Golden syrup – Sciroppo d’oro

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è golden-syrup.jpg

Formulato da due fratelli chimici, Charles e John Joseph Eastick, presso la raffineria Abram Lyle & Sons a Plaistow nei pressi di Londra, il Lyle’s Golden Syrup è stato messo in vendita per la prima volta nel 1885, ottenendo nel 2006 il Guinness World Records per avere il marchio e il packaging più antichi al mondo.

Il golden syrup o sciroppo d’oro è quindi tipicamente britannico ma molto diffuso in America. La sua consistenza è simile a quella del miele, solo un pò più liquida, e varia di sapore a seconda del tipo di zucchero che viene usato. Generalmente si usa lo zucchero bianco raffinato, ma nulla vieta l’utilizzo di quello di canna integrale.

In questi ultimi anni è facile trovarlo in commercio anche da noi, sui pancake è largamente utilizzato, ma è ancora più facile prepararlo in casa, avrà un sapore decisamente più autentico.

Nato come alternativa economica allo zucchero, al miele e allo
sciroppo d’acero, per i loro costi più elevati, è uno sciroppo ideale in molte preparazione dolciarie per la sua capacità di renderle più morbide migliorandone anche il gusto. Inoltre è una buona alternativa allo zucchero nelle bevande o come sostituto del miele.

50 g di zucchero
12 ml di acqua
250 g di zucchero
150 ml di acqua bollente
12 ml di succo di limone

In un pentolino con il fondo spesso, mettere 50 g di zucchero e 12 ml di acqua; mescolare subito per farli amalgamare e cuocere a fuoco medio-alto finché si formerà il caramello. NON mescolare con il cucchiaio, muovere il pentolino; occorreranno circa 4/5 minuti.

Quando il caramello avrà un colore dorato scuro, aggiungere il limone, 125 ml di acqua bollente e 250 g di zucchero.

Mescolare, portare ad ebollizione e cuocere a fiamma bassa per almeno 30 minuti.

Pian piano lo sciroppo comincerà ad addensarsi, quando avrà raggiunto la consistenza del miele sarà pronto. Nel caso diventasse troppo duro, bollire dell’acqua e aggiungerla allo sciroppo.

Fate attenzione alla temperatura che deve attestarsi tra i 110° e i 115°, in mancanza di un termometro per dolci è necessario controllarne la consistenza che deve essere più liquida del miele.

Versatelo ancora caldo in vasetti di vetro sterilizzati e quando saranno raffreddati conservarli in frigo, durano più di 3 mesi.

Prima di consumare il Golden syrup attendete almeno un giorno, sarà perfetto!

Annunci

Tortine pasquali di ricotta, spinaci e uova di quaglia

Per le prossime festività pasquali propongo tante piccole torte verdi da servire come antipasto. La ricetta è semplice e collaudata, l’idea in più è l’uovo di quaglia dalle dimensioni perfette per queste monoporzioni.

Se riuscite preparate anche la pasta sfoglia classica, altrimenti prendetela già pronta. Le dosi si riferiscono a 12 cestini:

2 confezioni di pasta sfoglia rettangolare
800 g di spinaci ed erbette
250 g di ricotta di capra
50 g di parmigiano reggiano
12 uova di quaglia
1 rosso d’uovo
sale
olio

Lavare, sbollentare e far raffreddare le verdure, strizzarle molto bene ed infine tritarle. Farle insaporire in una padella unta con un cucchiaio di olio, il parmigiano reggiano ed una presa di sale.

Cuocere le uova di quaglia, raffreddarle e sgusciarle.

In una ciotola amalgamare insieme le verdure intiepidite con la ricotta.

Stendere le sfoglie, con una tazza ed un bicchiere tagliare 12 cerchi grandi e 12 piccoli. Con i grandi foderare dei cestini monoporzione di alluminio precedentemente imburrati ed infarinati.

Prelevare due cucchiai di composto di verdure e formaggio per riempire ogni cestino, porre al centro di ciascuno un uovo di quaglia.

Chiudere con i cerchi piccoli, sigillare bene i bordi e fare un buchetto al centro, servirà da sfiato, decorare con un piccolo cordoncino di pasta avanzata.

Spennellare con il tuorlo la superficie dei cestini.

Accendere il forno ventilato a 170° ed infornare per mezz’ora circa, come sempre regolatevi con il vostro forno.


Auguro a tutti di trascorrere liete giornate in felice compagnia e tanto affetto.

