

1 gallinella – 600 gr
1 nasello – 300 gr
5 piccoli calamari  – 250 gr
13 mazzancolle – 190 gr
2 grossi pomodori costoluti verdi
2 cipolle dorate
1 carota grossa
2 gambi di sedano
1 spicchio di aglio
3 cm di zenzero fresco
10 grani di pepe
una punta di peperoncino secco
10 gr burro
3 cucchiai di olio Evo
1 bicchiere di vino bianco
2 cucchiai di aceto bianco
sale qb
fette di pane qb

Pulire, sfilettare e tagliare a piccoli tranci i pesci tenendo da parte testa e carcasse, pulire i calamari e tagliarli a striscioline, togliere il carapace alle mazzancolle.

Per prima cosa bisogna preparare il brodo di pesce. In un tegame dal bordo alto sciogliere il burro e tostare gli scarti dei pesci ed i carapaci, sfumare con il vino bianco, aggiungere una cipolla, il sedano e la carota tagliati grossolanamente e versare sul tutto un paio di litri d’acqua fredda. Portare a bollore, schiumare bene ed aggiungere lo zenzero a pezzi ed i grani di pepe. Far sobbollire per mezz’ora, regolando eventualmente di sale.

A cottura ultimata, filtrare molto bene il brodo con un telino pulito.

In una casseruola scaldare l’olio e far imbiondire la cipolla e l’aglio tritati finemente, aggiungere i calamari ed i pomodori tagliati a pezzi, un pizzico di peperoncino e sfumare con l’aceto. Aggiungere due o tre mestoli di brodo cuocendo a fuoco dolce per quindici minuti mescolando ogni tanto delicatamente, se si asciuga versare altro brodo.

Da ultimi aggiungere i filetti di pesce e le mazzancolle, cuocere altri cinque minuti questa volta senza mescolare la preparazione.

A cottura ultimata trasferire i pesci nelle fondine, versarvi il brodo di cottura e accompagnare il brodetto con fette di pane leggermente tostate.

Se avanza il brodo di pesce potete conservarlo in congelatore per futuri utilizzi.

Spaghettoni al sugo di scampi, pomodorini caramellati e pistacchio di Bronte

OK

Finalmente, dopo la pausa estiva, ritorna finalmente la sfida più sfida del web meritatamente vinta da Cristina che ci ha proposto la pasta col pesce per l’ Mtc n° 67.

Facciamo che non vi ripeto che c’è stata un’ovazione familiare all’uscita della sfida, facciamo che non vi tedio con le elucubrazioni che hanno fatto seguito, facciamo che non vi dico che il maritozzo mi ha proposto di tutto e di più, facciamo che non vi spiego come siamo arrivati alla scelta di questo piatto preparato e fotografato di corsa altrimenti si raffreddava e tutti volevano assaggiarlo subito.

Facciamo che… passo alla ricetta…

cof

Ingredienti per 4 persone

Per la bisque
1 grosso gambo di sedano
1 cipolla
1 carota
1 spicchio di aglio
1,5 l d’acqua
olio Evo
sale
Per il sugo
11 scampi sgusciati + 1 intero (per guarnizione)
300 g di pomodorini ciliegia
1 spicchio di aglio
olio Evo
timo
1 cucchiaino da caffè di zucchero di canna
sale
granella di pistacchi di Bronte

1/2 bicchiere di vino bianco

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Pulire gli scampi, togliere la testa, incidere il guscio ed estrarne la polpa sfilando il filetto nero che si trova all’interno. Tenere la polpa da parte insieme ad uno scampo intero.

Preparare la bisque, cioè il fumetto dei crostacei, utilizzare le teste ed i carapaci degli scampi.

In una pentola capiente scaldare un paio di cucchiai di olio e tostare brevemente i crostacei, aggiungere le verdure lavate e tagliate a pezzi, l’acqua e portare a bollore. Inserire anche lo scampo intero, deve cuocerete per qualche minuto. Toglierlo dalla pentola e tenerlo da parte per la guarnizione finale, continuare a cuocere la bisque per 40 minuti; al termine filtrare il brodo ottenuto.

Nel frattempo caramellare qualche pomodorino, inciderne la pelle ed in un padellino unto di olio saltarli per qualche minuto con timo, zucchero di canna ed un pizzico di sale. Quando saranno appassiti e lucidi sono pronti.

Per il sugo scaldare in una larga padella l’olio e dorare lo spicchio di aglio, aggiungere i restanti pomodorini tagliati a metà, un pò di timo e cuocere il sugo per una decina di minuti. Aggiungere la polpa degli scampi, il vino bianco, sfumare e continuare la cottura per un paio di minuti ancora.

