Crema di sedano rapa e nocciole

Il sedano rapa, conosciuto anche come sedano di Verona, è un ortaggio dal delicato sapore di nocciola.

Ricco di acqua e con pochissime calorie, contiene potassio, vitamine e molte fibre, utili anche ad alleviare il senso di fame.

Si può consumare crudo poichè molto rinfrescante e digeribile, tagliato sottile e condito con olio, sale e succo di limone. Ottimo cotto al forno e gratinato, provate a farne purè utilizzandolo al posto delle patate, è squisito.

Dimenticavo, perchè non trasformarlo in una crema calda e vellutata? Detto, fatto!

Dosi per 4 persone
2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
1 patata grande
1 cipolla bianca
1 sedano rapa
1/2 spicchio di aglio
1 mela gialla
1 litro di brodo vegetale
1 manciata di nocciole tostate
salvia

Pulire e tritare la cipolla, sbucciare l’aglio, pelare il sedano rapa, la patata e la mela e tagliarli a cubetti della stessa dimensione.

Preparare il brodo vegetale (io utilizzo il mio dado vegetale) e tenerlo in caldo.

Scaldare l’olio in una pentola dai bordi alti, versare la cipolla e l’aglio, cuocere per 2 minuti, aggiungere il sedano rapa e la patata, mescolare bene e cuocere ancora 2 minuti. Da ultimo aggiungere la mela e versare il brodo bollente.

Cuocere con il coperchio a fuoco dolce per 30 minuti, girare di tanto in tanto.

Controllare che il sedano e la patata siano molto morbidi e passare le verdure al mixer tenendo da parte del brodo di cottura, aggiungerlo solo se necessario. La crema deve risultare abbastanza densa e comunque della consistenza che si preferisce.

Versare la crema nelle fondine e cospargere la superficie di nocciole leggermente tritate e salvia.

Pillola socratica 😉

Cardi e patate gratinati

Non so se definire questo piatto un contorno oppure un secondo o meglio ancora un piatto unico. Di sicuro attendo una anno intero per poterlo preparare, quando finalmente arrivano i cardi.

Parenti stretti dei carciofi, ricchi d’acqua, fibre e sali minerali, hanno un buon potere saziante unito ad un bassissimo apporto calorico. Le proprietà sono innumerevoli, vi invito a fare un giro in rete per scoprirle tutte.

Come per i carciofi le mani si anneriscono nel pulirli e, cosa importate, bisogna pazientemente togliere loro i filamenti che li renderebbero difficili da mangiare. Ma la resa ripaga di questi piccoli inconvenienti.

Io li preparo in teglia con formaggio e patate, un piatto sostanzioso, ricco di benefici e bontà.

1 cespo di cardi (circa 500 g al netto degli scarti)
1 limone

3 patate medie
sale
50 g di burro
Parmigiano reggiano
Pangrattato
1 bicchiere d’acqua

Pulire i cardi, togliere tutti i filamenti e tagliarli a pezzi di circa 3 cm. Lasciarli in acqua acidulata col limone per evitare che anneriscano.

Portare una pentola d’acqua ad ebollizione e cuocere i cardi, dopo averli scolati dalla precedente acqua, per 30 minuti.

A metà cottura aggiungere le patate sbucciate e tagliate a fette di 1/2 cm.

Scolare il tutto.

Accendere il forno ventilato a 180°.

Imburrare una teglia, cospargerla di pangrattato e fare un primo strato di patate, spolverare di parmigiano e pangrattato in proporzione 2 a 1, aggiungere qualche fiocchetto di burro.

Ripetere l’intera operazione con i cardi, ancora con le patate e completare con i cardi con un’ultima abbondante spolverata di parmigiano, pangrattato e fiocchetti di burro.

Irrorare la preparazione con un bicchiere di acqua, infornare per 30 minuti, l’acqua si deve assorbire e tutto essere ben gratinato.

Lasciare intiepidire leggermente prima di servire.

Bruschetta con zucca e skordalia alle mandorle per il Club del 27

La skordalia è un meze (antipasto) greco. Si tratta di una salsina agliata, per questo da gustare rigorosamente tra amici, che accompagna solitamente un piatto di pesce fritto. Il nome deriva dalla parola aglio che in greco si dice skordo.

In questa occasione, insieme al Club del 27 che questo mese omaggia la zucca, la propongo nella versione autunnale di Bianca Berti.

