Sbriciolata salata all’olio cotta nella friggitrice ad aria

ATTENZIONE! Niente paura, se non avete la friggitrice ad aria la ricetta si può fare ugualmente e vi spiego come.

Premesso questo eccomi con una novità, la friggitrice ad aria appunto; frutto di un inaspettato regalo, mi sto cimentando anche con questo metodo di cottura. Chiaramente la prima prova sono state le tanto amate patatine fritte, a cui hanno fatto seguito i dolci per carnevale ed ora una torta salata con frolla all’olio semplice e gustosa.

La bontà della friggitrice ad aria risiede nella possibilità di cuocere praticamente senza olio ottenendo dei “fritti” leggeri ma al tempo stesso gustosi. La possibilità poi di utilizzarla come forno iperventilato abbatte i tempi di riscaldamento e cottura rispetto ad un forno normale. Non mi soffermo ulteriormente sull’argomento, in rete potete trovare qualsiasi informazione riteniate utile, per questo passo a spiegarvi la ricetta.

Per uno stampo di 20 cm di diametro:

250 gr farina 0
170 ml di olio EVO
1/2 bicchiere di acqua fredda
1 cucchiaino raso di sale
150 gr di biete o coste cotte
1 piccolo scalogno
70 gr di formaggio spalmabile tipo quark
1 cucchiaio di curcuma
1 pizzico di sale

Preparare la frolla all’olio mescolando farina, olio, acqua e sale. Con le dita creare grosse briciole e lavorarle per un paio di minuti cercando di compattarle il più possibile. Avvolgere l’impasto, che non sarà completamente aggregato, nella pellicola e tenere in frigo per almeno un’ora.

Nel frattempo in una padella antiaderente versare la verdura tritata, insaporirla con uno scalogno anche questo tritato finemente, la curcuma, il sale. Aggiungere poca acqua e cuocere 5/7 minuti, lasciare intiepidire.

In una terrina amalgamare la verdura con l’uovo ed il formaggio spalmabile, aggiustare di sale.

Riprendere la frolla ed usarne 3/4 per foderare il fondo dello stampo, compattare bene con le mani la pasta e creare una base con un piccolo bordo tutto intorno. Versare il composto di verdura, stenderlo uniformemente con un cucchiaio e ricoprirlo con la restante frolla sbriciolata, fatela cadere con le mani e premetela sul ripieno delicatamente con il palmo.

Scaldare la friggitrice ad aria per 2 minuti a 180°, inserire la torta e cuocere per 20 minuti a 175°, controllate quasi a fine cottura che sia dorata, nel caso proseguite ancora per 3 minuti.

Se usate il forno tradizionale cuocete a 190° per 35/40 minuti.

Ossobuco con gremolada e risotto giallo

Il piatto di oggi è decisamente sontuoso e molto milanese: l’ossobuco con la gremolata, servito tipicamente col risotto allo zafferano.

Era la pietanza domenicale delle famiglie borghesi citata già alla fine dell’ottocento da Pellegrino Artusi; oggi è uno dei dieci piatti di Milano riconosciuti De.Co. (Denominazione Comunale).

L’ òss bus con la gremolà (in lingua meneghina) accompagnato dal risotto, diviene un piatto completo da gustare con un bel bicchiere di vino rosso, io ho scelto una Bonarda dell’Oltrepò pavese ed in fondo alla ricetta vi spiego il perchè.

Per 4 porzioni

4 ossibuchi di vitello (circa 300 gr l’uno)
1 cipolla media
1 carota piccola
1 costa di sedano
1 pomodoro piccolo e maturo
1 spicchio d’aglio
1 acciuga
1 ciuffo di prezzemolo
Buccia grattugiata di 1 limone bio
Farina
1 bicchiere di vino bianco
secco
3 dl di brodo vegetale
70 gr di burro
sale

per preparare il risotto cliccate qui: Risotto alla milanese

Togliere il grasso alla carne ed inciderla (così in cottura non si arriccia), salarla ed infarinarla. In un tegame sciogliere metà del burro in dotazione e farvi rosolare cipolla, carota e sedano tritati finemente. Quando le verdure sono pronte, toglierle e tenerle da parte. Nella stessa padella ora adagiarvi la carne e rosolarla col resto del burro, aggiungere le verdure e sfumare il tutto con il vino. Far evaporar bene, aggiungere il brodo caldo, il pomodoro tritato e cuocere per circa 90 minuti a fuoco dolce e col coperchio. Girare la carne ogni tanto e se necessario aggiungere altro brodo.

