Involtini di sogliola

Non sempre si ha voglia e tempo di cucinare, una ricetta veloce veloce è proprio quello che ci vuole.

I filetti di sogliola, anche quelli congelati, non sono adatti solo alla classica preparazione alla mugnaia, se si avvolgono intorno ad un ripieno tutto mediterraneo il gusto ci guadagna.

Il risultato? Provate e poi fatemi sapere 😉

400 g di filetti di sogliola
50 g di pomodori secchi
30 g di capperi dissalati
2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
1/2 cucchiaino raso di timo
1 cucchiaio di farina
succo di 1 limone
sale q.b.

In una ciotola riempita di acqua calda lasciare in ammollo i pomodori secchi per una mezz’ora, sciacquarli e strizzarli bene.

Preparare un trito con i pomodori, i capperi ed il timo.

Sul tagliere disporre i filetti si sogliola e cospargerli con il composto, arrotolarli stretti e fermarli con uno stuzzicadente.

Versare l’olio in una padella antiaderente, scaldarlo e disporvi gli involtini dopo averli cosparsi velocemente con la farina setacciata, aggiungere sul tutto il succo del limone e salare.

Cuocere a fuoco medio per qualche minuto, girandoli più volte.

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Tortine pasquali di ricotta, spinaci e uova di quaglia

Per le prossime festività pasquali propongo tante piccole torte verdi da servire come antipasto. La ricetta è semplice e collaudata, l’idea in più è l’uovo di quaglia dalle dimensioni perfette per queste monoporzioni.

Se riuscite preparate anche la pasta sfoglia classica, altrimenti prendetela già pronta. Le dosi si riferiscono a 12 cestini:

2 confezioni di pasta sfoglia rettangolare
800 g di spinaci ed erbette
250 g di ricotta di capra
50 g di parmigiano reggiano
12 uova di quaglia
1 rosso d’uovo
sale
olio

Lavare, sbollentare e far raffreddare le verdure, strizzarle molto bene ed infine tritarle. Farle insaporire in una padella unta con un cucchiaio di olio, il parmigiano reggiano ed una presa di sale.

Cuocere le uova di quaglia, raffreddarle e sgusciarle.

In una ciotola amalgamare insieme le verdure intiepidite con la ricotta.

Stendere le sfoglie, con una tazza ed un bicchiere tagliare 12 cerchi grandi e 12 piccoli. Con i grandi foderare dei cestini monoporzione di alluminio precedentemente imburrati ed infarinati.

Prelevare due cucchiai di composto di verdure e formaggio per riempire ogni cestino, porre al centro di ciascuno un uovo di quaglia.

Chiudere con i cerchi piccoli, sigillare bene i bordi e fare un buchetto al centro, servirà da sfiato, decorare con un piccolo cordoncino di pasta avanzata.

Spennellare con il tuorlo la superficie dei cestini.

Accendere il forno ventilato a 170° ed infornare per mezz’ora circa, come sempre regolatevi con il vostro forno.


Auguro a tutti di trascorrere liete giornate in felice compagnia e tanto affetto.

Cuciniamo con i bambini – Palline di ricotta Tomasoni

Il Caseificio Tomasoni di Breda di Piave (Tv) da 60 anni è punto di riferimento per la produzione artigianale di formaggi freschi e stracchini, utilizzando esclusivamente latte italiano al 100% proveniente dagli allevamenti veneti.

Anche quest’anno ho il piacere di poter partecipare al contest che vede questi gustosi prodotti caseari protagonisti. La sfida lanciata è: #primi1000giorniTomasonicontest !

L’obiettivo è quello di fare cultura sull’utilizzo dei formaggi freschi nell’alimentazione della prima infanzia, l’importanza dell’apporto nutrizionale dei formaggi nei primi mesi di vita, dallo svezzamento fino ai 3/4 anni: appunto i primi 1000 giorni!

Per questo ho scelto di utilizzare la morbida e delicata ricotta, un soffio di latte nel vero senso della parola. Una volta deciso il formaggio è necessario avere anche un valido aiutante la cui età deve variare dai 0 ai 1000 giorni 😉 che ci aiuti a preparare tante piccole palline colorate.

