Peach and Sweet Onion Salsa

Prima di salutarci per la pausa estiva insieme al Club del 27 mi sono cimentata nella preparazione dei “dip”, ovvero tutte quelle salsine in cui immergere verdure, abbinare pane e crostini, condire insalate, gustare insieme a formaggi, carni, pesci. Scatenate la fantasia!

Le ricette sono tratte dal libro Big Dips di James Bradford e richiedono poca o nessuna cottura.

Io ho scelto una preparazione a freddo che ho abbinato a dei crostini, ma è perfetta con formaggi morbidi, delicati ma saporiti come ad esempio un fresco caprino.

Tutto molto semplice e molto gustoso, niente fornelli accesi, un minimo di manualità per tritare tutto in modo uniforme, la pazienza di aspettare che gli ingredienti si fondano insieme per creare un sapore unico e voilà, il gioco è fatto.

Buona estate a tutti, il club riaprirà a settembre 🙂

Ingredienti:

2 pesche medie
2 pomodori ramati non troppo maturi
1 piccola cipolla rossa dolce
1 cucchiaio di succo di limone
1 cucchiaio di miele millefori
1 cucchiaio raso di zucchero di canna
sale
erba cipollina

Tagliare a cubetti piccoli le pesche, i pomodori e la cipolla.

Unire tutti gli ingredienti nella ciotola e mescolarli bene con il limone, lo zucchero ed il miele. Aggiustare di sale a piacere.

Il dip ottenuto può essere servito subito oppure tenuto in frigo almeno un paio d’ore affinchè i vari ingredienti si fondano ed insaporiscano tra loro.

Guarnire con erba cipollina tagliata fresca prima di servire.

Makes about 3 cups
3 medium peaches, peeled and diced
2 Roma tomatoes, diced
1 medium sweet onion,* minced
1 teaspoon freshly squeezed lemon juice
1 teaspoon honey
1 teaspoon brown sugar
1 teaspoon salt
1/4 cup chopped fresh chives, for garnish
Combine all of the ingredients in a bowl and mix well with a spoon. The salsa can be served immediately, but it is best to refrigerate and allow the flavors to meld for 2 to 3 hours.

Pitta di patate

La pitta di patate è una torta salata rustica salentina, tipica della provincia di Lecce. Deliziosa da consumare tiepida, meglio ancora se lasciata raffreddare per compattare ed amalgamare i sapori dei diversi ingredienti, e servita come piatto unico oppure in un buffet.

Il suo nome pare sia dovuto al fatto che in origine la torta venisse pittata, cioè decorata.

Nei miei ricordi la pitta è legata indissolubilmente alle giornate trascorse al mare, tra bagni rinfrescanti e momenti di riposo sotto una profumata pineta. Ma con l’inizio della stagione calda, ovunque mi trovi, è questo uno dei piatti che preparo volentieri.

1 kg di patate
olio
formaggio grattato saporito (facoltativo)
pangrattato

Per il ripieno:
200 gr di cipolle
300 gr di pomodorini
capperi
olive nere piccole denocciolate
origano

sale
olio extra vergine d’oliva

Pelare, tagliare a tocchetti le patate e cuocerle nel microonde, in alternativa lessarle come da tradizione. Schiacciarle con una forchetta o l’apposito attrezzo e condirle con sale e olio. Deve risultare un impasto setoso e morbido.

In una padella antiaderente versare quattro cucchiai di olio e far appassire le cipolle tagliate a metà e poi a fettine sottili, aggiungere i pomodorini tagliati in quattro, una bella manciata di capperi dissalati, olive a piacere e una generosa spolverata di origano. Salare e cuocere per una decina di minuti, fare intiepidire.

In una tortiera apribile, unta di olio e spolverata di pangrattato, fare una base con metà impasto di patate e foderare anche i bordi, versare il condimento, livellarlo bene e ricoprire il tutto con il resto delle patate.

Con i rebbi di una forchetta praticare delle leggere incisioni circolari come decoro, spolverare di pangrattato e formaggio, completare con un giro d’olio.

Cuocere in forno a 180° per mezz’ora.

Melanzane al forno con stracciatella e pomodorini confit

La ricetta di oggi è perfetta come antipasto ma si presenta bene anche come secondo piatto se non addirittura piatto unico, basta correggere le quantità da servire ed il gioco è fatto!

