Pitta di patate

La pitta di patate è una torta salata rustica salentina, tipica della provincia di Lecce. Deliziosa da consumare tiepida, meglio ancora se lasciata raffreddare per compattare ed amalgamare i sapori dei diversi ingredienti, e servita come piatto unico oppure in un buffet.

Il suo nome pare sia dovuto al fatto che in origine la torta venisse pittata, cioè decorata.

Nei miei ricordi la pitta è legata indissolubilmente alle giornate trascorse al mare, tra bagni rinfrescanti e momenti di riposo sotto una profumata pineta. Ma con l’inizio della stagione calda, ovunque mi trovi, è questo uno dei piatti che preparo volentieri.

1 kg di patate
olio
formaggio grattato saporito (facoltativo)
pangrattato

Per il ripieno:
200 gr di cipolle
300 gr di pomodorini
capperi
olive nere piccole denocciolate
origano

sale
olio extra vergine d’oliva

Pelare, tagliare a tocchetti le patate e cuocerle nel microonde, in alternativa lessarle come da tradizione. Schiacciarle con una forchetta o l’apposito attrezzo e condirle con sale e olio. Deve risultare un impasto setoso e morbido.

In una padella antiaderente versare quattro cucchiai di olio e far appassire le cipolle tagliate a metà e poi a fettine sottili, aggiungere i pomodorini tagliati in quattro, una bella manciata di capperi dissalati, olive a piacere e una generosa spolverata di origano. Salare e cuocere per una decina di minuti, fare intiepidire.

In una tortiera apribile, unta di olio e spolverata di pangrattato, fare una base con metà impasto di patate e foderare anche i bordi, versare il condimento, livellarlo bene e ricoprire il tutto con il resto delle patate.

Con i rebbi di una forchetta praticare delle leggere incisioni circolari come decoro, spolverare di pangrattato e formaggio, completare con un giro d’olio.

Cuocere in forno a 180° per mezz’ora.

Ricette in quarantena

I giorni di esilio casalingo non sono finiti, dobbiamo continuare a resistere e non lasciarci andare mai. Solo così ne usciremo vincenti e mi auguro molto più consapevoli.

Sui social impazzano ricette e preparazioni di tutti i tipi ed il lievito di birra è diventato più ricercato dell’oro al tempo del Klondike. A questo proposito colgo l’occasione per dirvi che la birra magari bevetevela, il lievito non si può riprodurre a meno di non averne un pezzettino per fare la pasta da riporto. Se volete provate con la pasta madre.

Ho pensato di lasciarvi i link di una selezione di ricette che ho pubblicato nel tempo e che possono esservi d’aiuto nella preparazione quotidiana dei pasti. Tenuto conto che mai come adesso la Cucina socratica è la prima fonte d’ispirazione.

Ed ora cliccate sulle foto per leggere le ricette oppure i link sottostanti e, se non vi bastano queste proposte, continuate a curiosare sul blog per chiave di ricerca o selezionando una categoria. Ricordate anche che potete mandarmi le foto dei piatti che proverete a fare, le ritroverete qui.

Torneremo ad abbracciarci 😀

Facciamo il pane e non solo: Oggi faccio il panePanini al latte‘Mpille salentineCantucci salati (senza lievito) – Tarallini pugliesi (senza lievito) – Calzoni di pasta matta (senza lievito)

Oggi pasta: Sugo ai carciofi Pasta e fagioliOrecchiette con cime di rapaSpaghetti alle vongole

Voglia di risotto: Riso integraleRisotto pere e taleggioRisotto rossoRisotto alla milanese

Carne, pesce e formaggio homemade: Padellata di salsiccia e..Fagottini di tacchinoPolpettine speziateInsalata di polpoOrate al fornoInvoltini di sogliolaLabneh

Le verdure: Torta girasole di verdureFagiolini a mazzetti…Crostata di cavolfioreVerdure al fornoInsalata pantescaPanzanella prêt-à-porter

Finiamo in dolcezza: Dolcetti di mandorleTorta all’acquaBensonePouding ChômeurBiscotti al latte condensatoBanana bread

Tortino di pasta violada

7

La pasta violada o violata è tipica della cucina sarda, viene utilizzata nella preparazione di diversi piatti, può essere fritta per le sebadas o seadas che dir si voglia, o cotta in forno come per la panada.

Io l’ho utilizzata per proporre un tortino dove al miglio e alle verdure ho pensato di aggiungere un saporito gorgonzola. Un piatto unico, versatile e ottimo sia tiepido che a temperatura ambiente.