L’antipasto è velocissimo da preparare, così come veloce è stata la sua sparizione dalla tavola, fortunatamente almeno una foto l’ho fatta 🙂

Dosi per 4 persone:

150 g di zucca
3 cucchiai di olio extravergine
4 fette sottili di pane
50 g di primosale di capra (oppure feta) a dadini
timo

Skordalia alle mandorle:
70 g mandorle
1 spicchio di aglio
1 cucchiaio di pangrattato
2 cucchiai di aceto di vino bianco
30 ml olio extravergine di oliva
acqua

Tostare le mandorle in una padella antiaderente, farle raffreddare e tritarle con l’aglio, il pangrattato e l’aceto cercando di ottenere un crumble.
Continuando a frullare, aggiungere l’olio a filo ed acqua quanto basta per ottenere un’emulsione.
Tagliare la zucca a fette sottili, ungerle con l’olio e piastrarle per qualche minuto, devono risultare tenere.
Ungere il pane con l’olio e tostarlo sulla griglia calda.
Comporre la bruschetta spalmandola di skordalia di mandorle, coprire con le fette di zucca, il primosale di capra, il timo e poco olio ancora.

Ratatouille

La ratatouille, un contorno di verdure tipico della Provenza, deve il suo nome al gesto di mescolare: dal francese touiller accomunato all’occitano ratatolha.

Un piatto fresco, colorato e veloce nella sua preparazione, che utilizza ortaggi tipicamente estivi con l’unico accorgimento di prepararli rispettando i diversi tempi di cottura.

Nota davvero fondamentale è utilizzare verdure freschissime accompagnate da un buon olio extravergine d’oliva e dalle erbe aromatiche che arricchiranno il vostro piatto donandogli il tipico profumo mediterraneo.

1 melanzana
1 peperone giallo
2 zucchine medie
2 patate medie
2 pomodori grossi maturi
erbe aromatiche fresche
tritate (timo, basilico, prezzemolo…)
3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
1 spicchio d’aglio
sale

Lavare ed asciugare le verdure, sbucciare le patate e tagliare tutti gli ortaggi in pezzi della stessa dimensione.

In una padella antiaderente scaldare l’olio, profumarlo con lo spicchio di aglio ed aggiungere le patate e mezzo bicchiere d’acqua, sale ed erbe aromatiche. Cuocere per 5 minuti mescolando ogni tanto.

Aggiungere in sequenza di un paio di minuti i peperoni, mescolare, le zucchine, mescolare, e da ultimo i pomodori e mescolare.

Cuocere per 10/15 minuti con il coperchio a fuoco medio, sempre… mescolando di tanto in tanto. Se si asciugano troppo aggiungere poca acqua calda.

Le verdure dovranno risultare ben cotte ma sode, non sfatte.

Tris di cereali alla curcuma

Ripartiamo di slancio con una terrina di cereali e verdure profumate alla curcuma, un mix di alleati per il nostro benessere.

Avena, Farro e Orzo sono i cereali che ho utilizzato: il primo è ottimo per placare la fame, il secondo ha un buon valore proteico mentre il terzo è un buon rimineralizzante. Il tutto condito con broccoli e pomodorini, ricchi di vitamine, e la curcuma che si caratterizza anche come buon antinfiammatorio naturale e aiuta a rafforzare il sistema immunitario.

Un piatto unico versatile e ottimo gustato sia caldo che a temperatura ambiente, consentendoci così di prepararlo per tempo.

Dosi per due porzioni

45 gr di avena decorticata
45 gr di farro
45 gr di orzo
6 pomodorini
4/5 cimette di broccoli
1 cucchiaino di curcuma
3 cucchiaini di olio extravergine d’oliva

Sciacquare bene i cereali e cuocerli in acqua leggermente salata, i tempi di cottura sono generalmente riportati sulle confezioni e variano di poco (35/40 min), motivo per cui io li cuocio insieme.

Nel frattempo lavare le cimette di broccolo e cuocerle a vapore, lavare e tagliare in quattro i pomodorini.

In una padella far scaldare l’olio, aggiungere la curcuma che deve tostare un minuto, di seguito versare i broccoli ed i pomodorini, da ultimo i cereali scolati.

Aggiustare di sale e spadellare, il piatto è servito.

Pillola socratica 😉

Frittata di salicornia

E’ tempo di salicornia, chiamata anche asparago di mare, salicot, finocchio di mare o fagiolo di mare. Tanti nomi per una pianta erbacea che cresce spontanea lungo i litorali, nelle paludi salmastre e vanta innumerevoli proprietà benefiche. Infatti è ricca di sali minerali e vitamine, soprattutto di iodio, ha proprietà depurative e rinfrescanti, è ricca d’acqua e dal gusto salato e leggermente amarognolo.