Pochi ingredienti ed un latticino: la stracciatella. Da non confondere con quella alla romana perchè si riferisce ad una zuppa a base di uova e Parmigiano Reggiano descritta anche da Pellegrino Artusi; e nemmeno con il famoso gelato inventato da un pasticcere a Bergamo che ha pensato bene di inserire nel fiordilatte pezzi irregolari di cioccolato fondente.

Oggi, per questa ricetta, serve la stracciatella di bufala un latticino dalle origini pugliesi. Qui i contadini il secolo scorso a causa della povertà, non volendo buttare i residui della produzione della burrata mescolarono gli “stracci” della pasta filata con la panna. Il risultato ottenuto è a dir poco strepitoso.

Dosi per 4 persone

4 melanzane
stracciatella di burrata
pomodorini confit
olio extra vergine d’oliva
basilico
timo
sale

Lavare le melanzane e con i rebbi della forchetta fare qualche buchetto sulla buccia.

Accendere il forno a 180° e cuocerle su una teglia rivestita di carta forno per 20/25 minuti. Lasciarle raffreddare, sbucciarle e tagliare ogni melanzana per il lato corto in 4/5 parti.

Preparare i pomodorini confit come da mia ricetta: clicca qui.

Disporre su un piatto di portata le melanzane, salarle e fare un primo giro d’olio. Rifinirle con la stracciatella, i pomodorini confit, le foglioline di basilico e timo fresco, ancora un pò di sale e olio.

Salmon & Spinach Pastry – Pie di salmone e spinaci

Questo mese il Club del 27 ha preso spunto dal libro di ricette Savory Dinners Pie per preparare tante gustose torte salate.

Ognuna di queste prevede anche la preparazione della pasta.

Io ho scelto delle monoporzioni a base di salmone, spinaci e formaggio cremoso che, come uno scrigno, sigillano i sapori che si fondono insieme e rendono il tutto un piatto completo e di sicura riuscita. Come sempre in fondo alla mia ricetta trovate la versione originale in inglese.

Ed ora mettiamo il grembiule, si cucina!

Dosi per 2 porzioni

1 panetto di impasto Go-To Pie (oppure 1 confezione di pasta sfoglia già pronta rettangolare)
1 cucchiaio di burro
120 gr di spinaci tritati grossolanamente
1 spicchio d’aglio
60 gr di crema di formaggio
1/4 tazza di parmigiano grattugiato
1 o 2 cucchiaini di latte
2 tranci di salmone senza pelle da 150 gr l’uno.
olio extra vergine d’oliva
1 uovo sbattuto
sale

Preparare la pasta come indicato sotto.

Sciogliere il burro in una padella capiente a fuoco medio. Unire gli spinaci e l’aglio, salare leggermente ed insaporirli per qualche minuto. Spegnere, eliminare l’aglio e lasciare raffreddare.

In una ciotolina mischiare la crema di formaggio con il parmigiano, ammorbidire il tutto con un cucchiaino o due di latte.

Stendere e dividere in 2 rettangoli la pasta (all’incirca 25 x 30 cm l’uno) e su metà della loro superficie disporre gli spinaci, il formaggio e adagiare sopra il salmone, oliare e salare leggermente. Ripiegare la pasta sigillando bene i bordi.

Mettere il tutto in frigo per un’ora almeno.

Accendere il forno a 180° e foderare una teglia con carta da forno.

Disporre gli scrigni in teglia e praticare su ognuno un’incisione per il senso della lunghezza, spennellare le superfici con l’uovo sbattuto.

Infornare e cuocere per 25/30 minuti.

Go-To pie  Dough

10 cucchiai di burro freddo tagliato a cubetti
1½ tazza di farina 0
1½ cucchiaino di amido di mais
½ cucchiaino di sale
2 cucchiaini di aceto bianco
⅓ tazza di acqua fredda scarsa

Tenere tutti gli ingredienti in frigo per mezz’ora.

In un mixer miscelare le farine col burro, unire l’aceto, il sale e l’acqua un po’ alla volta. Lavorare velocemente accendendo e spegnendo più volte il mixer, si otterrà una massa grumosa da compattare su un ripiano leggermente infarinato. Avvolgere l’impasto, appiattito, nella pellicola alimentare e far raffreddare in frigo almeno due ore, meglio una notte intera. Volendo si può congelare per utilizzi futuri.

