Courgette Omelets (Libano)

Il Club del 27 questo mese ha deciso di fare un giro del mondo di preparazioni sulle uova tratte dal libro All about eggs di Rachel Khong. Le ricette sono davvero tantissime e tutte abbastanza semplici, la mia è assolutamente veloce e non presenta difficoltà particolari.

Vi sono molte spezie ma sono tutte di facile reperibilità e donano una fragranza deliziosa.

Dimenticavo, è scritto nel titolo ma vi ricordo che per questa ricetta sono andata in Libano, almeno con la fantasia 🙂

Come sempre in fondo all’articolo trovate la versione originale.

Per 12 piccole omelette (4 porzioni)

2 tazze di zucchine grattugiate
3 uova
3/4 di tazza di scalogno tagliato a fettine sottili
3/4 di tazza di prezzemolo tritato finemente
2 spicchi di aglio tritati finemente
1 cucchiaio di farina
1/4 di cucchiaino di cannella in polvere
1/4 di cucchiaino di pimento macinato o miscela di sette spezie libanese (pepe nero, pimento, cannella, noce moscata, coriandolo, chiodi di garofano, zenzero)
2 cucchiai di acqua
olio extravergine d’oliva
sale
yogurt

Cospargere le zucchine con 1 cucchiaino di sale e strofinarle energicamente con le mani fino a renderle morbide e pastose. Strizzarle bene tra i palmi delle mani per estrarre il liquido in eccesso.

Rompere le uova in una ciotola e sbatterle bene con lo scalogno, il prezzemolo e l’aglio. Aggiungere le zucchine, la farina, le spezie e l’acqua. Aggiustate di sale.

Versare un pò di olio in una padella grande e impostare a fuoco medio. Quando l’olio è caldo versare 2 cucchiai di composto di uova e stenderlo in un tondo abbastanza sottile.

Cuocere fino a doratura su entrambi i lati, da 5 a 6 minuti in totale, quindi rimuovere con una spatola e lasciare sgocciolare su carta assorbente. Ripetere con la pastella rimasta, aggiungendo olio di volta in volta.

Servite le frittatine tiepide accompagnate con lo yogurt.

Makes 12 little omelets (4 servings)

pulp from 1 lb pale green zucchini (about 2 cups pulp), very finely chopped, or 1 medium pale green zucchini,coarsely grated (about 2 cups)
salt
3 eggs
¾ cup thinly sliced scallions
¾ cup finely chopped flat-leaf parsley (about ½ bunch)
2 garlic cloves, crushed into a paste (about 2 tsp)
1 tbsp all-purpose flour
¼ tsp ground cinnamon
¼ tsp ground allspice or Lebanese seven-spice mixture (black pepper, allspice, cinnamon, nutmeg, coriander, cloves, ginger)
⅛ tsp finely ground black pepper
2 tbsp water
extra-virgin olive oil, for shallow-frying
yogurt, for serving (optional)

1. Sprinkle the zucchini with 1 teaspoon salt and rub it firmly with your hands until soft and mushy. Squeeze betweenthe palms of your hands to extract the excess liquid (there should be at least ⅓ cup). You should have about ⅔ cup squeezed zucchini.

2. Break the eggs into a bowl and beat well. Add the scallions, parsley, and garlic paste. Mix well, then add thezucchini, flour, spices, and water. Season with salt and mix well.

3. Pour ⅛ inch olive oil into a large skillet and set over medium heat. When the oil is hot, drop in 2 tablespoons of the egg mixture and spread it into a medium-thin round, about 3 inches in diameter. You should be able to make 3 or 4 small omelets per batch. Fry until golden on both sides, 5 to 6 minutes total, then remove with a slotted spatula and leave to drain on several layers of paper towels. Repeat with the remaining batter, adding oil as necessary to maintain ⅛ inch for frying. Serve the omelets warm, with yogurt, if you like.

Risotto con asparagi

A marzo inizia la stagione degli asparagi, sono dei germogli (in persiano asparag) chiamati turioni, raccolti appena spuntano dal terreno per evitare che diventino legnosi, per questo la raccolta è breve e termina a maggio-giugno. Le varietà sono molteplici come il loro colore che varia dai verdi di Altedo a quelli bianchi di Bassano e Zambana, sino ai violetti di Albenga, per citarne alcuni.