Si raccoglie da maggio ed in commercio la si trova, anche se non facilmente, sino a fine agosto. Si accompagna al pesce, soprattutto crostacei, e può essere consumata sia cruda che cotta, condita in insalata oppure conservata sott’aceto. Ottima nella frittata con l’aggiunta di un pò di formaggio e senza la necessità di aggiungere sale.

Unico accorgimento una volta lessata, dai rametti più grossi va levato il filo interno io ne ho lasciati un paio appositamente per farveli vedere nella foto, sono semplicemente da sfilare.

150 gr. di salicornia
4 uova
50 gr di parmigiano reggiano
1 noce di burro

Lavare la salicornia molto bene e lasciarla in ammollo qualche minuto.

In una pentola di acqua in ebollizione, tuffare la verdura e cuocere per cinque minuti. Scolare, far raffreddare, togliere eventuali filamenti molto grossi.

In una ciotola sbattere le uova con il formaggio, aggiungere la salicornia.

Sciogliere il burro in una padella antiaderente, versare il composto e lasciare rapprendere per qualche minuto fino a che non si è formata la crosticina di sotto. Con l’aiuto di un coperchio o un piatto rigirare la frittata e terminare la cottura.

Pillola socratica 😉

foto tratta dal web

Peperoni sottaceto

Le verdure sottaceto sono un ottimo compendio ad un antipasto, ma ben si accompagnano anche ad una portata principale. Differiscono dalle giardiniere per la mancanza di zucchero nella loro preparazione, per esempio come quella di zucchine che vi ho proposto qualche mese fa e che trovate qui.

Ora è tempo di peperoni, ricchi di vitamine A e C, buona fonte di potassio e dalle proprietà diuretiche. L’importante è sceglierli sodi e carnosi, devono essere freschi e privi di ammaccature. Pur parenti dei peperoncini hanno valore zero nella scala di Scoville, la scala che misura la piccantezza.

Una volta preparati, per meglio apprezzarli, dovrete attendere almeno 30 giorni prima di consumarli. Se poi volete fare scorta, ancora chiusi si conservano per mesi.

500 gr di peperoni (peso al netto degli scarti)
400 ml di aceto di mele
1 foglia di alloro
1 spicchio di aglio
1 chiodo di garofano

sale

Lavare, asciugare e tagliare i peperoni a metà, togliere la calotta, i semi ed i filamenti. Ridurli a strisce e poi a quadrotti di circa 2/3 cm per lato.

In una casseruola portare a bollore l’aceto con gli aromi ed un pò di sale.

Mantenendo il liquido sempre in leggera ebollizione tuffare metà dei peperoni e cuocerli per un paio di minuti. Scolarli molto bene e fare la stessa cosa con i restanti peperoni.

Disporli su un canovaccio pulito e lasciarli asciugare, tamponarli con carta assorbente. Tenere da parte il liquido di cottura.

Utilizzando un vasetto in vetro capiente e sterilizzato, inserire i peperoni cercando di riempire bene tutti gli spazi, ricoprirli di liquido bollente, volendo aromi compresi.

Chiudere bene e capovolgere il vasetto sino a raffreddamento.

Non occorre sterilizzare, conservate in un luogo fresco e buio per un mese prima di consumarli.

Pitta di patate

La pitta di patate è una torta salata rustica salentina, tipica della provincia di Lecce. Deliziosa da consumare tiepida, meglio ancora se lasciata raffreddare per compattare ed amalgamare i sapori dei diversi ingredienti, e servita come piatto unico oppure in un buffet.

Il suo nome pare sia dovuto al fatto che in origine la torta venisse pittata, cioè decorata.

Nei miei ricordi la pitta è legata indissolubilmente alle giornate trascorse al mare, tra bagni rinfrescanti e momenti di riposo sotto una profumata pineta. Ma con l’inizio della stagione calda, ovunque mi trovi, è questo uno dei piatti che preparo volentieri.

1 kg di patate
olio
formaggio grattato saporito (facoltativo)
pangrattato

Per il ripieno:
200 gr di cipolle
300 gr di pomodorini
capperi
olive nere piccole denocciolate
origano

sale
olio extra vergine d’oliva

Pelare, tagliare a tocchetti le patate e cuocerle nel microonde, in alternativa lessarle come da tradizione. Schiacciarle con una forchetta o l’apposito attrezzo e condirle con sale e olio. Deve risultare un impasto setoso e morbido.