Se si prepara l’impasto a mano calcolare un cucchiaio in più di farina, lavorare coi polpastrelli velocemente e versare i liquidi lungo la ciotola sempre poco per volta.

SALMON & SPINACH PASTRY 1 recipe Go-To Pie Dough, divided as instructed in step 1 and refrigerated 2 tablespoons unsalted butter – 8 ounces baby spinach, coarsely chopped – 2 garlic cloves, minced – 4 ounces cream cheese, at room temperature – ½ cup grated Parmesan cheese – 1 to 2 teaspoons whole milk – 2 (6½- to 7-ounce) boneless, skinless salmon fillets – Old Bay Seasoning or other seafood seasoning – 1 egg beaten with 1 tablespoon milk (optional)

Prepare the pastry as directed, but divide the dough into two equal portions and shape each into a square almost ¾ inch thick. Wrap each square in plastic wrap and refrigerate for at least 1½ hours.

Melt the butter in a large sauté pan over medium heat. Stir in the spinach and garlic; salt lightly. Sauté for several minutes, until the spinach is thoroughly wilted. Remove from the heat and allow to cool.

In a small bowl, blend the cream cheese and Parmesan cheese; pepper to taste. Mix in a teaspoon or two of milk to soften further. Set aside. Preheat the oven to 375°F and line a large baking sheet with parchment paper.

Working with one piece of dough at a time (and leaving the other one in the refrigerator), roll it into a rectangle on a lightly floured sheet of parchment paper. It should be large enough that when you place half of the spinach, dolloped cheese, and salmon on one side of it, you’ll have plenty of dough to fold over and cover the filling, plus enough left uncovered along the edges to seal. To accommodate the 1-inch-thick salmon fillets I get, my rectangle is usually about 7 inches by 10 or 11 inches.

Draw an imaginary line down the center of your pastry, widthwise, and make a bed of about half of the spinach, in the approximate dimensions of your salmon fillet, in the center of one side. Dollop about half of the cheese mixture here and there over the spinach. Sprinkle one piece of salmon on both sides with Old Bay and salt; go easy on the salt because many seafood seasoning mixes have plenty of it. Place the fillet on top of the cheese and press lightly to flatten it.

Lightly moisten the entire edge of the pastry with a wet fingertip. Fold the uncovered half of pastry snugly over the salmon. Line up the edges of the pastry, press them together gently, and roll them into a sort of rope edge to seal. Lift the parchment and fish packet onto the baking sheet. Repeat for the other portion of pastry and the remaining fillings.

Using a serrated knife, make a 3-inch-long shallow slit, lengthwise, in the top of each pastry. Brush with egg wash, if you like, and bake on the center oven rack for 35 to 40 minutes. It’s a little tricky knowing exactly when the fish is done, because you can’t fork it to see if it’s flaky (at least not without making a mess of the pastry). However, an instant-read thermometer inserted into the thickest part of the fish should register 145°F. Use a spatula to transfer the packets to a cooling rack and cool for about 10 minutes. Halve widthwise and serve.

GO-TO PIE DOUGH 8 tablespoons (1 stick) cold unsalted butter plus 2 tablespoons cold vegetable shortening (or 10 tablespoons cold unsalted butter), cut into ½-inch cubes – 1½ cups all-purpose flour -1½ teaspoons cornstarch – ½ teaspoon salt – 2 teaspoons white vinegar – Scant ⅓ cup cold water

Put the butter and shortening cubes in a single layer on a flour-dusted plate, with the shortening off to one side of the plate by itself. Refrigerate for at least 30 minutes. Combine the flour, cornstarch, and salt in a bowl and refrigerate that mixture also. Pour the vinegar into a 1-cup glass measure. Add enough cold water to equal ⅓ cup liquid. Refrigerate.

When you’re ready to mix the pastry, transfer the flour mixture to a food processor. Pulse several times to mix. Remove the lid and scatter about 6 tablespoons of the butter—a little more than half of the total fat—over the dry mixture. Pulse the machine five times—that’s five 1-second pulses—followed by an uninterrupted 5-second run. Remove the lid and add the remaining fat. Give the machine six or seven 1-second pulses.