Per la pasta violada

300 g di semola rimacinata
50 g di farina 0
30 g di olio extra vergine d’oliva
5 g di sale
220 g di acqua tiepida

Per il ripieno

1 porro a rondelle
70 g di spinaci lessati e tritati
150 g di coste piccole lessate e tritate
1 cucchiaio di semi di sesamo
120 g di miglio lessato
90 g di gorgonzola
3 uova
sale

Sciogliere il sale nell’acqua tiepida ed aggiungere l’olio extravergine d’oliva. In una terrina versare le farine ed impastare aggiungendo il liquido poco alla volta.

Lavorare la pasta per almeno 15 minuti fino ad ottenere un panetto abbastanza liscio, compatto e malleabile. Coprirlo con la pellicola trasparente e lasciare riposare una mezz’ora circa in un luogo fresco fuori dal frigorifero.

5

In una padella rosolare il porro in poco olio, versare anche le verdure e insaporirle per qualche minuto. Aggiungere il sesamo ed il miglio scolato molto bene, amalgamare il tutto, aggiustare di sale e lasciare intiepidire.

Tagliare a pezzetti il gorgonzola e mescolarlo al composto.

Sbattere le uova, tenerne da parte un cucchiaio (servirà per spennellare la superficie del tortino) ed incorporarle al composto tiepido.

Stendere 2/3 di pasta in una sfoglia di 1 cm, deve sbordare di qualche centimetro oltre lo stampo, questo sarà con i bordi alti e leggermente unto di olio. Farvi aderire bene la pasta alle pareti e versarvi il composto precedentemente preparato.

Stendere la pasta rimanente per ricoprire la superficie dello stampo, sigillare bene i bordi e rifilarli se necessario. Con i ritagli rimasti si possono fare piccoli decori.

Spennellare il tutto con l’uovo battuto da tenuto parte, bucherellare la superficie con uno stuzzicadenti per favorire l’uscita del vapore in cottura.

Cuocete in forno per 40 minuti, modalità ventilato a 180°, se la superficie colora troppo coprirla con un foglio di carta stagnola.

A cottura ultimata spegnere il forno e lasciare il tortino dentro ad intiepidire.

Tortine pasquali di ricotta, spinaci e uova di quaglia

Per le prossime festività pasquali propongo tante piccole torte verdi da servire come antipasto. La ricetta è semplice e collaudata, l’idea in più è l’uovo di quaglia dalle dimensioni perfette per queste monoporzioni.

Se riuscite preparate anche la pasta sfoglia classica, altrimenti prendetela già pronta. Le dosi si riferiscono a 12 cestini:

2 confezioni di pasta sfoglia rettangolare
800 g di spinaci ed erbette
250 g di ricotta di capra
50 g di parmigiano reggiano
12 uova di quaglia
1 rosso d’uovo
sale
olio

Lavare, sbollentare e far raffreddare le verdure, strizzarle molto bene ed infine tritarle. Farle insaporire in una padella unta con un cucchiaio di olio, il parmigiano reggiano ed una presa di sale.

Cuocere le uova di quaglia, raffreddarle e sgusciarle.

In una ciotola amalgamare insieme le verdure intiepidite con la ricotta.

Stendere le sfoglie, con una tazza ed un bicchiere tagliare 12 cerchi grandi e 12 piccoli. Con i grandi foderare dei cestini monoporzione di alluminio precedentemente imburrati ed infarinati.

Prelevare due cucchiai di composto di verdure e formaggio per riempire ogni cestino, porre al centro di ciascuno un uovo di quaglia.

Chiudere con i cerchi piccoli, sigillare bene i bordi e fare un buchetto al centro, servirà da sfiato, decorare con un piccolo cordoncino di pasta avanzata.

Spennellare con il tuorlo la superficie dei cestini.

Accendere il forno ventilato a 170° ed infornare per mezz’ora circa, come sempre regolatevi con il vostro forno.


Auguro a tutti di trascorrere liete giornate in felice compagnia e tanto affetto.

Crostata di cavolfiore, carote e formaggio

Per il GN del Calendario del cibo italiano è la giornata dei cavoli e delle crucifere, ottima occasione per preparare una crostata del cavolo!

Mi piacciono molto le torte salate, sono facili da preparare e sempre belle da vedere. Questa di oggi sembra una crostata dolce, ma non lo è.
Va benissimo per un buffet, una cena, e si può preparare in anticipo. Non so voi ma io adoro mangiarne una fetta appena tolta fuori dal frigo.

L’abbinamento cavolfiore e carote si presta bene alla sapidità del formaggio, l’aggiunta del Tabasco conferisce al tutto uno sprint in più.