Cuocere gli spaghettoni in metà acqua e metà brodo, regolare di sale e scolarli molto ma molto al dente.

Buttare la pasta nella padella con il sugo, un paio di mestoli di bisque e a fuoco vivo spadellare molto bene, nel caso aggiungere altro brodo.

Impiattare guarnendo con i pomodorini caramellati, lo scampo intero ed una spolverata intorno di granella di pistacchio di Bronte.

cof

Abbinamenti di-vini:

In abbinamento  ho scelto un Lugana, vino bianco molto profumato e di buona mineralità, la cui produzione si trova a cavallo delle province di Brescia e Verona. Il vitigno è il Turbiana, altrimenti detto Trebbiano di Lugana che recenti studi hanno stabilito essere autoctono di queste zone del basso Garda, dai terreni argillosi.

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Con questa ricetta partecipo alla sfida:

Spaghetti alle vongole

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(Montalbano) Ingoiò il boccone e davanti al tavolo si materializzò Mimì Augello. “Assèttati”. Mimi Augello s’assittò. “Mangerei anch’io” disse. “Fai quello che vuoi. Ma non parlare, te lo dico come un fratello e nel tuo stesso interesse, non parlare per nessuna ragione al mondo. Se m’interrompi mentre sto mangiando questo nasello, sono capace di scannarti”. ” Mi porti spaghetti alle vongole” fece, per niente scantato, Mimi a Calogero che stava passando. “In bianco o col sugo?”. “In bianco”. In attesa, Augello s’impadronì del giornale del commissario e si mise a leggere. Gli spaghetti arrivarono quando per fortuna Montalbano aveva finito il nasello, perché Mimi cosparse abbondantemente il suo piatto di parmigiano. Gesù! Persino una jena ch’è una jena e si nutre di carogne avrebbe dato di stomaco all’idea di un piatto di pasta alle vongole col parmigiano sopra! (da “Il ladro di merendine”, Sellerio, 1996)

Il brano citato pare sia tratto da un episodio realmente accaduto allo scrittore Andrea Camilleri che da più di vent’anni scrive in un evocativo dialetto siciliano del commissario Salvo Montalbano, della sua terra nonché del suo rapporto  con il cibo. Un rapporto appunto che fa affiorare animalità alla sua vista: gli si “smorca un pititto lupigno” che  gli fa fare “un nitrito di pura felicità” o “un ululato lupigno di filicità”. A tavola poi ci vuole silenzio per gustare gli “sciàuri” del piatto e guai a parlare di indagini.

Inutile dire che divoro questi romanzi dove Camilleri ha creato un personaggio complesso che mangia, fa il bagno, legge, lavora instancabilmente ma odia l’orario d’ufficio e non sopporta le gerarchie. Adoro di Salvo la sua idea di libertà pur restando un tutore dell’ordine integerrimo. Mi piace questa Sicilia dove la mafia non è, pur esistente, mai protagonista assoluta; dove i tramonti sul mare portano il commissario a farsi lunghe nuotate nel silenzio azzurro e cristallino delle onde. Lo stesso silenzio che a tavola mi fa percepire i profumi delle pietanze preparate dalla sua cameriera Adelina, o da Calogero ed Enzo, i due ristoratori che negli anni si sono succeduti. E per finire adoro pensare che prima o poi, a fronte di un pasto luculliano, mi farò una “passiata a ripa di mare, lenta, un pede leva e l’altro metti” e chissà che non incontri anch’io il commissario Montalbano in persona.

Per la GN del commissario Montalbano  del Calendario del Cibo Italiano ecco gli spaghetti alle vongole, sono stati preparati insieme a mio marito e gustati in abbinamento ad un fresco vino bianco siciliano: l’Inzolia, vitigno tra i più antichi diffuso anche in altre regioni italiane con il nome di Ansonica. (Abbinamenti di-Vini)

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500 gr di vongole
400 gr di spaghetti
2 spicchi d’aglio
1/2 bicchiere di vino bianco Inzolia
prezzemolo
sale
peperoncino
olio Evo
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Mettere in acqua e sale per due ore le vongole e riporle in frigo, in questo modo rilasceranno le impurità. Successivamente batterle una alla volta su un ripiano, se ne sentite una produrre un rumore sordo apritela potrebbe contenere sabbia e rovinare tutta la preparazione. A me è successo una volta e non è piacevole.