Remove the lid and loosen the mixture with a big fork; you’ll have a range of fat clods, most quite small but a few larger ones as well. With the lid off, drizzle about half of the liquid over the mixture. Replace the lid and give the machine three very quick, half-second pulses. Remove the lid, loosen the mixture with your fork, and add the rest of the liquid. Pulse briefly three or four times, just like before. The mixture will still look crumbly, but the crumbs will be starting to get a little clumpier.

Transfer the contents of your processor to a large bowl, one large enough to get your hands in. Start rubbing the crumbs together, as if you were making a streusel topping—what you’re doing is redistributing the butter and moisture without overworking the dough. (NOTE: If your dough mixture came out of the food processor more clumpy than crumb-like, don’t worry. Just pack it together like a snowball, knead it very gently two or three times, and proceed to step 5.) You can accomplish the same thing by “smearing” the crumbs down the sides of the bowl with your fingers. When the dough starts to gather in large clumps, pack it like a snowball and knead gently, three or four times, on a lightly floured surface.

Put the dough on a long piece of plastic wrap and flatten it into a 1-inch-thick disk. Wrap tightly in plastic wrap and refrigerate for at least 1½ to 2 hours; overnight is fine. (You can also slip the wrapped dough into a gallon-size plastic freezer bag and freeze it for up to 2 months. Thaw overnight in the refrigerator before using).

NOTE: To make the dough by hand, chill all of your ingredients as specified in step 1, but increase the flour to 1½ cups plus 1½ tablespoons. Remove the butter and shortening from the refrigerator 5 to 8 minutes before mixing; it should have a little “give” to it when squeezed between your fingers. Add about 6 tablespoons of the butter to your dry mixture; toss to coat with flour. Using your pastry blender, cut in the butter until the largest pieces of fat are pea-size. Add the remaining fat, toss to coat, and cut that in. The entire mixture should look like it has been “touched” by the fat, and nothing should be larger than pea-size. Pour half of your liquid down around the sides of the bowl, but not in any one spot. Mix well with a large fork, moving the mixture in from the sides and up from the bottom. Repeat with the remaining liquid, but add the last few teaspoons only if needed. Rub and smear the crumbs as specified in step 4 until a dough starts to form. Pack the dough and knead gently a couple of times. Flatten into a disk, then wrap and refrigerate.

Zuppa di cipolle – Soupe à l’oignon

La soupe a l’oignon è considerato un raffinato piatto tradizionale francese, di chiara derivazione popolare utilizza ingredienti poveri ma arricchiti nel gusto oltre che decisamente saporiti.

Vari sono gli aneddoti e le leggende intorno alla sua nascita, si narra che l’inventore sia stato Luigi XV in persona, anche che le sue origini risalgano all’impero romano dove venne scritta una delle prime ricette della storia a base di cipolle.

Nel mezzo si pone Caterina de Medici che nel 1533, data in sposa a re Enrico II d’Orleans, pare abbia portato in dote oltralpe una ricetta di origine toscana, dove la zuppa di cipolle veniva servita assieme a fette di pane abbrustolito.

Dosi per 4 persone:

500 gr di cipolle dorate
1 l di brodo vegetale
50 gr di burro
2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaio di farina
1/2 bicchiere di vino bianco

sale
fette di pane casereccio
70 gr di Emmentaler o Pecorino (per un gusto più deciso)

La ricetta classica prevede l’uso del brodo di carne che io sostituisco con quello vegetale preparato con il mio dado.

In una casseruola versare l’olio e far sciogliere il burro, farvi dorare a fiamma dolce le cipolle tagliate e finemente affettate, non devono scurirsi. Una volta appassite aggiungere lo zucchero e la farina setacciata in modo da non avere grumi. Lasciare tostare e sfumare con il vino, alla fine devono risultare solo leggermente caramellate.

Versare metà del brodo caldo e cuocere a fuoco dolce per mezz’ora, aggiungendo altro brodo all’occorrenza.

Aggiustare di sale.

A cottura ultimata deve risultare una zuppa morbida, non brodosa e nemmeno troppo asciutta.

Tostare le fette di pane.

Se possibile dividere la zuppa in cocotte di ceramica singole, rifinire con il pane tostato e abbondante formaggio grattugiato.

Passare il tutto al grill a 250° per qualche minuto, sino a gratinatura.