Per 6 persone

per la pasta
150 g farina 0
70 g burro
1 tuorlo
1 pizzico di sale

per il ripieno
300 g di cavolfiore
150 g di carote
3 cucchiai di formaggio grana grattugiato
2 uova
2 dl di latte o panna
poche gocce di Tabasco
sale

per la tortiera
20 g burro
20 g farina

Setacciare la farina con il sale sulla spianatoia, porre al centro il burro a pezzetti, il tuorlo e 2 cucchiai di acqua fredda. Impastare rapidamente per non scaldare troppo la pasta. Avvolgere il panetto ottenuto nella pellicola trasparente e riporlo in frigo, nella parte meno fredda, per 30 minuti almeno.

Dividere in cimette il cavolfiore, lavarle e cuocerle al dente in pochissima acqua salata, scolarle e tritarle grossolanamente. Pulire e tagliare a julienne le carote, lessarle per 10 minuti in acqua salata e scolarle.

Stendere la pasta in una sfoglia sottile, con il mattarello, e rivestire una tortiera imburrata ed infarinata. Bucherellare il fondo con i rebbi di una forchetta.

Cospargervi sopra metà formaggio, aggiungere i cavolfiori e le carote mischiati insieme, completare con il restante formaggio.

Rompere le uova in una ciotola, aggiungere il sale, il latte (o la panna) e battere bene il tutto. Versare il composto sulle verdure, completare con qualche goccia di Tabasco.

Accendere il forno a 180° ed infornare per circa 40 minuti.

Sfornare la crostata e lasciarla riposare 10/15 minuti prima di servirla.

Torta “sanremese” di zucchina trombetta

torta sanremese

Le virgolette sono d’obbligo, è la prima volta che preparo questa specialità ligure e, non avendo riferimenti precisi, la mia è un’interpretazione personale. Per scoprire però se ho rispettato l’equilibrio dei sapori mi sono avvalsa della collaborazione di un’amica, di Sanremo appunto, che in qualità di assaggiatrice ufficiale ha promosso la ricetta. Mi è andata bene!

La zucchina trombetta è la protagonista indiscussa di questa torta salata, si trova dalla primavera inoltrata sino all’autunno; da notare che l’introduzione in Italia delle zucchine la si deve ai marinai liguri che portavano a casa quello che scoprivano durante i lunghi viaggi.

In particolare questa varietà è di facile coltivazione, è una pianta rampicante utile anche al posto dei classici arbusti che fungono da pergolato. Il frutto pende ed ha una forma allungata, arriva a raggiungere anche il metro di lunghezza e tende ad assumere una forma serpentosa, come si vede dalla foto. Ha una percentuale molto importante di acqua, ottime proprietà diuretiche e depurative utili per combattere le infiammazioni urinarie, inoltre è  regolarizzante e disintossicante delle funzioni intestinali. Ricca di vitamine e minerali ha un basso apporto calorico.

torta tagliata

Per una teglia di 24 cm di diametro

280 g di farina 0
500 g di zucchina trombetta
1 grossa cipolla dorata
80 g di riso
120 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
3 uova grandi
5 cucchiai di olio
acqua
sale

preparazione

Sulla spianatoia impastare la farina con 3 cucchiai di olio, sale e acqua quanto basta, si deve ottenere un panetto morbido ed elastico da riporre in frigo per una mezz’ora avvolto nella pellicola.

Nel frattempo pulire la zucchina e tagliarla a fettine molto sottili.

In una padella, con il restante olio, rosolare la cipolla tritata abbastanza fine ed aggiungere le fette di zucchina; cuocere per circa 15 minuti e lasciare intiepidire.

In una pentola lessare il riso molto al dente, scolarlo e lasciarlo raffreddare.

Versare le verdure in una ciotola, aggiungere il riso, le uova ed il formaggio. Mescolare il tutto ed aggiustare di sale.

Riprendere la pasta, tagliarla in due parti (una poco più grande dell’altra) e stenderla sottilmente creando due dischi. Per una teglia di 24 cm di diametro uno dovrà avere la stessa misura, l’altro più grande.

Stendere il disco maggiore nella teglia imburrata ed infarinata, versare il composto, pareggiarlo bene e ricoprirlo con il disco di pasta più piccolo. Sigillare i bordi e praticare qualche foro nella pasta, serviranno a far uscire il vapore, io con i ritagli di pasta avanzata ho creato qualche circoletto da applicare intorno ai camini come finizione.

Cuocere in forno ventilato, a 180°, per circa 45 minuti.