Cuciniamo con i bambini – Palline di ricotta Tomasoni

Il Caseificio Tomasoni di Breda di Piave (Tv) da 60 anni è punto di riferimento per la produzione artigianale di formaggi freschi e stracchini, utilizzando esclusivamente latte italiano al 100% proveniente dagli allevamenti veneti.

Anche quest’anno ho il piacere di poter partecipare al contest che vede questi gustosi prodotti caseari protagonisti. La sfida lanciata è: #primi1000giorniTomasonicontest !

L’obiettivo è quello di fare cultura sull’utilizzo dei formaggi freschi nell’alimentazione della prima infanzia, l’importanza dell’apporto nutrizionale dei formaggi nei primi mesi di vita, dallo svezzamento fino ai 3/4 anni: appunto i primi 1000 giorni!

Per questo ho scelto di utilizzare la morbida e delicata ricotta, un soffio di latte nel vero senso della parola. Una volta deciso il formaggio è necessario avere anche un valido aiutante la cui età deve variare dai 0 ai 1000 giorni 😉 che ci aiuti a preparare tante piccole palline colorate.

Per questo ho preparato una tavolozza di colori e con un piccolo aiuto è nata una simpatica idea tutta da mangiare.

1 confezione da 100 g di Soffio di latte Tomasoni
1 carota
1 manciata di mais cotto a vapore
1 manciata di pisellini cotti a vapore
1 manciata di pomodorini tagliati a cubetti (concassé)
sale
olio Evo

Per prima cosa lessare a vapore separatamente il mais ed i pisellini.
Nel frattempo raschiare e lavare la carota, tagliarla a metà e poi a bastoncini.
Lavare i pomodorini, tagliarli in due per togliere loro i semini e ridurli a quadrettini, fare una concassè in pratica.
Quando tutti le verdure sono pronte condirle separatamente con poco olio extravergine ed un pizzico di sale; lasciarle insaporire per una decina di minuti.
Dividere la ricotta in tre parti ed amalgamarne una parte con il mais, l’altra con i pisellini, l’ultima con i coriandoli di pomodorini.
E’ ora il momento di giocare con i vostri bambini che dovranno aiutarvi a fare le palline colorate da disporre sul tagliere dove avranno creato con i bastoncini di carota, e la loro fantasia, tanti spazi adatti a contenerle.


Buon Compleanno Club del 27 con la mia Lentil-chard soup

Tanti auguri a te! Tanti auguri a noi!

Tanti auguri al mitico Club del 27, si festeggiano due anni di ricette che hanno fatto fare a tutti noi (e voi) il giro del mondo. Splendida occasione pensare di riproporle recuperando quelle che ci siamo persi pur accompagnandoci sin qui. Queste sono le mie “vecchie” proposte, di seguito una ricetta comfort food che invece mi mancava. Le giornate si stanno allungando e riscaldando ma qualche serata ancora fresca c’è, occasione ideale per preparare una zuppa profumata e gustosa, ideale anche tiepida.

La ricetta originale tratta dal libro Wonder Pot della Better Homes and Garden la trovate in fondo, questa è la mia versione:

4 tazze di bietole
350 g di dote (carote, cipolle, sedano)
1 litro di brodo vegetale
230 g di lenticchie lessate
4 fette di funghi porcini essiccati
100 g di prosciutto cotto a dadini
2 spicchi di aglio
olio Evo
pane tostato

Preparare il brodo vegetale.

Mettere in ammollo i funghi in una tazza di acqua calda per mezz’ora, sciacquarli e tagliarli a tocchetti.

Pulire, lavare le bietole e tagliarle grossolanamente.

Preparare il mix di verdure tritate (si definisce dote il classico trito da soffritto).

Tagliare a dadini il prosciutto cotto.

In un tegame alto versare il mix di verdure, le bietole, le lenticchie, i funghi , uno spicchio di aglio ed il prosciutto cotto a dadini. Ricoprire di brodo, portare ad ebollizione, ridurre la fiamma e cuocere per circa 30 minuti o sino a quando tutte le verdure saranno arrivate a cottura.

Accendere il forno a 200° e tostare delle fette di pane che andranno strofinate con lo spicchio di aglio rimasto.

Servire la zuppa calda accompagnata con le fette di pane.

Un grazie sentito ad Alessandra, Ilaria e Mai; portatrici sane di idee, lavoro e passione.