Per questo ho preparato una tavolozza di colori e con un piccolo aiuto è nata una simpatica idea tutta da mangiare.

1 confezione da 100 g di Soffio di latte Tomasoni
1 carota
1 manciata di mais cotto a vapore
1 manciata di pisellini cotti a vapore
1 manciata di pomodorini tagliati a cubetti (concassé)
sale
olio Evo

Per prima cosa lessare a vapore separatamente il mais ed i pisellini.
Nel frattempo raschiare e lavare la carota, tagliarla a metà e poi a bastoncini.
Lavare i pomodorini, tagliarli in due per togliere loro i semini e ridurli a quadrettini, fare una concassè in pratica.
Quando tutti le verdure sono pronte condirle separatamente con poco olio extravergine ed un pizzico di sale; lasciarle insaporire per una decina di minuti.
Dividere la ricotta in tre parti ed amalgamarne una parte con il mais, l’altra con i pisellini, l’ultima con i coriandoli di pomodorini.
E’ ora il momento di giocare con i vostri bambini che dovranno aiutarvi a fare le palline colorate da disporre sul tagliere dove avranno creato con i bastoncini di carota, e la loro fantasia, tanti spazi adatti a contenerle.


Crostata di cavolfiore, carote e formaggio

Per il Calendario del cibo italiano è la giornata dei cavoli e delle crucifere, ottima occasione per preparare una crostata del cavolo!

Mi piacciono molto le torte salate, sono facili da preparare e sempre belle da vedere. Questa di oggi sembra una crostata dolce, ma non lo è.
Va benissimo per un buffet, una cena, e si può preparare in anticipo. Non so voi ma io adoro mangiarne una fetta appena tolta fuori dal frigo.

L’abbinamento cavolfiore e carote si presta bene alla sapidità del formaggio, l’aggiunta del Tabasco conferisce al tutto uno sprint in più.

Per 6 persone

per la pasta
150 g farina 0
70 g burro
1 tuorlo
1 pizzico di sale

per il ripieno
300 g di cavolfiore
150 g di carote
3 cucchiai di formaggio grana grattugiato
2 uova
2 dl di latte o panna
poche gocce di Tabasco
sale

per la tortiera
20 g burro
20 g farina

Setacciare la farina con il sale sulla spianatoia, porre al centro il burro a pezzetti, il tuorlo e 2 cucchiai di acqua fredda. Impastare rapidamente per non scaldare troppo la pasta. Avvolgere il panetto ottenuto nella pellicola trasparente e riporlo in frigo, nella parte meno fredda, per 30 minuti almeno.

Dividere in cimette il cavolfiore, lavarle e cuocerle al dente in pochissima acqua salata, scolarle e tritarle grossolanamente. Pulire e tagliare a julienne le carote, lessarle per 10 minuti in acqua salata e scolarle.

Stendere la pasta in una sfoglia sottile, con il mattarello, e rivestire una tortiera imburrata ed infarinata. Bucherellare il fondo con i rebbi di una forchetta.

Cospargervi sopra metà formaggio, aggiungere i cavolfiori e le carote mischiati insieme, completare con il restante formaggio.

Rompere le uova in una ciotola, aggiungere il sale, il latte (o la panna) e battere bene il tutto. Versare il composto sulle verdure, completare con qualche goccia di Tabasco.

Accendere il forno a 180° ed infornare per circa 40 minuti.

Sfornare la crostata e lasciarla riposare 10/15 minuti prima di servirla.

Ricette estive

immagine4E’ tempo di vacanze, di ritmi più rallentati, di dolce far niente.

Rimane però un’attività inderogabile, è quella di mangiare, di alimentarci, di nutrirci, chiamatela come volete ma questo è. Per non lasciarvi da soli nell’impresa del “cosa preparo”, vi suggerisco qualche mia ricetta dal sapore estivo e vacanziero, già pubblicata, basta cliccare sul titolo per recuperarla.