Focaccia ripiena di scarola (indivia)

Ritorno a parlare di lievitati, una gustosa focaccia farcita con un intingolo il cui ingrediente principale è la scarola.

Il suo nome corretto è indivia, un’insalata che si trova in autunno/inverno, e particolarmente apprezzata nella cucina campana. Con un buon apporto di vitamina A e ricca di acqua, se consumata cruda in insalata ha un gusto leggermente amarognolo, che si perde se cucinata ed arricchita con ingredienti tipicamente mediterranei.

Ottima come contorno, a farcire la famosa pizza oppure una focaccia come questa che vi propongo.

Ingredienti:

Per la pasta lievitata (teglia di 28 cm)

400 gr di farina di tipo 1
8 gr di lievito di birra
acqua
1 cucchiai di Olio extravergine d’oliva
sale

Per il ripieno

1 grosso cespo di scarola (indivia)
40 gr di olive di gaeta o taggiasche
2 spicchi d’aglio
3 filetti d’acciuga
1 cucchiaino di capperi dissalati
1 cucchiaio raso di pinoli tostati (facoltativo)
1 cucchiaio scarso di uva sultanina ammollata in acqua (facoltativo)
1 peperoncino

2 cucchiai di Olio extravergine d’oliva
sale

Iniziare preparando la pasta che dovrà avere il tempo di lievitare.

Sciogliere il lievito di birra in acqua tiepida, mettere la farina a fontana sulla spianatoia, versare il lievito sciolto in poca acqua tiepida, il sale ed aggiungere man mano acqua quanto basta per ottenere un panetto morbido ma non appiccicoso. Lasciare lievitare in un luogo asciutto per almeno tre ore.

Pulire bene e lavare la scarola, sgocciolarla e farla appassire in una padella, a fuoco medio, asciugandola dall’acqua.

In un’altra padella versare l’olio e far imbiondire gli spicchi di aglio, toglierli e farvi sciogliere i filetti di acciuga.

Aggiungere la scarola e tutti gli altri ingredienti, cuocere per 10 minuti, a cottura ultimata lasciare intiepidire.

Sulla spianatoia creare un disco con metà pasta lievitata e stendervi sopra uniformemente l’intingolo. Ricoprire il tutto con un altro disco di pasta, sigillare i bordi e bucherellare la superficie con i rebbi della forchetta.

Spennellare la focaccia di olio e cuocere in forno già caldo per 20/25 minuti in modalità ventilata a 190° oppure a 200° se statica.

Carpaccio di cachi Persimon e Gorgonzola

Iniziamo l’anno con un leggero antipasto che ho tratto dal Calendario del cibo italiano, una veloce quanto deliziosa preparazione di Giuliana Fabris.

L’ingrediente principale è dato dai cachi o kaki o ancora diospiri, sono frutti originari dell’Asia orientale, importati in Europa a metà dell’Ottocento, si narra infatti che il primo albero di cachi da noi fu coltivato nel giardino di Boboli a Firenze nel 1871.

Questi frutti colorati e delicati sono divenuti simbolo di pace nel secondo dopoguerra poichè solo pochi di questi alberi sopravvissero all’esplosione atomica di Nagasaki.

Sono un buon alimento nelle diete per il loro scarso apporto calorico, una buona presenza di Vitamine C e del gruppo B, ricchi di beta-carotene e potassio e con un’alta percentuale di acqua che li conferisce proprietà lassative oltre che diuretiche.

Per questa ricetta si deve utilizzare la varietà Persimon coltivata esclusivamente nella provincia di Valencia in Spagna, esteticamente simile alla mela viene comunemente chiamato caco-mela. Rispetto ai classici cachi ha una polpa soda e priva di semi e si conserva più a lungo.

Ingredienti per 6 persone

2 cachi Persimon
Ciuffi di Valeriana
150 g di gorgonzola piccante
50g di nocciole
1 cucchiaio abbondante di aceto balsamico
Olio extravergine d’oliva
Sale

Lavare ed asciugare bene la valeriana, sbucciare i cachi ed affettarli sottilmente a rondelle.

Tostare le nocciole e tritarle grossolanamente, creare un’emulsione con l’olio, l’aceto ed il sale.

Comporre il piatto di portata creando un letto di valeriana sulla quale adagiare le fette di caco e distribuiti sopra i pezzetti di gorgonzola.