In un tegame soffriggere l’aglio nell’olio, versare le vongole e sfumare con il vino bianco, aggiungere il peperoncino e cuocere a fiamma medio-alta fino a quando non si aprono le valve che rilasceranno il loro liquido. Questa operazione va fatta in pochi minuti, se cotte troppo le vongole diventano gommose.

Tenere da parte le vongole e filtrare il sugo per eliminare gli ultimi eventuali residui sabbiosi, rimettere il tutto nel tegame.

Ne frattempo lessare gli spaghetti in abbondante acqua salata, scolarli molto al dente e versarli nel tegame con le vongole; rimestare a fiamma media, se necessario aggiungere poca acqua di cottura della pasta, rifinire con prezzemolo tritato.

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Ancora una cosa, tanti cari auguri di buon compleanno ad Andrea Camilleri con un omaggio dal mondo dei fumetti:

Tobalbano
Topolino che mangia, ops, indaga con Topalbano 😀

Orate al forno con carciofi, patate e pomodorini

Orate 2

Inizia oggi con il Calendario del Cibo Italiano un nuovo progetto targato Mtc, al quale partecipo con gioia, che prevede proposte culinarie nuove o collaudate e riguarderanno una preparazione in particolare per ogni giorno dell’anno.

Partiamo con il 1° di aprile giorno di scherzi e burla più o meno eclatanti.  La tradizione non è solo italiana, ogni paese ha un suo modo di chiamare questa la festa. In Francia, come in Italia, si usa l’espressione Poisson d’avril (pesce d’aprile). Nei paesi anglofoni, come Regno Unito e America, invece, si chiama April fool’s day  (il giorno dello sciocco d’aprile). In Germania Aprilscherz (lo scherzo d’aprile), infine nella Scozia delle Highlands il pesce d’aprile dura due giorni, nel secondo, ci si diverte ad attaccare sulla schiena dei malcapitati un cartello con la scritta Kick me! (dammi un calcio).

Poichè di pesce si parla come non iniziare proprio con la GN del pesce al forno? Un piatto che preparo spesso utilizzando i dentici oppure le orate (o dorate, nome che fa riferimento alla striscia dorata posta tra gli occhi del pesce stesso).

Nella preparazione uso il sale al limone, potete farlo in casa utilizzando la buccia di un limone non trattato che avrete fatto seccare molto bene, tritato finemente e mischiato con sale integrale.

Abbinamenti di-Vini:

Per la nota alcolica questa volta vi propongo un buon bicchiere di Prosecco, un vino bianco italiano, brioso e profumato, la cui origine produttiva risale a Prosecco (Trieste) dall’allevamento del vitigno Glera. La versione che preferisco è ferma, meno conosciuta, che si ottiene dai vigneti più fitti e poco produttivi, dove le uve vengono vendemmiate ben mature.

Ed ora bando agli indugi, ecco la ricetta del giorno:

Orate 3

2 orate (circa 500 g l’una) per 3/4 persone
4 carciofi

4 patate
15 pomodorini
2 spicchi d’aglio
2/3 cucchiai di Erbe aromatiche tritate (timo, erba cipollina, rosmarino)
Sale al limone
Olio extra vergine d’oliva

Orate 1

Pulire ed eviscerare (oppure farsi preparare dal pescivendolo) due belle orate.

Pulire i carciofi, eliminare le foglie esterne più dure, tagliarli a metà ed eliminare l’eventuale barba. Sbollentarli in acqua leggermente acidulata, al fine di non farli annerire, ed affettarli abbastanza sottilmente.

Lavare le patate, sbucciarle e tagliarle a rondelle sottili, non a velo altrimenti bruciano subito.

Lavare e tagliare a metà i pomodorini.

Scaldare il forno a 180° modalità ventilata.

Preparare una teglia ricoperta di carta forno, oliarla ed adagiarvi il pesce che avrete farcito, al suo interno, con aglio, erbe aromatiche, un pizzico di sale al limone ed un filo d’olio.

Intorno ai pesci fare un letto di patate, porre sopra queste gli spicchi di carciofi e qua e là i pomodorini.

Insaporire cospargendo di erbe aromatiche anche le verdure insieme al sale al limone e oliare moderatamente tutta la preparazione.

Infornare e cuocere per 25/30 minuti.

Filetti speziati di merluzzo

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Mi piace cucinare, adoro stare in cucina e preparare manicaretti oppure sperimentare nuovi piatti; ma non sempre ho il tempo necessario per poter fare cose elaborate e la ricetta veloce e gustosa va tenuta sempre a portata di mano.