Gli asparagi disintossicano il corpo ed aiutano le funzioni renali, ricchi di vitamine e sali minerali, pare frenino la cellulite e siano antidepressivi. Ma attenzione a non soffrire di disturbi renali e cistiti perchè contengono acido urico.

Mi piace accompagnarli, dopo averli lessati, con uova e parmigiano reggiano, o gustarli preparando questo risotto e abbinando un vino rosato: la Schiava (ve ne parlo dopo la ricetta).

Per 4 persone

320 gr di riso varietà Roma
1 mazzo di asparagi verdi
1 scalogno grande
1 l di brodo vegetale (clicca per preparare il dado vegetale)
30 gr burro
2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
½ bicchiere di vino bianco secco
Parmigiano Reggiano
(facoltativo)

Preparare gli asparagi: tagliare la parte finale legnosa del gambo e pelarlo partendo dal centro verso la fine, in modo da togliere anche la parte più fibrosa. Sciacquare in acqua corrente e porli in piedi in una pentola alta con acqua bollente. Lasciare fuori le punte, più tenere, che cuociono con l’effetto del vapore. Tempo di cottura 10 – 15 minuti circa.

Preparare il brodo vegetale a cui aggiungere un mestolo di acqua di cottura degli asparagi.

Tagliare le punte degli asparagi ed i gambi in pezzi da 2 centimetri.

In una casseruola, in olio e metà dose di burro, rosolare a fuoco dolce lo scalogno tagliato finemente. Versare il riso, farlo tostare e sfumare con il vino. Aggiungere i gambi tagliati degli asparagi, tenere da parte le punte.

Iniziare la cottura versando il brodo poco per volta, mescolare e aggiungerne sino a cottura completata. Il riso che utilizzo è pronto in circa 14 minuti.

A fuoco spento aggiungere parte delle punte di asparagi e mantecare col restante burro e volendo anche il formaggio.

Lasciare riposare per un minuto, i sapori finiranno di amalgamarsi, e servire con le punte rimanenti a decoro.

Abbinamenti di-Vini:

La Schiava è un vitigno tipico del Trentino-Alto Adige a bacca rossa vinificato in rosato, prevedendo cioè una breve macerazione del mosto con le vinacce. Il vino che si ottiene è generalmente leggero ma con un buon corpo e profumi intensi, soprattutto la varietà Schiava Gentile. Un tempo con questa tipologia di vitigno si producevano grandi quantità di vino a discapito della qualità. Oggi per fortuna ciò non avviene più a favore di buone produzioni denominate: Lago di Caldaro doc e Alto Adige doc.

Curried red lentil soup

Zuppa di lenticchie rosse al curry, un comfort food per chi ama i sapori speziati ma non eccessivamente intensi. Questo mese il Club del 27 ha in serbo un elenco di ricette di zuppe; ve ne sono per tutti i gusti: vegetariane, vegane, più ricche, più detox, più semplici e più complesse.

Questa mia è tratta dal libro: ALL-TIME BEST SOUPS – COOK’S ILLUSTRATED il cui ingrediente principale sono le piccole lenticchie rosse, fondamentali per la buona riuscita della zuppa. Infatti non mantengono la loro forma una volta cotte, ma si scompongono in una purea cremosa e densa. Decisamente perfette per zuppe veloci da preparare, hanno infatti un breve tempo di cottura e non richiedono ammollo.

Dose per 4 porzioni

1 tazza di lenticchie rosse sciacquate
3 tazze di brodo vegetale
2 cucchiai di burro
1 cipolla media tritata finemente
3 spicchi d’aglio tritati
1 cucchiaio di zenzero fresco grattugiato
1 cucchiaio di curry in polvere
1 pomodoro grande privato dei semi e tagliato a piccoli pezzi
Sale
Coriandolo fresco tritato
½ tazza di yogurt bianco

Cuocere nel brodo vegetale le lenticchie per una decina di minuti (si può fare anche nel microonde in metà tempo circa).

Nel frattempo, sciogliere il burro e stufare piano la cipolla. Unire l’aglio, lo zenzero, il curry in polvere e tostarli per circa 30 secondi.

Aggiungere le lenticchie, il pomodoro ed ancora brodo, cuocere a fuoco lento per altri 15 minuti. Aggiustare di sale.

Versare la zuppa nelle ciotole, decorare con un cucchiaio di yogurt e del coriandolo fresco.