Condire il tutto con la vinaigrette preparata precedentemente e completare con le nocciole tostate.

Finocchi brasati con pomodori e Pastis – Braised fennel

Eccoci arrivati all’inizio dell’Avvento preludio delle prossime feste natalizie.

Quest’anno il Club del 27 ha pensato ad un Calendario dell’Avvento che segue di pari passo il libro di ricette Festive di Julia Stix e Eva Fischer. Si tratta appunto di una pubblicazione di 24 ricette, una per giorno, tutte molto semplici, panettone a parte. Preparazioni ideali come spunto per i pranzi e le cene dei prossimi giorni che mi auguro si possano trascorrere con i nostri cari.

Io ho scelto una ricetta che utilizza i finocchi, agile e leggera verdura qui proposta come ricco contorno profumato con il Pastis, un liquore aperitivo francese all’anice.

Nel Calendario dell’Avvento questa mia ricetta corrisponde al 16 dicembre.

Dosi per 4 persone
1 kg di finocchi
2 spicchi d’aglio
2 scalogni francesi
5 rametti di timo
4 cucchiai di olio d’oliva
1 cucchiaino di semi di finocchio
200 g di pomodori a cubetti in scatola
80 ml di vino bianco secco
3 cucchiai di pastis
brodo vegetale
1 pizzico di zucchero bianco
Sale
1 Baguette croccante

Lavate e mondate i finocchi, conservando le barbe verdi. Rimuovere il nucleo e tagliare i bulbi in otto spicchi. Sbucciare e tritare l’aglio e lo scalogno, lavare velocemente il timo, asciugarlo ed utilizzare le foglioline.
Scaldare l’olio in una padella, aggiungere il finocchio e i semi di finocchio, far rosolare. Aggiungere lo scalogno e il timo, far insaporire un paio di minuti e da ultimo l’aglio ed i pomodori.

Sfumare il tutto con il vino ed il pastis.

Condire con zucchero e sale, ridurre il fuoco al minimo, coprire e cuocere a fuoco lento per 20 minuti. Se necessario aggiungere un pò di brodo vegetale caldo.

Servire con le barbe di finocchio tenute da parte per decorazione e la baguette.

Braised Fennel
with tomatoes and pastis
SERVES 4
1 kg (2 lb 4 oz) fennel
4 garlic cloves
2 French shallots
5 sprigs thyme
4 tbsp olive oil
2 tsp fennel seeds
200 g (7 oz) tinned diced tomatoes
1/3 cup (80 ml) dry white wine or vegetable stock
3 tbsp pastis
1 pinch white sugar
Salt
Pepper
Crusty baguette, to serve
Wash and trim the fennel bulbs, reserving the green fronds. Remove the core. Slice the bulbs into
eight wedges. Peel and finely chop the garlic and shallots. Wash the thyme and pat it dry. Pick off
the leaves.
Heat the oil in a frying pan. Add the fennel and fennel seeds and sear. Add the shallots and thyme
and fry briefly. Stir in the garlic, then add the tomatoes. Deglaze the pan with the wine and pastis.
Season with sugar, salt and pepper. Reduce the heat to low, cover and simmer for 20 minutes.
Divide the fennel mixture among four serving plates. Tear the reserved fennel

Bagnet verd – Salsa verde

Il frontespizio del trattato di Giovanni Vialardi

Il Bagnet Verd, la Salsa di Casa Savoia

Giovanni Vialardi a vent’anni divenne aiutante di cucina della Real Casa Savoia, lavorando prima per Carlo Alberto e poi per Vittorio Emanuele II. Realizzò questa salsa ispirandosi probabilmente a preparazioni già diffuse all’epoca, come quella descritta dall’Ordine dei Cavalieri del Tartufo e dei Vini d’Alba risalente ai primi dell’Ottocento, a base di “petrosemolo, un po’ d’aglio tritissimo, un pocolino di scorza di limone grattugiata, olio, aceto, e zucchero a piacimento”, con l’aggiunta di “pane trito o midollo di pane ben stemperato” se si vuole dare più consistenza. Ma il cuoco savoiardo eliminò il limone e preferì rendere il bagnetto più corposo con l’aggiunta delle acciughe – già presente nel celebre garum dei Romani a base di pesce fermentato con aceto – e dei tuorli, ottenendo una salsa omogenea che utilizzò per accompagnare il sontuoso bollito misto alla piemontese. (note tratte da internet)

Per questa veloce salsa ho preferito riportare la storia di chi l’ha creata rendendola un accompagnamento goloso ad un buon bollito di carne (qui vi spiego come si prepara). La ricetta di base è rimasta invariata nel tempo, ad esclusione dello zucchero che non compare più, ed è stata inserita tra i prodotti agroalimentari piemontesi. Si trovano anche delle varianti locali che eliminano i tuorli oppure le acciughe.