In una padella antiaderente versare quattro cucchiai di olio e far appassire le cipolle tagliate a metà e poi a fettine sottili, aggiungere i pomodorini tagliati in quattro, una bella manciata di capperi dissalati, olive a piacere e una generosa spolverata di origano. Salare e cuocere per una decina di minuti, fare intiepidire.

In una tortiera apribile, unta di olio e spolverata di pangrattato, fare una base con metà impasto di patate e foderare anche i bordi, versare il condimento, livellarlo bene e ricoprire il tutto con il resto delle patate.

Con i rebbi di una forchetta praticare delle leggere incisioni circolari come decoro, spolverare di pangrattato e formaggio, completare con un giro d’olio.

Cuocere in forno a 180° per mezz’ora.

Carrot cake

Quale sia l’esatta provenienza di questa torta mi rimane oscura, pare che gli inglesi l’abbiano importata dal continente europeo e farcita di crema al formaggio; dicono che per gli svizzeri sia la torta di compleanno dei bambini; in ultimo sembra che gli americani l’abbiano fatta propria e brunita con lo zucchero di canna e l’aggiunta di noci.

La versione che preferisco e vi propongo è quella d’oltreoceano, il dolce è morbido, con una buona umidità e dall’irresistibile profumo di cannella. La carrot cake è perfetta se servita a colazione, ottima anche a merenda, o più semplicemente per quando avete voglia di una coccola.

Per una tortiera dal diametro di 18 cm:

2 uova
125 gr di zucchero di canna
70 ml di olio extra vergine d’oliva
150 gr di carote
150 gr di farina tipo 1
8 gr di lievito
cannella
50 gr di noci
zucchero a velo

In una ciotola sbattere i tuorli con lo zucchero di canna e l’olio. A parte montare a neve ferma gli albumi e unirli al composto con delicatezza dal basso verso l’alto. Grattugiare finemente le carote, tritare le noci e inserire i due ingredienti nel composto, aggiungere cannella a piacere e la farina setacciata insieme al lievito. Mescolare bene e delicatamente il tutto.

Portare il forno alla temperatura di 160°, modalità ventilato, imburrare ed infarinare una teglia dove versare il dolce.

Infornare e cuocere per 30 minuti circa; fate la prova stecchino, se risulta asciutto la vostra carrot cake è cotta.

A torta fredda spolverare la superficie di zucchero a velo.

Pasta integrale al Ragù vegetale

La ricetta del giorno è semplice, da cucina socratica.

Vi propongo un abbinamento di pasta integrale con un condimento tutto vegetale. Ci serviranno delle lenticchie, ottime sostituto della carne, ed un finocchio che dona freschezza e stempera il dolce sia del pomodoro che delle lenticchie stesse.

Praticamente è un piatto unico, gustoso e salutare grazie al buon contenuto di fibre, proteine e vitamine.

Per due persone

160 gr di pasta integrale
1 cipolla dorata
1 finocchio piccolo
150 gr di lenticchie piccole (io quelle di Castelluccio di Norcia)
400 gr di passata di pomodoro
1 spicchio d’aglio
peperoncino
pangrattato
sale
olio extra Vergine d’Oliva

Lessare le lenticchie in acqua bollente salata per 20 minuti (oppure seguire le indicazioni riportate sulla confezione). Nel frattempo tagliare la cipolla, lavare e tagliare il finocchio, sbucciare l’aglio, mettere il tutto nel frullatore ed ottenere un composto abbastanza liscio.

In una padella antiaderente versare due cucchiai di olio e rosolare il mix ottenuto, cuocere per 7/8 minuti mescolando spesso. Se necessario aiutatevi con poca acqua calda.

Quando il soffritto è pronto, aggiungere la passata di pomodoro e proseguire la cottura per circa 15 minuti.

Da ultimo inserire anche le lenticchie cotte e scolate (ma non buttate l’acqua), aggiustare di sale e peperoncino a piacere. Amalgamare i sapori per un minuto ancora.

Nell’acqua di cottura delle lenticchie cuocere la pasta integrale, scolarla molto al dente e spadellarla velocemente nel ragù vegetale.

Completare il piatto con il pangrattato abbrustolito e ben tostato con poco olio.

Servire e gustare.

Pillola socratica 😉