Nel frattempo preparare la gremolada: tritare il prezzemolo con aglio e acciuga. Al trito ottenuto aggiungere la buccia grattugiata del limone.

Preparate il risotto allo zafferano; a cottura ultimata della carne, togliere dalla padella gli ossibuchi (tenerli in caldo), nel fondo di cottura versare la gremolada e mescolare bene per un minuto.

Impiattare il risotto con sopra l’ossobuco ed il suo intingolo, c’è chi lo preferisce messo a lato ma deve essere comunque servito nello stesso piatto.

Abbinamenti di-Vini

Trattandosi di un piatto strutturato e dai sapori intensi lo abbino ad una Bonarda dell’Oltrepò Pavese, vino giovane dal gusto fresco e ricco di polifenoli, in particolare il tannino la cui proprietà sgrassante contribuisce a pulire il palato. Da non confondere con quella piemontese, questo vino è ottenuto dalle uve Croatina, un vitigno a bacca nera conosciuto anche come Croata, Croattina, Crovattina/o, Crovettina, Uga del zio, Neretto, Uva Vermiglia, Nebbiolo di Gattinara e Bonarda di Rovescala.

Lasagne broccoli e salsiccia

Per questa ricetta mi sono lasciata guidare dalla Cucina Socratica e da quello che avevo nel frigorifero. Non si tratta di avanzi, ho solo unito tra loro una serie di alimenti che, in parte e separatamente, ho usato in altre preparazioni. Combinati insieme invece hanno contribuito alla creazione di queste saporite lasagne.

Inizio in questo modo il nuovo anno in cucina con un piatto che non è di riciclo ma che vuole tenere conto di quanto abbiamo senza dover per forza cercare altrove. Buon anno a tutti, che sia buono e ricco soprattutto di quanto di meglio possiamo trovare in noi.

E se vi piacciono le lasagne guardate anche queste: Lasagne salmone e robiola e Parmisagna- lasagna vegetariana

Dosi per 4 persone

250 gr di pasta fresca di lasagne
300 gr di broccoli
200 gr di salsiccia di maiale
1 l di besciamella – 1l di latte, 70 gr di burro, 70 gr di farina
Provolone grattugiato
Parmigiano reggiano grattugiato
sale

Pulire e lavare i broccoli, cuocerli a vapore.

In una padella antiaderente rosolare la salsiccia sbriciolata.

Preparare la besciamella: a fuoco dolce sciogliere il burro ed incorporare la farina setacciata pian piano in modo da non creare grumi. Cuocere la roux così ottenuta per 2/3 minuti. Allontanare dal fuoco un momento ed aggiungere il latte a filo sempre mescolando. Portare a bollore e quando la salsa si addensa cuocere per 6/7 minuti. La besciamella deve risultare molto morbida, nel caso aggiungete ancora un pò di latte.

In una pirofila sporcata di besciamella fare un primo strato con la pasta di lasagne, aggiungere la salsiccia ed i broccoli, ricoprire con la besciamella e completare con una spolverata di provolone e parmigiano mischiati insieme. Proseguire in quest’odine sino al completamento degli ingredienti.

Cuocere in forno caldo a 190° per 20 minuti, i primi 10 tenere coperta la pirofila con un foglio d’alluminio, i restanti 10 minuti lasciare che si crei una bella crosticina dorata.

Pillola socratica 🙂

Cardi e patate gratinati

Non so se definire questo piatto un contorno oppure un secondo o meglio ancora un piatto unico. Di sicuro attendo una anno intero per poterlo preparare, quando finalmente arrivano i cardi.

Parenti stretti dei carciofi, ricchi d’acqua, fibre e sali minerali, hanno un buon potere saziante unito ad un bassissimo apporto calorico. Le proprietà sono innumerevoli, vi invito a fare un giro in rete per scoprirle tutte.

Come per i carciofi le mani si anneriscono nel pulirli e, cosa importate, bisogna pazientemente togliere loro i filamenti che li renderebbero difficili da mangiare. Ma la resa ripaga di questi piccoli inconvenienti.