Ma non fermatevi qui, curiosate liberamente tra le mie pagine e, nel frattempo, vi auguro BUONE VACANZE!!!

Qualche sfizio:

Antipasti Tomasoni     Cicchetti alternativi con i formaggi Tomasoni

immagine-2     Cartoni a tavola ovvero le Tapas, i Pinchos ed i Montaditos

1     Il mio Dakos (frisella cretese) per il Club del 27

immagine-1       Tozzetti salati ai pinoli

Mangiamo all’aria aperta:

2       Parmigiana di melanzane

Immagine      Terrina di miglio e verdure in gelatina

immagine-1        Torta girasole di verdure

111        Panzanella prêt-à-porter

Pesce mon amour:

Immagine        Calamari ripieni

immagine-1       Polpo alla Luciana

OK       Spaghettoni al sugo di scampi, pomodorini caramellati e pistacchio di Bronte

E’ tempo di un dolcetto:

Immagine2       Bensone alla confettura di lamponi

1       Dolcetti di mandorle

Cosmopolitan firma      Pancakes con confettura di mirtilli Cosmopolitan

…e per finire:

Immagine      Bevanda Zenzero & Limone

liquirizia      Liquore alla liquirizia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il mio Open sandwich per il Club del 27

open sandwich

Gli Open sandwiches sono i protagonisti questo mese del Club del 27.

Si basano sul concetto dello Smørrebrød, il tipico buffet dei paesi nordici dove si servono gli Smörgåsbord (se siete curiosi leggete qui cosa ha scritto Ilaria in proposito), preparati e serviti sia caldi che freddi nelle occasioni particolari.

Queste tartine preparate con fette di pane di segale, il rye bread, spalmate di burro, vengono farcite in mille modi diversi spaziando dal salato al dolce.

La proposta della sottoscritta, ottima in tutte le occasioni, si può definire un everyday.

Pomodori, uova e fiocchi di latte

4 fette di pane di segale
burro salato
2 pomodori grandi
2 uova bollite
4 cucchiai di fiocchi di latte
2 cucchiai di crescione, io ho utilizzato l’insalata songino
sale

Immagine

Sul piano di lavoro disporre le fette di pane, possibilmente tutte della stessa dimensione, e spalmarle di burro uniformemente.

Tagliate a fette i pomodori e in quattro fette ogni uovo. Disporre sul pane, tra due fette di uova, una fetta di pomodoro.

Guarnire con i fiocchi di latte ed il crescione, oppure ciuffi di songino come ho fatto io.

Salare e servire.

Gateau o gattò di patate

Gattò di patate

Che lo si definisca sformato o torta salata, questo piatto non può mancare sulla nostra tavola, è un tortino a base di patate lesse mescolate a uova, prosciutto cotto e mozzarella.

Si tratta di una ricetta tipica napoletana le cui radici affondano alla fine del Settecento, nel Regno delle Due Sicilie. La moglie di Ferdinando I di Borbone, Maria Carolina d’Asburgo, nobildonna dal palato molto raffinato, aveva sempre con sé una squadra di cuochi francesi pronti a servirle ogni prelibatezza d’Oltralpe. I napoletani, una volta appresa la ricetta, pensarono di sostituire il formaggio groviera con il fior di latte ed aggiungere il salame e il prosciutto cotto.

Furono invece le monache del Monastero di Santa Chiara di Napoli che italianizzarono il  termine “gateau” coniando la parola “gattò”.

Comunque lo si voglia chiamare, il gateau/gattò di patate è sicuramente un piatto tra i più apprezzati. Versatile e perfetto, servito tiepido come piatto unico, oppure a temperatura ambiente, magari già porzionato, durante un antipasto o un’allegra scampagnata.

cof1 kg di patate
2 uova
200 g di prosciutto cotto
200 g di mozzarella
parmigiano reggiano grattugiato
pangrattato
sale

Lavare bene le patate, immergerle in una pentola capiente piena d’acqua, cuocerle. Spellarle e schiacciarle in una ciotola, quando sono ancora calde. Farle intiepidire.