4 cups coarsely chopped Swiss char

 1 32-oz. box reduced-sodium chicken broth

1 14-oz. pkg. frozen mirepoix (carrots, celery, and onion) or one 16-oz. pkg. frozen stew vegetables

1 9-oz. pkg. refrigerated steamed lentils

1¾ cups water

1½ cups diced cooked ham

1 tsp. dried Italian seasoning, crushed

Baguette garlic toasts* (optional)

Finely shredded Parmesan cheese (optional)

1. In a 4-qt. pot combine first seven ingredients (through Italian seasoning). Bring to boiling; reduce heat. Simmer 15 minutes or until vegetables are tender, stirring occasionally.
2. If desired, serve with baguette garlic toasts and Parmesan cheese.
PER SERVING: 155 cal., 3 g fat (1 g sat. fat), 20 mg chol., 950 mg sodium, 19 g carb., 5 g fiber, 4 g sugars, 13 g pro.
*TIP: For garlic toasts, toast slices of baguette-style French bread in a 375°F oven until golden. While warm, rub with a halved garlic clove.

Caramelized fennel & heritage carrots with fresh oranges & lemony herb dressing per il Club del 27

Tranquilli, è più lungo il titolo della preparazione ed il risultato è strepitoso.

Questo mese per il Club del 27 parliamo di Sheet Pan Recipes ovvero ricette di piatti basati su ingredienti cotti tutti insieme dentro una classica teglia da forno rettangolare con i bordi alti. Si mescolano gli ingredienti e via in cottura.

Ho scelto questo contorno profumato e sfizioso perchè mi piacciono i sapori agrodolci, inoltre non avevo mai utilizzato le carote viola. Come certo saprete sono le antenate delle nostre carote, furono poi gli olandesi, in onore della loro dinastia degli Orange, per mezzo di una serie di incroci, a cambiarne il colore in arancio.

Questa è la ricetta come l’ho interpretata io, a partire dall’emulsione alleggerita sino alla temperatura del forno leggermente più bassa per non carbonizzare le verdure. In fondo trovate la versione originale in inglese.

2 finocchi
3 grosse carote viola
4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
succo di 1 limone
2 cucchiaini da caffè rasi di zucchero semolato
2 arance
sale

per il condimento

4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
scorza e succo di 1 limone
una generosa manciata di erbe miste tritate (prezzemolo, coriandolo, aneto, erba cipollina, ecc.)

Preriscaldare il forno a 180 °.

Pulire e tagliare i finocchi a metà e ciascuna metà in tre o quattro fette e disporli su una teglia. Raschiare, lavare e tagliare le carote in quarti lungo la loro lunghezza, interporli nella teglia ai finocchi. Irrorare con olio e succo di limone, spolverizzare il tutto con lo zucchero.

Cuocere per 20 minuti circa, sino a quando le verdure sono morbide e leggermente colorate ai bordi.

Nel frattempo sbucciare le arance e tagliarle a fette sottili, fare un trito di erbe aromatiche. Emulsionare l’olio con il succo di limone, la sua buccia grattugiata ed il sale.

A cottura ultimata togliere la teglia dal forno, trasferire su un piatto da portata e rifinire con le fette d’arancia, irrorare con la salsa al limone e completare con il trito di erbe.

—————————–

Warm, caramelized fennel and colourful Heritage carrots make magnificent bedfellows to thin slices of fresh juicy oranges. Don’t skimp on the herbs.

2 bulbs Florence
600 g/21 oz. Heritage carrots
4–5 tbsp olive oil
juice of 1 lemon
2 tsp caster/granulated sugar
4 juicy oranges
sea salt and freshly ground black pepper
for the dressing
100 ml/⅓ cup plus 1 tbsp olive oil
zest and juice of 1 lemon
1 tsp caster/granulated sugar
a large handful of chopped mixed herbs (parsley, coriander/cilantro, dill, chives, etc.)

Preheat the oven to 190˚C (375˚F) Gas 5. Trim the fennel bulbs, and then cut them in half, from root to tip. Cut each half into three or four wedges. Arrange over a sheet pan. Cut the carrots in half or into quarters along their length, depending on the size of the carrots.

Arrange them over the pan with the fennel wedges. Drizzle over the oil and lemon juice and scatter over the sugar. Roast for about 25–30 minutes, until the vegetables are soft and slightly charred at the edges.

In the meantime, top, tail and peel the oranges and cut into thin slices.

Mix the oil, lemon juice and sugar together for the dressing, and squeeze in any juice from the end pieces of orange peel. Season with a little salt and black pepper.

Remove the pan from the oven and transfer everything to a platter.

Drizzle over the lemon dressing, scatter with the herbs, and serve.