Nota bene: Lasciate riposare in frigo per un giorno, sarà ancora più gustosa.

Pillola socratica  😉

Ricette estive

immagine4E’ tempo di vacanze, di ritmi più rallentati, di dolce far niente.

Rimane però un’attività inderogabile, è quella di mangiare, di alimentarci, di nutrirci, chiamatela come volete ma questo è. Per non lasciarvi da soli nell’impresa del “cosa preparo”, vi suggerisco qualche mia ricetta dal sapore estivo e vacanziero, già pubblicata, basta cliccare sul titolo per recuperarla.

Ma non fermatevi qui, curiosate liberamente tra le mie pagine e, nel frattempo, vi auguro BUONE VACANZE!!!

Qualche sfizio:

Antipasti Tomasoni     Cicchetti alternativi con i formaggi Tomasoni

immagine-2     Cartoni a tavola ovvero le Tapas, i Pinchos ed i Montaditos

1     Il mio Dakos (frisella cretese) per il Club del 27

immagine-1       Tozzetti salati ai pinoli

Mangiamo all’aria aperta:

2       Parmigiana di melanzane

Immagine      Terrina di miglio e verdure in gelatina

immagine-1        Torta girasole di verdure

111        Panzanella prêt-à-porter

Pesce mon amour:

Immagine        Calamari ripieni

immagine-1       Polpo alla Luciana

OK       Spaghettoni al sugo di scampi, pomodorini caramellati e pistacchio di Bronte

E’ tempo di un dolcetto:

Immagine2       Bensone alla confettura di lamponi

1       Dolcetti di mandorle

Cosmopolitan firma      Pancakes con confettura di mirtilli Cosmopolitan

…e per finire:

Immagine      Bevanda Zenzero & Limone

liquirizia      Liquore alla liquirizia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gateau o gattò di patate

Gattò di patate

Che lo si definisca sformato o torta salata, questo piatto non può mancare sulla nostra tavola, è un tortino a base di patate lesse mescolate a uova, prosciutto cotto e mozzarella.

Si tratta di una ricetta tipica napoletana le cui radici affondano alla fine del Settecento, nel Regno delle Due Sicilie. La moglie di Ferdinando I di Borbone, Maria Carolina d’Asburgo, nobildonna dal palato molto raffinato, aveva sempre con sé una squadra di cuochi francesi pronti a servirle ogni prelibatezza d’Oltralpe. I napoletani, una volta appresa la ricetta, pensarono di sostituire il formaggio groviera con il fior di latte ed aggiungere il salame e il prosciutto cotto.

Furono invece le monache del Monastero di Santa Chiara di Napoli che italianizzarono il  termine “gateau” coniando la parola “gattò”.

Comunque lo si voglia chiamare, il gateau/gattò di patate è sicuramente un piatto tra i più apprezzati. Versatile e perfetto, servito tiepido come piatto unico, oppure a temperatura ambiente, magari già porzionato, durante un antipasto o un’allegra scampagnata.

cof1 kg di patate
2 uova
200 g di prosciutto cotto
200 g di mozzarella
parmigiano reggiano grattugiato
pangrattato
sale

Lavare bene le patate, immergerle in una pentola capiente piena d’acqua, cuocerle. Spellarle e schiacciarle in una ciotola, quando sono ancora calde. Farle intiepidire.

Nel frattempo tagliare la mozzarella e lasciarla per una mezz’ora a sgocciolare, tagliare a cubetti il prosciutto. Rivestire una tortiera a stampo apribile con la carta da forno, oliarla leggermente e spolverarla di pangrattato. Accendere il forno a 180°, modalità ventilato.

Quando le patate sono diventate tiepide amalgamarle con le uova. Prelevare un terzo del composto e foderare lo stampo, base e pareti  creando una sorta di guscio.

Nel restante composto aggiungere prosciutto e mozzarella, aggiustare di sale. Versare il composto nel guscio di patate appena creato, livellare e cospargere la superficie di  pangrattato misto a parmigiano reggiano. Creare un motivo circolare con i rebbi di una forchetta.

Cuocere per 30/40 minuti circa. Lasciare intiepidire prima di sformare la torta.crudo cotto

Schiacciata di pane ripiena di verdure

4

Rieccoci con le mani in pasta, utilizzo il plurale visto che per questa ricetta ho assunto il ruolo di sous-chef del marito che ogni tanto si affaccia da queste parti.

Non è una pizza, non è una focaccia, non è un pane ripieno, è tutto questo messo insieme. Porzionata ed avvolta nella stagnola, si può conservare in congelatore, è perfetta quando si ha fame ma non c’è nulla di pronto.