Nel frattempo tagliare la mozzarella e lasciarla per una mezz’ora a sgocciolare, tagliare a cubetti il prosciutto. Rivestire una tortiera a stampo apribile con la carta da forno, oliarla leggermente e spolverarla di pangrattato. Accendere il forno a 180°, modalità ventilato.

Quando le patate sono diventate tiepide amalgamarle con le uova. Prelevare un terzo del composto e foderare lo stampo, base e pareti  creando una sorta di guscio.

Nel restante composto aggiungere prosciutto e mozzarella, aggiustare di sale. Versare il composto nel guscio di patate appena creato, livellare e cospargere la superficie di  pangrattato misto a parmigiano reggiano. Creare un motivo circolare con i rebbi di una forchetta.

Cuocere per 30/40 minuti circa. Lasciare intiepidire prima di sformare la torta.crudo cotto

Calamari ripieni

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Estate, caldo, mare… Sono tutti elementi che in cucina mi portano inevitabilmente a preparare più di frequente dei piatti di pesce.

In questa occasione ho trovato in pescheria dei magnifici calamari, molluschi che si prestano a diverse preparazioni. Classicamente si mangiano in frittura e sono ottimi come condimento per una gustosa pasta. Cucinati in modo più elaborato, ripieni, rendono molto e danno vita ad un piatto completo e gustoso.

I Loligo vulgaris, questo è il nome scientifico, sono poveri di grassi saturi, hanno una buona dose di zinco, fosforo e rame. Purtroppo hanno il limite di essere troppo ricchi di colesterolo. Necessitano infine di una pulizia un po’ laboriosa, io fortunatamente ho il marito che gentilmente si presta a questo compito e spesso li prepara anche, motivo che mi porta solo a “dover” assaggiare per documentare il tutto.

Per due persone servono due calamari grandi o quattro di medie dimensioni.

2 calamari grandi
1/2 cipolla bianca
olio extra vergine
vino bianco
3 filetti di acciughe
brodo di pesce
1 uovo
2 fette di pancarrè
capperi (facoltativo)
1 spicchio di aglio
12 pomodorini
latte
prezzemolo
fette di pane tostato

Pulire i calamari e tenere da parte le sacche, tagliare i tentacoli e le ali a pezzetti molto piccoli.

In una padella versare 2 cucchiai di olio e la cipolla tritata. Una volta appassita aggiungere i tentacoli, le ali ed i filetti di acciughe, sfumare con il vino bianco, portare a cottura con un po’ di brodo di pesce, deve risultare abbastanza asciutto. Spegnere dopo 10/15 quindici minuti e lasciare intiepidire.

Nel frattempo, in una ciotola spezzettare il pancarrè, ammollarlo con poco latte, aggiungere un uovo, il prezzemolo ed i capperi. Unirvi la preparazione cotta ed amalgamare bene il tutto.

Prendere le sacche ed aiutandosi con un cucchiaio riempirle con il ripieno spingendolo bene in fondo. Lasciare le sacche con un centimetro abbondante di bordo, chiudere con uno stuzzicamenti.

Attenzione: in cottura i calamari si gonfiano e si restringono, se riempiti troppo si possono rompere e comunque il ripieno uscirebbe in buona parte.

In una padella versare un paio di cucchiai di olio, profumare con uno spicchio di aglio e versare i pomodori tagliati in quattro, si deve ottenere un sugo leggero. Adagiare i calamari e cuocerli, rigirandoli più volte, per 5/6 minuti.

Attenzione: il ripieno è già cotto saranno quindi sufficienti pochi minuti di cottura, in alternativa ricordate di proseguire per non meno di 20 minuti se non volete ritrovarvi con dei calamari gommosi.

Servire con il loro sugo, un trito di prezzemolo fresco ed accompagnare con fette di pane tostato.

 

Brodetto di pesce

Brodetto di pesce

Quando preparo questo piatto mi torna  in mente un bellissimo ricordo di qualche anno fa legato ad un rientro dalle vacanze estive. All’epoca i miei bambini erano piccoli ed il viaggio, particolarmente lungo, necessitava di qualche sosta in più. Fu questo il motivo che ci portò a fare tappa a San Benedetto del Tronto e sfruttare l’occasione di provare un grazioso ristorante sulla spiaggia; l’edificio ricordava una nave, con tanto di oblò al posto delle finestre.