1 cup red lentils, picked over and rinsed
4 cups vegetable broth
2 tablespoons unsalted butter
1 onion, chopped fine
3 garlic cloves, minced
1 tablespoon grated fresh ginger
1 tablespoon curry powder
1 large tomato, cored, seeded, and cut into ¼-inch pieces
Salt and pepper
2 tablespoons minced fresh cilantro
½ cup plain yogurt

  1. Microwave lentils and 2 cups broth in bowl until lentils are nearly tender and most liquid is
    absorbed, about 8 minutes.
  2. Meanwhile, melt butter in Dutch oven over medium heat. Add onion and cook until
    softened, about 5 minutes. Stir in garlic, ginger, and curry powder and cook until fragrant,
    about 30 seconds.
  3. Stir in microwaved lentil mixture, tomato, and remaining 2 cups broth and simmer until
    lentils are very tender and flavors meld, about 15 minutes. Season with salt and pepper to
    taste. Sprinkle individual portions with cilantro and dollop with yogurt before serving.

Carciofi ripieni su letto di patate

Bontà, proprietà e virtù, sono racchiusi in un fiore spinoso: il carciofo. Un fiore davvero particolare, Pablo Neruda lo definisce “Guerriero dal cuore tenero”, descrivendo perfettamente questo ortaggio che “indossa” una corazza di foglie spinose e dure, ma ha un’anima tenera e gustosa.

Pensate che a Castroville in California, una città nota per la produzione di Carciofi, si tiene un festival a suo nome. Durante la prima edizione della manifestazione, nel 1947, fu eletta Queen of Artichoke Norma Jeane Mortenson Baker, colei che in seguito diverrà la celebre Marilyn Monroe.

Ma torniamo alla ricetta, che spazia dall’essere un sostanzioso antipasto oppure un buon secondo piatto. Se volete sapere come pulire bene i carciofi cliccate QUI.

Dosi per 4 carciofi

3 patate medie lessate
4 carciofi puliti e sbollentati
1 uovo
mollica di pane
burrata o provolone
olio extra vergine
sale

Dopo aver lessato le patate metterle in una ciotola e schiacciarle con una forchetta. Insaporire la purea con olio e sale, fare quattro porzioni e copparle creando dei dischi poco più grandi dei carciofi.

Per la farcia dei carciofi in una terrina rompere l’uovo, aggiungere un pò di mollica di pane sminuzzata e la burrata a pezzetti (oppure il provolone grattugiato). Salare tenendo conto del formaggio più o meno saporito che si è scelto. Amalgamare bene il tutto.

Prendere i carciofi puliti e sbollentati per qualche minuto e, delicatamente, aprirli (vedi foto) per contenere la farcitura.

Riempire i carciofi con la farcia preparata ed adagiarli sui dischi di patate. Irrorare con un filo d’olio il tutto.

Portare il forno a 170° e cuocere per 10/15 minuti, sino a doratura.

Crema di sedano rapa e nocciole

Il sedano rapa, conosciuto anche come sedano di Verona, è un ortaggio dal delicato sapore di nocciola.

Ricco di acqua e con pochissime calorie, contiene potassio, vitamine e molte fibre, utili anche ad alleviare il senso di fame.

Si può consumare crudo poichè molto rinfrescante e digeribile, tagliato sottile e condito con olio, sale e succo di limone. Ottimo cotto al forno e gratinato, provate a farne purè utilizzandolo al posto delle patate, è squisito.

Dimenticavo, perchè non trasformarlo in una crema calda e vellutata? Detto, fatto!

Dosi per 4 persone
2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
1 patata grande
1 cipolla bianca
1 sedano rapa
1/2 spicchio di aglio
1 mela gialla
1 litro di brodo vegetale
1 manciata di nocciole tostate
salvia

Pulire e tritare la cipolla, sbucciare l’aglio, pelare il sedano rapa, la patata e la mela e tagliarli a cubetti della stessa dimensione.

Preparare il brodo vegetale (io utilizzo il mio dado vegetale) e tenerlo in caldo.

Scaldare l’olio in una pentola dai bordi alti, versare la cipolla e l’aglio, cuocere per 2 minuti, aggiungere il sedano rapa e la patata, mescolare bene e cuocere ancora 2 minuti. Da ultimo aggiungere la mela e versare il brodo bollente.

Cuocere con il coperchio a fuoco dolce per 30 minuti, girare di tanto in tanto.