Crostata di cavolfiore, carote e formaggio

Per il Calendario del cibo italiano è la giornata dei cavoli e delle crucifere, ottima occasione per preparare una crostata del cavolo!

Mi piacciono molto le torte salate, sono facili da preparare e sempre belle da vedere. Questa di oggi sembra una crostata dolce, ma non lo è.
Va benissimo per un buffet, una cena, e si può preparare in anticipo. Non so voi ma io adoro mangiarne una fetta appena tolta fuori dal frigo.

L’abbinamento cavolfiore e carote si presta bene alla sapidità del formaggio, l’aggiunta del Tabasco conferisce al tutto uno sprint in più.

Per 6 persone

per la pasta
150 g farina 0
70 g burro
1 tuorlo
1 pizzico di sale

per il ripieno
300 g di cavolfiore
150 g di carote
3 cucchiai di formaggio grana grattugiato
2 uova
2 dl di latte o panna
poche gocce di Tabasco
sale

per la tortiera
20 g burro
20 g farina

Setacciare la farina con il sale sulla spianatoia, porre al centro il burro a pezzetti, il tuorlo e 2 cucchiai di acqua fredda. Impastare rapidamente per non scaldare troppo la pasta. Avvolgere il panetto ottenuto nella pellicola trasparente e riporlo in frigo, nella parte meno fredda, per 30 minuti almeno.

Dividere in cimette il cavolfiore, lavarle e cuocerle al dente in pochissima acqua salata, scolarle e tritarle grossolanamente. Pulire e tagliare a julienne le carote, lessarle per 10 minuti in acqua salata e scolarle.

Stendere la pasta in una sfoglia sottile, con il mattarello, e rivestire una tortiera imburrata ed infarinata. Bucherellare il fondo con i rebbi di una forchetta.

Cospargervi sopra metà formaggio, aggiungere i cavolfiori e le carote mischiati insieme, completare con il restante formaggio.

Rompere le uova in una ciotola, aggiungere il sale, il latte (o la panna) e battere bene il tutto. Versare il composto sulle verdure, completare con qualche goccia di Tabasco.

Accendere il forno a 180° ed infornare per circa 40 minuti.

Sfornare la crostata e lasciarla riposare 10/15 minuti prima di servirla.

Minestra di pane sotto

La minestra di pane sotto è un piatto povero della tradizione ciociara, tipico del mondo contadino. Si racconta che venisse preparato per rifocillare i viandanti che si recavano in pellegrinaggio verso le mete sacre, nonché frutto di tradizioni legate al recupero degli alimenti, quali il pane raffermo, e all’utilizzo delle verdure di stagione.

La versione in origine pare prevedesse le cotenne, ma non è cosa certa, certo era il fare uso di ortaggi e legumi differenti a seconda della disponibilità nei diversi mesi dell’anno.

Non mi resta che augurarvi buon appetito e ringraziare le nostre meravigliose tradizioni culinarie, che rappresentano una ricchezza da preservare, custodire gelosamente e tramandare. 

Dosi per due/tre persone

10/15 fette di pane raffermo tagliate sottili 
300 g di cime di rapa 
1 carota
1 pomodoro maturo
1 costola di sedano
1 cipolla piccola
peperoncino
1 spicchio di aglio
150 g di fagioli borlotti lessati
un litro e mezzo di acqua
olio extra vergine d’oliva
sale
pecorino grattugiato (facoltativo)

Pulire le verdure, lavarle e tagliarle. In una casseruola, con poco olio, far appassire la cipolla tritata, a seguire il sedano, la carota e lo spicchio d’aglio.

Unire il pomodoro a pezzetti e la cima di rapa, versare sopra l’acqua calda, aggiustare di sale e cuocere per 45 minuti a recipiente coperto.  Aggiungere i fagioli, un pizzico di peperoncino e completare la cottura per altri 15 minuti.

Nelle fondine disporre uno strato di fette di pane, coprire con la minestra brodosa, dare un giro di olio e volendo cospargere di pecorino.

Prima di servire far riposare il tutto almeno 5/6 minuti, tenendo i piatti al caldo, il pane assorbirà gran parte del liquido e la minestra dovrà risultare quasi asciutta.

Norvegian Julekake

E’ scattato il conto alla rovescia per Natale, festa religiosa ma anche di tradizioni per eccellenza. Questa ricetta in particolare arriva dalla Norvegia, si tratta di un pane dolce che viene consumato  a colazione nei giorni di Natale e di Santo Stefano, la sua preparazione risale a tanto tanto tempo fa, c’è chi sostiene (credo con un filo di esagerazione) che sia tramandata dall’età del bronzo.