Decidemmo di assaggiare un piatto cucinato con una ricetta locale, il brodetto di pesce appunto. Una vera bontà, per me è sempre un piacere provare nuovi piatti e sapori, anche se a volte oso troppo. Ma non in questa occasione, infatti, nel tempo, ho cercato di preparare questo piatto ritrovando oltre che i profumi ed il gusto anche i miei felici ricordi.

Questa versione di brodetto l’ho accompagnata a fette di pane che ho preparato miscelando metà farina di tipo 1 a farina di grano duro con l’aggiunta di semi di sesamo e zucca.

Brodetto cottura

1 gallinella – 600 gr
1 nasello – 300 gr
5 piccoli calamari  – 250 gr
13 mazzancolle – 190 gr
2 grossi pomodori costoluti verdi
2 cipolle dorate
1 carota grossa
2 gambi di sedano
1 spicchio di aglio
3 cm di zenzero fresco
10 grani di pepe
una punta di peperoncino secco
10 gr burro
3 cucchiai di olio Evo
1 bicchiere di vino bianco
2 cucchiai di aceto bianco
sale qb
fette di pane qb

Pulire, sfilettare e tagliare a piccoli tranci i pesci tenendo da parte testa e carcasse, pulire i calamari e tagliarli a striscioline, togliere il carapace alle mazzancolle.

Per prima cosa bisogna preparare il brodo di pesce. In un tegame dal bordo alto sciogliere il burro e tostare gli scarti dei pesci ed i carapaci, sfumare con il vino bianco, aggiungere una cipolla, il sedano e la carota tagliati grossolanamente e versare sul tutto un paio di litri d’acqua fredda. Portare a bollore, schiumare bene ed aggiungere lo zenzero a pezzi ed i grani di pepe. Far sobbollire per mezz’ora, regolando eventualmente di sale.

A cottura ultimata, filtrare molto bene il brodo con un telino pulito.

In una casseruola scaldare l’olio e far imbiondire la cipolla e l’aglio tritati finemente, aggiungere i calamari ed i pomodori tagliati a pezzi, un pizzico di peperoncino e sfumare con l’aceto. Aggiungere due o tre mestoli di brodo cuocendo a fuoco dolce per quindici minuti mescolando ogni tanto delicatamente, se si asciuga versare altro brodo.

Da ultimi aggiungere i filetti di pesce e le mazzancolle, cuocere altri cinque minuti questa volta senza mescolare la preparazione.

A cottura ultimata trasferire i pesci nelle fondine, versarvi il brodo di cottura e accompagnare il brodetto con fette di pane leggermente tostate.

Se avanza il brodo di pesce potete conservarlo in congelatore per futuri utilizzi.

Buns e Hamburger al sale Black Lava con i prodotti delle aziende: Agricola Cirenaica e Agricola Valticino

Hamburger di cavallo e rucola al sale Black Lava

Quest’oggi prima di darvi la ricetta vi racconto della bella giornata passata in compagnia degli amici del Calendario del Cibo Italiano. Ci siamo trovati nel Parco del Ticino che riserva continuamente splendide sorprese, finiti i rigori dell’inverno, con il primo sole abbiamo visitato due aziende agricole, vanto della nostra produzione alimentare lombarda. Le aziende Agricola Cirenaica e Agricola Valticino, site a pochi chilometri di distanza l’una dall’altra, sono due realtà molto interessanti.

L’azienda Agricola Cirenaica è  volta alla  produzione cerealicola, per alimentazione umana e animale, nonchè produzione di carne ed insaccati di maiale. L’allevamento è riconosciuto dal Consorzio del prosciutto di Parma e vanta il Marchio Parco Ticino Produzione Controllata che impone controlli e rispetto di un disciplinare di produzione rigido. Sandro e Giampiero Passerini da vent’anni ogni giorno s’impegnano al meglio per ottenere prodotti buoni e di qualità.