Controllare che il sedano e la patata siano molto morbidi e passare le verdure al mixer tenendo da parte del brodo di cottura, aggiungerlo solo se necessario. La crema deve risultare abbastanza densa e comunque della consistenza che si preferisce.

Versare la crema nelle fondine e cospargere la superficie di nocciole leggermente tritate e salvia.

Pillola socratica 😉

Cardi e patate gratinati

Non so se definire questo piatto un contorno oppure un secondo o meglio ancora un piatto unico. Di sicuro attendo una anno intero per poterlo preparare, quando finalmente arrivano i cardi.

Parenti stretti dei carciofi, ricchi d’acqua, fibre e sali minerali, hanno un buon potere saziante unito ad un bassissimo apporto calorico. Le proprietà sono innumerevoli, vi invito a fare un giro in rete per scoprirle tutte.

Come per i carciofi le mani si anneriscono nel pulirli e, cosa importate, bisogna pazientemente togliere loro i filamenti che li renderebbero difficili da mangiare. Ma la resa ripaga di questi piccoli inconvenienti.

Io li preparo in teglia con formaggio e patate, un piatto sostanzioso, ricco di benefici e bontà.

1 cespo di cardi (circa 500 g al netto degli scarti)
1 limone

3 patate medie
sale
50 g di burro
Parmigiano reggiano
Pangrattato
1 bicchiere d’acqua

Pulire i cardi, togliere tutti i filamenti e tagliarli a pezzi di circa 3 cm. Lasciarli in acqua acidulata col limone per evitare che anneriscano.

Portare una pentola d’acqua ad ebollizione e cuocere i cardi, dopo averli scolati dalla precedente acqua, per 30 minuti.

A metà cottura aggiungere le patate sbucciate e tagliate a fette di 1/2 cm.

Scolare il tutto.

Accendere il forno ventilato a 180°.

Imburrare una teglia, cospargerla di pangrattato e fare un primo strato di patate, spolverare di parmigiano e pangrattato in proporzione 2 a 1, aggiungere qualche fiocchetto di burro.

Ripetere l’intera operazione con i cardi, ancora con le patate e completare con i cardi con un’ultima abbondante spolverata di parmigiano, pangrattato e fiocchetti di burro.

Irrorare la preparazione con un bicchiere di acqua, infornare per 30 minuti, l’acqua si deve assorbire e tutto essere ben gratinato.

Lasciare intiepidire leggermente prima di servire.

Bruschetta con zucca e skordalia alle mandorle per il Club del 27

La skordalia è un meze (antipasto) greco. Si tratta di una salsina agliata, per questo da gustare rigorosamente tra amici, che accompagna solitamente un piatto di pesce fritto. Il nome deriva dalla parola aglio che in greco si dice skordo.

In questa occasione, insieme al Club del 27 che questo mese omaggia la zucca, la propongo nella versione autunnale di Bianca Berti.

L’antipasto è velocissimo da preparare, così come veloce è stata la sua sparizione dalla tavola, fortunatamente almeno una foto l’ho fatta 🙂

Dosi per 4 persone:

150 g di zucca
3 cucchiai di olio extravergine
4 fette sottili di pane
50 g di primosale di capra (oppure feta) a dadini
timo

Skordalia alle mandorle:
70 g mandorle
1 spicchio di aglio
1 cucchiaio di pangrattato
2 cucchiai di aceto di vino bianco
30 ml olio extravergine di oliva
acqua

Tostare le mandorle in una padella antiaderente, farle raffreddare e tritarle con l’aglio, il pangrattato e l’aceto cercando di ottenere un crumble.
Continuando a frullare, aggiungere l’olio a filo ed acqua quanto basta per ottenere un’emulsione.
Tagliare la zucca a fette sottili, ungerle con l’olio e piastrarle per qualche minuto, devono risultare tenere.
Ungere il pane con l’olio e tostarlo sulla griglia calda.
Comporre la bruschetta spalmandola di skordalia di mandorle, coprire con le fette di zucca, il primosale di capra, il timo e poco olio ancora.

Ratatouille

La ratatouille, un contorno di verdure tipico della Provenza, deve il suo nome al gesto di mescolare: dal francese touiller accomunato all’occitano ratatolha.

Un piatto fresco, colorato e veloce nella sua preparazione, che utilizza ortaggi tipicamente estivi con l’unico accorgimento di prepararli rispettando i diversi tempi di cottura.