La salsa verde è ottima anche spalmata su caldi crostini di pane casareccio da servire come antipasto.

Dosi per 4 persone

100 gr di foglie di prezzemolo fresco
1 spicchio di aglio
3 filetti di acciughe sott’olio
2 tuorli d’uovo
mezzo cucchiaio di capperi sotto sale
olio extra vergine d’oliva
aceto di mele
50 gr di pane raffermo

Per prima cosa rassodare le uova e tenere da parte a raffreddare in una ciotola i due tuorli schiacciati bene con una forchetta.

Lavare le foglie di prezzemolo ed asciugarle bene, sciacquare i capperi per togliere l’eccesso di sale.

In poco aceto mettere il pane e quando è ammollato strizzarlo bene.

Siamo pronti per preparare la salsa, i metodi sono due, se volete tritate a mano oppure utilizzate un mixer nel quale inserire il prezzemolo, l’aglio, i filetti d’acciuga, i capperi, il pane e l’olio poco alla volta sino ad ottenere una crema granulosa dalla morbida consistenza.

Versare il composto così ottenuto nella ciotola con i tuorli e mescolare il tutto.

Importante: lasciare riposare la salsa almeno 2 ore prima di servirla.

Se avanza, ma non succederà vedrete, si conserva un paio di giorni in frigo in un contenitore a chiusura ermetica.


Schiacciata di pane ripiena di verdure

4

Rieccoci con le mani in pasta.. di pane!

Per il World Bread Day! è il sedicesimo anno che con Zorra si preparano in contemporanea, ed ovunque sul pianeta, fragranti lievitati.

Per questa occasione ho preparato non una pizza, non una focaccia, non un pane, ma tutto questo messo insieme. La definisco una schiacciata di pane ripiena, la trovo perfetta da conservare anche in congelatore, avvolta nella stagnola, per trovarla pronta quando si ha fame e non si ha voglia di cucinare.

In questa versione ho aggiunto la mozzarella che serve da legante, in alternativa potete utilizzare un uovo oppure lasciare “libere” le verdure.

Per una teglia di 28 cm

200 gr di farina 0
300 gr di farina integrale
10 gr di lievito di birra fresco
acqua
olio extra vergine d’oliva

sale

Ripieno:

2 cipolle
2 peperoni
12 pomodorini
12 olive verdi
1 cucchiaio di capperi dissalati
50 gr di mozzarella oppure 1 uovo
timo
olio extra vergine d’oliva

sale

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Sciogliere il lievito di birra in acqua tiepida, mettere le farine a fontana sulla spianatoia, versare il lievito, il sale ed acqua quanto basta per ottenere un panetto morbido ma non appiccicoso. Lasciare lievitare in un luogo asciutto per almeno tre ore.

Nel frattempo, in una padella, versare due cucchiai di olio e far appassire le cipolle tagliate sottilmente. Aggiungere i peperoni a tocchetti ed i pomodorini tagliati in quattro.

Se la preparazione dovesse asciugare troppo, aggiungere pochissima acqua tiepida, deve rimanere abbastanza asciutta.

Quasi a fine cottura unire le olive tagliate a rondelle, i capperi ed il timo.

Far intiepidire.

Riprendere la pasta lievitata, utilizzarne 3/4  e stenderla in una teglia unta d’olio, versare il ripieno e pareggiarlo, cospargere il tutto con la mozzarella tagliata.

Oppure: rompere un uovo, batterlo con una forchetta e versarlo sul composto di verdure.

Con la pasta rimasta, aiutandosi con un mattarello ed un po’ di farina, creare un disco da appoggiare sul ripieno e sigillarne bene i bordi.

Bucherellare la superficie della pasta, ungerla con un po’ di olio ed infornare a 200°, modalità ventilata, per 20/30 minuti.

Banner World Bread Day, October 16, 2021