Questa che abbiamo preparato ha in aggiunta la mozzarella che serve da legante, in alternativa potete utilizzare un uovo oppure lasciare “libere” le verdure.

Pillola socratica  😉

22

Per una teglia di 28 cm:

200 gr di farina 0
300 gr di farina integrale
10 gr di lievito di birra fresco
acqua
olio extra vergine d’oliva

sale

Ripieno:

2 cipolle
2 peperoni
12 pomodorini
12 olive verdi
1 cucchiaio di capperi dissalati
50 gr di mozzarella oppure 1 uovo
timo
olio extra vergine d’oliva

sale

33

Sciogliere il lievito di birra in acqua tiepida, mettere le farine a fontana sulla spianatoia, versare il lievito, il sale ed acqua quanto basta per ottenere un panetto morbido ma non appiccicoso. Lasciare lievitare in un luogo asciutto per almeno tre ore.

Nel frattempo, in una padella, versare due cucchiai di olio e far appassire le cipolle tagliate sottilmente. Aggiungere i peperoni a tocchetti ed i pomodorini tagliati in quattro.

Se la preparazione dovesse asciugare troppo, aggiungere pochissima acqua tiepida, deve rimanere abbastanza asciutta.

Quasi a fine cottura unire le olive tagliate a rondelle, i capperi ed il timo.

Far intiepidire.

Riprendere la pasta lievitata, utilizzarne 3/4  e stenderla in una teglia unta d’olio, versare il ripieno e pareggiarlo, cospargere il tutto con la mozzarella tagliata.

Oppure: rompere un uovo, batterlo con una forchetta e versarlo sul composto di verdure.

Con la pasta rimasta, aiutandosi con un mattarello ed un po’ di farina, creare un disco da appoggiare sul ripieno e sigillarne bene i bordi.

Bucherellare la superficie della pasta, ungerla con un po’ di olio ed infornare a 200°, modalità ventilata, per 20/30 minuti.

55.jpg

Focaccia di Recco

focaccia 7

Per la preparazione della “Focaccia di Recco col formaggio” anticipo subito due cose basilari:

1 – a casa mia si prepara seguendo la ricetta come da disciplinare nei limiti del possibile, forno in primis.

2 – io l’ho fatta raramente perché, da sempre, a prepararla è mio marito che la domenica sera si appropria della cucina e sforna su ordinazione pizze, focacce e questa meraviglia.

Va da sé che per la GN della focaccia di Recco del Calendario del Cibo Italiano non ho avuto dubbi, ho avvisato subito chi di dovere le cui mani sarebbero state immortalate nell’atto di prepararla.

Per il servizio fotografico e l’assaggio chiaramente ho dovuto fare tutto io, sia mai si dica che non aiuto 😀

Nemmeno a dirlo è sparita subito, buonissima come sempre… e bravo marito!

focaccia 6

250 g di Farina di grano tenero tipo “00” di forza o in alternativa farina tipo “Manitoba”, in genere noi usiamo anche la farina tipo “0” o “1”.
25 g di Olio extra vergine d’oliva italiano
Acqua naturale
Sale fino
250 g di crescenza

Lavorare assieme farina, acqua, olio e sale sino ad ottenere un impasto morbido e liscio. Formare un panetto e lasciare riposare l’impasto, per almeno mezz’ora a temperatura ambiente, coperto da un telo.

Accendere il forno a 250°.

Prelevare metà impasto e tirarlo con il mattarello e l’aiuto delle mani allargando la sfoglia sino a rendere lo spessore inferiore al millimetro, attenzione a non provocare perforazioni della superficie. Adagiare la sfoglia nella teglia di cottura, precedentemente unta con l’olio.

Sulla sfoglia distribuire la crescenza in piccoli pezzi della grandezza pari a quella di una noce così da coprire in maniera omogenea tutta la superficie. Tenere qualche pezzetto di formaggio da parte.

Stendere una seconda sfoglia con l’impasto rimanente e coprire quella col formaggio.

Rincalzare bene i bordi e saldarli con l’aiuto di una forchetta per impedire la fuoriuscita del formaggio durante la cottura.

Con le dita strappare delicatamente la sfoglia superiore, formando dei fori.

Porre sul tutto i pezzetti di formaggio tenuti da parte ed irrorare di olio tutta la superficie.

Infornare ponendo la teglia nella parte più bassa del forno e cuocere per 4/5 minuti, fino a quando la superficie della focaccia non avrà assunto un colore dorato.

focaccia 5