Questa ricetta in particolare, tradotta dalla raccolta Bake from Scratch, diviene da semplice pane dolce lievitato, una splendida ghirlanda, perfetta come centro tavola e tutta da mangiare. 

Non spaventatevi nel leggerne  ingredienti e preparazione, sembra complicata ed invece è semplicissima, vi farà fare un figurone pazzesco!!!

Inoltre se non volete preparare voi le scorzette candite, facili anche queste, potete acquistarle già pronte. Mentre l’impasto io lo preparo a mano ma nulla vieta l’uso di un robot da cucina. 

Per la brioche: 
180 ml di latte fresco intero 
100 g di zucchero 
60 g di burro morbido 
1 cucchiaino di sale 
120 ml di acqua tiepida 
6 g di lievito di birra disidratato 
2 uova grandi 
680 g di farina 00 
1 cucchiaino di cardamomo in polvere

Per il ripieno ai mirtilli rossi: 
170 g di mirtilli rossi disidratati 
70 g di zucchero semolato 
15 g di burro a cubetti 
½ cucchiaino di cardamomo in polvere 
½ cucchiaino di cannella in polvere

Per la scorza di limone candita (da preparare almeno il giorno prima): 
1 limone non trattato 
80 ml di acqua 
50 g di zucchero semolato

Per la glassa alla vaniglia: 
120 g di zucchero a velo setacciato 
60 ml di panna fresca 
1 cucchiaino di estratto di vaniglia 
½ cucchiaino di sale

Preparare le scorzette di limone candite:  pelare il limone avendo cura di togliere la parte bianca, tagliare la scorza a fettine di circa 2 cm di lunghezza. Far bollire in acqua per 15 minuti, scolare e sciacquare sotto l’acqua del rubinetto. Nella stessa casseruola, versare 150 g di zucchero con 180 ml di acqua. Portare a bollore, aggiungere le scorze e fare sobbollire dai 20 ai 30 minuti, fino a quando si saranno ammorbidite. Scolarle bene e stenderle su un foglio di carta da cucina, spolverarle con lo zucchero rimasto. Lasciarle a temperatura ambiente, da 1 a 2 giorni.

Preparare la brioche: scaldare a fiamma media il latte con lo zucchero, il burro e il sale fino al bollore, spegnere il fuoco e far intiepidire. Mescolare l’acqua tiepida con il lievito, aggiungere la miscela di latte e le uova, uno alla volta, sempre continuando a mescolare. Unire la farina con il cardamomo ed impastate dai 5 ai 7 minuti, fino all’incordatura. Ungere leggermente una terrina, mettervi l’impasto, sigillate con pellicola trasparente e lasciare lievitare fino al raddoppio (ci vorranno circa un paio d’ore).

Nel frattempo, preparare il ripieno ai mirtilli rossi. Versarli in una casseruola, aggiungere dell’acqua (deve coprirli per un dito) e portarli a bollore. Abbassare il fuoco e lasciare sobbollire per 20 minuti. Scolarli e tenere da parte 30 ml di liquido. Mescolare insieme ai mirtilli lo zucchero, le spezie ed il burro, ammorbidite il tutto con il liquido tenuto da parte.

Sgonfiare l’impasto lievitato della brioche sul piano di lavoro leggermente infarinato e stenderlo con il mattarello in un rettangolo di 30 x 60 cm circa. Spalmarlo con il ripieno di mirtilli rossi, lasciando circa 1 cm di bordo per lato e completare il ripieno con le scorze di limone candite.

Arrotolare il tutto, partendo dal lato lungo, e sigillare bene i bordi.

Trasferire il rotolo su una teglia rivestita di carta da forno e, con un coltello affilato, tagliatelo a metà per il lungo, lasciando attaccata solo una estremità. Tenendo la parte con il taglio rivolta verso l’alto, intrecciate le due parti e poi chiudete a ghirlanda, sigillando il punto di raccordo. Lasciate riposare per circa 30 minuti, coperto con un telo. Accendete il forno a 180° C in modalità statica. Infornare la ghirlanda e cuocere per 40 minuti circa.

Sfornare, raffreddare e glassare con la glassa alla vaniglia, preparata mescolando tutti gli ingredienti e utilizzandola immediatamente.