Io li preparo in teglia con formaggio e patate, un piatto sostanzioso, ricco di benefici e bontà.

1 cespo di cardi (circa 500 g al netto degli scarti)
1 limone

3 patate medie
sale
50 g di burro
Parmigiano reggiano
Pangrattato
1 bicchiere d’acqua

Pulire i cardi, togliere tutti i filamenti e tagliarli a pezzi di circa 3 cm. Lasciarli in acqua acidulata col limone per evitare che anneriscano.

Portare una pentola d’acqua ad ebollizione e cuocere i cardi, dopo averli scolati dalla precedente acqua, per 30 minuti.

A metà cottura aggiungere le patate sbucciate e tagliate a fette di 1/2 cm.

Scolare il tutto.

Accendere il forno ventilato a 180°.

Imburrare una teglia, cospargerla di pangrattato e fare un primo strato di patate, spolverare di parmigiano e pangrattato in proporzione 2 a 1, aggiungere qualche fiocchetto di burro.

Ripetere l’intera operazione con i cardi, ancora con le patate e completare con i cardi con un’ultima abbondante spolverata di parmigiano, pangrattato e fiocchetti di burro.

Irrorare la preparazione con un bicchiere di acqua, infornare per 30 minuti, l’acqua si deve assorbire e tutto essere ben gratinato.

Lasciare intiepidire leggermente prima di servire.

Poke

Alzi la mano chi non vorrebbe vivere alle Hawaii, splendide isole vulcaniche sperdute nell’Oceano Pacifico. Ricordo ancora le mille sensazioni che ho provato nel visitarle; è un pò come avere il mal d’Africa, c’è anche il mal d’Hawaii.

Splendido è il colpo d’occhio che si percepisce tra il nero della lava che si getta nel mare e contrasta con le innumerevoli sfumature di quest’ultimo, come a Big Island. Meraviglioso invece è passeggiare lungo la lunga lingua di sabbia calda e chiara di Maui. Ma è Oahu l’isola che mi riporta al post di oggi, meta ambita dai surfisti di tutto il mondo che sfidano onde imponenti sulla spiaggia di Sunset Beach a Haleiwa.

Sembra infatti che il Poke (si legge poh-kay e significa tagliare a pezzi) sia divenuto famoso in quanto equilibrato e salutare, ottimo per recuperare le energie spese durante le acrobazie tra le onde. Il tipo di condimento dei poke deriva dalla tradizione dei pescatori hawaiani che lo preparavano con gli scarti del loro pescato per consumarlo come spuntino, i condimenti successivamente sono stati influenzati dalla cucina giapponese, sarà per questo che a volte viene servito con le bacchette che alle Hawaii non si usano.

Questa è la mia versione, le dosi sono per 4 persone:

170 g di riso integrale
1 avocado
1 mela
200 g di salmone o altro pesce freschissimo a scelta
sale hawaiano (se non lo avete usate pure quello normale)
semi a piacere (sesamo, chia, lino)
olio di semi (oppure olio si sesamo)
salsa di soia
1 lime

Cuocere il riso integrale in acqua salata.

Nel frattempo tagliare a tocchetti tutti gli ingredienti separatamente, irrorare di limone l’avocado e la mela, insaporire il pesce con la salsa di soia.

A cottura del riso, scolarlo e farlo raffreddare, aggiungere i semi e condirlo con l’olio.

Preparate quattro ciotole e disponete in ognuna di esse separatamente gli ingredienti preparati.

Aloha!

Tris di cereali alla curcuma

Ripartiamo di slancio con una terrina di cereali e verdure profumate alla curcuma, un mix di alleati per il nostro benessere.

Avena, Farro e Orzo sono i cereali che ho utilizzato: il primo è ottimo per placare la fame, il secondo ha un buon valore proteico mentre il terzo è un buon rimineralizzante. Il tutto condito con broccoli e pomodorini, ricchi di vitamine, e la curcuma che si caratterizza anche come buon antinfiammatorio naturale e aiuta a rafforzare il sistema immunitario.

Un piatto unico versatile e ottimo gustato sia caldo che a temperatura ambiente, consentendoci così di prepararlo per tempo.