Se poi, come me, amate i piatti di pesce ed in frigorifero non avete quello fresco, ed è già ora di cena, che fare? Io ho l’abitudine di tenere dei filetti di merluzzo in congelatore, veloci da preparare e saporiti.

Questa volta ho voluto dar loro una nota orientale,  fate attenzione però, le spezie possono diventare invadenti a seconda del loro utilizzo, se non siete abituati non mettetene in abbondanza ma usatele poco per volta ed imparerete ad apprezzarle e contaminare le pietanze della cucina di tutti i giorni.

Per 2 persone:

200 g di filetti di merluzzo
1/2 cipolla piccola
1 spicchio di aglio
1 zucchina media

7 pomodorini
olio extra vergine d’oliva
1 cm di zenzero fresco
coriandolo
cumino

curcuma
sale

Sciacquare i filetti di merluzzo e tamponarli con carta cucina.

Tagliare la zucchina a rondelle e le rondelle in due parti, tagliare in quattro i pomodorini.

Pestare leggermente il coriandolo con il cumino e grattugiare lo zenzero.

In una casseruola far imbiondire nell’olio la cipolla tritata, l’aglio sbucciato e leggermente schiacciato. Aggiungere il coriandolo, il cumino la curcuma e far tostare brevemente le spezie per esaltarne gli aromi; inserire lo zenzero e la zucchina, salare, abbassare il fuoco e cuocere per pochi minuti aggiungendo nel caso poca acqua calda.

Quando la verdura è quasi cotta alzare leggermente la fiamma, aggiungere i pomodorini e subito dopo i filetti di pesce che andranno rigirati almeno un paio di volte con delicatezza ricoprendoli man mano con le verdure per insaporirli bene.

Il piatto è pronto!

Pillola socratica 😉

Polpo alla Luciana

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Parlare di questa ricetta e non raccontare, seppur brevemente, la sua origine è impossibile. Il polpo alla Luciana, o meglio “e purpetielle alla Luciana” è uno dei piatti più semplici e gustosi della tradizione napoletana e campana. Deve il suo nome ai pescatori del borgo marinaro di Santa Lucia, che venivano chiamati anche “luciani”. Secondo la regola fondamentale napoletana della cottura del polpo alla Luciana, questo si deve cuocere “dentro l’acqua sua”, ossia lasciato a sobbollire in un tegame, preferibilmente di coccio, con coperchio, insieme a pochissimi altri ingredienti, dato che il polpo è già molto saporito di suo. In molte ricette moderne si trovano tra gli ingredienti del polpo alla Luciana capperi, prezzemolo e olive, in realtà la ricetta tradizionale era molto più umile, composta solo da polpo, pomodoro, aglio e olio.

Questa mia è la versione base, sta poi a voi arricchirla a piacere. Le dosi che vi riporto sarebbero per 8 persone anche  se su questo la mia progenie dissente, pare sia sufficiente giusto per 6 commensali, mi saprete dire 😉

2 kg di polpo (i miei erano 3 di circa 600 gr. l’uno)
2 latte di pomodori pelati da 480 gr. l’una
3 spicchi d’aglio
Un bel mazzetto di prezzemolo
Peperoncino a piacere
½ bicchiere scarso di olio extra vergine di oliva

Pulire i polpi, sciacquarli e metterli in una casseruola capiente insieme a tutti gli ingredienti.

Avvolgere un foglio di carta da forno leggermente inumidita con lo spago attorno alla casseruola e chiudere il tutto con il coperchio, accendere la fiamma a fuoco medio. La carta da forno farà sì che la cottura sia come al vapore, impedirà cioè al calore e al vapore di fuoriuscire e renderà il polpo più morbido. Fare molta attenzione a che non venga lambita dalla fiamma prendendo fuoco.

Quando si inizia a sentire il rumore tipico dello sfrigolamento dell’olio, cioè quando inizia il bollore, abbassare la fiamma e continuare la cottura sempre con il coperchio.

Per la cottura del polpo rispettare sempre questa proporzione: 40 minuti ogni 600 gr. di polpo.

A fine cottura aprire il coperchio e verificare che il sugo si sia rappreso bene, se è abbondante tenere da parte il polpo tagliandolo con l’aiuto delle forbici, e continuare la cottura del sugo fino a renderlo più denso. Rimettere il polpo nel sugo e servire tiepido accompagnato da fette di pane fresco o tostato.

Il piatto può essere gustato anche il giorno dopo, si insaporirà maggiormente e, se il sugo avanza, è un ottimo condimento per la pasta.

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