Da un’oasi di pace e relax al Labneh il passo è breve

Labneh.jpg

Qualche giorno fa, complice il bel tempo e la voglia di stare all’aria aperta, sono andata alla scoperta del Parco Spina Verde che affaccia sul lago di Como  e confina con la Svizzera. Tra natura e storia, si attraversano boschi rigogliosi passando da sentieri confinali sino ad arrivare alla Linea Cadorna, un sistema di trincee scavate durante la prima guerra mondiale, totalmente percorribili.

cof

Immersa nel verde c’è Cascina Rodiani, un luogo ideale dove fermarsi per una pausa rilassante. Tra momenti di totale relax, camminate tra i castagni ed un piacevole bagno nel loro laghetto naturale, giunti all’ora di ammirare il tramonto, Samuel e sua moglie hanno servito un ricco aperitivo con i loro prodotti e squisite selezioni del territorio. Tra questi, un formaggio allo yogurt di un produttore locale, di fatto il Labneh.

Si tratta di una preparazione diffusa in tutto il Medio Oriente, si può fare in casa, il procedimento è semplice ed il risultato assicurato; è sufficiente utilizzare uno yogurt intero, va benissimo anche di capra oppure quello greco.

preparazione

Potete fare un unico formaggio, io ho preferito tante piccole porzioni, come quelle nella foto d’apertura, così da poterle aromatizzare in modi diversi. Varia solo il tempo di scolo del siero, in ordine alla quantità di yogurt utilizzato.

1/2 kg di yogurt intero al naturale
1/2 cucchiaino raso di sale fino
Facoltativi: erba cipollina e paprika

Foderare un colino, va bene anche uno scolapasta, con della garza o tela di lino, appoggiarlo su un contenitore nel quale raccogliere il siero.

Aggiungere il sale allo yogurt e mescolare bene. A piacere aromatizzare con erba cipollina e paprika. Potete provare anche variazioni dolci, sbizzarritevi con la fantasia.

Versare il tutto nel colino e coprire con altra garza o tela, lasciare scolare per una 6/8 ore in un  luogo fresco e asciutto.

Io ho seguito il procedimento utilizzando 4 cucchiai alla volta di yogurt, usato un colino più piccolo e in 2/3 ore ho ottenuto una monoporzione.

Quando il formaggio è pronto, trasferirlo su un quadratino di carta forno, farà da base, e lasciarlo compattare un giorno in frigo.

 

 

Zucchine tonde ripiene di Jasmine rice

zucchine tonde ripiene

Le tonde, verdi e brillanti zucchine oltre che belle da vedere, diventano un simpatico contenitore dove racchiudere gusti e sapori sempre diversi. Si possono preparare per tempo, servirle calde con ripieni di carne oppure tiepide riempite di riso, io ho scelto la seconda variante.

Per questi ultimi giorni estivi ed una cena leggera ho utilizzato lo Jasmine rice, il riso al gelsomino, ma tranquilli non ha il sapore del fiore benchè sia più profumato e fragrante del comune riso. Una curiosità, il suo utilizzo nella dieta dei thailandesi è talmente significativo che il verbo “mangiare” si traduce nella loro lingua con “kin khao” che letteralmente significa “mangiare riso”.

4 zucchine tonde
150 g di Jasmine rice (riso thai)
10 pomodorini
1 piccola cipolla
70 g formaggio tipo quark
curcuma
sale
olio extra vergine d’oliva

Lavare le zucchine, tagliare l’estremità superiore che farà da cappellino e svuotarle della polpa utilizzando un cucchiaino. Cuocerle a vapore, oppure in poca acqua bollente salata a coperchio chiuso.  A cottura ultimata, ci vorranno circa 15 minuti, lasciarle intiepidire capovolte (con l’apertura su un tagliere) per eliminare l’eventuale acqua in eccesso.

Nel frattempo lessare il riso, ci sono due metodi, il primo è la classica cottura in acqua salata per 12 minuti circa e poi si scola bene. La seconda si effettua utilizzando la doppia quantità di acqua rispetto al riso, si lascia il tutto in un pentolino coperto a fuoco molto molto basso sino a quando il riso non avrà assorbito tutto il liquido, a quel punto sarà pronto.

Infine in una padella versare un cucchiaio d’olio, tritare la cipolla e farla appassire, aggiungere la polpa tritata delle zucchine ed i pomodorini tagliati a piccoli pezzi, salare.

A cottura ultimata, lasciare leggermente intiepidire, aggiungere il riso, il formaggio quark ed una generosa spolverata di curcuma.

Riprendere le zucchine, riempirle con il composto preparato e servirle.