Dosi per due porzioni

45 gr di avena decorticata
45 gr di farro
45 gr di orzo
6 pomodorini
4/5 cimette di broccoli
1 cucchiaino di curcuma
3 cucchiaini di olio extravergine d’oliva

Sciacquare bene i cereali e cuocerli in acqua leggermente salata, i tempi di cottura sono generalmente riportati sulle confezioni e variano di poco (35/40 min), motivo per cui io li cuocio insieme.

Nel frattempo lavare le cimette di broccolo e cuocerle a vapore, lavare e tagliare in quattro i pomodorini.

In una padella far scaldare l’olio, aggiungere la curcuma che deve tostare un minuto, di seguito versare i broccoli ed i pomodorini, da ultimo i cereali scolati.

Aggiustare di sale e spadellare, il piatto è servito.

Pillola socratica 😉

Frittata di salicornia

E’ tempo di salicornia, chiamata anche asparago di mare, salicot, finocchio di mare o fagiolo di mare. Tanti nomi per una pianta erbacea che cresce spontanea lungo i litorali, nelle paludi salmastre e vanta innumerevoli proprietà benefiche. Infatti è ricca di sali minerali e vitamine, soprattutto di iodio, ha proprietà depurative e rinfrescanti, è ricca d’acqua e dal gusto salato e leggermente amarognolo.

Si raccoglie da maggio ed in commercio la si trova, anche se non facilmente, sino a fine agosto. Si accompagna al pesce, soprattutto crostacei, e può essere consumata sia cruda che cotta, condita in insalata oppure conservata sott’aceto. Ottima nella frittata con l’aggiunta di un pò di formaggio e senza la necessità di aggiungere sale.

Unico accorgimento una volta lessata, dai rametti più grossi va levato il filo interno io ne ho lasciati un paio appositamente per farveli vedere nella foto, sono semplicemente da sfilare.

150 gr. di salicornia
4 uova
50 gr di parmigiano reggiano
1 noce di burro

Lavare la salicornia molto bene e lasciarla in ammollo qualche minuto.

In una pentola di acqua in ebollizione, tuffare la verdura e cuocere per cinque minuti. Scolare, far raffreddare, togliere eventuali filamenti molto grossi.

In una ciotola sbattere le uova con il formaggio, aggiungere la salicornia.

Sciogliere il burro in una padella antiaderente, versare il composto e lasciare rapprendere per qualche minuto fino a che non si è formata la crosticina di sotto. Con l’aiuto di un coperchio o un piatto rigirare la frittata e terminare la cottura.

Pillola socratica 😉

foto tratta dal web

Pitta di patate

La pitta di patate è una torta salata rustica salentina, tipica della provincia di Lecce. Deliziosa da consumare tiepida, meglio ancora se lasciata raffreddare per compattare ed amalgamare i sapori dei diversi ingredienti, e servita come piatto unico oppure in un buffet.

Il suo nome pare sia dovuto al fatto che in origine la torta venisse pittata, cioè decorata.

Nei miei ricordi la pitta è legata indissolubilmente alle giornate trascorse al mare, tra bagni rinfrescanti e momenti di riposo sotto una profumata pineta. Ma con l’inizio della stagione calda, ovunque mi trovi, è questo uno dei piatti che preparo volentieri.

1 kg di patate
olio
formaggio grattato saporito (facoltativo)
pangrattato

Per il ripieno:
200 gr di cipolle
300 gr di pomodorini
capperi
olive nere piccole denocciolate
origano

sale
olio extra vergine d’oliva

Pelare, tagliare a tocchetti le patate e cuocerle nel microonde, in alternativa lessarle come da tradizione. Schiacciarle con una forchetta o l’apposito attrezzo e condirle con sale e olio. Deve risultare un impasto setoso e morbido.

In una padella antiaderente versare quattro cucchiai di olio e far appassire le cipolle tagliate a metà e poi a fettine sottili, aggiungere i pomodorini tagliati in quattro, una bella manciata di capperi dissalati, olive a piacere e una generosa spolverata di origano. Salare e cuocere per una decina di minuti, fare intiepidire.

In una tortiera apribile, unta di olio e spolverata di pangrattato, fare una base con metà impasto di patate e foderare anche i bordi, versare il condimento, livellarlo bene e ricoprire il tutto con il resto delle patate.