L’azienda Agricola Valticino in quanto a qualità non è da meno. Qui Alessandro e Katia Testa allevano bovini di razza piemontese, hanno aperto uno spaccio dove poter acquistare le carni. Ma se preferite potete gustarle in loco, nel loro nuovissimo agriturismo dove propongono piatti abbinati ad eccellenze del territorio.

La nota comune, di notevole valore, è data dal fatto che sono entrambe aziende a ciclo chiuso: i capi vengono fatti nascere, crescere ed allevati direttamente in azienda ed  alimentati con foraggi aziendali. La qualità si vede e si sente!

Utilizzando le farine dell’Agricola Cirenaica e gli hamburger dell’Agricola Valticino ho potuto preparare e gustare a casa una bella cenetta.

Ingredienti per 4 buns:

125 g di farina tipo 1 Azienda Agricola Cirenaica
125 g di farina 0
100 ml di latte
30 ml di acqua
25 g di burro
1 cucchiaino di miele d’acacia
5 g di sale
4 g di lievito di birra
1 uovo

semi di sesamo

Buns

Intiepidire il latte, sciogliervi il lievito, il miele e lasciar riposare per una decina di minuti. Setacciare le farine, formare una fontana, versare il latte e l’acqua poco per volta e fare assorbire mescolando con un cucchiaio di legno. Aggiungere il burro a temperatura ambiente e il sale, impastare fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo.

Coprire con la pellicola e far lievitare fino al raddoppio (1-2 ore). Riprendere l’impasto, sgonfiarlo leggermente cercando di formare un rettangolo da ripiegare in tre parti; si sovrappone la parte di destra al centro e sopra la sinistra. Si ruota l’impasto di 90° e si ripete l’operazione.

Far riposare con la parte della piega rivolta verso il basso e coperto da un panno per mezz’ora. Formare i buns (ne vengono 4 di circa 80-90 g l’uno), prendere l’impasto con le dita delle due mani e tirarne i bordi verso il basso spingendo con i pollici alla base.  Le increspature risulteranno alla base della panino mentre la superficie rimarrà liscia. Porli su una teglia coperta da carta da forno e con il palmo della mano schiacciarli leggermente.

Far riposare coperti da pellicola per una mezz’ora, intanto accendere il forno a 180°C e sbattere un uovo con poco latte.

Togliere la pellicola e spennellare la superficie dei buns con il composto di uova e latte. Spolverizzare con i semi di sesamo, infornare e  cuocere fino a doratura per 20 minuti circa. Sfornare e lasciar raffreddare su una gratella.

Ingredienti per 4 hamburger:

500 g di carne trita di bovino razza piemontese Azienda Agricola Valticino
Sale nero Black Lava *
1 cipolla
olio extra vergine d’oliva
1 mazzetto di rucola
sale

1 uovo
ketchup

Tagliare a rondelle sottili una cipolla, in una padella antiaderente unta con poco olio cuocerla a fuoco dolce sino a colorirla.

In una terrina sbattere un uovo e cuocerlo in una padella antiaderente con un goccio d’olio, in cottura stracciarlo.

Sulla piastra ben calda mettere una manciata di sale nero delle Hawaii Black lava* e sopra adagiarvi gli hamburger, cuocere rigirandoli più volte.

Composizione del piatto:

Tagliare in due i buns, velarli di ketchup, sulla base dei panini porre un hamburger e sopra la cipolla, chiedere con l’altra metà.  Appoggiarli su un letto di rucola fresca e mimosa di uovo.

* Il sale nero delle Hawaii Black Lava, tipico dell’isola di Molokai nell’arcipelago hawaiano, è un sale marino. L’origine vulcanica dell’isola è visibile nel suo colore, inoltre prima della completa essiccazione del sale vengono aggiunti due elementi tipici di quella terra, lava purificata e carbone vegetale, che gli conferiscono il particolare colore nero, un gusto amarognolo, e pare anche proprietà disintossicanti. Il sapore di questo sale è leggermente sulfureo e affumicato, ideale per le carni alla griglia.