Nota davvero fondamentale è utilizzare verdure freschissime accompagnate da un buon olio extravergine d’oliva e dalle erbe aromatiche che arricchiranno il vostro piatto donandogli il tipico profumo mediterraneo.

1 melanzana
1 peperone giallo
2 zucchine medie
2 patate medie
2 pomodori grossi maturi
erbe aromatiche fresche
tritate (timo, basilico, prezzemolo…)
3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
1 spicchio d’aglio
sale

Lavare ed asciugare le verdure, sbucciare le patate e tagliare tutti gli ortaggi in pezzi della stessa dimensione.

In una padella antiaderente scaldare l’olio, profumarlo con lo spicchio di aglio ed aggiungere le patate e mezzo bicchiere d’acqua, sale ed erbe aromatiche. Cuocere per 5 minuti mescolando ogni tanto.

Aggiungere in sequenza di un paio di minuti i peperoni, mescolare, le zucchine, mescolare, e da ultimo i pomodori e mescolare.

Cuocere per 10/15 minuti con il coperchio a fuoco medio, sempre… mescolando di tanto in tanto. Se si asciugano troppo aggiungere poca acqua calda.

Le verdure dovranno risultare ben cotte ma sode, non sfatte.

Tris di cereali alla curcuma

Ripartiamo di slancio con una terrina di cereali e verdure profumate alla curcuma, un mix di alleati per il nostro benessere.

Avena, Farro e Orzo sono i cereali che ho utilizzato: il primo è ottimo per placare la fame, il secondo ha un buon valore proteico mentre il terzo è un buon rimineralizzante. Il tutto condito con broccoli e pomodorini, ricchi di vitamine, e la curcuma che si caratterizza anche come buon antinfiammatorio naturale e aiuta a rafforzare il sistema immunitario.

Un piatto unico versatile e ottimo gustato sia caldo che a temperatura ambiente, consentendoci così di prepararlo per tempo.

Dosi per due porzioni

45 gr di avena decorticata
45 gr di farro
45 gr di orzo
6 pomodorini
4/5 cimette di broccoli
1 cucchiaino di curcuma
3 cucchiaini di olio extravergine d’oliva

Sciacquare bene i cereali e cuocerli in acqua leggermente salata, i tempi di cottura sono generalmente riportati sulle confezioni e variano di poco (35/40 min), motivo per cui io li cuocio insieme.

Nel frattempo lavare le cimette di broccolo e cuocerle a vapore, lavare e tagliare in quattro i pomodorini.

In una padella far scaldare l’olio, aggiungere la curcuma che deve tostare un minuto, di seguito versare i broccoli ed i pomodorini, da ultimo i cereali scolati.

Aggiustare di sale e spadellare, il piatto è servito.

Pillola socratica 😉

Frittata di salicornia

E’ tempo di salicornia, chiamata anche asparago di mare, salicot, finocchio di mare o fagiolo di mare. Tanti nomi per una pianta erbacea che cresce spontanea lungo i litorali, nelle paludi salmastre e vanta innumerevoli proprietà benefiche. Infatti è ricca di sali minerali e vitamine, soprattutto di iodio, ha proprietà depurative e rinfrescanti, è ricca d’acqua e dal gusto salato e leggermente amarognolo.

Si raccoglie da maggio ed in commercio la si trova, anche se non facilmente, sino a fine agosto. Si accompagna al pesce, soprattutto crostacei, e può essere consumata sia cruda che cotta, condita in insalata oppure conservata sott’aceto. Ottima nella frittata con l’aggiunta di un pò di formaggio e senza la necessità di aggiungere sale.

Unico accorgimento una volta lessata, dai rametti più grossi va levato il filo interno io ne ho lasciati un paio appositamente per farveli vedere nella foto, sono semplicemente da sfilare.

150 gr. di salicornia
4 uova
50 gr di parmigiano reggiano
1 noce di burro

Lavare la salicornia molto bene e lasciarla in ammollo qualche minuto.

In una pentola di acqua in ebollizione, tuffare la verdura e cuocere per cinque minuti. Scolare, far raffreddare, togliere eventuali filamenti molto grossi.

In una ciotola sbattere le uova con il formaggio, aggiungere la salicornia.

Sciogliere il burro in una padella antiaderente, versare il composto e lasciare rapprendere per qualche minuto fino a che non si è formata la crosticina di sotto. Con l’aiuto di un coperchio o un piatto rigirare la frittata e terminare la cottura.

Pillola socratica 😉

foto tratta dal web