Con i rebbi di una forchetta praticare delle leggere incisioni circolari come decoro, spolverare di pangrattato e formaggio, completare con un giro d’olio.

Cuocere in forno a 180° per mezz’ora.

Ricette in quarantena

I giorni di esilio casalingo non sono finiti, dobbiamo continuare a resistere e non lasciarci andare mai. Solo così ne usciremo vincenti e mi auguro molto più consapevoli.

Sui social impazzano ricette e preparazioni di tutti i tipi ed il lievito di birra è diventato più ricercato dell’oro al tempo del Klondike. A questo proposito colgo l’occasione per dirvi che la birra magari bevetevela, il lievito non si può riprodurre a meno di non averne un pezzettino per fare la pasta da riporto. Se volete provate con la pasta madre.

Ho pensato di lasciarvi i link di una selezione di ricette che ho pubblicato nel tempo e che possono esservi d’aiuto nella preparazione quotidiana dei pasti. Tenuto conto che mai come adesso la Cucina socratica è la prima fonte d’ispirazione.

Ed ora cliccate sulle foto per leggere le ricette oppure i link sottostanti e, se non vi bastano queste proposte, continuate a curiosare sul blog per chiave di ricerca o selezionando una categoria. Ricordate anche che potete mandarmi le foto dei piatti che proverete a fare, le ritroverete qui.

Torneremo ad abbracciarci 😀

Facciamo il pane e non solo: Oggi faccio il panePanini al latte‘Mpille salentineCantucci salati (senza lievito) – Tarallini pugliesi (senza lievito) – Calzoni di pasta matta (senza lievito)

Oggi pasta: Sugo ai carciofi Pasta e fagioliOrecchiette con cime di rapaSpaghetti alle vongole

Voglia di risotto: Riso integraleRisotto pere e taleggioRisotto rossoRisotto alla milanese

Carne, pesce e formaggio homemade: Padellata di salsiccia e..Fagottini di tacchinoPolpettine speziateInsalata di polpoOrate al fornoInvoltini di sogliolaLabneh

Le verdure: Torta girasole di verdureFagiolini a mazzetti…Crostata di cavolfioreVerdure al fornoInsalata pantescaPanzanella prêt-à-porter

Finiamo in dolcezza: Dolcetti di mandorleTorta all’acquaBensonePouding ChômeurBiscotti al latte condensatoBanana bread

Il mio cloud egg per il Club del 27


Ripartiamo da zero, in un tempo irreale sospeso e appeso nello stesso istante, dove la fantasia si accompagna al ricordo e la mente è libera di volare mentre il corpo può farlo solo in spazi ristretti. Allora che fare se non fermarsi e cercare di riprendere le fila di una vita che sembrava onnipotente su tutto, sembrava però. Ora siamo qui ad aspettare di ricominciare da zero, o quasi… non ci sono alternative.

La cucina, in tutto ciò, diventa utile, ci aiuta anche lei a superare questo momento. Mai come ora è importante una corretta alimentazione, si prenda uno spazio anche chi non l’ha mai fatto. La manualità, la fantasia di utilizzare quello che si ha sottomano, il momento di concentrazione nel fare una cosa diversa che porta via i retropensieri inchiodati sul presente.

Ma in tutto ciò si riparte da zero, e per questo oggi per il Club del 27 ho preparato un uovo.

Una preparazione basica, tratta dal libro “The perfect Egg” di T. Fischer e J. Park; un modo diverso di preparare un occhio di bue.


1 uovo
1 cucchiaio di parmigiano reggiano grattugiato
1 pizzico di sale aromatizzato con fiori eduli essiccati


Preriscaldate il forno a 170°C. 

Separare la chiara dal tuorlo delicatamente, per non rompere il cuore giallo. Montare l’albume a neve ferma, unire il parmigiano ed il sale con una spatola, facendo attenzione a non smontare la chiara.

Con un cucchiaio disporre l’albume in una teglia rivestita di carta forno, io ho usato una piccola pirofila di ceramica leggermente imburrata. Creare al centro un avvallamento dove depositare il tuorlo.

Cuocere per 7/10 minuti, scegliete voi se volete un cuore ben cotto o leggermente cremoso.

There is a big blue sky waiting just behind the clouds (C’è un grande cielo blu che aspetta dietro le nuvole)